Pietre, acque, memorie: preziose vedute e insolite tracce nei paesaggi fine-art di Daniele Indrigo

Venerdì 19 Febbraio 2010

“Pietre, acque, memorie” è il punto di vista scelto dal fotografo Daniele Indrigo per le opere che saranno esposte da sabato 13 marzo alla Galleria “Le Monelle” di Gemona del Friuli (ud). Ospitata nel palazzo che fu storica sede dei fotografi Di Piazza fin dai primi decenni del Novecento, la Galleria lancia ogni anno un progetto espositivo dedicato al lavoro di autori contemporanei, per riannodare i fili della memoria guardando però al presente e al futuro di una tecnica espressiva che ormai ha conquistato il suo posto tra le arti. Nel corso del 2010 il tema scelto dalla Galleria, la cui programmazione è curata da Raffaele Chiandussi, sarà quello del paesaggio, declinato dall’obiettivo di alcuni autori di appassionata, ancorché diversissima, ispirazione.

La prima mostra in programma è quella che dà spazio alle vedute in bianco e nero di Daniele Indrigo, fotografo che negli ultimi anni si è fatto apprezzare per la preziosissima resa fine-art di immagini ricche di grande attrazione emotiva ed esteticaScolpire con la luce è il tratto distintivo dell’autore in questi quadri rubati alla natura più spettacolare, spiata e ritratta in diversi luoghi del mondo, dove gli elementi primordiali della vita, come la pietra, l’acqua, il vento o le nuvole, sono colti quasi con un senso di smarrimento e di meraviglia, capace di catturare lo spettatore portandolo “dentro” la cornice del quadro, per viverne tutte le sensazioni più vere ed intense. Talora in queste scene affiorano anche le memorie del tempo e degli uomini, di cui a volte il paesaggio naturale si è ormai riappropriato nel lento scorrere dei secoli; talaltra invece è la natura stessa che suggerisce forme e richiami estetici o artistici, semplicemente con la forza delle sue curiose modificazioni. La stampa su carte pregiate e il grande formato delle immagini, che spaziano fino ai panorami aperti su ampi orizzonti tra terra e cielo, amplificano la sensualità quasi tridimensionale di queste opere, “ove per poco / il cor non si spaura”. Vernissage: sabato 13 marzo 2010 ore 18.

 

Galleria Le Monelle

Palazzo Di Piazza-Crapiz, via XXVIII aprile n. 5

GEMONA DEL FRIULI (ud)

aperto da mar a ven h14-19 / sab h9-17 > ingresso libero 

info: Le Monelle, tel. 0432 957902

www.lemonelle.biz

www.danieleindrigo.com 

COLLETTIVA ARTISTI premiati con diploma di segnalazione 6° trofeo g.b.moroni 2009

Lunedì 8 Febbraio 2010

locandina esposizioneComunicato stampa n.4

 NEW ARTEMISIA GALLERYBERGAMO DAL 13 AL 28 FEBBRAIO 2010 COLLETTIVA DEGLI ARTISTI PREMIATI CON DIPLOMA DI SEGNALAZIONEAL SESTO CONCORSO DI PITTURA“TROFEO G.B.MORONI” 2009 – “EMOZIONI” Presenti in collettiva gli artisti:Allegra Pietro, Arena Vittoria, Baffigi Grazia, Bottaro Debora, Casadio Sonia ,Maffeis Ettore, Paiano Fiorella, Petracca Laura ,Vailati Luisa  Widmer Rini, Katiusic Marko,          Nello spazio della New Artemisia Gallery, via Moroni 124 Bergamo si inaugura sabato 13 febbraio alle ore 17,00 una collettiva che presenta al pubblico dieci artisti che nel sesto concorso di pittura “Trofeo G.B.Moroni” sono stati premiati con Diploma di Segnalazione. Nel mese di Novembre 2009 nella stessa sede si erano presentati gli artisti premiati con Targa Menzione d’Onore, cioè i trenta finalisti del concorso compresi i primi tre premi ed i premi di categoria. Considerando l’alto livello delle opere presentate in questo concorso  ed il numero dei finalisti, la direzione ha pensato che anche gli artisti che non sono entrati in finale, non per mancanza di merito ma per votazione, alle volte di solo mezzo o di un punto, dovevano avere la possibilità di essere ugualmente presentati al pubblico. In questa collettiva hanno aderito dieci artisti, ed ognuno di loro oltre ad essere presente con l’opera premiata, accompagnano questa con un’opera inedita. Abbiamo detto dieci, dieci stilemi  ed emozioni diverse, di Allegra Pietro “27 Settembre” data significativa, vediamo con la tecnica dell’acrilico, un mare tenebroso in tempesta che all’orizzonte aggiunge una debole luce, un quadro a tema dedicato alla madre dell’artista, un ricordo emozionale. Sono tante le emozioni, ognuna con una sua storia, Baffigi Grazia presenta con ironia l’emozione della bellezza intrigante con la sua odalisca che adagiata fra i velluti ammicca sorridente, in contrasto vediamo l’emozione proiettata all’ infinito, tanto da andare oltre “Emozioni oltre l’infinito” è l’opera di Arena Vittoria, una tecnica mista con cui l’artista rappresenta attraverso, delicati tocchi di colore un orizzonte evanescente che ci fa osservare oltre la barriera prefissata.   Nella sua dolcezza “Tenerezza” la maternità di Paiano Fiorella, sempre brava ed attenta alla trasposizione dell’arte attraverso sensazioni dolci e materne. Nella figura femminile di Widmer “La ferita” vediamo un volto di donna, ferita, forse dalla vita, dall’amore o dalle illusioni non realizzate, illusioni che continuano in “Rain” viso composito in tecnica mista su tavola della giovane Vailati Luisa, occhi stupiti rivolti verso l’ignoto in un viso bagnato dalla pioggia o dalle lacrime?  Nell’opera di Bottaro Debora, la “Donna velata” è raffigura con tecnica molto materica olio e acrilico, donna velata, che pur esprimendosi in tutta la sua bella nudità, tende a coprirla con un velo, forse con questo atteggiamento vuole coprire le emozioni troppo forti, attutirle, renderle più accessibili. Non sono accessibili le “Emozioni cosmiche” di Maffeis Ettore, sembrano venire dallo spazio ed addensate tutte nella testa  immersa nel nero dell’universo. Immersa nell’acqua è “La sfida” di Casadio Sonia, una sfida emozionante tra l’uomo e il mare, onda gigantesca che sembra sopraffare l’uomo, che tagliando con sicurezza l’acqua, riesce a uscirne con abilità e bravura. Completa ed enigmatica troviamo Petracca Laura con la sua “Campo divisionista” quasi un labirinto di tratti che infitti impediscono di vedere oltre, forse una barriera alle quotidiane emozioni. Un tramonto invernale, la dolcezza della sera, raffigurata in modo emozionale dall’artista Katusic Mrko chiude questa breve raffigurazione delle opere premiate, che saranno visibili in galleria dal 13 al 28 febbraio, orario della galleria .9,30-12,30/16,00-19,00 chiuso domenica e lunedi mattino.AldebaranNew Artemisia Gallery di M.G.FrassettoVia Moroni 124-24122 Bergamo Per informazioni tel, 035241481 – 3895563828m.frassetto@libero.it 

Faccia a Faccia - Claudio Sacchi / Ferdinando Quintavalla

Martedì 15 Dicembre 2009

terza-piccola.jpgmostra_pesaro_piccola.jpgMartedi 15 dicembre alle ore 18 a Pesaro alla Chiesa della Maddalena,nei pressi del Conservatorio, si inaugura una mostra di pittura dedicata a Claudio Sacchi e Ferdinando Quintavalla .La mostra a cura di Gilberto Grilli è organizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune e dei Musei Civici .


