Marche Centro d’Arte

Venerdì 15 Gennaio 2010

La Galleria Marconi di Cupra Marittima riprende la programmazione della rassegna Non lo so e non lo voglio sapere. Domenica 17 gennaio alle 18.00, infatti, si inaugura il primo appuntamento di Marche Centro d’Arte, mini ciclo di tre mostre dedicato ai fermenti artistici marchigiani, che viene riproposto dopo il successo dello scorso anno
La curatrice Cristina Petrelli presenta il lavoro di Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, quattro artisti che utilizzando linguaggi diversi danno il senso della situazione dell’arte nel nostro territorio.

 
“Distanziarsi dal momento presente per rileggere il vissuto. Un procedere che non segue una successione lineare, ma percorre strade anomale dove il prima e il dopo si trovano ad esistere nel medesimo istante.
Negli scatti fotografici di Roberto Cicchinè la memoria individuale partecipa alle scelte collettive, cristallizzandosi nel simbolo. L’inevitabile dissolvimento diventa indizio dell’attraversamento necessario che predispone al nuovo.
Nel video Armando Fanelli traccia una mappa emotiva in cui l’infinita complessità dei rapporti umani si rende percepibile attraverso il confine poroso dell’epidermide, un processo che continua nelle foto, dove ciò che normalmente resta celato viene prepotentemente esibito.
Nelle sculture di Niba rimane solo la forma del corpo femminile imprigionato in aderenti tute di latex. Il riflesso acquista consistenza nel gioco simmetrico della duplicazione, celebrando il carattere effimero dell’apparenza.
Nell’installazione di Ivana Spinelli oggetti della vita domestica si susseguono l’uno dopo l’altro. L’uso dell’inchiostro nero sul bianco dello sfondo assegna all’immagine un’esistenza incerta, in bilico tra affermazione e scomparsa.
Il percorso tracciato dagli artisti, mediante i lavori esposti, consolida l’intuizione che in ogni esperienza individuale si stratifichi non tanto quello che si desidera ricordare quanto tutto ciò con cui si viene a contatto in modo del tutto involontario. Emerge incontrastato il fluire del tempo, l’eterno divenire dell’esistenza”. (Cristina Petrelli)

 
Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche?
Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza.
Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa.
Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre?
La risposta in fondo è già nel titolo

scheda tecnica/technical card
 
curatore/curator by Cristina Petrelli
testo critico/art critic by Cristina Petrelli
 
ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori
 
relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster http://www.siscom.it

 
dal 17 gennaio al 14 febbraio
from 17th january to 14th february
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.
 
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web http://www.siscom.it/marconi

Christmas Tree D’Artista

Giovedì 10 Dicembre 2009

Christmas Tree D’Artista: La definitiva mostra di Natale è una mostra circoscritta nello spazio di un albero sintetico, una collettiva inusuale che raccoglie una moltitudine di linguaggi che seguono tutti la stessa base di partenza: la palla natalizia. E’ stato chiesto agli artisti di realizzare una palla decorativa per l’albero di Natale lasciando piena libertà creativa.
Il periodo Natalizio è il momento dell’anno più singolare, le strade diventano più luminose, le case più decorate, il cibo aumenta in dosi eccessive, le vetrine dei negozi vengono riempite di ogni prodotto, ma nel terzo millennio e nei tempi di crisi finanziaria e sanitaria cosa significa tutto questo? La secolarizzazione della società contemporanea non risparmia di certo il Natale, la simbologia cristiana diventa un semplice decoro, l’affanno consumistico aumenta e forse il famoso detto “A Natale si è tutti più buoni” perde di significato. Le iniziative di arte contemporanea legate al natale non si contano più: allora perchè Christmas Tree D’Artista?

“L’albero di Natale è un simbolo sospeso tra sacro e profano, luminoso e decorativo offre un’immagine di ricchezza, diventando talvolta anche un simbolo di potere. Eppure al tempo stesso evoca sogni, festa e gioia, il posto sotto al quale si trovano i doni. L’abete che nella tradizione nordica accoglieva i bambini portati dalla cicogna è posto a rappresentare l’arrivo del bambino Salvatore del Cristianesimo. Ogni artista ha realizzato una decorazione per l’albero, un momento del proprio percorso artistico che va a incontrare il Natale, una festa che nonostante tutte le critiche rivolte al consumismo che gli ruota intorno, resta un momento fondamentale per continuare a sognare e sperare in un mondo migliore”. (Dario Ciferri)

Ogni artista ha dato la sua risposta, ognuno seguendo il proprio linguaggio, le proprie ossessioni, il proprio pensiero. Le opere proposte si interrogano sul Natale e tutti i suoi annessi passando dalla denuncia all’ironia, dalla religione alla provocazione.

L’evento a cura di Dario Ciferri coinvolge 23 artisti: Laura Baldini, Alberto Barbadoro, Max Bottino, Domenico Buzzetti, Luca Caimmi, Giacomo Carnesecchi, Veronica Chessa, Roberto Cicchinè, Tiziana Contino, Francesco D’Isa, Veronica Dell’Agostino, Francesco Diotallevi, Massimo Festi, Alice Grassi, Alessandro Grimaldi, Erika Latini, Dario Molinaro, Erika Patrignani, Michele Pierpaoli, Giorgio Pignotti, Rita Soccio, Valeria Stipa, Rita Vitali Rosati. L’inaugurazione di Christmas Tree D’Artista è prevista per il giorno 12 dicembre 2009 alle ore 18.00 negli spazi della home gallery Sponge di Pergola. La mostra sarà visitabile fino al 9 gennaio 2010.

Per informazioni consultare il sito www.spongeartecontemporanea.net

Titolo: Christmas Tree D’Artista: La definitiva mostra di Natale
Artisti: Laura Baldini, Alberto Barbadoro, Max Bottino, Domenico Buzzetti, Luca Caimmi, Giacomo Carnesecchi, Veronica Chessa, Roberto Cicchinè, Tiziana Contino, Francesco D’Isa, Veronica Dell’Agostino, Francesco Diotallevi, Massimo Festi, Alice Grassi, Alessandro Grimaldi, Erika Latini, Dario Molinaro, Erika Patrignani, Michele Pierpaoli, Giorgio Pignotti, Rita Soccio, Valeria Stipa, Rita Vitali Rosati
Cura: Dario Ciferri
Luogo: Sponge Living Space, via Mezzanotte 84 - 61045 Pergola (PU)
Coordinamento e comunicazione: Sponge ArteContemporanea
Inaugurazione: sabato 12 dicembre 2009, ore 18:00
Periodo: 12 dicembre 2009 - 9 gennaio 2010 visita su appuntamento
Info: +39 339 4918011, pressoffice@spongeartecontemporanea.net

Attorno al fuoco con gli Acholi

Lunedì 30 Novembre 2009

Attorno al fuoco con gli Acholi è il titolo della mostra fotografica allestita a scopo umanitario a Cupra Marittima, dal 06 dicembre al 06 gennaio presso la Galleria Marconi in c.so Vittorio Emaneule 70. L’installazione si compone di circa 70 foto inedite sulla vita nei campi profughi del nord Uganda, esposte per raccogliere fondi da destinare alla tribu’ degli Acholi, in particolare per i progetti che l’Associazione Casa della Speranza sta realizzando nella parrocchia di Atanga distretto di Pader.
La mostra fotografica sarà inaugurata domenica 06 dicembre alle ore 15:00 dal vescovo della diocesi di San Benedetto del S.E. Gervasio Gestori e dal Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani, ed è organizzata con il patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno, del Comune di Comunanza e del Comune di Cupra Marittima.

“Abbiamo scelto di raccontare la vita quotidiana degli Acholi - un ideale cammino, dal mattino fino a sera. Sia la scelta delle inquadrature, sia la decisione di privilegiare alcuni aspetti piuttosto che altri, riflettono un preciso intento: porgere il sorriso e la dolcezza che si riesce a cogliere sul viso degli Acholi, nonostante anni di violenze ripetutamente subite”. (Pietro Antonelli)

L’iniziativa nasce dal desiderio di aiutare concretamente questo popolo che per venti anni ha vissuto nei campi profughi a causa dei violenti scontri armati tra i guerriglieri di Lord Resistance Army e le forze governative ugandesi.
Il conflitto ha costretto la popolazione del Nord Uganda a vivere in campi per sfollati. In questo periodo 100 mila persone sono morte, 25 mila bambini sono stati rapiti per combattere, un milione e mezzo di persone sono state costrette a lasciare le loro case e a vivere in accampamenti per rifugiati.
In una recente intervista il Vice-Segretario Generale dell’ONU Jan Egeland ha così commentato: ” Quello del nord Uganda è uno dei peggiori disastri umanitari del mondo e noi, come Nazioni Unite, abbiamo fatto troppo poco “.
Da circa due anni sono iniziati i peace talks, dialoghi di pace, tra il Governo dell’Uganda e i ribelli. Questa tregua ha consentito alla popolazione di cominciare una lenta rinascita, anche se ancora oggi gran parte degli Acholi vive nei campi profughi e la paura ed il terrore non sono scomparsi.
La mostra è stata ideata per un duplice scopo: informare l’opinione pubblica e raccogliere un aiuto concreto da destinare alla parrochia di Atanga.
I liberi contributi raccolti tramite la vendita delle fotografie saranno consegnati a Don Ciprian Ocen P’Akece e verranno utilizzati a finanziare le seguenti iniziative: Dispensario Medico, Nursery, sostegno allo studio .

