Elio Fiorucci

Elio Fiorucci

Grazie a Giuliano Grittini ho avuto il piacere di avere l’appuntamento con Elio Fiorucci nel suo ufficio milanese e ricorderò sempre questo nostro primo incontro.
Sapevo che avrei conosciuto un pezzo della storia del fashion italiano, Elio è stato il primo a fare un vero e grande cambiamento nel modo di fare moda, avvicinando questa alle persone.
Ricorderò sempre il suo sorriso, la gentilezza e la sua semplicità. Dopo pochi minuti dal nostro incontro mi sentivo a mio agio nel presentare il mio progetto; lui si è dimostrato subito interessato ed ha accettato di condividerlo e partecipare ad esso.

La cosa che lo aveva colpito maggiormente era la limited edition numerata e certificata, il fatto che la mia t-shirt contenesse messaggi che dovevano essere condivisi, cioè indossati dal cliente nelle occasioni più opportune. Un capo che non passa di moda anzi, essendo unico deve essere conservato e indossato nel tempo.

Parlando di progetti da fare insieme abbiamo deciso di affrontare i temi animalista e ambientalista. Elio, noto vegetariano, al nostro primo incontro mi regalò un libro dicendomi che dopo averlo letto non avrei mangiato più carne e con la nostra prima t-shirt volle affrontare la difesa degli animali, in particolare l’uso delle loro fibre nel campo tessile.
In quel periodo sul sito della Peta  fu pubblicata una denuncia su come veniva fatta l’estrazione del pelo d’angora dai conigli in alcuni allevamenti cinesi, una cosa orribile,
il pelo veniva strappato con le mani dagli animali legati vivi e la stessa operazione si ripeteva dopo sei mesi, una vera e propria crudeltà.
Per cui creammo insieme una t-shirt denuncia, l’unica sul mercato tessile, per evidenziare e denunciare il problema che era stato anche condiviso da alcuni grandi gruppi tessili
che vietavano l’uso della fibra d’angora nei loro capi di abbigliamento.
Successivamente abbiamo creato una serie di t-shirt collaborando e condividendo il progetto del WWF sulla salvaguardia e difesa dell’Amazzonia per il quale Elio oltre a creare le varie opere, ideò anche alcuni aforismi.
Tutte le t-shirt della sua collezione sono state certificate da lui stesso, e questo le rende delle realizzazioni veramente esclusive ed uniche
Purtroppo ci ha lasciato e lo ricorderò sempre per la sua attenzione rivolta al mio progetto e sono orgoglioso non solo della sua partecipazione ma per avere nella mia collezione uno degli ultimi lavori da lui realizzati. Grazie Elio sarai sempre nel mio cuore.


Elio Fiorucci, milanese di nascita, partecipa attivamente all’attività paterna, intraprendendo l’avventurosa ricerca di modi e mondi nuovi da scoprire, avventura che lo porterà nel ‘67 all’apertura del suo famoso negozio in Galleria Passarella a Milano, una finestra sul mondo con le novità di Carnaby Street. Nel ‘70 il nome Fiorucci diventa un marchio con una propria produzione industriale, distribuita in Europa, Sud America e Giappone e il negozio di Milano diventa un punto d’incontro dei giovani che si ribellano alle convenzioni.

Nasce lo Stile Fiorucci e il concetto di lifestyle. Fiorucci adotta come marchio i famosi due angioletti, un’immagine vittoriana che l’architetto Italo Lupi reinterpreta. Nel ‘74 apre un secondo store Fiorucci a Milano, in Via Torino: tre piani con una formula rivoluzionaria, abiti vintage e profumi, abbigliamento e complementi d’arredo venduti in un unico negozio. In seguito Fiorucci apre il primo negozio a Londra, in Kings Road, a New York sulla 59ª Strada, che subito diventa un luogo cult dove si incontrano i maggiori esponenti delle comunità intellettuali newyorchesi. Andy Warhol sceglie la vetrina del negozio per il lancio del suo rivoluzionario giornale Interwiew.

Nel ‘77 organizza il Grande Opening dello Studio 54: una discoteca mito che diventa un fenomeno di costume. Nel ‘79, inaugura il negozio di Los Angeles a Beverly Hills. Nell’82 Fiorucci mischia la Lycra al denim, creando il primo jeans stretch, femminile, aderente e seducente. Nell’83 il film Flashdance lancia la moda-palestra ed Elio Fiorucci è il primo a mettere in vendita body, scalda-muscoli, fasce antisudore e leggings. Il marchio Fiorucci festeggia i suoi 15 anni con una grande festa alla Studio 54 di New York, guest d’eccezione una giovanissima Madonna agli esordi. Nell’84, esplode la graffiti mania e Elio Fiorucci invita a Milano Keith Haring, che trasforma il negozio con la sua creatività.

Nel 2007 la Triennale di Milano gli dedica “Fiorucciland”, come simbolo della rivoluzione del costume degli anni ’70. Il suo sguardo é da sempre rivolto ai giovani, di cui, con la sua innata e insaziabile curiosità e voglia di confronto, sa sempre anticipare le esigenze. La sua moda è in movimento, in evoluzione, continuamente alla ricerca di nuovi spunti da utilizzare, la sua immagine è autonoma, apolide, rifiuta ogni confine territoriale ed ogni etichetta che possa costringerla in genere. Negli ultimi anni Fiorucci crea Love Therapy, un progetto per rivoluzionare ancora una volta, non solo la moda, ma anche il lifestyle, portando divertimento, libertà ed allegria. Muore il 20 Luglio 2015 a Milano nella sua casa vittima di un malore a poco più di 80 anni.

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