I due artisti rappresentano due eccellenze dell’arte figurativa italiana conosciuti a livello internazionale.
Claudio Sacchi è nato a Pesaro nel 1953, ha frequentato la Scuola d’Arte di Urbino e l’Accademia di Belle Arti di Firenze .Fondamentale per la sua formazione sono stati gli incontri con Pietro Annigoni ed Enrico Del Bono.Ha trascorso lunghi periodi in Inghilterra e Olanda ,attualmente vive a Firenze ,dove svolge anche una notevole attività di ritrattista . Vittorio Sgarbi così ne descrive l’opera :”Sacchi, pittore di formidabile virtuosismo tecnico , potrebbe sembrare subito un artista antico , invece intende semplicemente ribadire la legittimità e la piena dignità di un modo di fare arte , quello legato alla tradizione , che la critica contemporanea per molto tempo ha voluto assurdamente rimuovere dalle nostre coscienze…”.
Ferdinando Quintavalla è nato a Parma nel 1951 , autodidatta , di grande impegno e notevoli doti artistiche realizza opere in cui risaltano la naturalezza e la spontaneità dello stile che le rendono di immediata lettura
M. Nardini

La mostra continua fino al 30 dicembre 2009

orario: tutti i giorni festivi compresi dalle 17 alle 22

ingresso: gratuito

info-line 3475151916 -  e.mail: nardini.maurizio@gmail.com

SCHEDA INFORMATIVA
protagonisti: CLAUDIO SACCHI - FERDINANDO QUINTAVALLA
organizzazione:Gabriele Bonazza
sede:Chiesa della Maddalena - via Zacconi PESARO (PU)
inaugurazione: 15 dicembre 2009 ore 18
orari: tutti i giorni festivi compresi dalle 17 alle 22
ingresso: libero
recapiti per info:3475151916 - nardini.maurizio@gmail.com

COLLETTIVA D’ARTE - VENTI ASTRATTI

Mercoledì 16 Settembre 2009

COMUNICATO STAMPA N. 50 ASTRATTO?L’espressionismo astratto è una forma alternativa dell’espressionismo tradizionale. Il movimento nasce a New York negli anni quaranta e si sviluppa principalmente tra i pittori gestuali. Le opere di espressionismo astratto sono facilmente riconoscibili: in gran parte gli espressionisti astratti dipingevano su grandi tele con forte energia e rapidità, utilizzando grossi pennelli o direttamente gettando il colore puro sulla tela. Esistono diverse interpretazioni di questa corrente, in quanto molti artisti considerano l’espressionismo in forma astratta come una rappresentazione violenta, mentre altri si approcciano a questa tecnica in modo più sereno, ovvero interpretando con la pittura espressionista le immagini astratte. Da sottolineare il fatto che non tutte le opere di questa corrente sono astratte o espressioniste, ma si rispecchiano nella corrente per la spontaneità del rapporto dell’artista con l’opera e il ruolo privilegiato dell’inconscio nel processo creativo.A ragione di questo commento presentiamo la nostra collettiva in cui gli artisti che hanno aderito.Si presentano al pubblico bergamasco con le loro opere e le loro tecniche. All’inizio vediamo le due opere del Prof.Enzo Tonello (Cavaglià) - che esprimendosi in forma e tecnica eccellente nella raffigurazione astratta della rappresentazione della vendemmia attraverso le tonalità a tutto campo delle varie qualità di uva, dando risalto più al colore che alla forma, prosegue il suo presentarsi con un’opera in cui si sintetizza la tecnica precisa e coloristica, assemblando in un unico spazio diversi momenti e particolari paesaggistici, architettonici, informali, concentrando il suo interesse nella figura un’ombra o uomo che si distacca dal fondale, unica presenza reale. Nell’insieme astratto della tela. Di diversa modalità l’opera della pittrice Alessandra Turolli (Bergamo), pittrice di grande talento che al momento risiede a Lerici e da questa località di mare prende spunto per le sue creazioni dai colori del mare e dei suoi fondali, che lei trasporta sulle tavole amalgamando le forme e i movimenti delle onde attraverso le linee e i segni che si intrecciano sinuosamente e si fondono in un unico disegno astrale. Il combattimento finale dei pellicani che si fronteggiano senza paura, sull’orlo delle onde di un mare infuriato rende bene tutta la competitività del momento attuale, concetto espresso dall’artista Baldani Giorgio, originario di Torino.In contrapposizione all’idea dell’astrattismo come fonte di non figura, troviamo i due lavori. di Francesco  Scapolatempore,  Milano, un giovane promettente che in questa collettiva si presenta. con due opere; nell’opera più grande raffigura una visione della vita di Gesù che si astrae da quella più conosciuta di profeta immerso nel dolore e nella devozione, in questa tela l’autore lo immagina scomporsi in un complesso famigliare in cui ognuno si esprime in forma musicale dando all’insieme una vocalità gioiosa; nel secondo lavoro ritroviamo le stesse tonalità e sfumature delle note musicali che sembrano scese dalla scena sovrastante. .Anche l’Africa viene ricordata in forma astratta dall’artista Kabir….  Che porta sulla tela i colori dei suoi tramonti, le linee dei suoi villaggi, l’abbraccio degli sposi e le usanze tribali, colori decisi e forti si congiungono in un intreccio colorato. Continuando a parlare di abbracci e gestualità, troviamo questi elementi nelle opere incatenate dell’artista Francesca Toffetti che unisce due tele (Amore e Morte) dove le mani impresse cercano di fermare i due sentimenti in forma indissolubile e tenace. Stiven artista veneta, si esprime attraverso cerchi concentrici che partano da “La teta de Luna” e si dirigono verso uno spazio esterno e buio in contrasto alla luce che traspare dalla Teta carica di positività. Laino Mauro imprime sulle tele stratificazioni di colori che si intrinsecano e formano solchi pieni di luce. e in altre forme si incastrano luci di foglia d’oro, un complesso lavoro di ricerca che sicuramente porterà a sempre maggiori successi. Si distinguono per le loro linearità, scritture e giochi di intrecci le quattro tele di un’artista di Amburgo che creando quasi una scacchiera univoca, si diverte a creare, attraverso i cambiamenti di posizione sempre nuove prospettive colorate.l figura in astrazione si può intendere l’opera di Glinkov Serghej –Trieste che raffigura in astratto un nudo a due tonalità che nell’insieme delle luci bianco e nero si trasforma in una unica massa di ombre e luci che si staccano sempre più dalla tela .e l’opera di Benito Aguzzoli un’elaborazione computerizzata della visione universale della creazione, un lavoro di piccolo formato ma di grande intuizione.Per finire questa nostra prima esposizione a tema astratto dobbiamo parlare del lavoro dell’artista Anna Franca Cavallini di Genova, artista di chiara fama che si affaccia al pubblico bergamasco con un’opera di notevole spessore, sia materico che formale. La sua opera, rossa e nera, squillante, contorta costruita, quasi plastica, che si fonde in un liquido rilucente e impalpabile, ci porta a riconoscere nell’artista una grande abilità di forma e maniera, un modo di raffigurare l’arte rapportato all’informale ed all’astratto, forse il lavoro che più si avvicina alla parola stessa. La sua rosa dei venti è un’opera degna di attenzione. Aldebaran New Artemisia Gallery – via Moroni 124 – 24122 BergamoTel.035241481 – 3895563828m.frassetto@libero.it  – www.newartemisiagallery.com

www.artantis.com art:al via il concorso artantis settembre-ottobre 2009.

Domenica 6 Settembre 2009

artantis l’arte di fare arte.CARISSIMI TUTTI, E’ INIZIATO IL CONCORSO ARTANTIS SETTEMBRE- OTTOBRE 2009

,VI AUGURO TANTI SUCCESSI ED UNA SANA COMPETIZIONE.

IL CONCORSO TERMINERA’ IL 24-10-2009

 Enzo Silvano

Vetro e Legno. L’Incanto e le Trame di Gabriele Kuestner ed Ulrike Scriba

Martedì 12 Maggio 2009

                                                                                   scriba-ridotta.jpg                                  kuestner-ridotta.jpg

VETRO E LEGNO

L’Incanto e le Trame di Gabriele Küstner ed Ulrike Scriba

Ab Ovo Gallery, Todi - 24 Maggio – 26 Luglio 2009

 

La Ab Ovo Gallery è orgogliosa di ospitare per il primo appuntamento della stagione 2009 le opere di Gabriele Küstner ed Ulrike Scriba, due grandi artiste tedesche che hanno fatto del vetro e del legno gli strumenti espressivi della loro creatività raggiungendo risultati artistici che le hanno fatte entrare, a buon diritto, nel gotha del mondo delle arti applicate contemporanee.

 

GABRIELE KÜSTNER

Il vetro è sin dai tempi antichi materia che emana fascino e mistero. Questa magia nasce dalla sua intrinseca capacità di giocare con la luce reinterpretandola in colori e sfumature ogni volta nuovi, ogni volta imprevedibili. Da sempre siamo ammaliati dai giochi cromatici e dalle suggestioni che una sapienza tecnica, consolidata nel corso di millenni, riesce ad infondere a materiali naturali tanto elementari ma che possono dar vita a strutture enormemente complesse e multiformi.

Gabriele Küstner è una delle più affermate interpreti europee di quest’arte.

Nelle sue opere controllo tecnico della materia e visionarietà compositiva e cromatica trovano un perfetto equilibrio dal quale nascono, come parto spontaneo, forme e colori che catturano le infinite variazioni della luce riuscendo a magnificarne la forza primordiale: vasi dalle superfici simili a pelli di serpente dalle mille sfaccettature, piatti colorati che racchiudono fragili ragnatele o richiami cromatici a Mondrian e Van Gogh, pannelli murali che sembrano aver catturato un sole e ne riflettono i vividi colori di un tramonto.

