Capraia
Redazione | 17 aprile 2008In questa isola, il rosa vivo del fiordaliso, il lilla della bocca di leone.
E poi asfodeli, ranuncoli acquatici, narcisi, giunchiglie e persino orchidee: in primavera la bellezza della vulcanica Capraia si addolcisce di mille colori.
Da scoprire in uno dei nove trekking dell’isola, dormendo nelle case locali.
Giro intorno all’isola e giro tra le grotte su scialuppa o gommone.
Come già premesso è un’isola di origine vulcanica ed è la terza in ordine di grossezza dell’arcipelago toscano.
Presenta caratteristiche di alte roccie e assenza di spiagge e un piccolo bacino lacustre in un’area collinosa all’interno dell’isola.
All’estrema parte meridionale è presente un vulcano inattivo, esploso in epoca remota ha lasciato spazio a resti di forme coniche, tra colori variabili tra il rosso e il nero dovuto all’accumulo di lava che si è depositata sulle scogliere.
Attualmente fa parte del parco dell’arcipelago toscano.
Tra i suoi punti più apprezzati è la Cala Rossa, all’estremo sud dell’isola.
Il nome deriva anticamente dalla presenza di capre selvatiche.
Nel Medioevo fu territorio dei Saraceni, passando poi sotto il territorio di Genova.
Legata poi all’amministrazione della Corsica, rimase poi alla Repubblica di Genova, anche dopo che l’isola finì sotto il dominio francese, passando poi alla provincia di Livorno, per la Chiesa Cattolica rimase dominio di Genova.
Dopo la seconda guerra mondiale è stata a lungo sede di un penitenziario.
Attualmente è prettamente turistica, con un riguardo particolare all’ambiente .
Non è predisposta per un turismo di massa, ed è predisposto tra la primvera e l’autunno.
Offre la possibilità di lunghe passaggiate immersi nella natura; splendide immersioni subacquee, pesca dilettantistica e acqua cristallina per tonificanti bagni estivi sono i suoi punti di forza.
Tra i luoghi di interesse vediamo:la Chiesa di S.Nicola, Chiesa e Convento di S.Antonio, Pieve di Santa Maria Assunta, Chiesa di Santo Stefano.





