Nancy Brilli

Nancy Brilli

Grazie al progetto Alda Merini,conosco Nancy Brilli,che dopo averla contattata telefonicamente per esporre la mia iniziativa,gentilmente mi concede l’autorizzazione a inserire due video che riguardano due momenti passati assieme alla poetessa.Mi ha colpito immediatamente la sua disponibilità e semplicità riscontrata anche in seguito,quando tramite alcune sue collaboratrici mi ha fatto sapere che lei era una pittrice e che voleva fare una t-shirt con una sua opera che si identificasse su una sua rappresentazione teatrale che stava recitando in giro per i più importanti teatri italiani: la Bisbetica tratto dalla Bisbetica Domata di William Shakespeare.


“Per me fare l’artista non è un lavoro, è il mio modo di essere.” Nancy Brilli
La passione per l’arte e la grafica artistica è stata sempre presente nella vita di Nancy Brilli sin da quando iniziò a studiare grafica pubblicitaria e fotografia all’Istituto d’Arte Roma1 e successivamente allo IED a Roma.
Nonostante fosse stata ammessa all’Istituto superiore per le Industrie Artistiche di Urbino, e contemporaneamente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Nancy decise di intraprendere la carriera di attrice.
“ Non ho mai abbandonato pittura, fotografia, disegno e scrittura, ma per trovare il coraggio di espormi ho impiegato un sacco di tempo. Per tutto il periodo dell’Istituto, poi anche in seguito, fino alla nascita di mio figlio, qualunque opera potessi produrre, foto, dipinti, disegni, la distruggevo in maniera metodica, completa. Non volevo restasse traccia dei miei pensieri, avevo paura del giudizio. Mentre recitare è fare altro da me, disegnare, scrivere, cantare sono gesti che compio in prima persona, e per molto tempo non ho avuto il coraggio di affrontare gli sguardi delle persone.” Nancy Brilli
Il cambiamento di pensiero ci fu quando Vincenzo Mollica vide per caso un quadro fatto da Nancy prima che venisse annullato come altri, esso infatti, si oppose fortemente al farlo annullare, suggerendo all’artista di mostrarlo ad Alessandro Nicosia, il quale, dopo aver visto il quadro propose alla Brilli di esporre al Museo del Vittoriano di Roma.
Fu così che tra Settembre e Ottobre 2006 prese vita “Voci dell’anima, tra pensieri e parole”.
Per la prima volta Nancy accettò che le sue opere avessero un pubblico, che la sua anima vera venisse esposta.
“Al centro dei miei lavori ci sono donne, spesso senza abiti, che però si negano, nella nudità non c’è offerta, solo verità schietta. E sguardi, i miei, secchi, duri, a me stessa e quelli degli altri, spaventosi, indulgenti, dolcissimi.”
La particolarità è che in ogni quadro della Brilli c’è una parte di scrittura, come che fosse lì ad aspettare di “venir fuori” dopo la pittura. Come per la scrittura automatica degli espressionisti, tutto avviene in maniera non intenzionale, è scritto con una grafia molto diversa da quella reale dell’artista, quasi ci sia una sorta di possessione artistica che leconsenta di tirar fuori dei lati oscuri, non ammessi, spesso poetici.
“Per rappresentarmi in prima persona ho evidentemente bisogno comunque di un tramite, fosse anche un modo di scrivere diverso dal solito.”
“Nella mostra a Cà Vendramin Calergi, a Venezia, dal titolo “Abbracci”, esploravo il rapporto uomo-donna. Sono stata una ragazzina abbandonica, ho trovato nel calore di un abbraccio un simulacro di sicurezza che mi tranquillizzava.”
Di quest’anno la collettiva “Gli Eclettici, fame di vita”, a Milano.

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