Tutta questa ricchezza espressiva trova origine in una grande capacità di domare la materia attraverso processi tecnici lenti e precisi: si tratta dell’antichissima e nobile arte di plasmare il vetro secondo la tecnica definita “millefiori”. In una prima fase l’artista modella lunghe cannule di vetro di differenti colori realizzate ad una temperatura di circa 600 gradi; queste canne colorate vengono poi tagliate per creare quei piccoli “moduli” che, opportunamente assemblati, andranno a costituire, come un mosaico, il “tessuto” dell’opera; dopo l’assemblaggio il lavoro, definito nella sua struttura, viene sottoposto ad una nuova fusione a circa 800 gradi; infine, a lavoro quasi ultimato, un’accurata molatura finisce per scolpire, nei dettagli, quella che costituirà la forma definitiva, impreziosita, in qualche caso, dall’uso di una sottile sfoglia d’oro a decorazione di alcuni dettagli, raffinata citazione da mosaico bizantino.

Naturalmente tutto questa perizia tecnica nasce da anni di studio e di grande e faticosa applicazione. Gabriele Küstner nasce a Göttingen, in Germania, ed inizia la sua formazione didattica negli Stati Uniti prima presso la prestigiosa “Pilchuck Glass School” (Stanwood, WA) poi, come assistente di David Huchthausen, presso l’Appalachian Center for Crafts (Smithville, TN). Tornata in Germania completa la sua formazione presso il Politecnico del Vetro ad Hadamar. La sua carriera è costellata di premi prestigiosi e di mostre presso le più importanti gallerie e musei del vetro di tutto il mondo.

Di fronte alle opere di Gabriele Küstner si resta affascinati dal perfetto rapporto tra forma e struttura che è condizione imprescindibile per la manifestazione della bellezza: l’artista, come equilibrista sul filo, si muove tra opacità e trasparenze per indicarci alcune chiavi interpretative dell’infinita varietà di suggestioni che la luce, per mezzo del vetro, riesce ad emanare. I suoi lavori policromi, per esempio, assumono le tonalità primigenie dei colori ed i suoi blu, rossi, verdi, diventano “Il Blu”, “Il Rosso”, “Il Verde”; mentre le fitte trame colorate dei lavori policromi sembrano fatte di tanti, sottilissimi fili che vanno a tessere magiche stoffe di vetro, luminose e multicolori.

Questo gioco di mettere assieme piccoli tasselli per costruire una struttura più complessa e definita non può non rinviare al gioco misterioso della vita, nel quale tutti, accostando pezzetti di esperienze vissute, cerchiamo di costruire il misterioso mosaico della nostra immagine interiore, il nostro vero volto. Godiamoci quindi l’opera di Gabriele Küstner come un momento di estatica riflessione sull’intreccio tra arte e vita.

ULRIKE SCRIBA

 

Se con Gabriele Küstner abbiamo attraversato il fantasmagorico mondo della luce e dei suoi infiniti colori con Ulrike Scriba si entra nel più ovattato, tenue e rarefatto mondo ligneo. Lì ci sembrava di trovarci in uno spettroscopio oscillante tra il rigore algido di forme e strutture e la violenza creativa e passionale di colori forti, qui ci troviamo tra i toni caldi, alla vista ed al tatto, che solo il legno riesce a regalarci. Col vetro l’artista si trova davanti una materia da creare e modificare secondo le sue volontà e capacità; per chi lavora il legno, invece, la difficoltà maggiore è quella di affrontare un elemento che madre natura ha gia modellato e che, quindi, va assecondato e non “costretto”, “forzato”. L’arte di Ulrike Scriba è appunto quella di trasformare, senza stravolgere, la natura di questo materiale reinterpretandone le sue straordinarie qualità fisiche.

Ulrike Scriba è artista di grandi capacità creative che, però, trovano il loro adeguato supporto in una completezza di tecniche davvero unica nel mondo dell’intarsio. Il padre è stato un grande artista del legno, oltre che argentiere, ed anche il nonno paterno era un ottimo ebanista. Ad un naturale apprendistato familiare (la Scriba crea anche le deliziose e ricercate coperture in argento di alcuni dei suoi lavori) ha aggiunto, a completamento della sua formazione artistica, studi in Inghilterra e Canada che l’hanno portata, attraverso il restauro di mobili di antiquariato e la scultura, a trovare la sua strada espressiva fatta di equilibrio tra tradizione ed innovazione.

Ulrike Scriba ha saputo rinnovare l’arte dell’intarsio sperimentando materiali, tecniche , forme e realizzando lavori che, pur presentandosi come oggetti di uso quotidiano (vassoi, scatole, piccoli contenitori), hanno tutti i crismi del capolavoro. Essenze di legni pregiatissimi e rari che si sposano cromaticamente in un gioco di rimandi che, in qualche caso, ricorda la complessità grafica di alcuni disegni di Escher; forme e dettagli che racchiudono, in un sublime equilibrio, arte, artigianato e tecnologia, secondo una delle più felici intuizioni del Bauhaus, che tanto ha influenzato la sua formazione. Ma anche ricerca del nuovo, attraverso una reinterpretazione di oggetti, temi espressivi e materiali nella speranza di ridare a quest’arte antica un indirizzo che la porti fuori dal graduale declino che ha vissuto nel corso degli ultimi decenni, dopo i fasti dei secoli scorsi.

Nell’approccio a queste opere non è da sottovalutare la loro capacità di mettere in moto una ricchezza straordinaria di percezioni sensoriali: infatti, per apprezzarli come si conviene non basta solo guardarli per ammirarne la varietà cromatica e la complessità dell’ordito ma è necessario, altresì, toccarli per gustarne la delicatezza della superficie perfettamente levigata ed infine annusarli per afferrare tutte le variazioni di profumo che varie essenze di legno sprigionano. Cedro, ebano, Bogoak (legno fossile molto raro e prezioso) sono lavorati a degli spessori incredibili (fino a 0,7 mm) ed impreziositi, talvolta, da inserti di pelle di razza o da altri audaci accostamenti; piegati secondo un preciso disegno a convivere, restituiscono alla vista, al tatto ed all’olfatto tutto il fascino della loro natura più intima regalandoci sensazioni che, in tempi bui di grande confusione e decadenza, solo l’arte, come candela che illumina, può ancora riservare .

Incamminiamoci lungo questo fascio di luce con le opere di Gabriele Küstner ed Ulrike Scriba come preziosi compagni di viaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MOSTRA COLLETTIVA DI SERINELLI E MAFFEIS