Vi aspettiamo numerosi presso la Galleria Marconi di Cupra Marittima con l’augurio che presto il popolo degli Acholi possa trovare una stabile serenità di vita.

scheda tecnica
curatore Pietro Antonelli
ufficio stampa Dario Ciferri
relazioni esterne e promozione delle attività Marco Croci
fotografiaMarco Biancucci©

orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
web www.siscom.it/marconi

Casa della Speranza
CCP 78125420
tel. 338 5076893
email info@casadellasperanza.org
web www.casadellasperanza.org

“ Planète amoureuse ”

Giovedì 26 Novembre 2009

  Il laboratorio creativo Rosaspinto è lieto di presentare la mostra-evento: “ Planète amoureuse ”  presso: Pomezia Uno Gallery a Milano Inaugurazione Giovedì 3 Dicembre 2009dalle ore 17:30 alle ore 22:30 dal 3 Dicembre al 8 Dicembre 2009 L’esposizione esprime e interpreta i diversi elementi di cui si compone il sentimento  amoroso, soffermandosi in particolare sull’ apogeo dell’amore carnale, creando un contenitore emotivo in cui il corpo assume un’ indiscussa centralità fatta di esperienze fisiche, sguardi, profumi, sensazioni. A questo manifesto hanno aderito 18 artisti, che hanno realizzato opere inedite traendo ispirandosi ai testi di Indira Fassioni, realizzando attraverso arti visive, un palpitante “corpo amoroso”. Durante l’appuntamento “Planète amoureuse” gli artisti coinvolgeranno i visitatori in momenti di improvvisazione e reading poetici: “Noi ci innamoriamo dell’anima, ma per vivere ci servono i corpi” I.F La manifestazione porta avanti il progetto Rosaspinto, di Indira Fassioni realizzato in collaborazione con Valentina Zolla. “Planète amoureuse” è una locomotiva itinerante alla ricerca di nuove sinergie creative e contesti espositivi. “Planète amoureuse” parole, suoni, forme, immagini: Marco Antonio Abbagnara, Lorenzo Andrea Paolo Balducci + i Nella Carne, Sabrina Baruzzi, Fabrizio Beretta, Stefano Bianchi Bosisio, Alice Campo, Cristiano Ceretti – Tampaxlove, Francesco Cuna, Roberto Di Rocco,  Mauro Lacqua, Gemis Luciani, Jacopo Manfredini, Francesca Nacci, Paolo Ornaghi, Giordano Redaelli, Tiziano Saitta, Luca Sommariva – Insect are sexy, Davies Stefania Zambotti.      Inaugurazione 3 Dicembre 2009 orario 19 – 22.30 (ingresso libero)Vernissage con gli artisti ore 17.30 : stampa e addetti ai lavori (su invito) Aperto tutti i giorni dal 3 al 8 Dicembre, per appuntamenti e info: 02/45489381 L’evento planète amoureuse è realizzato in collaborazione con: Cibo e..nò, Food & Fashion, Goparty.it, Nobili Terre, Twelve Milano, VZ comunicazione, Kobayashi Project - design by Bubble design, Alessandro Orgiato©, Lovely Toys. planeteamoureuse@gmail.com  Rosaspinto Arte e ComunicazioneVia Privata Schiaffino, 25 20158 Milano e-mail: rosaspinto@hotmail.ittel:  +39 333 8864490 Pomezia Uno  I  Fine Art Gallery  I  Photo Studio & EventsVia Pomezia, 120127 MILANOTel +39 02 454 89 381 Cell + 39 347 9340599

massimiliano.lenti@pomeziauno.com

press@pomeziauno.com, www.pomeziauno.com VZ ComunicazioneVia Niccodemi, 2621100 Vareseinfo@vzcomunicazione.org, www.vzcomunicazione.orgtel 347 7575291 

collettiva a Berlino

Venerdì 31 Luglio 2009

collettiva a Berlinocollettiva a BerlinoComunicato stampa n.22  NEW ARTEMISIA GALlERY VIA Moroni 124 – 24122 BergamoTel.035241481  - 3895563828m.frassetto@libero.it  enricapasqua1@gmail.com  SUI SEGNI E LE FORMULE DI LEONARDOItalia, la nazione che racchiude il più grande museo dell’arte, ogni suo abitante è potenzialmente un artista. La terra che ha dato le origini al più geniale degli artisti, Leonardo da Vinci che con il suo genio composito ha lasciato ai posteri oltre alle bellezze pittoriche anche le tematiche ed i misteri che lo circondano, attraverso i suoi segni e i suoi simboli. In questa esposizione la galleria d’arte moderna e contemporanea New Artemisia  Gallery di  Bergamo ospite della galleria “ Infantellina-Contemporary ” di Berlino, presenta per la prima volta in Berlino alcuni suoi artisti che attraverso le loro opere,ricercano le vie enigmatiche  di simboli  e  segni che Leonardo ci ha trasmesso. Questi artisti, per la maggior parte sono fra i 20 finalisti ed alcuni fra i primi  vincitori delle diverse edizioni del concorso internazionale di pittura“ TROFEO  G.B.MORONI ” indetto  ed  organizzato  annualmente dalla “New Artemisia Gallery. di Bergamo ”(Italia). Berlino città  d’arte  attraverso la prestigiosa galleria d’arte  contemporanea Infantellina-Contemporary ci ha dato l’opportunità di rappresentare,una parte della feconda attività artistica della terra italiana.Auspicando un giusto riconoscimentodell’importanza dell’arte , invitiamo lo spettatore che si  accosta a queste opere  di vedere con occhio particolamente attento questi  lavori  ed apprezzarne il giusto valore –ARTISTI - AGNELLO – CASALI – CAVALLINI – FRAMEGLIA – LONGARETTI – NORIS –PERUTA . KUMAMOTO – SEGIMIRO - USVARDI

 Frassetto Maria Grazia direttore artistico New Artemisia Gallery ON SIGNS AND FORMULAS OF LEONARDO

Italy, which holds the nation’s largest museum
art, every inhabitant is a potential
artist. The land that gave origins to the most ingenious
artist, Leonardo da Vinci with his genius
composite has left to posterity as well as beauty
Painting the issues and mysteries that the
surround, through its signs and its symbols.
In this exhibition the gallery of modern art and
contemporary New Artemisia Gallery in Bergamo
guest gallery of Contemporary Infantellina -
Berlin, for the first time in Berlin some
ni its artists through their works, seek
the streets of enigmatic symbols and signs that Leonardo
has passed. These artists, most of
are among the 20 finalists and some winners among the first
of the various editions of the international
Painting “G.B.MORONI TROPHY” organized and convened
used annually by the “New Artemisia Gallery. of
Bergamo (Italy). Berlin city of art through
art gallery  Infantellina-Contemporary
gave us the opportunity to represent, in his
small part of the fruitful work of art
Italian soil,  Hoping for a proper recognition
the importance of art, invite the viewer
 that approaches these works to see with eye
particularly careful this work  and appreciate the true value
artistAGNELLO – CASALI – CAVALLINI – FRAMEGLIA – LONGARETTI – NORIS –PERUTA . KUMAMOTO – SEGIMIRO - USVARDI

