Manta
Redazione | 3 aprile 2008Per conoscere meglio le meraviglie della nostra regione, è possibile visitare il castello di Manta.
Situato sulle colline in provincia di Cuneo, si può ammirare la meravigliosa fortezza trecentesca che nel XV secolo è stata ampliata dal figlio illegittimo di Tommaso III.
Superato il cancello ci si trova davanti a un bellissimo giardino, entrati nel castello, a sinistra, si trova l’accesso alle cantine con volte in mattoni; da cui si giunge alla cucina dove c’è un grandioso camino, un pozzo e il pavimento leggermente inclinato per far scendere l’acqua.
Da qui si arriva a un grande vestibovo dove si trova una decorazione che nell’800 è stata ricoperta con un nuovo intonaco con il motto leit cioè “guida”.
Dal vestibolo si accede alla sala baronale che è un ambiente terecentesco dove gli affreschi esprimono passione per la cultura cavalleresca per i miti e per i suoi codici di comportamento.
C’è poi un luogo di rappresentanza, sul camino si trovano lo scudo, l’elmo, la corona e il motto Leit che rappresentano il ruolo di Valerano come signore e reggentedel marchesato di Saluzzo fino alla maggiore età del fratello.
Su una delle pareti sono raffigurati nove prodi e nove eroine che sono tutti personaggi del romanzo “le chevalier errant” cioè “il cavaliere errante”.
Quasi tutti i personaggi hanno un’arma di offesa per sottolineare la loro virtù guerriera; di fronte alla parete si ammira la fontana della giovinezza, toglie le malattie, e da la giovinezza, è divisa in tre momenti: corsa alla fonte, i bagnanti e i ringiovaniti.
Si giunge al salone delle grottesche che è una struttura triangolare, le finestre ai lati e sul soffitto, il monogramma in stucco con le iniziali di Michele Antonio.
Nel riquadro della scena centrale del salone delle grottesche c’è un carro infuocato del profeta Elia; attorno ci sono due ovali dove: nel primo c’erano tre putticon in mano i segni del potere temporale e religioso:la mitra, il libro, la spada e la corona o l’alloro.
Nel secondo è rappresentato il globo terrestre: si visita la galleria di passaggio che è un ambiente molto soleggiato dove si recavano le donne a lavorare.
la camera da letto conserva nelle pareti l’intonaco cinquecentesco e il soffitto di legno decorato dai monogrammi del committente.