Mercoledì 11 Febbraio 2009

Ricordo di Miami  e Recondite ArmonieComunicato stampa n- 7New Artemisia GalleryVia Moroni 12424122 Bergamo – Italy  SECONDO PREMIO EX-AEQUOQUINTO CONCORSO TROFEO G.B.MORONI 2008“I RICORDI”MAFFEIS ELIO – SERINELLI NICOLADAL 14 AL 27 FEBBRAIO 2008 VERNISSAGE – SABATO 14 FEBBRAIO ORE 18:00 MAFFEIS ELIOSecondo premio ex-aequo quinto concorso di pittura Trofeo G.B.Moroni 2008 “I ricordi” Pittore, nasce a Gazzaniga (Bg) nel 1962, frequenta la scuola “d’Arte Teco” a Villa di Serio ed il corso di specializzazione in decorazione presso la Scuola d’Arte “A.Fantoni di Bergamo”. Ha esposto in varie collettive e personali, le sue opere sono presso collezionisti d’arte.L’arte pittorica di Maffeis si caratterizza per la sua profonda e innata capacità di attrarre subito colpendo prima gli occhi, con giochi di luce dei soggetti da lui rappresentati, che siano nature morte, paesaggi o ritratti: ombre e luci che si stagliano in sfumature cromatiche molteplici simile ai colori.Musicali. Contemporaneamente agli occhi, colpisce la mente e il cuore, in alcuni suoi quadri rappresentanti angoli dal sapore antico, come alcune cascine lombarde e trentine.E’ spesso una pittura dai colori vivaci e gioiosi, tutti i suoi quadri oltre ad esprimere la sua alta professionalità rispecchiano anche la sua anima e il suo modo di vedere la vita sempre con grande speranza.C’è una sua magnifica riproduzione della “Ronda di Notte” di Rembrandt, commissionatagli nel 1988 che lascia esterrefatti per la sua totale perfezione.Potrei dire che Maffeis è nato pittore nella sua interezza e meritevole di grande attenzione.Fulvia Riccardi – giornalista e presidente dell’Accademia Italiana del Terzo Millennio 2006 Elio Maffeis si distingue, fra i tanti pittori che incontriamo lungo la strada di tutti i giorni per la coerenza del linguaggio.Dipinti realizzati in un arco di tempo ormai non breve che hanno tutti la medesima sensibilità, lo stesso inconfondibile timbro cromatico, la medesima comunicativa. Colori caldi, stesi senza posa intellettualistica, dalla notevole tensione lirica; in tutte le opere c’è una romantica ricerca d’evasioni, rarefazioni di atmosfere, barbagli di luce. Elio Maffeis dipinge con l’animo, pochi sono i pittori che riescono ad esporre un mondo sempre poetico nei suoi vari aspetti, gentile e dolce. Le opere di Maffeis costituiscono un fatto poetico, nel quale i paesaggi,i ritratti sempre fedeli all’originale (vedi ritratto di Silvio Berlusconi) si alternano sia ai vari scenari di un tempo passato, sia odierno, ma sempre sposati con istinto sicuro che niente lascia all’improvvisazione. In questi dipinti il naturalismo descrittivo è superato dalla consapevolezza dell’artista della necessità, ai fini della compiutezza di un’opera,di esporre anche e soprattutto, emozioni e sentimenti al fine di provocarli, del pari nell’osservatore. Ecco pertanto spiegati il suo gusto sensuale del colore, la freschezza delle visioni, la luminosità dei ritratti. Ecco il perché di questa pittura limpida e schietta, nella quale arte, gusto e sentimento si fondono in una convincente trilogia.          Ursula Petrone-PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE E PERSONALICollettiva “Se la Grecia” centro lavoro Arte Milano 1985Galleria “Teco”Villa di Serio 1986Collettiva “Il Sentierone”Bergamo 1988Galleria Petrofil 1991Auditorium S.Giuseppe Gazzaniga 1992Sala Mostre Selvino 1993/1994Galleria il Romanino di Caravaggio 1998Sala Mostre “Castione della Presolana “ dal 1996 al 2000Galleria S.Marco – Vertova Ass.Culturale Ricreativa Gazzaniga 200Sala Mostre Dorga-Castione della Presolana dal 2001 al 2008Galleria New Artemisia Gallery – Bergamo 2009 Hanno scritto di liANTONIO DEI SANTIS                  Giornalista e critico d’ArteURSULA PETRONE                        GalleristaMARIO BERTASA                          Ass.Cultura GazzanigaFULVIA RICCARDI                        Giornalista e Presidente Accademia Italiana Terzo MillennioDott,ssa ELISA MOTTA                  Giornalista e critico d’arte      NICOLA SERINELLISecondo premio ex-aequo del quinto concorso di pittura Trofeo G.B.Moroni anno 2008 “I Ricordi”, - nato a Torchiarolo (BR) nel 1951 svolge l’attività pittorica nella città natale con studio in Via C. Colombo. Pittore diplomato al Liceo Artistico di Lecce, opera nell’ambito del figurativo moderno; ha allestito numerose mostre personali riscuotendo apprezzamenti incondizionati dalla critica e, soprattutto, dal pubblicoPartecipando a concorsi di carattere regionale, nazionale ed internazionale, ha conseguito numerosi e prestigiosi premi; ha partecipato, inoltre, a numerose rassegne e mostre collettive, su invito, raccogliendo ovunque consensi lusinghieri da parte della critica specializzata.Suoi quadri si trovano presso musei, collezionisti ed amatori di varie città italiane ed estere.
I temi a cui SERINELLI si ispira si condensano con efficacia nella sintesi figurale della sua pittura, offrendo sia un equilibrio di forme che comunicano un senso di pace , simile a quello che si raggiunge con la meditazione, sia un’interpretazione soggettiva dei valori che egli tiene sempre presenti nella sua ricerca.La sua visione del mondo naturale e l’esperienza esistenziale s’intessono in un linguaggio espressivo affascinante, ricco di fremiti coloristici, mostrando una capacità unica esercitata nel dosare il mezzo pittorico decantato dall’urgenza istintiva che riemerge in una lirica rielaborazione di toni e costrutti segnici.L’Arte è un appello al quale molti rispondono senza essere chiamati”Fin da giovanissimo, Nicola SERINELLI, si distingue per le spiccate attitudini ed un’innata sensibilità e passione verso l’arte in genere ed “in primis” per il mondo del disegno e della pittura.Nella sua vita il mondo dell’arte è sempre stato il suo oggetto preferito di indagine nel lavoro di tutti i giorni, nei contatti individuali e sociali, nella loro sapiente preparazione, quasi a voler giungere con ogni mezzo alla coscienza di sé.Nicola SERINELLI che nel suo lavoro di pittore ha saputo coniugare la bellezza alla funzionalità ed alla razionalità delle soluzioni, uomo del futuro, esteta per eccellenza, ha obbedito alla passione nel “silentium” della sua pittura scandagliando l’interiorità della persona, la tranquillità come fonte di crescita, di sviluppo della personalità moltiplicatrice di idee.Ha scelto la solitudine come ideale musa ispiratrice e da li è affiorata oltre che una pittura che solo cuori particolarmente sensibili sapranno cogliere in tutta la sua essenza, anche la passione per il restauro di opere in cartapesta dando loro nuova vita e mettendo a disposizione tutta la sua esperienza a servizio della comunità facendo risvegliare anche quella parte assopita dell’anima plasmandola e riempiendola di poesia e dolcezza.Ha iniziato il suo percorso creativo provando varie tecniche su tela ove sembra voler esprimere tutto il suo desiderio di ricerca e di prova, non solo sui materiali impiegati e nelle tecniche utilizzate, ma anche nell’accostamento dei colori ed ancora nelle tematiche affrontate. Sono gli anni in cui l’artista si mette continuamente in discussione: fa, disfa, fa nuovamente, insoddisfatto dell’opera appena terminata la lascia in disparte per riprenderla poi successivamente e ricrearla con caparbietà, per ridarle con ostinazione, un’estetica originale, nuovo vigore e vita.Nell’ultimo decennio conferma la chiarezza del linguaggio plastico acquisito, la forma espressiva raggiunta proporzionata alla materia delle nuove tendenze e geometrie dell’artista.In tutti questi anni l’artista evidenzia e dimostra la totale sicurezza raggiunta nel plasmare e creare diversità di rilievi con la sua pittura policromatica o nuovi accostamenti di colore riuscendo a trasmettere e materializzare qualsiasi suo stato emotivo o conoscenza acquisita.Fessure e geometrie di luce nelle quali immergersi per scoprire lo spazio assoluto, per liberare la mente, per lasciare posto all’immaginazione ……per “nutrire” l’anima del suo pubblico, questa la pittura di Nicola SERINELLI.

Il curriculum è lunghissimo e prestigioso ma si fa accenno alle mostre, rassegne e riconoscimenti più importanti che hanno lasciato un solco profondo nella vita artistica e non di Nicola SERINELLI.

La sua prima mostra personale risale nel lontano 1976 e, nel periodo pasquale, nel paese natio è sempre presente con la sua mostra di pittura che è attesa, puntualmente ancora oggi, come l’evento artistico dell’anno, dai tantissimi estimatori e mercanti d’Arte.

Dal 1976 a tutt’oggi, è stato un susseguirsi di eventi affascinanti e di lusinghieri riconoscimenti nel campo dell’Arte ed è opportuno segnalare:

Mostre

 - Mostra collettiva all’Hotel Victoria di Londra nel 1980

 - Mostra collettiva di pittura con artisti Greci ed Italiani all’Hotel “BLUE SPELL” –

   Voulagmeni (Grecia) nel 1986

 - Partecipazione al premio “Biennale di Venezia” 1995;

 - Partecipazione al premio “ART AND WORDS” - Melbourne – Australia 1995;

 - Partecipazione alla Mostra mercato d’Arte moderna del mini-quadro “EURO ART EXPO”

– Verona 1996;

 - Partecipazione alla mostra collettiva di pittura e scultura “INSTANBUL TROPHY” 1997;

 - Partecipazione alla 1^ rassegna di Pittura “Premio Città di Sanremo” 1997;

 - Mostra collettiva di Pittura alla Galleria “Il Circolo del Collezionista” Galatina (LE) 1999;

 - Partecipazione alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea “Premio Lorenzo il

   Magnifico” Firenze 1999;

 - Partecipazione alla XXII^ Fiera Internazionale Arte Contemporanea – EXPO ARTE – Bari

   nel 2001;

 - Collettiva di Pittura “Incontri d’Arte” Nuovo Teatro Verdi – Brindisi 2001;

 -Partecipazione alla XII^ Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea – EXPO ARTE

   PADOVA” 2001;

 - Mostra collettiva di Pittura nel 2002 a Kastania (Grecia);

 - Mostra collettiva di Pittori Italiani e Greci a Karditsa (Grecia) nel 2003;

 - Mostra collettiva di Pittura “ITALIA-GRECIA” a Kanalia (Grecia); Partecipazione alla

    XXXVII^ edizione della Mostra collettiva di Pittura “Artisti a Confronto” – Mottola (TA)

    nel 2003;

 - Partecipazione alla II^ edizione della Collettiva di Pittura nel Castello “Stella Caracciolo”

   Palagianello (TA) nel 2004;

 - Partecipazione alla “Settimana della Cultura Salentina” LECCE 2004; Partecipazione alla

   Rassegna Mondiale di Pittura organizzata da Hislam Al Madhloum negli Emirati Arabi nel

   2004;
 - Partecipazione alla I^ edizione della Rassegna Nazionale di Pittura “Trofeo Città di Lecce

   2005;