Maria Grazia Frassetto
Artistic Director
New Artemisia Gallery 

Marche Centro d’Arte: Sabrina Muzi

Mercoledì 25 Marzo 2009

Domenica 29 marzo alle 18.00 la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta la personale di Sabrina Muzi a cura di Claudio Libero Pisano, dopo il successo dell’esposizione di Marco Bernacchia e Francesca Gentili.
La mostra conclude il ciclo Marche Centro d’Arte ed è il quinto appuntamento della rassegna Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
Con la personale di Sabrina Muzi si conclude Marche Centro d’Arte. Lo scopo della rassegna è mostrare la vivacità delle produzioni artistiche presenti nella regione, una regione in cui convivono pluralità e singolarità, a partire dallo stesso nome. Ogni artista ha una sua peculiarità, e un suo percorso di ricerca, ha una voce che unendosi alle altre del territorio, dà vita a un mosaico ricco, vivo e vivace.
“La ricerca di Sabrina Muzi continua con un ulteriore passaggio nella direzione di un rapporto mai episodico tra sé e la natura. Utilizza diversi mezzi che concorrono allo stesso fine. Video, foto e disegni hanno lo scopo di sottolineare un unico messaggio dove sempre più intima diventa la condivisione con l’elemento naturale. Sia quando è il suo corpo, come nel video Remote Body, che si nasconde e si perde tra i rami fino a diventare un unico elemento. Sia nelle foto, dove l’artista non compare, è evidente una relazione mai distaccata. In quegli alberi rappresentati più che l’elemento estetico traspare quasi il respiro, l’affanno della natura impressa sulla carta. E l’artista se ne fa portavoce, lascia che la sapienza tecnica e la capacità esecutiva si mettano al servizio di un messaggio circolare. Offre il suo sguardo alla natura che lo restituisce in tutta la sua potenza, bellezza e inquietudine”. (Claudio Libero Pisano)

Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi
Il giorno dopo l’inaugurazione di una mostra il gallerista tira le somme. Le rughe si sono distese e si parla amabilmente sgranocchiando salatini e patatine. Il sorriso riempie il volto barbuto e la soddisfazione per il risultato è al centro dei suoi discorsi. Dello yeti che si aggirava con spatola, stucco e gomma magica, non è rimasto nulla. La Galleria adesso sembra il paese delle favole, dove pace e armonia regnano e le riviste sono ordinate sulla scrivania. Un attimo di pace prima della prossima inaugurazione.
All’ansia di una mostra, collaboratori di vario tipo aggiungono stress, ritardi, piccole o grandi inefficienze che un povero gallerista si trova a dover affrontare, perdendo i capelli e/o facendo diventare bianchi i pochi che gli restano. Eccolo buttarsi su massicce dosi di tachipirina per affrontare l’immancabile febbre pre-mostra, mettersi ai fornelli per preparare pasti con innumerevoli portate e quantità capaci di sfamare interi reggimenti, eccolo infine perdere l’attimo atteso ogni giorno come la manna dal cielo: il riposino pomeridiano. Una vita dura fatta dalle piccole insoddisfazioni di ogni giorno e dalle grandi soddisfazioni di ogni mese.
Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi è l’omaggio a quella cosa bellissima ed entusiasmante che è l’organizzazione di una mostra, cosa bellissima, ma anche snervante e stancante. Ecco che aumenta il numero delle sigarette fumate fuori dalla porta, ecco che i chiodi e le viti si accumulano sul pavimento. Poi si inaugura, si parla, si ride e il giorno dopo si pulisce. Questa è la “tragica” routine che accompagna la vita di un gallerista. Ma non bisogna dimenticare però la bellezza di una mostra, il piacere di una chiacchierata con gli amici, l’emozionarsi sempre nuovo che ripaga da ogni affanno. I rapporti umani, e non solo professionali, con artisti, critici e curatori, sono il vero collante dell’attività e il motore che rende sempre nuova la voglia di andare avanti.
Solo un grazie a chi ci permette di poter seguire ed apprezzare il mondo dell’arte nel suo continuo movimento.

Si ringrazia l’Associazione Alta Fedeltà
http://www.associazionealtafedelta.org/
per la collaborazione

scheda tecnica/technical card
curatore/curator by Claudio Libero Pisano
testo critico/art critic by Claudio Libero Pisano

ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster http://www.siscom.it

dal 29 marzo al 26 aprile
from 29th march to 26th april
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@vodafone.it
web http://www.siscom.it/marconi

Franco Rognoni

Venerdì 20 Marzo 2009

Ritorno a casaA dieci anni dalla scomparsa di Franco Rognoni, la galleria Dep Art ripropone a Milano una ventina di opere del suo percorso artistico in una mostra che include alcune delle sue tematiche privilegiate quali gli interni esterne, le storie medioevali, le Venezie, gli incontri umani il tutto però visto attraverso una visione talvolta ironica, talvolta drammatica della vita nella città contemporanea.Il linguaggio di Franco Rognoni è riconoscibile per l’uso assolutamente originale del disegno nel rapporto con il colore che invade espandendosi entro e fuori dalle coordinate preesistenti.
Franco Rognoni nasce a Milano il 20 settembre 1913 da Giuseppe, agente di commercio e da Giuseppa Carabelli. Cresce in una famiglia della piccola borghesia che, per sfortunate vicissitudini, passa da una discreta condizione economica ad un tenore di vita assai difficoltoso. Rognoni, che ha sempre manifestato fin da bambino una grande passione per il disegno e la pittura, deve rinunciare a coltivare questo interesse per diplomarsi perito tessile impiegandosi poi presso l’Istituto Cotoniero Italiano (si può immaginare con quale profitto!). Tale esperienza, con suo vivo sollievo, è di breve durata e inizia a frequentare i corsi serali presso la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco di Milano dove insegna Arte Applicata il pittore Gianfilippo Usellini. La sua formazione artistica, quasi interamente da autodidatta, lo porta a godere e capire molto presto le nuove forme d’arte e ad amare artisti come Modigliani, Sironi, Licini e gli stranieri Picasso, Chagall, Rouault, Beckmann, Grosz, Klee, Kokoschka. Ma la svolta della sua formazione artistica avviene frequentando la ricchissima biblioteca del critico d’arte Raffaello Giolli dove, attraverso le riproduzioni, studia l’opera degli artisti stranieri che lo entusiasmano e lo stimolano molto più di quella della tradizione italiana studiata nelle accademie. È proprio il critico Giolli (antifascista morto nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1945) a scorgere nel giovane Rognoni un talento meritevole di considerazione. L’opinione di Giolli veniva condivisa da Franco Ciliberti, intellettuale attento alle nuove forme d’arte, che dimostrò stima per questo giovane rivelandone le qualità. Dopo la scomparsa di questi critici e dopo aver trascorso un breve periodo in un gruppo di artisti uniti nel movimento della “Rotonda”, contemporaneo di “Corrente”, Rognoni, che nel 1946 sposa Mariuccia Noè, viene sostenuto dal gallerista Bruno Grossetti titolare della Galleria dell’Annunciata di Milano presso la quale esporrà per oltre trent’anni a partire dal 1949 / ’50. In questo ambiente stringe rapporti di stima e di amicizia con il filosofo Dino Formaggio e intellettuali come Adalgisa Denti e Luigi Rognoni (suo omonimo) entrambi fondatori di case editrici piccole ma d’avanguardia (M. A. Denti e Minuziano). Frequenta altri artisti e poeti quali Salvatore Quasimodo e Alfonso Gatto e, appassionato di musica, segue con interesse le nuove forme compositive dodecafoniche grazie al carissimo amico Riccardo Malipiero. l’architetto Giò Ponti è interessato ai lavori di Rognoni e lo invita alla VII Triennale di Milano per la realizzazione di bozzetti. Di rilievo l’incontro con l’imprenditore Giovanni Botta, appassionato di disegni, incisioni ed ex libris che gli commissiona un imponente lavoro illustrativo di alcuni tra i principali capolavori della letteratura europea (I Promessi Sposi, la Divina Commedia, le Poesie di Carlo Porta, Don Chisciotte, I Miserabili). L’eccezionalità consiste nel fatto che i testi venivano copiati a mano dallo stesso Botta e da Rognoni illustrati poi direttamente su carta da disegno di grande formato, seguendo pagina per pagina, per essere poi rilegati elegantemente in esemplari unici. I disegni, il cui numero è elevatissimo poiché i volumi illustrati sono oltre venti, sono stati eseguiti in gran parte ad acquerello. Artista indipendente, Rognoni si avvia per un percorso solitario lontano dalla seduzione delle nuove avanguardie, che peraltro propongono forme a lui ben note già dagli anni ’30 (Licini, Melotti, Veronesi, Soldati), elaborando il suo mondo alla continua ricerca di un linguaggio personale. È un periodo questo di ripensamenti durante il quale egli alterna e sviluppa modalità di diverse culture; da quella francese di Matisse e Dufy, a quella tedesca di tendenza espressionistica di Beckmann, Grosz e Dix estendendo il proprio interesse anche a Chagall e Kokoschka. Alla fine della guerra mondiale Rognoni si trova in una situazione conflittuale: da un lato è spinto da una forte motivazione a partecipare, con la propria opera, ai movimenti politici e sociali, dall’altro, a causa della sua visione tendenzialmente pessimistica, profondamente colpito dall’evento atomico, ritiene esaurita la funzione dell’arte e della pittura in particolare, specie quella di cavalletto. È più propenso all’idea della funzione della pittura murale riconoscendone l’efficacia così come esposto nel 1933 dal Manifesto della pittura murale (Campigli, Carrà, Funi, Sironi). Cade di conseguenza in una crisi esistenziale che supera dedicandosi temporaneamente all’illustrazione per l’editoria, al disegno di impegno politico e di costume con esordio, a cavallo tra il ’39 e il ‘43 su La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia, il cui nome di maggior prestigio era Mario Sironi. Qualche tempo dopo la fine del conflitto, nel 1947, inizia la collaborazione con il giornale l’Avanti!, secondo la tradizione dei grandi Scalarini e Galantara. Il 30 aprile 1950 l’Avanti! dedica una pagina ai principali artisti del quotidiano e di Rognoni così si scrive ”…rinserrandosi poi in una autodidattica severa e laboriosa, stimolato da un irrequieto spirito di satira contro ogni sorta di conformismo artistico, sociale e morale.”Si dedica all’attività di scenografo, anche se in modo non strettamente professionistico, lavorando per la Piccola Scala di Milano (La donna è mobile di Riccardo Malipiero), la Fenice di Venezia (Il Circo Max di Gino Negri), il Teatro Regio di Torino (El Retablo di De Falla), il Teatro Politeama Margherita di Genova (Battono alla porta di Riccardo Malipiero su libretto di Dino Buzzati) nonché sperimentando nuove soluzioni per la televisione, nata da pochissimo, con le scenografie e i costumi per l’opera Mavra di Stravinsky. Non è però certo facile per Rognoni conciliare il dualismo interiore: poiché trova difficoltà a individuare le coordinate di natura estetica ma ancor più quelle di carattere etico. Le sue varie esperienze e soprattutto l’intensa attività che derivava dalla collaborazione con altri nel teatro e nell’editoria, gli servono ad uscire dalla solitudine sia esistenziale che artistica. La sua pittura che negli anni ’60 appare scura, tormentata, a volte sovraccarica, diviene meno ossessiva, acquisendo forme più libere e ispirate a una visione fantastica rasserenata da guizzi ironici dove il suo inconfondibile disegno arabesca la stesura del colore ottenendo un esprit de finesse particolare che diventa la sua cifra.  La sintesi biografica non può ignorare la profondità con la quale Rognoni ha fatto propri stimoli umani, culturali ed artistici. Ne sono conferma le amicizie e le intense frequentazioni negli anni con il poeta e coetaneo Vittorio Sereni, con il filologo Dante Isella e il rapporto di collaborazione e affetto con il musicista Riccardo Malipiero. Tra gli incontri più significativi della maturità emerge quello con Leonardo Sciascia del quale illustra con sei acqueforti la Storia della povera Rosetta.

