Populonia
Redazione | 16 giugno 2008Situata sull’estremità settentrionale del promontorio della Toscana nella provincia di Livorno.
Si arriva aggirando il promontorio, dalla suggestiva e solitaria insenatura del Golfo di Baratti dove, mediante lavori di scavo, ha dato alla luce dopo millenni un’imponente Necropoli Etrusca.
Alta sul promontorio, ci presenta l’aspetto di un borgo fortificato del Trecento, dominato da una Rocca con un bel torrione cilindrico e con avanzi di mura etrusca nei dintorni.
Da questi miseri avanzi è difficile immaginare che Populonia, già abitata nella remotissima età del ferro, fu poi una florida città etrusca ed ebbe grande importanza come porto della regione e come centro per la fusione del ferro ricavato dall’Elba.
Per convincerci, dobbiamo visitare il piccolo museo etrusco che raccoglie i ricordi di quei tempi: vasi, monili, sarcofagi, sculture ed altri oggetti di ferro, bronzo, di argilla e di tufo.
A Porto Baratti, che costituiva l’antico porto di Populonia, gli Etruschi lavoravano il ferro ivi trasportato dall’isola d’Elba.
Ce lo dimostrano gli enormi cumuli di scorie ferrifere che vi si trovano ancor oggi.
Queste scorie, depositate dai forni fusori ormai distrutti, ricoprono ancora, in parte, le tombe della necropoli etrusca che gli archeologi hanno a poco a poco disseppellito nella zona.
Questo antichissimo cimitero comprende tombe scavate e edificate in tempi remotissimi, prima di Cristo.
Le tombe scavate sono per lo più, grotte o celle ricavate nel tufo, le tombe edificate, invece, sono dei veri e propri monumenti con cupola e vari ambienti interni come camere o corridoi.
Secondo gli oggetti rinvenuti dentro di esse, le tombe sono state chiamate con vari nomi.
Abbiamo così la Tomba dei Flabelli (erano grandi ventagli di bronzo), la tomba dei Carri, la tomba dei Letti Funebri.