Premi
• 2° classificato al Concorso Nazionale di Pittura “Primavera Salentina” a Lecce nel 1985

• Inserimento nell’Annuario d’Arte contemporanea “Selezione Arte Italiana” Editrice  “L’Elite” di Varese nel 1989

• Conferimento del David d’oro del Comune di Firenze e Premio “Masaccio” – Accademia Il Machiavello di Firenze nel 1990

• 2° classificato al Concorso Nazionale di Pittura “Trofeo Città di Lecce” nel 1991; Inserimento nella rivista d’Arte e Cultura “ART LEADER” –Ancona nel 1992; Inserimento nel Volume “Rassegna dell’Arte Pugliese contemporanea dal 1943 al 1993” – Taranto nel 1993 e nel Volume “Repertorio d’Arte Contemporanea ANTARES – Vincenzo Ursini Editore di Catanzaro

• Premio Oscar Puglia – Brindisi ed inserimento nel Catalogo Ufficiale dell’Arte Italiana –Quotazioni Ufficiali “TOP ARTS” nel 1994

• 1° Premio alla X^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura “Città di Lecce” nel 1995

• Insignito, con decreto del Presidente della Repubblica in data 2 Giugno 1995 dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana – Roma

• 1° premio alla XXX^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura e Poesia “Città di Mottola” (TA) 1996

• 1° classificato alla XI^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura e Poesia “Trofeo città di Lecce” nel 1996

• Inserimento nel Volume “Trent’anni di Mostre e di …altro” a cura dell’Amministrazione Provinciale di Taranto 1996

• Inserimento nel catalogo nazionale d’Arte contemporanea “TOP ARTS 97” Editore Rossano Massacesi – Osimo (AN)

• 1° classificato alla XII^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura “Trofeo Città di Lecce” 1997
• 1° premio alla III^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura Città di San Donato (LE)  1997;
• 1° classificato alla IV^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura e Poesia “Città di San Donato” (LE) 1998

• Premio speciale alla XXII^ edizione del Concorso Nazionale di Pittura e Grafica “Cristoforo Marzaroli” Salsomaggiore Terme 1998

• 1° classificato alla V^ edizione del del Concorso Nazionale di Pittura – Grafica ed arti visive “ARTE TORRILE 1999” – San Polo (PR)

• Medaglia d’oro alla VI^ rassegna Nazionale di Pittura “Città di Parma” nel 2000

• 1° classificato alla I^ edizione del Concorso di Pittura e Fotografia “Antichi sapori e colori di Puglia” S.Marzano (TA) 2004

• 1° Classificato alla XXV^ edizione del Premio Internazionale d’Arte Letteraria e Figurativa “Borgo degli Artisti” MILANO nel 2005

   

PERUTA BERNARDO - MOSTRA PERSONALE 1°Premio Trofeo G.B.Moroni 2008

Venerdì 16 Gennaio 2009

EgramComunicato stampa n.3/2009

NEW ARTEMISIA GALLERY – Via Moroni 124 – 24122 BergamoTel.035241481  3895563828www.newartemisiagallery.com SABATO 31 GENNAIO VERNISSAGE ORE 18,00 DAL 31 GENNAIO AL 13 FEBBRAIOMOSTRA PERSONALE PREMIO DEL 1° CLASSIFICATO AL 5° CONCORSO DI PITTURATROFEO G.B.MORONI 2008  “I RICORDI”ARTISTA – PERUTA BERNARDO 

 

“Egram”Primo Premio  5° Trofeo G.B.Moroni  -“I Ricordi”–Ottobre 2008 E’ un tema particolarmente significativo, trattato su un piano universalizzato: nel ricordo individuale l’artista ha infatti  saputo cogliere lo sconvolgimento della coscienza collettiva occidentale, passata in un solo momento dal senso di sicurezza alimentato in un clima di falso benessere all’incertezza  di un mondo  minaccioso  e imprevedibile.La tecnica scelta, che procede per velature stratificate, risulta di ottimo livello esecutivo e di immediata efficacia comunicativa;  lo  stesso  dicasi  per la  scelta  cromatica che nei  toni del  grigio assembla simbolicamente valenza evocativa e analisi psicologica.Dott.ssa Elisa Motta - critica d’arte   Bernardo PerutaNasce a Ponte San Pietro – Bergamo – Italia il 24/07/1973. Dal 1992 al 1996 frequenta la scuola d’arti plastiche Castellini di Como. Lavora come decoratore collaborando al restauro di varie chiese del territorio. Nel 1997 frequenta lo studio di un noto ritrattista bergamasco approfondendo la tecnica della pittura ad olio. Dal 2004 si trasferisce a Nizza- (Francia) dove apre un Atelier .La sua ricerca si basa sulla innovazione tecnica nella continuita’ della tradizione figurativa.. tenendo conto della propria  coerenza stilistica,perse guendo un personale linguaggio che esprime l’individualita’ del percorso estetico dell’artista.   LE SUE ESPOSIZIONI  Gallerie” Le Prado “– Liege (Belgio). La Galerie “La Potele” –Rochefant       (Belgio) “Torretta Civica” – Sarnico – Bg –Italia, “New Artemisia Gallery” – Bergamo  - Italia,  “Palazzo Montecitorio” – Roma – Italia ,“Art Museum.Sasbach” – Germania ,Museum “Tony Merz” –      Brianchon – Francia , “Itars” – Nizza – Francia  ,“Cagnes sur mer”- Nizza – Francia ,“Arte Fiera” – Nizza   Francia         ESPOSIZIONI IN PERMANENZA LA POTELE (Rocheaut – Belgio) - R.E.WELCH Gallery (Palm Spring – USA) -ITARS (Nizza Francia)ORTARTE (Orta – Novara – Italia) - ART DAMER (Bergamo – Italia)  HANNO SCRITTO DI LUIClaudio Rizzi – Dott.- critico d’arte  -  Enrica Pasqua Dott.ssa – storico e critico d’arte –Gianni Barachetti – Prof.  critico d’arte - Elisa Motta – Dott.ssa critico d’arte - Don Lino Lazzari – critico d’arteRECENSIONI - L’Eco di Bergamo - Giornale di Merate - Le Arti a Bergamo   Su diversi portali d’arte in Internet 