Uno dei luoghi di grande rilievo che ha influito sulla vita artistica e umana del Maestro è stata la Galleria Annunciata, come già ricordato, diretta da Bruno Grossetti e punto d’incontro per letterati ed artisti tra i più significativi del momento. Franco Rognoni, dopo oltre sessant’anni di vita artistica ininterrotta, muore a Milano l’11 marzo 1999 ed è sepolto nel cimitero di Luino nella tomba di famiglia. Per l’approfondimento dell’opera di Franco Rognoni si rimanda alla corposa documentazione in calce al catalogo “Franco Rognoni – Interni / Esterni” a cura di Luigi Cavallo, Silvana Editoriale, 2003.                                                                          

Arazzi e colori

Lunedì 2 Febbraio 2009

Mostra d’arte Arazzi e colori   La mostra Arazzi e colori a cura di Valentina Zolla, che sarà inaugurata venerdì prossimo 6 febbraio in zona Navigli a Milano è un mondo evocativo e di suggestioni si rivela all’osservatore, una dimensione incantata e affascinante,  ricca di laboriosità ed espressione creativa.

Le artiste Violetta Rinaldi e Maria Lucia Sesso rielaborano con intensa manualità e con perizia l’antica tecnica dei licciai nella tessitura dell’arazzo, trasfigurando l’intreccio di trame e di fili in opere di astrattismo concettuale.

Le campiture di colore in alternanza all’inserimento di antichi monili  e di materiali polimaterici, si trasformano in altorilievi spaziali dove l’eco di viaggi lontani si intesse in frammenti di filato tridimensionale.

Ecco allora che la visione strutturata della creazione artistica viene sopraffatta dall’emozione nell’osservazione, una tensione verso l’opera, una voglia istintiva di sentire il tessuto tra le mani, toccare i laboriosi intrecci, o specchiarsi nella maschere dorate, per ritrovarsi.

Le opere racchiudono un insieme di simbologie in un incontro tra la gestualità della tecnica e la rappresentazione emotiva dell’animo artistico, declinato nella commistione costante tra riferimenti alla passione per l’etnico e le poetiche esperienze di vita.

Tracciati geometrici di colore rinsaldano il legame con la razionalità,  rappresentando le sfumature di pensiero nella sensibilità raffinata al femminile.

L’arte di Violetta e Maria Lucia si muove nel fascino per i materiali e nel riferimento alla loro memoria storica in partecipazione completa con l’opera; una spiritualità che supera i linguaggi preconfezionati dell’arte per stravolgere le gerarchie strutturali della percezione artistica.Lo Spazio Libero 8 per tutto il mese di febbraio mostrerà come la creatività moderna si possa facilmente implementare con la tradizione antica.  Arazzi e coloriMostra di Violetta Rinaldi e Maria Lucia Sessoa cura di Valentina Zolla6 febbraio – 28 febbraio 2009Milano – Spazio Libero 8

Alzaia Naviglio Pavese, 8

 

 Vernissage: venerdì 6 febbraio ore 18.00.          Seguirà Cocktail           Orario: da Lunedì a Sabato  16.30 - 20. Ulteriori visite previo appuntamento.  Ingresso libero   

Il curatore: Dott. Valentina Zolla 347.7575291 

info@vzcomunicazione.org  www.vzcomunicazione.org

LiberaMenteBianco

Domenica 14 Settembre 2008

Sabato 20 settembre 2008 alle ore 18 presso gli spazi di LineaDarte Officina Creativa (piazza Dante)  inaugurerà la mostra di “LiberaMenteBianco” 70 artisti in mostra


Gli artisti curatori Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma sono lieti di presentare e proporre la seconda tappa  di “LiberaMente” ciclo d’arte contemporanea a prevalenza cromatica , il secondo evento vedrà protagonista unico il bianco gli artisti partecipanti alla  manifestazione ,pittori, fotografi e videomaker  …si  analizzano attraverso il  colore puro  della  luce ,si  espremono in un tempo cromatico in una  mostra ciclica
L’evento è patrocinato dal Comune di Napoli e dalla II Municipalità

Artisti protagonisti sono :
Luisa Baffa, Sandy Bellantoni, Cecilia Bossi, Giuliano Brandoli, Monia Brizzi,Franco Cappelli, Monica Castaldelli, Rosaria Cecere, Carla Colombo, Antonio Conte, , Antonio D’Antonio, Antonio De Rose,  Giacomina Di Bello, Giovanna Donnarumma, Felice Giancaspro, Antonella Giua,Thomas Hirsch, Davide Iaione,Valerio Iermano, Irina Karim, Majlinda Kelmendi, Amerigo Lanza, Ippolito Gennaro, Irma Lanza, Luigi Latino, Rosella Lenci, Antonella Macaluso, Marcella Mandis, Biancamaria Martinelli, Francesco Mestria, Stefania Mollo, Maria Teresa Multinu, Ilaria Pergolesi, Paola Rago, Luigi Rifani,Emanuele Rivieri, Brunella Romagnoli,Rodolfo Cubeta, Pasquale Sica, Salvatore Starace, Salvatore Tavassi, Enrico Thanhoffer, Rosalia Tortorelli, Fabrizio Vascotto, Daniela Viglioglia,  Mario Varotto, Francesco Gallo,Mammoliti Antonio,Simona Maleti, Miona Markovic, Milvia Botticelli, Mario Stoccuto,Imma Maddaloni, Paolo Uttieri , Francesco De Sanctis, Tommaso Tucci , Emanuel Tosi, Francesco Dall’Antonia , Enrico Epinto, Giovanni Mangiacapra, Giocampo, Dario de Cristofaro, Paola Vitiello, Nabil, Loreta Teodorova, Valeria de Rienzo, Silvia Iuliucci

 
LineaDarte Officina Creativa Via San Domenico Soriano , 34 (Piazza Dante)
Ingresso gratuito
dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 , sabato e domenica su prenotazione
Info : lineadarte@gmail.com
telefono: 081 5494271
www.lineadarte-officinacreativa.org

Michele Cascella: La gioia di vivere

Venerdì 4 Luglio 2008

MICHELE CASCELLA: La gioia di vivere

a cura di Vittorio Sgarbi

Museo Michetti, Francavilla al Mare (CH)

dal 13 luglio al 30 settembre 2008

Si inaugura il 12 luglio 2008 alle ore 18 al Museo Michetti la mostra di Michele Cascella: La Gioia di vivere, curata da Vittorio Sgarbi, che si compone di oltre ottanta opere che attraversano tutte le principali fasi espressive dell’artista, dagli esordi più remoti all’attività estrema, seguendo un arco cronologico compreso fra il 1905 al 1987.

