Ricordando Elio Fiorucci

Ricordando Elio Fiorucci

Purtroppo lo scorso anno il 20 luglio ci ha lasciato uno dei più grandi stilisti italiani Elio Fiorucci che ho avuto il piacere di conoscerlo e di condividere con lui uno degli ultimi lavori riguardanti temi a lui molto cari, la salvaguardia degli animali e la difesa della natura.

Ricordo quando autorizzò la stampa della prima T-shirt della quale pubblico la foto di quando ero nel suo ufficio. Momenti che non dimenticherò e dei quali nella sua presentazione mi sono permesso di esprimere un pensiero che qui sotto potete leggere.

“Grazie a Giuliano Grittini ho avuto il piacere di avere l’appuntamento con Elio Fiorucci nel suo ufficio milanese e ricorderò sempre questo nostro primo incontro.
Sapevo che avrei conosciuto un pezzo della storia del fashion italiano, Elio è stato il primo a fare un vero e grande cambiamento nel modo di fare moda, avvicinando questa alle persone.
Ricorderò sempre il suo sorriso, la gentilezza e la sua semplicità. Dopo pochi minuti dal nostro incontro mi sentivo a mio agio nel presentare il mio progetto; lui si è dimostrato subito interessato ed ha accettato di condividerlo e partecipare ad esso.

La cosa che lo aveva colpito maggiormente era la limited edition numerata e certificata, il fatto che la mia t-shirt contenesse messaggi che dovevano essere condivisi, cioè indossati dal cliente nelle occasioni più opportune. Un capo che non passa di moda anzi, essendo unico deve essere conservato e indossato nel tempo.

Parlando di progetti da fare insieme abbiamo deciso di affrontare i temi animalista e ambientalista. Elio, noto vegetariano, al nostro primo incontro mi regalò un libro dicendomi che dopo averlo letto non avrei mangiato più carne e con la nostra prima t-shirt volle affrontare la difesa degli animali, in particolare l’uso delle loro fibre nel campo tessile.
In quel periodo sul sito della Peta fu pubblicata una denuncia su come veniva fatta l’estrazione del pelo d’angora dai conigli in alcuni allevamenti cinesi, una cosa orribile,
il pelo veniva strappato con le mani dagli animali legati vivi e la stessa operazione si ripeteva dopo sei mesi, una vera e propria crudeltà.
Per cui creammo insieme una t-shirt denuncia, l’unica sul mercato tessile, per evidenziare e denunciare il problema che era stato anche condiviso da alcuni grandi gruppi tessili
che vietavano l’uso della fibra d’angora nei loro capi di abbigliamento.
Successivamente abbiamo creato una serie di t-shirt collaborando e condividendo il progetto del WWF sulla salvaguardia e difesa dell’Amazzonia per il quale Elio oltre a creare le varie opere, ideò anche alcuni aforismi.
Tutte le t-shirt della sua collezione sono state certificate da lui stesso, e questo le rende delle realizzazioni veramente esclusive ed uniche
Purtroppo ci ha lasciato e lo ricorderò sempre per la sua attenzione rivolta al mio progetto e sono orgoglioso non solo della sua partecipazione ma per avere nella mia collezione uno degli ultimi lavori da lui realizzati. Grazie Elio sarai sempre nel mio cuore.”

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