L’Arte contro la xenofobia: dedicata all’integrazione razziale

Giovedì 23 Ottobre 2008

La manifestazione, divenuta da tempo un appuntamento fisso per appassionati di pittura italiani e stranieri, si svolgerà nella storica cornice di Via Margutta dal 30 ottobre al 2 novembre prossimo.  Roma, 21 ottobre 2008 – Dal 30 ottobre al 2 novembre prossimo i Cento Pittori di Via Margutta torneranno ad onorare la tradizione esponendo per il consueto appuntamento autunnale nella strada da cui prende il nome la loro Associazione. Al taglio del nastro, in programma alle 17.00 del 30 ottobre, saranno presenti – tra gli altri - il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore capitolino alla cultura, Umberto Croppi, e il Presidente del I municipio, Orlando Corsetti. Dopo gli innumerevoli episodi xenofobi registrati in queste ultime settimane, i celebri pennelli – che con oltre 3.000 opere tra dipinti a olio, disegni, sculture e acquerelli animeranno ancora una volta la via, trasformandola in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto - hanno deciso di dedicare simbolicamente l’edizione numero 79 della manifestazione alla integrazione razziale e alla ferma condanna del razzismo.  Sono stati, pertanto, invitati a prendere parte alla kermesse, riconosciuta come una delle più famose esposizioni della Capitale, artisti provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei. Tra questi la pittrice polacca Margherita Lipinska, l’inglese Anthony Gerald Binns, l’artista peruviano Freddy Toledo e quello argentino Ernani Castellammare, il pittore olandese Paul Nieuwenhof e il cubano Andres Borges Reyes. A guidare questa nutrita schiera di pennelli, la pittrice Farida Abdul Rasaque. Quarantacinque anni, originaria del Mozambico, la donna – e come lei tutti i suoi “colleghi” - ha accettato con entusiasmo l’invito giuntole dal Presidente Vespaziani e dall’intero Consiglio Direttivo dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta a ridosso delle aggressioni che, da qualche tempo a questa parte, hanno avuto per teatro Roma e altre città italiane. I Cento Pittori non sono nuovi a iniziative volte a mettere l’accento su problematiche sociali. Già in passato, infatti, l’associazione ha dato occasione di esporre le proprie opere all’interno della storica manifestazione, nella strada più prestigiosa del mondo dell’arte, sia a persone disabili sia ad artisti indigenti o disagiati. Accanto ai celebri pennelli, inoltre, sono stati invitati ad esporre pittori appartenenti alla comunità lituana o provenienti dall’Albania e dal Vietnam e ancora artisti le cui origini sono legate a paesi che vivono forti disagi, come il Libano, terra natale di Maurice Salamè, australiano d’adozione, spesso presente a Via Margutta. “Abbiamo scelto di incentivare la presenza di pittori non italiani – ha tenuto a precisare Alberto Vespaziani, Presidente dell’Associazione – in quanto riteniamo che la loro partecipazione all’esposizione di Via Margutta possa aiutare a riflettere sulle vigliacche gesta compiute di recente da gente ignorante e cattiva che scarica sugli immigrati le proprie frustrazioni personali, facendoli diventare loro malgrado dei bersagli. Farida e gli altri sono chiamati a rappresentare tutte le persone che ingiustamente, solo per il colore della loro pelle o per la loro appartenenza religiosa, sono state costrette a subire maltrattamenti e umiliazioni da chi erroneamente si crede superiore, ma anche per aiutarmi a lanciare un messaggio nel quale l’Associazione crede fermamente: la pittura e l’arte, attraversando confini etnici e culturali, possono contribuire a sconfiggere l’intolleranza e a dar vita alla migliore integrazione possibile”. “Se è vero – ha aggiunto Vespaziani – che Roma è un luogo ricco di storia e di arte, è altrettanto vero, infatti, che essa ha una cultura millenaria di pace e di accoglienza che non è giusto dimenticare. Mi auguro che l’attuale edizione della mostra, che per noi artisti di Via Margutta rappresenta il modo migliore per rendere omaggio a questa città, possa far riflettere anche su ciò”.  A caratterizzare l’immancabile appuntamento – accanto ad alcuni giovani talenti richiamati dal fascino della strada e dell’Associazione e selezionati per l’occasione – tanti nomi noti della pittura che hanno fatto la storia di Via Margutta e dell’Associazione che porta il suo nome e che, dal 1950, con instancabile entusiasmo, calcano i sampietrini di questa celebre strada. “La valanga di domande che ci è giunta da parte di tanti giovani artisti emergenti – ha voluto precisare il Presidente Vespaziani – ci ha resi particolarmente orgogliosi e ci ha in parte ripagato degli sforzi che da sempre facciamo per garantire la prosecuzione della tradizionale esposizione e per la diffusione del significato della stessa. Ci è dispiaciuto non essere riusciti ad accontentare tutti in quest’occasione. Tuttavia sapere che tra le aspirazioni della maggior parte di questi ragazzi c’è quella di esporre insieme agli artisti di Via Margutta ci spingerà ad incrementare il nostro impegno anche in questo senso affinché, come avvenuto nell’edizione scorsa, lo spazio a disposizione dei colleghi più giovani possa aumentare sensibilmente quanto prima senza andare a discapito dei colleghi più anziani”. “Per il resto – ha aggiunto ancora Vespaziani - quello che ci auguriamo per il futuro è che prosegua e si rafforzi la collaborazione con l’Amministrazione Capitolina affinché ci venga reso possibile continuare a fare di Via Margutta una colorata pinacoteca en plen air e vengano individuate e concesse nuove aree dove possano essere chiamati ad esporre, accanto ai big dell’associazione, tanti talenti in erba.” A prendere parte all’edizione autunnale della mostra - patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio e divenuta ormai da tempo irrinunciabile appuntamento per appassionati d’arte, romani e stranieri - saranno oltre 120 pittori, ancora una volta rigorosamente selezionati e provenienti da ogni parte del mondo, tutti caratterizzati da un proprio linguaggio espressivo e da una propria tecnica artistica che va dalla figurazione all’astrattismo, passando anche per la ritrattistica, il paesaggismo, il simbolismo e il surrealismo.  L’esposizione - che, oltre a permettere come di consueto, soprattutto ai meno noti, di uscire allo scoperto per affermarsi, sarà interessante occasione per analizzare e studiare i fermenti artistici che si sviluppano di continuo e per raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende “consegnare” alla collettività - rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 21.00 fino al 2 novembre prossimo (ingresso gratuito).

Il mio nome è nessuno

Giovedì 26 Giugno 2008

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IL MiO NOME  E’ NESSUNO

Ingremiomatris -L’ecole des Italiens -Museo Immaginario
Regione Piemonte -Provincia del Verbano Cusio Ossola -Citta’ di Domodossola

IL Mio Nome E’ Nessuno
incantamento,stupore e bellezza nell’arte dei semplici

Domodossola  Palazzo Silva  via G.Paletta
6 Luglio 21 settembre 2008

 

Esordisce il 5 luglio prossimo, a Domodossola, nella superba sede di Palazzo Silva, una mostra destinata a cambiare i confini dell’arte contemporanea. Si chiama !l mio nome è Nessuno, e possiede un sottotesto disarmante, esplicativo: Incantamento, stupore e bellezza nell’arte dei semplici.
Fino al 21 settembre si potrà assistere a una rassegna di pittori così detti naive, ribattezzati “semplici”. La mostra si presenta anche, e con notevole decisione, come gesto perentorio, estetico e politico. Contrastando un’idea performativa e banalmente provocatoria dell’arte italiana degli ultimi decenni. Riscoprendo i valori del sogno rispetto a quelli del mercato, il desiderio in favore del glamour. Così questi artisti, “simili a spettri o a eroi delle favole, ci mostrano la fiamma sempiterna e primitiva dell’arte: il suo potere suggestivo, conturbante, mitologico. Ci sono gesti nostalgici,intimi, preziosi, per nulla omologati, di gente ai bordi della storia, fuori dal mondo, che proprio per questo conquista il perno del mondo, il suo più remoto segreto”. la mostra è curata da Marcovinicio, ed è mediata da un catalogo programmatico con testi di Davide Brullo e di Silvia Pacassoni edito da Umberto Allemandi

Dio è morto, e con lui l’arte. Pressappoco è così.

Gli artisti si metrano in base a un criterio di vendita, sulla loro testa viene affibbiata una taglia che ne identifica il valore. Nulla discandaloso, per chi fa denari: l’arte è un prodotto di mercato.L’artista, cioè, da talento individuale è diventato una griffe, lo si compra perché qualcuno ci dice che comprarlo è un buon affare, perché farà fruttare al compratore di lì a qualche anno un lauto gruzzolo.Bizzarrie dell’epoca: l’arte non procura più un nutrimento spirituale,non evoca bellezza, ordine e senso. Simile a un qualsiasi altro prodotto “di consumo” – come un paio di scarpe, una borsetta particolare, un’automobile fiammante – vaga sull’onda anomala delle
“mode”, e si muta da popolare in gioiello d’èlite. Non provoca il mito, ma asseconda la storia. Cioè: non è inevitabile, urgente,provocante, bensì accessoria, aleatoria, vacua. L’estetica, come direbbe il poeta premio Nobel Josif Brodskij, non fonda più l’etica dell’uomo e della storia, ma è schiava di pulsioni superficiali,destinate a svanire al primo battito di ciglia, al precoce passaggiostagionale delle rondini.

Dacché fare i guastafeste è un esercizio per molti versi facile e inutile, costruiamo qualcosa. Questa è una mostra scandalosa. L’esatto
opposto dell’alchimia che regge, ad esempio, la Biennale di Venezia.

Il mio nome è Nessuno è una mostra di “pittori della domenica”. Di
artisti per lo più ignoti e ingenui, selvatici e nascosti, anonimi e
misteriosi. Per far risorgere l’arte bisogna azzerarla, rivelandone il
cuore, la polpa inalterabile e millenaria.

Dopo tutto, è sempre stato così. Naïve vuol dire incantamento, stupore, bellezza pura, netta, semplice. Già, è attraverso un gesto semplice e perentorio che intendiamo scompaginare la storia dell’arte, far impazzire la Borsadell’Arte. Oggi come ieri sono i segni problematici e primordiali a cambiare il tempo. Lo sapevano bene, per ripassare in memoria due nomi clamorosi, Paul Gauguin e Pablo Picasso, che studiarono alla corte dei naïve e dei reietti per ottenere il miracolo della semplicità, di una infantile, unica immediatezza. Così questi artisti occasionali,ispirati, per giunta illuminati, che vengono a noi nel mistero, simili a spettri o a eroi delle favole, ci mostrano la fiamma sempre eterna e primitiva dell’arte: il suo potere suggestivo, conturbante,mitologico.

 


 Ci sono gesti nostalgici, intimi, preziosi, per nullaomologati, di gente ai bordi della storia, fuori dal mondo, che proprio per questo conquista il perno del mondo, il suo più remoto segreto.

Il viaggio tra questi “nessuno”, tra questi artisti perduti e ritrovati, sommersi e salvati, anticonformisti perché non condizionati da alcuna moda, antimoderni, è anche un periplo alle origini dell’arte. Nel nome, sempre, è il senso. Nessuno si nominò Odisseo scampando alla furia di Polifemo. Nessuno è una zattera, un’occasione per salvarsi dal mondo di chi vuole annullare l’arte, tacitarne il potenziale esplosivo, perennemente scandaloso. Con una truppa di “nessuno” si rifonda l’arte.


Perché gli artisti, quando vigorosi, come
Odisseo, sono curiosi e corsari, avventurieri e pirati. Comunque,
estremi, fino ai margini inesplorati della terra.