Si comincia con le opere giovanili, fra Abruzzo, Milano e Parigi, nelle quali Cascella rivela immediatamente il talento che lo contraddistinguerà per il resto della carriera, quello di colorista, segnato certamente dall’imprinting di Michetti, ma rinnovato alla luce degli sviluppi del Post-Impressionismo più coerenti con la lezione di Monet e Rénoir, oltre che con quelli del Divisionismo, l’esito nazionale in questo senso più rappresentativo. Opere come Paesaggio con figure, Trabocco di San Vito, Primavera presso Ortona, e Figure sulla Pescara, tutte precedenti il 1908, possono dirsi fra le più moderne del panorama nazionale del momento, ricche di svaporamenti cromatici, talvolta con accenti alla Turner, che stilizzano la natura per introdurla in una dimensione simbolista, estranea alla caducità delle cose terrene. La sperimentazione della sensorialità impressionista, caratteristica delle esperienze di Cascella fino al 1913, denota una visione della natura come oggetto di contemplazione che deve suscitare, in primo luogo, coinvolgimento emotivo, tenendo le debite distanze, quindi, dagli approcci mentali alla Cézanne. Con tutto ciò, specie dopo il 1916, in precoce percezione del rappel à l’ordre, Cascella non disdegna di associare il colore vibrante a un uso equilibratore del disegno, cosa che lo induce a prospettare una particolare variante del Primitivismo italiano, fra tradizione nazionale e francesismo, come si denota in opere come Giallo e verde e La giacca rossa, entrambe del 1918. La specializzazione nel paesaggio e nella veduta, in un momento di crisi dei generi, assicura a Cascella un successo di portata internazionale, con i consueti soggetti abruzzesi che vengono alternati a quelli di Portofino e delle maggiori metropoli, come un carnet di viaggio, e il ventaglio di opzioni espressive che varia di volta in volta, dal sentimentalismo tardo-simbolista, improntato su tonalità fredde, al bozzettismo da Ecole de Paris, pittoricistico, che lo faceva definire l’“Utrillo italiano”, con incursioni in terreni comuni che gli fanno sfiorare ora Strapaese, ora il Chiarismo, ora l’Espressionismo di Sassu (Solennità in San Pietro, 1939) o dei Sei di Torino (Rachele, 1943). Dopo il 1945, condizionato in Italia dal Neo-Cusbismo e dal recupero di Cézanne, quando non dall’abiura della figurazione, la pittura di Michele Cascella si connota come precisa reazione agli eccessi di intellettualismo che stavano trasformando l’arte in fenomeno fortemente elitario, rivolto a cerchie specializzate, stabilizzandosi sui soggetti e i caratteri di massima individuati negli anni precedenti, ma secondo accenti sempre più solari e diretti che limitano al minimo le mediazioni nella comunicazione fra l’artista e il suo pubblico.

“Vituperato in vita perché troppo indulgente nei confronti della popolarità, perché troppo ‘commerciale’, come si diceva allora, Cascella si prende ora le sue rivincite. Diciannove anni dalla morte sarebbero bastati a spazzarlo via non solo dalla memoria dei critici, ma anche del grande pubblico. E invece, eccolo ancora fra noi, eccoci ancora ad occuparci di lui. Della sua arte intenzionalmente semplice, votata a individuare un’idea istintiva del bello, di quanto più larga condivisione possibile, quasi francescana nel concepire il senso della natura, un sermo communis per il quale una marina è sempre una marina e un fiore un fiore.”

Vittorio Sgarbi

“Quando Michele Cascella decise di diventare artista, il padre Basilio, mostrandogli colori e pennelli, gli disse che avrebbe imparato cos’è la pittura il giorno in cui sarebbe stato capace di dipingere l’aria. Michele non se lo dimenticò mai, cercò sempre di raggiungere quell’obbiettivo. Quando ci riuscì, da buon individualista, non lo disse a nessuno. Gli bastava la sua soddisfazione, intima, mai esibita. Io continuo a occuparmi di Michele Cascella perché se ne possano accorgere tutti, finalmente.”

Pier Paolo Cimatti, gallerista ed editore grafico di Michele Cascella

 

Michele Cascella. Cenni biografici.

Nasce il 7 settembre 1892 ad Ortona a Mare (Ch). Viene introdotto all’arte dal padre Basilio, capostipite di una famiglia che conterà, nel corso del Novecento, numerosi esponenti artistici. Col fratello Tommaso, esordisce in una mostra alla “Famiglia Artistica” di Milano, nel 1907, dimostrando subito uno spiccato talento di colorista. Nel 1909, sempre con Tommaso, espone per la prima volta a Parigi, aggiornandosi agli sviluppi del Post-Impressionismo. Nel 1910 è tornato a Milano, dove frequenta Marinetti, Boccioni e Margherita Sarfatti, seguendo con interesse gli sviluppi del Divisionismo. Fra il 1915 e il 1918 partecipa alla Prima Guerra Mondiale. Dopo il ritorno dal fronte, mostra una maggiore attenzione per la regolarità della composizione e per l’incidenza del disegno, fra rétour à l’ordre e Primitivismo in chiave di modernismo nazionale, senza comunque smentire la preponderante vocazione colorista. Nel 1924 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, dove sarebbe tornato in tutte le successive edizioni fino al 1942, quando avrebbe avuto in dedica una sala personale. Nel 1925, presentato da Carlo Carrà, espone con successo alla Galleria Pesaro di Milano, affermandosi come uno dei maggiori paesaggisti italiani del momento. Fra il 1931 e il 1933 espone a Parigi, Londra, Bruxelles, aggiungendo il soggetto cittadino al repertorio più tradizionale, ispirato alla natura abruzzese. Dal 1933 è illustratore paesaggista de “Il Corriere della Sera”. Nel 1937 partecipa alla Quadriennale di Roma e ottiene una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi. E’ da questo periodo che Portofino diventa il suo luogo prediletto, del quale riproduce gli scorci più suggestivi in un numero sterminato di varianti. Nel 1938 esordisce come scenografo alla Scala. Dopo il 1945, le mutate condizioni del dibattito critico in Italia, ostile a un certo tipo di figurazione, lo invogliano a incrementare i rapporti con l’estero, in particolare col Sud America, con la California (espone a Los Angeles nel 1948) e con Parigi. Nel 1954 la sua opera viene celebrata, a Lugano, dalla prima retrospettiva a lui dedicata. Fra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta si muove fra gli Stati Uniti, Parigi, Portofino e l’Abruzzo, conseguendo rinnovati successi con le frequenti mostre che segue in ogni parte del mondo. L’ultima stagione artistica di Cascella é caratterizzata da un numero considerevole di riconoscimenti ufficiali e di esposizioni antologiche (Milano, 1981; Ferrara, 1982-83; Roma, 1985), a cui corrisponde una recuperata freschezza espressiva del maestro, neo-impressionista, di vigore quasi giovanile.

Michela Cascella muore a Milano il 29 agosto 1989.

