Colore e Musica: Mostra Personale di Flaminia Quattrocchi

Sabato 23 Gennaio 2010

COMUNICATO STAMPA COLORE E MUSICAFlaminia QuattrocchiEsposizione Personale di Arte ContemporaneaInaugurazione: Giovedì 4 Febbraio alle ore 18,00 In mostra fino al 14 Febbraio 2010Ingresso liberoOrario di visita: da martedì a venerdì dalle 16:00 alle 19:00;sabato 10:00-12:00 Curatrice: Sabrina FalzonePresso: Galleria Il Borgo

 
Dal 4 Febbraio la Galleria Il Borgo di Milano presenta “Colore e Musica” mostra personale di Flaminia Quattrocchi, artista milanese dal grande potenziale creativo che si è posta di recente all’attenzione della critica internazionale, esponendo non solo in Italia ma anche a a New York e prossimamente a Bruxelles per la Boé, mostra internazionale di giovani artisti. 

La rassegna artistica milanese propone un progetto espositivo interamente dedicato al colore e alla musica, due perni importanti nella ricerca espressiva di Flaminia Quattrocchi che afferma: “Definisco con poche parole la mia arte: arte allegra, caratterizzata dall’uso di colori vivaci che colpiscono lo sguardo. Ogni colore esprime un sentimento, uno stato d’animo, un’emozione. La tridimensionalità è fondamentale nelle mie opere, la rendo percepibile attraverso l’uso di svariati materiali, colla, gesso, carta, sabbia, legno…tutti pescati nella mia formazione di scenografa! Queste “tape” sono un inno alla musica e un ritorno al passato, lì dove inizia la mia idea di musica, quando non esistevano computers  e cd ed una musicassetta ti regalava melodie ed emozioni.La musica  unisce  e caratterizza ogni paese… La musica  non muore mai e il colore neanche, regaleranno sempre emozioni che riescono a colpire la sensibilità e penetrare nell’anima di ognuno di noi”. Presso: Galleria Il BorgoC.so San Gottardo 14, Milano (MI)Info: 02.91532183  Direzione Artistica:Sabrina Falzoneinfo@sabrinafalzone.infowww.sabrinafalzone.info

Teatro Ragazzi: con “SHAHRAZAD E LA LAMPADA DI ALADINO” Francesca Brusa Pasqué porta in scena fiabe, musiche e atmosfere da “Le mille e una notte”.

Sabato 9 Gennaio 2010

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Continua il giro del mondo di Francesca Brusa Pasqué, attrice varesina dalla formazione ricca e complessa che, da alcuni anni, ha indirizzato la propria ricerca verso il teatro di narrazione elaborando, per il pubblico più giovane, spettacoli ispirati a fiabe, miti e leggende appartenenti a mondi lontani e poco conosciuti. Il suo impegno, artistico ed umano, nel superare la distanza e, spesso, la contrapposizione tra culture diverse, le è valso il prestigioso invito alla XXIX edizione di Operaestate Festival Veneto, celebre manifestazione internazionale d’avanguardia, a cui l’attrice ha partecipato con ben tre spettacoli ambientati rispettivamente in India, in Brasile e nell’Est europeo.

Francesca Brusa Pasqué ci conduce ora a scoprire l’incanto del Medio Oriente, e lo fa evocando una figura femminile leggendaria, un’eroina che rimanda ad un mondo fantastico, caratterizzato da atmosfere sospese, giochi d’acqua, pietre preziose, sete e fruscii: Shahrazad.

Perché Shahrazad? Oggi ha ancora senso parlare di lei, usando come pretesto una fiaba antica conosciuta da tutti?

La risposta è rivelata nel preambolo de “Le mille e una notte”; la splendida raccolta di storie inizia infatti con l’atto eroico di Shahrazad che cerca di salvare il suo popolo e se stessa non tanto grazie alla bellezza quanto, piuttosto, grazie alla profonda cultura e alla sua straordinaria capacità affabulatoria, acquisita in anni di lettura, studio e ricerca.

Lo spettacolo è costruito in modo da far conoscere la forza della narrazione ricalcando la struttura de “Le mille e una notte”, ossia attraverso l’artificio narrativo del racconto nel racconto: sulla scena si narra la storia di Shahrazad che, a sua volta, narra la storia della lampada di Aladino al re Shahriyar, durante la prima notte di nozze.