Orari: Da martedì a venerdì dalle 15 alle 19

         sabato e domenica dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 19
Ingresso € 5. Info e prenotazioni:
      www.ingremiomatris.com 

         info@ingremiomatris.com
         Cell. +393357357840

Inaugurazione sabato 5 luglio ore 18,30   Teatro Galletti  p.zza Mercato  Domodossola

Catalogo:                 Umberto Allemandi & C Ita/Ingl. 168 pag.

Curatore:                  Marcovinicio

Testi di:                    Dott. Davide Brullo, Silvia Pacassoni

Fotografie di:             Antonio Maniscalco, Marco Bianchetti

Coordinamento di:      Massimo Fiumano’

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L’opera di Momò Calascibetta presente alla mostra” Il Mio Nome E’ Nessuno”
“Minuetto di una domatrice di coccodrilli nel salone degli specchi di Villa Palagonia”
disegno a matita cm.160 x 180 - 2002

 

tutti i testi del catalogo sono disponibili su:www.artmomo.com  
www.ingremiomatris.com

Collettiva di Giugno - arte moderna e contemporanea

Giovedì 5 Giugno 2008

COMUNICATO STAMPA N. 27 - NEW ARTEMISIA GALLERY - COLLETTIVA DI GIUGNO
Nella sala espositiva della Galleria d’arte Moderna e Contemporanea – New Artemisia Gallery via Moroni 124 – 24122 Bergamo si inaugura sabato 7 Giugno alle ore 18,00 una collettiva di arte moderna a cui partecipano quattro artiste. La particolarità di questa collettiva e l’opportunità dell’esposizione di uno stendardo di mq 4 dal balcone della Banca Impresa in Piazza Porta Nuova nel Centro di Bergamo, lo stendardo è visibile con i nominativi degli artisti. CREYS
Giovane artista cinese si affaccia per la prima volta alla ribalta di Bergamo, gioiosa artista che esprime attraverso i suoi quadri ricchi di colore la vitalità e la modernità e quasi uniforme nella tematica della sua arte.
Gola Graziella Nata a Torino nel 1953, da molti anni vive in provincia di Novara, attualmente a Invorio. La sua “carriera” artistica inizia nel 1994, con due mostre: presso la biblioteca di Castelletto Ticino e la Villa Marazza di Borgomanero . Le opere esposte sono realizzate su stoffa con colori acrilici, utilizzando una particolare tecnica di stampa che ricorda le tecniche di Munari. I soggetti preferiti di Graziella Gola sono nature morte, paesaggi e immagini di guerrieri e donne Masai, che rende con la forza del colore steso con la spatola, riproducendo anche le decorazioni delle loro stoffe variopinte. “L’elemento che più mi affascina nella pittura è il colore – spiega l’artista – e i Masai, con i loro abiti dai colori accessi, il corpo così elegante, mi sembra che rendano una sintesi del mio modo si sentire l’arte”. Le nature morte dell’artista non vanno viste con l’occhio dello spettatore, bensì come un cosmo in cui siamo partecipi e protagonisti impegnati. La Gola si sente figlia della natura e la pittura diventa un modo per documentare emozioni e richiami ancestrali. In alcuni lavori il colore prende preponderanza in linee che evidenziano lo stato d’animo e la forza intima dell’artista; si riconosce un’energia decisa, un esplodere di sentimenti e situazioni che diventa vitalità organica.Nel momento in cui la voce del suo messaggio arriva alle zone più lontane della nostra coscienza, zone quasi dimenticate, poiché nella nostra epoca diventa difficile guardare davvero la natura con tutte le sue gamme cromatiche, la Gola vi imprime il suo segno e in quel momento nasce una luce, un idillio aperto e coerente che non conosce la stanchezza della visione codificata.Eliana Frontini

Kakysheva Tamara è nata il 6 di Novembre 1981 nella cita di Tomsk. (Russia ) Attualmente è studentessa nell’Accademia Dei Belli Arti di Repin a San Pietroburgo nel Reparto di pittura. Partecipante a diverse mostre e concorsi condotti dalla società di pittori di Mosca e San Pietroburgo. Vincitrice del concorso “ Rembrandt “ Dedicato al 400° anniversario di Rembrandt Van Rijn, organizzato dal Consolato Generale di Netherlands. Ha lavorato nei progetti di pittura per LE cattedrali e le cappelle in Russia. Le opere di Tamara Kakisheva si trovano in colezzioni privati della Russia, Inghilterra, USA, Spania, Cina e Taiwan.

Kyoko Kumamoto vive e lavora in Giappone nel 1996 segue il grado di Bachelor of Arts presso la Kyoto City University of Arts - nel corso di Pittura Dipartimento Arte nel 1998 sempre nella stessa sede segue il Diploma di “Master of Arts”: nell’ottobre 1999 grazie a una borsa di studio del Rotare club è in Italia a Bologna q frequentare l’Accademia delle Arti. Nel 2001 l’Accademia offre una borsa di studio “Erasmus”, che gli permette di aprire (Bristol Inghilterra presso la University of West England maggio Arte media design. Nel 2002, fa parte del Giappone a Kyoto e ha iniziato ad esporre le sue opere in mostre personali e avendo riscosso un successo. Nel 2007 ha partecipato al concorso di pittura Trofeo GBMoroni ottenere la targa di menzione di merito.

Maggia Caterina nata a Borgosesia (VC) Residente a: Nibbiola (NO), Laureata in Architettura presso il Politecnico di Torino con tesi: “ Restauro degli affreschi problemi critici e tecnici”. Si è occupata di restauro pittorico di quadri ed affreschi ed ha collaborato con alcune colleghe nella progettazione di arredamenti per interni.Ha sempre dipinto con varie tecniche sino a giungere all’elaborazione di una tecnica personale basato sull’ impiego di collages. Dal 2002 è presente nel mondodell’arte con numerose partecipazioni a mostre e collettive e interventi a Fiere del settore. Si presenta per la prima volta al pubbico Bergamasco con questa collettiva Guardando le sue opere si entra in un universo fiabesco, ma al contempo freddo e disincantato che ci affascina ma ci obbliga a soffermarsi sulle inutili e caduche illusioni che cerchiamo sempre di portare nel nostro mondo attuale.La tecnica innovativa e composita, ricca di particolari elementi, (vedi Illuminata) che fanno parte del mondo femminile, bloccati ed immobili nella trasparenza della vanità, fanno da sfondo ad una bellissima immagine di donna che dagli occhi spalancati sul mondo ci guarda e ci incoraggia a continuare nel credere al fantastico.
Aldebaran

Mazza Elisa è nata a Milano. Vive e lavora a Carrara(Ms), Italia dal 1970.Negli anni ’90 ha lavorato come curatrice alla rubrica settimanale d’Arte per il quotidiano “ Le Città”.Dal 1993 al 1998 ha insegnato corsi di tecnica di acquerello, decorazione su legno e restauro per il laboratorio: “L’Arte e il Decoro” di Milano. Dal 2004 è la Guida alla Creatività di Superava http://guide.supereva.com/creativita/Dagli anni ’90 in poi è presente in numerose mostre personali e collettive, ha partecipato a concorsi di pittura nazionali e internazionali aggiudicandosi le prime posizioni.Hanno scritto :Artista e curatrice di rubriche d’arte, Elisa Mazza crea figurazioni graficamente e prospetticamente ben calibrate, rese interessanti con l’ausilio di cromatismi costantemente caldi ed ottimistici, carichi di un intrinseco significato gnoseologico a prima vista fiabesco, ma sempre psicologicamente attuale.( Presentazionei di Carla Ferraris, 22 aprile 2008 da okarte)Elisa Mazza dimostra nel suo “Spruzzi” una capacità di sintesi mediata dalla fantasia. Nell’opera, il cui titolo ci fa capire l’intento, infatti l’autrice, avvalendosi esclusivamente di due colori, dà luogo a questa composizione articolata in un trittico.La schiuma del mare, graduata dallo spessore del bianco, forma le tre teste dei cavalli in una identità mitologica tra il mare e l’animale sacro a Nettuno Le grandi pennellate che rendono evanescente bianco, creare la forma che ha preso l’intera composizione. (Dr. Sofia Pettinelli)