Sede:MUSEO MICHETTI - MUMIPiazza S. Domenico, 1 – Francavilla al Mare (CH)

Promotori: Comune di Francavilla al Mare- Assessorato alla Cultura - 085.81.51.64 – 085.49.20.202 - Torcular Srl, Milano

Altri enti promotori:Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Fondazione CARICHIETI

Ingresso Interi €6,00 – ridotti ragazzi fino a 18 anni, studenti e ultrasessantenni € 4,00Catalogo Skira

Testi critici Maurizio Fagiolo dell’Arco

I.U.K. GANGBANG! International Urban Kulture

Giovedì 5 Giugno 2008

Domenica 8 giugno alla Galleria Marconi di Cupra Marittima si inaugura l’ultimo appuntamento della rassegna Con te o senza di te. La mostra che chiuderà la stagione espositiva 2007/08 della Galleria Marconi è I.U.K. GANGBANG! International Urban Kulture da un’idea di David Vecchiato e Alepop, con Alepop, Alessandro Baronciani, Alberto Corradi, Diavù, Dr. Pira, Francesca Ghermandi, Massimo Giacon, Maicol&Mirco, Ratigher, Squaz, Davide Toffolo e Tuono Pettinato, ed il testo critico di Luca Valtorta, direttore di La Repubblica XL.
La mostra è organizzata in collaborazione con La Repubblica XL e la galleria Mondo Pop di Roma.
Che quella di Iuk sia una delle peggiori buffonate mai apparse nel mondo del fumetto è ormai un fatto acclarato. Un manipolo di artisti (artisti?), di fumettari, di disegnatori senza arte né parte che viene raccattata da un giornale importante come XL è un fatto che ancora oggi non smette di accendere le giuste recriminazioni di chi ancora crede che il fumetto possa essere arte.
Invece qui non si vedono altro che mani malferme (Maicol & Mirco), figure banali tracciate da bambini che già dall’asilo si intravvedono come problematici (Dr Pira), sgradevoli figurette incontinenti e afflitte da logorrea (Diavù), squallidi pupazzetti schiumanti di rabbia (Alepop), animaletti che recitano ruoli improbabili in raccontini pieni di crudeltà nascosta da una finta tenerezzza (Tuono Pettinato), altri che raccontano storie incomprensibili in un universo da satanismo acido (Squaz), Spugne semiafasiche incapaci di un discorso compiuto (Ratigher), macabri reietti che invitano al nichilismo (Alberto Corradi). E persino gente che avrebbe un suo background come Massimo Giacon, già stimato autore di design, si lascia irretire da un torbido gioco al massacro di stampo neopop con il suo personaggio, una specie di Kattivik che costringe a un inutile tribolare le persone di buon senso. Per non parlare di Francesca Ghermandi che con il suo personaggio (L’Uomo Morte!) si fa promotrice di una cultura della morte e del nulla che, soprattutto di questi tempi di fragili certezze, bisognerebbe far di tutto per osteggiare.
Proprio quando il mondo del fumetto potrebbe ricevere un aiuto da un giornale a grande diffusione che potrebbe riaffermare il primato del disegno e dell’accademia, questo gruppo raccolto chissà come e chissà dove, spreca ignobilmente l’occasione offerta: giocano, si sottraggono all’impegno, schizzano di malavoglia cose senza senso. Non c’è un progetto comune che li sorregga, non ci sono idee, non c’è un senso se un fragile narcisismo che appaga indegnamente degli ego già fin troppo sviluppati e per cosa poi?). Già, domanderà il gentile pubblico, perché allora li pubblichiamo sulle pagine di XL? Forse c’è qualcosa di sporco dietro? Ci pagano? Sono ricchi, annoiati figli di papà che in virtù delle loro amicizie si sono ricavati uno spazio altrimenti impensabile? Niente di tutto questo. Ritorna, implacabile la stessa domanda: perché allora dunque li pubblichiamo? La verità è che non lo sappiamo. E questo non va certo a beneficio della nostra immagine. Non solo: gli dedicheremo sempre più spazio. (Luca Valtorta)

IUK è un progetto ©MondoPOP (www.mondopop.it - info@mondopop.it)

Con te o senza di te è il nome del rassegna che nella stagione 2007/08 riunisce le mostre della Galleria Marconi. A primo impatto potrebbe sembrare una presa di posizione abbastanza snob, come per dire: che tu ci sia o meno la nostra attività va avanti lo stesso. Ma questa a ben guardare è solo l’impressione iniziale, e non potrebbe essere altrimenti, perché la realtà è un’altra, e ben diversa.
Questo progetto è in verità una dedica, ed un ringraziamento, a tutte le persone che negli anni di attività della Galleria, hanno collaborato alle nostre iniziative, hanno partecipato, o ci sono state semplicemente vicine col cuore e/o con la simpatia.
Con te o senza di te le cose non sarebbero mai potute andare secondo il percorso che la Galleria ha fatto in questi anni. Artisti, critici, curatori, tutti hanno lasciato un segno nella nostra strada.
Con te o senza di te in fondo non è che una rete che raccoglie idee e progetti, spesso distanti tra loro, ma riuniti in un percorso preciso: tracciare un cammino nell’arte contemporanea. Un percorso non univoco che però è in grado di dar voce a progetti, concetti, idee.

Ci sono facce che ci sembrano un’esagerazione
Altre che le vediamo una volta e già ci scolpiscono gli occhi
Rughe sorrisi epidermidi
Li vendiamo a caro prezzo i nostri ricordi
Ma poi li perdiamo per una manciata di coriandoli
Con te o senza di te quale sarebbe stata la mia strada?
Un bugigattolo un ponte o una villa in collina
Sarei solo o avrei una persona in più da salutare?
Di ricorrenza in ricorrenza
Cercando di non perdere un momento felice
Anche uno soltanto
Con te? Senza di te? Spero comunque per te
Una strada è bella solo quando la possiamo raccontare a chi ci incontriamo
E scriverne un pezzo insieme
Che sia una frase un capitolo o una congiunzione
Ci sono facce che vedi spesso, anche adesso
Sorridere è un buon passo per continuare
(Dario Ciferri)

scheda tecnica

testo critico: Luca Valtorta
interviste e ufficio stampa: Dario Ciferri
relazioni esterne e promozione delle attività: Stefania Palanca
fotografia: Marco Biancucci
riprese video: Stefano Abbadini
allestimenti: Marco Croci
progetto grafico: maicol e mirco
webmaster www.siscom.it
dal 8 giugno al 29 giugno
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi

Collettiva “arte sacra”

Venerdì 16 Maggio 2008

COMUNICATO N. 23

 NEW ARTEMISIA GALLERY   GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEAVIA MORONI 124 - 24122 BERGAMO   MAGGIOESPOSIZIONE “ARTE SACRA”  

Sabato 10 Maggio alle ore 18,00 si inaugura presso la sala espositiva della Galleria New artemisia Gallery di Bergamo, un’esposizione a tema “Arte Sacra” questa esposizione continua il percorso delle mostre collettive a tema che la galleria ha iniziato nel mese di febbraio 2008.

“Arte Sacra” nel mese di Maggio per tradizione consacrato alla Madonna , vuole presentare al pubblico diverse tematiche a tema religioso, comprensivo di varie tipologie di esecuzione e di interpretazione. Troviamo allora le stampe su tela di due opere dell’artista Vitali Shtanko,di Firenze ( che ha vinto il terzo concorso di pittura Trofeo G.B.Moroni e che ha esposto la sua personale nel febbraio 2007). Gesù (Perché sorgono dubbi nei vostri cuori?) l’opera originale si trova presso il museo Stauros del Gran Sasso e il ritratto di Padre Pio l’originale si trova all’interno del Duomo di Firenze. Analogamente alle opere di questo artista si trovano anche le opere di altri artisti che nel campo della religiosità hanno dato un significato interpretativo molto singolare, vedi Armellin Alfredo di Pompei  artista laureato in Teologia insegnante di religione che in questa occasione propone tre opere grafiche ed un pannello con rappresentata la sua personale Via Crucis.

Noris Piergiorgio di Albino è presente con una raffigurazione angelica di notevole impatto, affiancato a lui vi sono due opere dell’artista Silvia Bennardo - Bergamo, che rappresentano in chiave orientale la natività ed il pensiero della Vergine Maria.

Roccasalva Marcella di Milano si rappresenta con una Madonna con Bambino, espressa in forma moderno figurativo. Buona espressione della soavità materna della Vergine e della profonda bontà e magnificenza del Bambino.

Dalla scuola d’arte di Salerno sono arrivate tre opere (Tre raffigurazioni della Madonna con Bambino) che si rifanno alla classicità, rivista in forma moderna ed eseguita con i canoni estetici della classicità. Sempre pregevoli ed eseguite con maestria.

Nel campo delle icone sono da considerare l’icona dei Dodici Apostoli, eseguita con tecnica innovativa

Proveniente dai paesi dell’Est.

L’artista Maria Grazia Frassetto si presenta con alcune sue opere, una stampa litografata e acquerellata a mano la Madonna della Seggiola di Raffaello, una sua moderna e personale interpretazione della Vergine Maria, una Madonna colma di tristezza e malinconia forse conscia dell’attuale precarietà di sentimenti. Una rappresentazione della Natività di Benozzo Bozzoli dipinta su un piatto in ceramica del 1927, e la stampa su tela di una personale Icona.