Grazie anche all’ausilio di stoffe, oggetti esotici e strumenti musicali suonati in scena, il pubblico sarà condotto dalla voce narrante in un viaggio che lo porterà nella magica atmosfera mediorientale, nel mondo luccicante dei palazzi dei sultani, dei giardini fioriti, degli incantesimi dei maghi cattivi e dei desideri esauditi da geni meravigliosi.

 

 

SHAHRAZAD E LA LAMPADA DI ALADINO”

di e con Francesca Brusa Pasqué

Sabato 9 gennaio 2010, ore 15.00.

Area Metropolis 2.0

Via Oslavia 8, PADERNO DUGNANO - MILANO

SITO PERSONALE DELL’ARTISTA:

www.francescabrusapasque.net

I COLORI DELL’ARCOBALENO E DELLE FIABE INDIANE DI FRANCESCA BRUSA PASQUE’ SPLENDONO SU MILANO.

Venerdì 20 Novembre 2009

fiaba-indiana-larcobaleno-e-le-anatre.jpgSabato 28 novembre 2009, al Teatro della Memoria, Francesca Brusa Pasqué porterà in scena l’atmosfera esotica e misteriosa di mondo lontano e incantato, animato da creature leggendarie poetiche e delicate costrette a convivere con l’eterna minaccia rappresentata dalle piogge e dai monsoni.

Poesia, musica e racconto si alterneranno nel corso dello spettacolo, che si inserisce all’interno di “Burattini e altre storie”, l’ormai storica rassegna di Teatro Ragazzi che ogni anno seleziona le produzioni delle più note compagnie con l’intento di promuovere una cultura del teatro capace di favorire percorsi di conoscenza e di incontro, stimolando un processo di crescita culturale attraverso l’incanto e la magia della rappresentazione dal vivo anche nel pubblico più giovane. Divertendosi e riflettendo insieme ai propri figli, anche gli adulti potranno riscoprire il piacere di ascoltare una storia e di liberare la fantasia andando oltre il semplice segno lasciato sulla scena dall’attrice.

Fiaba indiana: l’arcobaleno e le anatre” racconta due miti indiani; il mito di Shiva, potente divinità che si trasforma nella montagna dell’Himalaya per poter donare alla terra il fiume Gange e renderla finalmente fertile, e il mito dell’uovo dell’arcobaleno (originario del Bangladesh), creato per spiegare i fenomeni naturali che puntualmente imperversano in India: i monsoni, le piogge e le inondazioni che devastano città e campagne. Secondo la leggenda, un giorno alcuni bambini curiosi e disubbidienti, ignorando le raccomandazioni dei genitori, toccarono l’uovo magico che si aprì liberando un meraviglioso arcobaleno. La splendida immagine si trasformò ben presto in tragedia: l’arcobaleno si sciolse infatti nella pioggia violenta che devastò la terra. Solo i bambini riuscirono a salvarsi dal diluvio, trasformati però in nuove creature.

Sarà una madre a raccontare queste storie, una madre che sta cercando riparo insieme alla sua bambina sul suo albero-nido, su cui si arrampica quando piove così tanto che l’acqua incomincia a salire e allora, lassù, le madri consolano i figli, spiegando loro perché quando comincia a piovere non finisce più.

Grazie all’utilizzo di stoffe colorate, nuvole di piume variopinte, costumi dalle tinte calde, suoni e musiche fortemente suggestivi, si vive l’atmosfera della terra in cui la storia è ambientata: l’India, terra di colori, di profumi, di incantatori di serpenti e di spiritualità, di tradizioni e di antica saggezza; ma anche terra di monsoni e sciagure, di miseria e fame.

La fiaba appartiene al progetto interculturale “Fiabe dal mondo” di Francesca Brusa Pasqué, attrice varesina dalla formazione ricca e complessa che, da alcuni anni, ha indirizzato la propria ricerca verso il teatro di narrazione elaborando uno stile personale che unisce il teatro al racconto.

FIABA INDIANA: L’ARCOBALENO E LE ANATRE”

di e con Francesca Brusa Pasqué

Sabato 28 novembre 2009, ore 16.00.

Teatro della Memoria

Via Cucchiari 4 – MILANO

Per prenotazioni: info@teatrodellamemoria.it

SITO PERSONALE DELL’ARTISTA:

www.francescabrusapasque.net

Arazzi e colori

Lunedì 2 Febbraio 2009

Mostra d’arte Arazzi e colori   La mostra Arazzi e colori a cura di Valentina Zolla, che sarà inaugurata venerdì prossimo 6 febbraio in zona Navigli a Milano è un mondo evocativo e di suggestioni si rivela all’osservatore, una dimensione incantata e affascinante,  ricca di laboriosità ed espressione creativa.