Salvi Gian Maria
, un artista di grande talento, è stato dedicato alla pittura sin dall’infanzia, l’apprendimento delle varie tecniche artistiche. Nel 1996 a Sassari, l’Istituto d’Arte a seguito di lusinghieri successi e grazie al suo importante contributo allo sviluppo delle arti in Europa, la commissione nazionale è stato premiato con la nomina di “Cavaliere d’arte”. Ha partecipato a diversi nazionali e internazionali ottenendo premi e le dichiarazioni e ha esposto in mostre personali e collettive. Delle sue opere hanno scritto numerose riviste, giornali e pubblicazioni d’arte, e in cui sono attualmente in possesso di molti collezionisti, sia in Italia sia all’estero. Ha partecipato a tutte le edizioni del concorso di pittura Trofeo GBMoroni aggiudicandosi
Sempre la piastra Menzione d’onore. Ci sono due tipi d’arte, o due tipi di comunicazione. Uno è immediata e di comunicazione è quando la bellezza di un’opera è evidente a chiunque e compreso da tutti: l’altra è la comunicazione molto più complessa e riguarda opere che nessuno possa trovare in sé belle o importanti e che sono il motivo per cui una cerchia ristretta di intenditori, collezionisti, critici deciso che questo funziona. Ciò è particolarmente vero per l’arte contemporanea, in virtù del fatto che, da Van Gogh in avanti, il Bello e universale obiettivo dà modo di Ugly, con brutto socialmente ed esteticamente, capace di sviluppare una forza e carattere tali da renderlo più espressivo di Bello, e in grado di darci che la nuova percezione della realtà che rende un opera d’arte e quindi bello.
Vittorio Sgarbi

Thanko Vitaly è nato per il disegno e per le tecniche pittoriche, il Natale del 1979 a Drogobich in Ucraina. Si da piccolo appassionato all’arte si è avvicinato ad essa ed ha appreso le tecniche dal maestro più importante, suo padre, Serghey Shtanko diplomato nel 1974 all’Accademia di Belle Arti di Jaroslavl in Russia. Vitaly, contemporaneamente alla scuola dell’obbligo ha frequentato per quattro anni, il liceo artistico. Nel tempo libero sotto l’insegnamento del padre, impara la tecnica dell’iconografia, Al termine degli studi scolastici nel 1997 si iscrive all’Istituto d’Arte dell’Ucraina superando con una gran succeso gli esami di ammissione. Durante i tre anni di studio in questo Istituto ha praticato pittura ad olio, acquerello e varie tecniche di grafica e d’illustrazione dei libri. Nel 2000, al termine dei suoi studi, viene a vivere in Italia, risiede a Firenze dove vive e lavora tutt’oggi. Dal 2001 frequenta la scuola privata specialistica “The Florence Accademy of Art”. Incontra l’ultimo amico di Padre Pio, Monsignor Giancarlo Setti che lo ispira a dipingere alcuni ritratti di Padre Pio, uno di questi viene regalato dal Monsignore Setti al Duomo di Firenze prima della sua morte. Alcune opere eseguire per la chiesa di San Remigio nel centro storico di Firenze con il favore del presente parroco della Chiesa, Don Francesco Bazzoffi, possono vedersi anche oggi. Con l’opera sacra “Perchè sorgono dubbi nei vostri cuori?”, ottiene un grande successo partecipando alla “XXII Biennale d’Arte Sacra Contemporanea” organizzata dal museo Stauros a Gran Sasso e Verona. Partecipa nel 2006, a Bergamo al terzo concorso internazionale di pittura “Trofeo G.B.Moroni” a tema “Sogno e realta”, vincendo il primo premio della Giuria Critica. Ha partecipato alla Bergamo Arte Fiera edizione 2007 presentato dalla New Artemisia Gallery.Alcuni cenni critici - a cura di Ugo Barlozzetti critico d’arte Una interessante presenza artistica arricchisce da qualche anno il panorama fiorentino, infatti il giovanissimo Vitaly Shtanko - è nato il giorno di Natale del 1979 a Drohobich in Ucraina . rappresenta un’esperienza e per molti aspetti, una ricerca originale, dimostrando di possedere grandi doti interpretative e oltre ad una rara capacità esecutiva che riesce a tradurre in opere di alta qualità……….

Stucchi Ugo, nativo di Vimercate,dopo gli studi di perito si accosta all’arte in forma autodidatta, ha al suo attivo diverse esposizioni in forma estemporanea, lo si può infatti trovare,con un gruppo artistico in una delle tante domeniche tematiche, sotto il portico di Piazza Vecchia a Bergamo Alta. Da considerare anche la sua disponibilità nel partecipare ad esposizioni il cui ricavato viene devoluto ad opere di beneficenza, “Per non dimenticare Beslan” del settembre 2007, il cui ricavato è stato devoluto all’UNICEF.L’artista si presenta per la prima volta nella collettiva della Galleria d’arte Moderna e Contemporanea New Artemisia Gallery di Bergamo.Artista di chiara impostazione informale, con valenze di carattere gestuale, segnico e materico.L’artista sembra scavare tra la materia e addirittura nel supporto, sino a far emergere forme appena accennate, sottraendole al proprio inconscio per riportarle alla luce, dotandole di una propria facoltàEspressiva con la rinuncia della forma figurativa e geometrica.Le sue opere richiamano i grandi lavori di Dudeffet, ma anche lavori di artisti che hanno poi fondato il Gruppo “COBRA” come Asger Jorn e Guillaume Corneille.L’artista vive e lavora a Bagnatica.

L’esposizione prosegue fino al 29 giugno 2008-05-21 Gli orari della galleria sono – dalle 9,30-12,30/dalle 16,00-19,00 chiuso domenica e lunedì mattinoSe interessati si può aprire su appuntamento – tel. 3487442116

Natale Addamiano “Il lago e le sue luci”

Venerdì 9 Maggio 2008

A D D A M I A N O
“Il lago e le sue luci”
31 m a g g i o - 29 g i u g no 2008
inaugurazione sabato 31 maggio ore 18/21
catalogo in galleria

La seconda mostra di Valentinarte Art Gallery in Cernobbio (Lago di Como), presenta l’omaggio di Natale Addamiano (Bitetto 1943) al Lago.
Il percorso espositivo presenta 25 opere a pastello, tutte inedite, che permettono di tracciare la parte più importante del percorso di Addamiano. Una selezione di dipinti a pastello espressione del massimo acuirsi della bravura e sensibilità dell’artista.
Maestro a Brera, titolare della cattedra di pittura dal 1976 al 2005, poeta da sempre, le sue immagini del lago sono armonicamente risolte nelle magiche luci serali e con grande sapienza coloristica. La figurazione per Addamiano è importante, così come lo è il fatto di rimanere legato al repertorio di una grande tradizione artistica, elemento essenziale di una visione realistica.
Scorci di paesaggio del Lago (Bellagio, Como, Cernobbio, ecc.) messi in risalto da colori e luci dove si avverte il desiderio di catturare attraverso la pittura la complessa musicalità di ogni sua singola creazione.
Addamiano è spessore di emozioni, flusso di memorie, suggestioni.
Linguaggio, espressione, resa poetica sono requisiti di un artista che ha difeso la propria personalità in un rapporto tra arte, essere uomo e realtà.

Natale Addamiano è nato a Bitetto nel 1943. Dal 1976 al 2005 è stato titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Vive e lavora a Milano.
Sue opere figurano in numerose collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Giappone, Germania, NuovaZelanda, Spagna e Stati Uniti.
Hanno scritto di lui: L.Beatrice, A.C.Bellati, A.Bertani, G.Bruno, D.Buzzati, D.Cara, G.Gavazzini, A.Del Guercio, F.Gallo, F.Gualdoni, E.Luzzati, P.Marino, R.Sanesi, P.L.Senna, G.Seveso, C.Tavella, T.Trini, F.Vincitorio, A.Zanchetta e G.Zaza.

Orario di apertura:
10.30-13.00 16.00-20.00 Lunedì chiuso

Per ricevere immagini della mostra inviarne richiesta a: info@valentinarte.com

V A L E N T I N A R T E
A R T G A L L E R Y
Via Regina 32, 22012 Cernobbio (Co) ph/fax +39 031 340799
Salita Serbelloni 10, 22021 Bellagio (Co) ph/fax +39 031 950002
www.valentinarte.com info@valentinarte.com

Sansettimio

Lunedì 28 Aprile 2008

Per imparare il senso del tempo, se la vita sembra sfuggirti dalle mani, impara a gestirla in altro modo; ad esempio con un mini corso in un’ex riserva di caccia, tra Ancona e Pesaro: imparerai  a ridurre le attività inutili e un metodo per riorganizzare le priorità ( ad esempio: 2notti, 2 cene e 1 pranzo, percorso benessere e massaggio).

Qui si possono trovare tenute di notevole pregio che ospitano manifestazioni artistiche e culturali destinate a rinnovarsi nel tempo con appuntamenti per gli amici dell’arte.

A completamento delle mostre si possono anche vedere mostre come ad esempio mostra-cultura scarpa in omaggio alla partia della produzione delle scarpe cioè la Regione Marche.

Ci sono tenute di rara bellezza paesaggistica, come tenute da 400 ettari collinari di proppretà e case coloniche ristrutturate mantenedo le caratteristiche architettoniche originali e ospitano ora il turista durante l’arco di tutto l’anno, in un ambiente assolutamente piacevole e ricco di fascino.

Sono anche dotate di ristoranti, centri benessere e attività sportive che ne fanno un fiore all’occhiello dell’entroterra Marchigiano.