Stìa
Redazione | 20 marzo 2008Bianca e vivace fra verdi alture, dominate dalla mole del Monte Falterona.
Nei dintorni si possono ammirare ancora due celebri castelli casentinesi: Castel Porciano e Castel Castagnaio.
Lasciato l’Arno, ormai semplice torrente, l’ultimo tratto della strada casentinese attraversauna parte della magnifica Foresta di Campigna e raggiunge il Passo la Calla che è il più alto della regione.
L’economia locale si basa prevalentemente sulle attività industriali nel settore tessile e in quello dei mobilifici.
Numerose sono anche le aziende impegnate nel settore della carta dell’abbigliamento e della pelletteria.
Rilevante è l’attività turistica nella stagione estiva.
Nel medioevo appartenne ai conti Guidi i quali fecero costruire sul territorio la propria abitazione lungo la riva del torrente Staggia.
Attorno alla residenza si sviluppò il borgo che nel corso del trecento sviluppò una fiorente manifattura tessile che produceva panni di lana.
Qui nasce il celebre “panno casentino”.
Divenne territorio della Repubblica Fiorentina.
Da quel momento in poi la sua storia è legata a quella di Firenze.
Tipico esempio di architettura fiorentina è la chiesa di S.Maria delle Grazie.
Si intraprese poi un’importante opera di bonifica che favorì lo sviluppo dell’agricoltura e conseguentemente la crescita demografica ed economica.
Ai primi dell’ Ottocento l’attività dei lanifici era ben avviata, ed anche la produzione vinicola era molto diffusa.
Tra le numerose manifestazioni che si svolgono periodicamente segnaliamo qui la tradizionale fiera di “S.Cristina” che si tiene nel mese di Luglio e che prevede anche l’allestimento di stand gastronomici per lo svolgimento della sagra del “tortello” ; durante la sagra è possibile degustare i piatti tipici di questi luoghi come un piatto tipico a base di patate.





