Gianluigi Colin

Gianluigi Colin

Incontrare Gianluigi Colin in Via Solferino 28, nel suo studio del Corriere della Sera, da sola è una grande emozione; essere dentro un edificio dove sono state scritte tante pagine della storia italiana. Inoltre, la sua stanza è molto caratteristica in quanto entrarci dentro è un problema perché Gianluigi ha una sua “sprecisione” che solo lui conosce per cui sei sommerso di libri, riviste, giornali, da tutte le parti e in tutte le maniere. Poi c’è lui, che è un genio nelle sue idee e vivendo in questo ambiente è riuscito a elaborare frasi esprimendo messaggi importanti in una forma estremamente contemporanea. La sua partecipazione al progetto Itart ha dato un tono di novità nella comunicazione, caratteristica del suo modo di fare arte.


Nato a Pordenone nel 1956, Gianluigi Colin conduce da molti anni una ricerca artistica intorno al dialogo tra le immagini e le parole. Il suo lavoro nasce come investigazione sul passato, sul senso della rappresentazione, sulla stratificazione dello sguardo. Si tratta di una poetica densa di richiami alla storia dell’arte e alla cronaca, che tende a porre sul medesimo piano memoria e attualità, facendo sfumare i confini tra le epoche. Una poetica dal forte impegno civile ed etico, che vuole restituire all’esperienza artistica forti valenze militanti.
Personalità eclettica, Colin è art director del “Corriere della Sera”, ha tenuto conferenze, seminari e corsi universitari. E ha scritto anche saggi e articoli sulla fotografia e sulla comunicazione visiva.
Sue personali si sono tenute in numerose città italiane e straniere (tra le sue mostre, da segnalare quelle all’Arengario di Milano, nel 1998, al centro Cultural Recoleta di Buenos Aires, nel 2002, al Museo Manege di San Pietroburgo, nel 2003, al MADRE di Napoli e alla Bienal del Fin del Mundo a Ushuaia, nel 2011, all’Ivam di Valencia, nel 2011, alla Fondazione Marconi a Milano, nel 2012).
Protagonista di performance (organizzate in varie parti del mondo), è stato invitato a “Valencia09” (presso l’IVAM di Valencia, nel 2009), selezionato per il Padiglione Italia della 54 esposizione d’Arte Internazionale della Biennale d’arte di Venezia e, nel 2013, presente alla mostra Post-Classici, ai Fori imperiali a Roma.
Sue opere sono presenti in collezioni private, musei e istituzioni pubbliche in Italia e all’estero.
Vive e lavora a Milano

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