Notevole anche per la sua antichità una stampa oleografica proveniente dall’Inghilterra con rappresentata l’adorazione ai piedi della croce Da SanPietroburgo una spendida tela raffigurante l’Adorazione dei Magi dell’artista Tamara Kakisheva.In ultimo le dolci raffigurazione della Vergine Maria e del Cristo realizzate con passionalità dall’artista bergamasca Paiano Fiorella. L’esposizione prosegue fino al 28 Maggio. 

Metastasi: l’inizio e la fine

Mercoledì 30 Aprile 2008

Alla Galleria Marconi, dopo la doppia personale degli artisti olandesi Peter De Boer e Radioqualia, continuano gli appuntamenti della rassegna Con te o senza di te. Domenica 4 maggio alle 18.00 sarà presentata Metastasi l’inizio e la fine, personale di Rita Vitali Rosati, a cura di Claudio Libero Pisano, che è anche autore del testo critico.Artista poliedrica ed esuberante, la Vitali Rosati, presenta da sempre una ricerca che osserva il mondo in maniera disincantata e ironica. La personale alla Galleria Marconi rappresenta un’importante evoluzione nel suo percorso, al centro delle opere esposte ci sono dei fiori, che, singolarmente o raccolti in un mazzo, caratterizzano e entrano in comunicazione con l’elemento rappresentato, offrendo la chiave di lettura dell’intera personale. L’elemento più interessante di Metastasi è la rappresentazione un po’ barocca e teatrale che si rintraccia nei lavori.


 I fiori, tutti, significano bellezza, il loro messaggio è pulito e puro indipendentemente dal contesto. Il fiore è l’emblema del dono per eccellenza, in esso c’è una parte di ciascuno. Si consegna con il fiore una parte di sé.Non è mai sporco, la metastasi portata da un fiore è inaccettabile, innaturale. Eppure sono proprio una serie di bouquet o di singoli fiori a testimoniare che la malattia è presente in ogni contesto. C’è, esiste in mezzo a noi e l’artista si assume la responsabilità di dirlo, in un mondo dove la malattia, la devianza sono bandite o hanno cittadinanza solo come casi umani.In questo lavoro di Rita Vitali Rosati la malattia è registrata come una parte del vissuto, senza retorica o pietismo. Esiste perché esiste la vita, perché la possibilità di riscatto e la riconquista di senso passano attraverso la capacità di saper vedere le zone d’ombra e non rimuoverle”. (Claudio Libero Pisano)
 Con te o senza di te è il nome del rassegna che nella stagione 2007/08 riunisce le mostre della Galleria Marconi. A primo impatto potrebbe sembrare una presa di posizione abbastanza snob, come per dire: che tu ci sia o meno la nostra attività va avanti lo stesso. Ma questa a ben guardare è solo l’impressione iniziale, e non potrebbe essere altrimenti, perché la realtà è un’altra, e ben diversa.
Questo progetto è in verità una dedica, ed un ringraziamento, a tutte le persone che negli anni di attività della Galleria, hanno collaborato alle nostre iniziative, hanno partecipato, o ci sono state semplicemente vicine col cuore e/o con la simpatia.Con te o senza di te le cose non sarebbero mai potute andare secondo il percorso che la Galleria ha fatto in questi anni. Artisti, critici, curatori, tutti hanno lasciato un segno nella nostra strada.
Con te o senza di te in fondo non è che una rete che raccoglie idee e progetti, spesso distanti tra loro, ma riuniti in un percorso preciso: tracciare un cammino nell’arte contemporanea. Un percorso non univoco che però è in grado di dar voce a progetti, concetti, idee.
Ci sono facce che ci sembrano un’esagerazione
Altre che le vediamo una volta e già ci scolpiscono gli occhi
Rughe sorrisi epidermidi
Li vendiamo a caro prezzo i nostri ricordi
Ma poi li perdiamo per una manciata di coriandoli
Con te o senza di te quale sarebbe stata la mia strada?
Un bugigattolo un ponte o una villa in collina
Sarei solo o avrei una persona in più da salutare?
Di ricorrenza in ricorrenza
Cercando di non perdere un momento felice
Anche uno soltanto
Con te? Senza di te? Spero comunque per te
Una strada è bella solo quando la possiamo raccontare a chi ci incontriamo
E scriverne un pezzo insieme
Che sia una frase un capitolo o una congiunzione
Ci sono facce che vedi spesso, anche adesso
Sorridere è un buon passo per continuare
(dario ciferri) scheda tecnica/technical cardcuratore/curator by Claudio Libero Pisano
testo critico/art critic by Claudio Libero Pisanointerviste e ufficio stampa/interviews & press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori,
relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster www.siscom.it dal 4 maggio al 1 giugno
from 4th may to 1th june
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi 

Reperti

Domenica 20 Aprile 2008

Venerdì 25 aprile alle 18.00, presso il Museo Archeologico del Territorio, sul Paese Alto (Marano) di Cupra Marittima, si inaugura Reperti, collettiva di arte contemporanea, che rientra nelle manifestazioni organizzate a Cupra Marittima, all’interno del progetto Saggi Paesaggi, che quest’anno è dedicato ai Borghi alti di mare. L’esposizione è organizzata dalla Provincia di Ascoli Piceno, dal Comune di Cupra Marittima, dall’Associazione Culturale Alta Fedeltà e dal Comitato di Quartiere n° 1, grazie alla collaborazione della Galleria Marconi di Cupra Marittima.La mostra presenta i lavori di Luca Caimmi, Roberto Cicchinè, Francesca Gentili, maicol e mirco, Sabrina Muzi, Rita Soccio, Sure Creative Lab e Rita Vitali Rosati, ed è curata da Dario Ciferri che si occupa anche del testo critico.Quello che Reperti propone è un incontro tra l’arte contemporanea e l’archeologia, un avvicinamento tra due realtà culturali che difficilmente entrano in contatto. È un’invasione di spazi? Certamente no, l’intento è quello di creare un dialogo tra la nostra storia e quella che sarà l’archeologia di domani. Tra 2000 anni i reperti saranno quelli che noi chiamiamo arte contemporanea, la testimonianza insomma di un’epoca e di una società, che abbiamo l’arroganza di definire evoluta, ed entreranno nei musei esattamente come oggi accade per l’arte e la manifattura del mondo antico e preistorico. La convivenza tra antichità e contemporaneo è uno dei grandi problemi del nostro tempo, un problema dibattuto e di difficile soluzione. Reperti suggerisce un modo per guardare tale convivenza, accostarli e farli convivere in modo che l’uno non annulli l’altro.Reperti rientra tra le manifestazioni culturali che saranno organizzate dal 25 aprile al 4 maggio a Cupra Marittima. Il 25 aprile si inaugureranno per le vie del Borgo le installazioni degli studenti di architettura, che hanno partecipato al workshop organizzato dalla Provincia. Il 26 aprile alle 16.00 ci sarà la presentazione del libro di Luciano Bruni Cupra Marittima e i suoi abitanti durante la seconda mondiale, alle 17.30 ci sarà il reading poetico Nuovi versi dalle Marche, con la partecipazione dei giovani poeti Christian Baleani, Dario Ciferri, Marco Di Pasquale Daniele Donati e Alessandro Seri. Alle 18.30 invece negli spazi del Museo del Territorio, apre CortoperScelta 03/08 – Rassegna di Cortometraggi a cura dell’Associazione Arancia Meccanica. La giornata del 25 aprile sarà accompagnata dal Dj set - ambient minimal. Il 27 aprile alle 17.00 presso la Chiesa di S.Maria in Castello si terrà il Concerto di Musica Sacra.Sabato 3 Maggio alle 17.00 gli attori Patrizia Sciarroni ed Edorardo Ripani porteranno in scena Salmastro una lettura di versi di Eugenio De Signoribus, Isabella Franchellucci ed Enrica Loggi, a cui seguirà il concerto del quartetto di tango Oblivion Quartet.
 Scheda tecnicaArtisti: Luca Caimmi, Roberto Cicchinè, Francesca Gentili, maicol e mirco, Sabrina Muzi, Rita Soccio, Sure Creative Lab e Rita Vitali Rosati.Curatore: Dario CiferriTesto Critico: Dario CiferriDal 25 aprile al 4 maggioOrario: tutti i giorni dalle 17.00 alle 20.00 

Info: www.associaziozionealtafedelta.org 

info@associazionealtafedelta.org
 Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)tel 0735778703e-mail galmarconi@siscom.it web www.siscom.it/marconi 