Le artiste Violetta Rinaldi e Maria Lucia Sesso rielaborano con intensa manualità e con perizia l’antica tecnica dei licciai nella tessitura dell’arazzo, trasfigurando l’intreccio di trame e di fili in opere di astrattismo concettuale.

Le campiture di colore in alternanza all’inserimento di antichi monili  e di materiali polimaterici, si trasformano in altorilievi spaziali dove l’eco di viaggi lontani si intesse in frammenti di filato tridimensionale.

Ecco allora che la visione strutturata della creazione artistica viene sopraffatta dall’emozione nell’osservazione, una tensione verso l’opera, una voglia istintiva di sentire il tessuto tra le mani, toccare i laboriosi intrecci, o specchiarsi nella maschere dorate, per ritrovarsi.

Le opere racchiudono un insieme di simbologie in un incontro tra la gestualità della tecnica e la rappresentazione emotiva dell’animo artistico, declinato nella commistione costante tra riferimenti alla passione per l’etnico e le poetiche esperienze di vita.

Tracciati geometrici di colore rinsaldano il legame con la razionalità,  rappresentando le sfumature di pensiero nella sensibilità raffinata al femminile.

L’arte di Violetta e Maria Lucia si muove nel fascino per i materiali e nel riferimento alla loro memoria storica in partecipazione completa con l’opera; una spiritualità che supera i linguaggi preconfezionati dell’arte per stravolgere le gerarchie strutturali della percezione artistica.Lo Spazio Libero 8 per tutto il mese di febbraio mostrerà come la creatività moderna si possa facilmente implementare con la tradizione antica.  Arazzi e coloriMostra di Violetta Rinaldi e Maria Lucia Sessoa cura di Valentina Zolla6 febbraio – 28 febbraio 2009Milano – Spazio Libero 8

Alzaia Naviglio Pavese, 8

 

 Vernissage: venerdì 6 febbraio ore 18.00.          Seguirà Cocktail           Orario: da Lunedì a Sabato  16.30 - 20. Ulteriori visite previo appuntamento.  Ingresso libero   

Il curatore: Dott. Valentina Zolla 347.7575291 

info@vzcomunicazione.org  www.vzcomunicazione.org

Alberto Biasi - Rilievi ottico-dinamici - Dep Art Milano

Lunedì 18 Febbraio 2008

ALBERTO BIASI - Rilievi ottico-dinamici

A cura di Alberto Zanchetta

L’ottava mostra della galleria Dep Art rende omaggio a Alberto Biasi [Padova - 1937], esponente di spicco del Gruppo N e a tutt’oggi accreditato maestro dell’arte cinetica e programmata. La ricerca di Biasi è indirizzata alla sperimentazione dell’interferenza, la cangianza e il movimento visivo. Diversamente da analoghe ricerche cinetiche, le opere di Biasi sono virtualmente cinetiche perché – pur fisicamente immobili – il dinamismo è in parte conseguente alla mobilità del punto di vista e all’applicazione di costruzioni lineari. In mostra una selezione di opere che ne hanno contraddistinto la ricerca in una direzione metodologica, fenomenologica e scientista. Realizzati nel lustro degli anni Sessanta e poi ripresi saltuariamente, i rilievi ottico-dinamici appartengono a uno dei cicli più peculiari dell’artista; così intitolati per sottolineare l’apparenza attivata dall’occhio umano che diventa motore e creatore delle forme (inesistenti sul piano fisico ma percettivamente reali quanto più appaiono instabili), i rilievi ottico-dinamici testimoniano la vocazione autenticamente fenomonologica di Biasi, mirata ad indagare “le leggi che collegano le interazioni tra percezione, memoria e immaginazione nelle dinamiche di realtà delle immagini di cui si popola il mondo della pura apparenza”.

Dep Art

Arte Moderna & Contemporanea - via Giuriati, 9 Milano 20129 - tel./fax +39 02 36535620 www.depart.it art@depart.it
Orario di apertura: Martedì – sabato 15-19. Festivi su appuntamento

Durata della mostra

13 marzo – 30 aprile 2008
Per ricevere immagini della mostra inviarne richiesta a: art@depart.it