Sperlonga
Redazione | 21 aprile 2008Sempre dorato dal sole, regolarmente premiato con la Bandiera Blu, a metà via tra Roma e Napoli: Sperlonga è tra Roma e Napoli: Sperlonga è tra i più bei borghi d’Italia e un posto dove andare a rilassarsi con un buon libro.
Secondo la storia fu fondata dagli Spartani.
In età romana sorsero sul territorio numerose ville, quella più famosa è quella di Tiberio, comprensente una grotta naturale decorata con statue rappresentanti Ulisse.
Queste ville erano anche usate per la pesca.
Il paese si sviluppò attorno al castello costruito sul promontorio di San Magno, a difesa delle incursioni via mare da parte dei saraceni.
Il castello comprendeva una piccola chiesetta dedicata a S.Pietro, patrono dei pescatori.
Il paese si sviluppò attorno al castello per cerchi concentrici.
Fu poi cinto da mura, cui resta traccia di due porte che portano lo stemma della famiglia Caetani.
Restò sempre un piccolo paese di pescatori, continuamente minacciato da incursioni che andavano ad invadere e rapire le persone per poi ridurle in schiavitù.
Malgrado la costruzione di alcune torri di difesa, ci furono invasioni di pirati saraceni, del famoso “Barbarossa”, e poi anche da parte dei Turchi.
Dopo molte invasioni fù ricostruita nuovamente con palazzi e ville signorili.
Lo sviluppo si basò sul turismo uscendo gradualemte dalla povertà che lo caratterizzava.
Lo sviluppo venne anche caratterizzato dalle sculture trovate a villa Tiberio, e dall’arrivo di turisti noti come Raf Vallone; tra i primi ad innamorarsi dell’isola.
La villa dell’imperatore romano Tiberio deriva dall’ingrandimento da una precente villa, con ambienti disposti intorno ad un portico.
Una grotta naturale venne sistemata come sala da pranzo estiva; con giochi d’acqua e straordinari gruppi scultorei del ciclo di Ulisse, rinvenuti in frammenti e conservati nel museo archeologico nazionale di Sperlonga.
L’estesa grotta naturale ha tracce di frequentazione già dall’epoca preistorica.
La villa vera e propria di modeste dimensioni, si pensa che fosse stata presa in eredità da Tiberio dalla madre, i resti sono disposti attorno ad un cortile porticato, con una serie di ambienti di servizio, una fornace, un forno per il pane.
Nella prima età imperiale fu aggiunto un portico a tre navate.
Invece la grotta è costituitqa da una cavità principale il cui ingresso è preceduto da un bacino rettangolare riempito d’acqua di mare al centro del quale era collocato un padiglione con un cenatio, una sala da banchetti estiva, il bacino comunicava con una piscina circolare posta all’interno della grotta, dove su un basamento era collocato un gruppo sculroeo che rappresentava Scilla che combatteva con Ulisse.
La grotta è fiancheggiata da uno sperone roccioso lavorato a mano a forma di prua di nave.
Sullo sfondo è ricavata un’ampia nicchia che rappresentava il gruppo scultoreo di Ulisse mentre feriva l’occhio di Polifemo.
L’insieme residenzsiale è rifinito di marmo, con punti di finte decorazioni pittoriche di marmo colorato.
Tutto il complesso fa capire quanto Tiberio dette importanza all’arte e la poesia omerica.
I materiali esistenti arrivano fino all’età romana e sono tutt’ora visibili.
Attualmente la villa di Tiberio è stata restaurata ed offre tutto il suo fascino al turismo.
Chi entra in questo museo omerico tempio d’occidente unico al mondo, al margine del mare di Ulisse, sotto l’aquila di Zeus re degli immortali; e di Tiberio reggitore del popolo romano.
Una piccola grotta a nord ospitò in epoca cristiana una cappella con croci e iscrizioni.
Tra i vari gruppi scultorei rinvenuti ricordiamo: il gruppo di Scilla, il gruppo di Polifemo, il ratto del Palladio, Ulisse e Achille,Ganimede.
Ricordo inoltre che sono tutte attualmente visibili.