Peter De Boer e Radioqualia in Reality in Translation

Domenica 20 Aprile 2008

Dopo il grande successo della mostra di Silvia Camporesi, la Galleria Marconi di Cupra Marittima inaugura un nuovo appuntamento della rassegna Con te o senza di te. Domenica 30 marzo alle 18.00, sarà presentata la doppia personale degli artisti olandesi Peter De Boer e Radioqualia (Adam Hyde e Honor Harger) dal titolo Reality in Traslation. La mostra, che si avvale della cura e del testo critico di Gloria Gradassi, propone un’interessante spaccato della situazione artistica in Olanda.  “Linguaggi differenti che s’intrecciano e s’intersecano in una doppia personale, che focalizza il concetto di modificazione del reale attraverso i linguaggi e le tecnologie, chiamando al centro del rapporto con l’opera l’osservatore, che non è più terminale passivo della relazione ma parte del suo completamento. La triangolazione tra realtà, linguaggio e percezione, evidenzia comunque una definitiva instabilità delle relazioni. Il continuo modificarsi della realtà nello scorrere del tempo e le tecnologie si confermano essere lo strumento che ci permette di dotarci di protesi più sensibili in grado di captare e fermare nel tempo tale scorrimento. L’olandese Peter de Boer realizza dei video-ritratti di 30 minuti, portando sulle pareti della galleria persone reali, che concentrate di fronte alla telecamera fissano l’osservatore. La realtà del soggetto ritratto, nella durata dell’opera, diventa gradualmente più tangibile nello sguardo di chi osserva, fino a generare l’illusione di una presenza reale e comunque di una reazione in diretta. Realtà e finzione si mescolano nell’utilizzo iper-reale della tecnologia.Radioqualia (formazione artistica composta da Hadam Hyde e Honor Harger), rifacendosi ai presupposti dell’arte concettuale e delle sperimentazioni delle avanguardie e delle neo-avanguardie, punta, attraverso l’uso di strumenti tecnologici, a smaterializzare l’opera del suo peso e delle sue forme, per ricondurre tutto alle idee ed ai significati. Radio Astronomy, il lavoro che presentano in questa mostra, intercetta suoni dallo spazio attraverso una stazione posta nei Paesi Baltici, e li trasmette, via radio e internet, all’interno della galleria. Suoni che acquisiscono una forma artistica, altrimenti intangibile, grazie alla percezione che di essi ha il visitatore”. (Gloria Gradassi) Con te o senza di te è il nome del rassegna che nella stagione 2007/08 riunisce le mostre della Galleria Marconi. A primo impatto potrebbe sembrare una presa di posizione abbastanza snob, come per dire: che tu ci sia o meno la nostra attività va avanti lo stesso. Ma questa a ben guardare è solo l’impressione iniziale, e non potrebbe essere altrimenti, perché la realtà è un’altra, e ben diversa.Questo progetto è in verità una dedica, ed un ringraziamento, a tutte le persone che negli anni di attività della Galleria, hanno collaborato alle nostre iniziative, hanno partecipato, o ci sono state semplicemente vicine col cuore e/o con la simpatia.Con te o senza di te le cose non sarebbero mai potute andare secondo il percorso che la Galleria ha fatto in questi anni. Artisti, critici, curatori, tutti hanno lasciato un segno nella nostra strada.Con te o senza di te in fondo non è che una rete che raccoglie idee e progetti, spesso distanti tra loro, ma riuniti in un percorso preciso: tracciare un cammino nell’arte contemporanea. Un percorso non univoco che però è in grado di dar voce a progetti, concetti, idee.  Ci sono facce che ci sembrano un’esagerazioneAltre che le vediamo una volta e già ci scolpiscono gli occhiRughe sorrisi epidermidiLi vendiamo a caro prezzo i nostri ricordiMa poi li perdiamo per una manciata di coriandoliCon te o senza di te quale sarebbe stata la mia strada?Un bugigattolo un ponte o una villa in collinaSarei solo o avrei una persona in più da salutare? Di ricorrenza in ricorrenzaCercando di non perdere un momento feliceAnche uno soltantoCon te? Senza di te? Spero comunque per teUna strada è bella solo quando la possiamo raccontare a chi ci incontriamoE scriverne un pezzo insiemeChe sia una frase un capitolo o una congiunzione Ci sono facce che vedi spesso, anche adesso Sorridere è un buon passo per continuare (dario ciferri)  scheda tecnica/technical card
 curatore/curator by Gloria Gradassitesto critico/art critic by Gloria Gradassi interviste e ufficio stampa/interviews & press agent Dario Ciferritraduzione di/translation by Patrizia Isidori, relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca fotografia/photography Marco Biancucci©riprese video/video shooting Stefano Abbadiniallestimenti/preparation Marco Crociprogetto grafico/graphic project maicol e mircowebmaster www.siscom.itdal 30 marzo al 27 aprilefrom 30th march to 27th aprilorario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.
 Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 7063012 Cupra Marittima (AP)tel 0735778703e-mail galmarconi@siscom.it web www.siscom.it/marconi 

Cortona

Mercoledì 2 Aprile 2008

Un appuntamento per visitare la città e per gli amanti di arte e antiquariato non possono mancare.
Presso palazzo Vagnotti, averso fine estate, in uno degli edifici storici più belli della città.
E’ l’appuntamento più atteso di fine estate e un ottimo motivo in più per visitare Cortona, una delle città più belle dell’Aretino.
Grande rassegna dedicata all’antiquariato, è ospitata nelle sontuose sale di Palazzo Vagnotti.
L’iniziativa è promossa da Provincia di Arezzo, comune di Cortona, camera di commercio di Arezzo e APT di Arezzo e sponsorizzata.
Giunta a molte edizioni, la manifestazione, la cui organizzazione tecnica nei minimi dettagli, è la più vecchia d’Italia seconda soltanto alla biennale di Firenze.
In mostra arredi, suppellettili, quadri, arazzi di epoche diverse e ,per la prima volta, un’esposizione di ventagli dal titolo Ventagli, fragili farfalle, che permette di ammirare una collezione di esemplari rappresentativi di varie epoche e stili, in pergamena,pelle di pollo, piume, merletto, carta e stoffe pregiate provenienti dalla collezione privata di una nobile famiglia siciliana e messi a disposizione dall’Associazione Culturale Terza Esperide di Palermo.
Tra le tante manifestazioni collaterali anche una premiazione.
Questa città vanta origini antichissime: il centro storico è racchiuso da una possente cinta muraria e ha una porta etrusca a due fornici.
C’è poi una fortezzadi forma trapezoidale.
Vi sono case-torri ovvero case medievali che comprendono una sola stanza.
Vi sono anche case con facciata in pietra.
Le chiese sono molte a partire dal duomo, la chiesa di S.Francesco quelle più importanti.

Alberto Biasi - Rilievi ottico-dinamici - Dep Art Milano

Lunedì 18 Febbraio 2008

ALBERTO BIASI - Rilievi ottico-dinamici

A cura di Alberto Zanchetta

L’ottava mostra della galleria Dep Art rende omaggio a Alberto Biasi [Padova - 1937], esponente di spicco del Gruppo N e a tutt’oggi accreditato maestro dell’arte cinetica e programmata. La ricerca di Biasi è indirizzata alla sperimentazione dell’interferenza, la cangianza e il movimento visivo. Diversamente da analoghe ricerche cinetiche, le opere di Biasi sono virtualmente cinetiche perché – pur fisicamente immobili – il dinamismo è in parte conseguente alla mobilità del punto di vista e all’applicazione di costruzioni lineari. In mostra una selezione di opere che ne hanno contraddistinto la ricerca in una direzione metodologica, fenomenologica e scientista. Realizzati nel lustro degli anni Sessanta e poi ripresi saltuariamente, i rilievi ottico-dinamici appartengono a uno dei cicli più peculiari dell’artista; così intitolati per sottolineare l’apparenza attivata dall’occhio umano che diventa motore e creatore delle forme (inesistenti sul piano fisico ma percettivamente reali quanto più appaiono instabili), i rilievi ottico-dinamici testimoniano la vocazione autenticamente fenomonologica di Biasi, mirata ad indagare “le leggi che collegano le interazioni tra percezione, memoria e immaginazione nelle dinamiche di realtà delle immagini di cui si popola il mondo della pura apparenza”.

Dep Art

Arte Moderna & Contemporanea - via Giuriati, 9 Milano 20129 - tel./fax +39 02 36535620 www.depart.it art@depart.it
Orario di apertura: Martedì – sabato 15-19. Festivi su appuntamento

Durata della mostra

13 marzo – 30 aprile 2008
Per ricevere immagini della mostra inviarne richiesta a: art@depart.it