Archivio della Categoria 'Livorno'

“Carnevale: l’arte di eccedere”: mostra di arti visive a Donoratico

Mercoledì 27 Gennaio 2010

Alla Merlino Bottega d’Arte in via Mazzini 5 a Donoratico (Li) sabato 30 gennaio 2010 alle ore 17.30, si inaugura la mostra d’arte contemporanea “Carnevale: l’arte di eccedere”. In esposizione recenti lavori di sei noti pittori che vivono in provincia di Livorno: Maurizio Biagioni, Daniela Caciagli, Giuseppe Castelli, Beatrice D’Avino, Fabrizio Filippi, Daniele Ricci, e di una giovane scultrice emergente, Claudia Barsacchi. Le opere sono ispirate al tema dell’eccesso e del divertimento, in linea con lo spirito del periodo carnevalesco. Non solo: dato che l’eccesso non si rivela solo nel campo delle arti visive, e dato che si può far buona arte anche in cucina, Merlino propone la ‘Conversazione sui cibi delle feste’ (domenica 7 febbraio, ore 18.00) e la ‘Conversazione sui cibi afrodisiaci’ (domenica 14 febbraio, ore 18.00), entrambe condotte da Maria Salemi, studiosa di storia della gastronomia e delle tradizioni popolari. L’ingresso è libero. La mostra potrà essere visitata fino al 16 febbraio, tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 16.00 alle 20.00. Per informazioni: Giovanna Cardini, 338/3995511.

‘Rosso’: arti visive alla Bottega d’Arte Merlino di Donoratico

Venerdì 11 Dicembre 2009

Dal 12 Dicembre 2009 al 15 Gennaio 2010, presso Merlino Bottega d’Arte in via Mazzini 5 a Donoratico (Li) è allestita un’originale collettiva dedicata, per titolo e per tema, al re dei colori: il ‘Rosso’.
Partecipano dodici artisti contemporanei molto diversi fra loro per formazione e stile, ma tutti impegnati da tempo in un profondo percorso di ricerca: Francesco Baglioni, Rosario Bellante, Daniela Caciagli, Andrea Carciola, Giuseppe Castelli, Beatrice Davino, Giulio Gamberucci, Silvia Masi, Andrea Melilli, Corinna Pandolfi, Daniele Ricci, Valente Taddei.
“Tracciare un segno rosso è come gridare. Di rabbia, di gioia, di piacere, d’amore…”, scrive Franco Cardini nella presentazione della mostra.
Ognuno di questi artisti, trovato il suo rosso, ci ha lavorato per restituirlo allo spettatore nel modo più franco e diretto possibile, ognuno attraverso il suo stile personale. Il loro è davvero un rosso intimo, totale o appena accennato, talora esasperato e sofferto: rosso di sangue, di passione, d’amore e di energia; rosso di azione e anche di amara impotenza.
La mostra, curata da Giovanna Cardini, è aperta dal lunedì al sabato, con orario 10.30/13.00 e 16.30/19.30; domenica, solo su appuntamento (tel. 338/3995511).
Web: www.merlinobottegadarte.com.

Isola di Montecristo

Mercoledì 18 Giugno 2008

E’ la più a sud dell’arcipelago Toscano, deserta e assai pittoresca.
Ha una superficie di Kmq 10,39 .
La costa, alta e dirupata, ha una circonferenza di km 16.
L’isola è rivestita da folte macchie fra le quali si aggirano il muflone, la capra ed il coniglio selvatico.
L’isola è montuosa con diverse sporgenze rocciose a picco sul mare ed è costituita quasi esclusivamente da granito.
I fabbricati abitati si trovano nellla Cala Maestra e la loro costruzione risale alla metà di due secoli fa.
Il più importante è la villa denominata in seguito “reale” per aver ospitato Vittorio Emanuele III.
L’isola è stata sempre disabitata e oggi vi vivono stabilmente due custodi, e alternativamente delle guardie del corpo forestale.
Le condizioni ne hanno impedito il popolamento e hanno favorito il prosperare della flora e della fauna.
Qui vivono specie animali che un tempo erano diffuse nel mediterraneo, e oggi qui resistono come la vipera di montecristo e il discoglosso sardo (un anfibio derivante dalla Sardegna).
Inoltre qui è anche luogo di sosta per uccelli migratori.
Anche oltretutto ospita un gregge di capre selvatiche.
L’ambiente marino è ricchissimo, ci sono posidonia, anemoni marini, gorgonie, coralli, pesci luna, e non in tempi lontani eno presenti anche le foche monache ormai quasi scomparse in tutto il mare Mediterraneo.

Isola di Pianosa

Mercoledì 18 Giugno 2008

Lunga Km 6 circa; larga Km 4,6 con una superficie di Kmq 10 circa.
Prende il nome della sua conformazione completamente piana.
Pianosa è quindi completamente diversa dalle altre isole dell’Arcipelago Toscano.
Viene coltivata la vite, i cereali, i foraggi. Vi abbonda l’ulivo.
Numerosi avanzi fossili di orsi, volpi, cervi, cavalli, buoi rinvenuti nell’isola ci dicono che l’isola un giorno era certamente unita al continente.
La flora ha subito notevoli cambiamenti nel tempo.
All’epoca romana fu estremamente coltivata, ad orti e giardini.
In seguito alternativamente deserta e poi ripopolata è stata sede di lotte ripetute fra la macchia invadente e l’uomo che facendo razzia di legna e poter dissodare il terreno.
Gli animali qui importati hanno contribuito a modificare la flora, distruggendo alcune delle piante dela flora.
All’azione dell’uomo e degli animali si deve senza dubbio la distruzione quasi totale di varie piante arboree.
Un tempo passato in questo territorio sono stati presenti dei folti boschi, queste sono fonti certe da documenti ritrovati.
Quando inizia la stagione estiva la macchia bassa ha un colore verde uniforme, rimangono rari fiori di rosmarino.
La microflora è disseccata.
Per estesi tratti il terreno è ricoperto completamente solo di erbe.
Alcuni bei fiori che facevano bella mostra di sè in primavera persistono ancora, come ad esmpio quelli dei papaveri.

Isola di Capraia

Mercoledì 18 Giugno 2008

Ha le pareti rocciose suggestivamente colorate di viola.
Gli strapiombi della costa, aperta da numerose grotte, sono impressionanti.
Anche qui i pescatori, subacquei hanno trovato un loro paradiso.
Capraia è un pittoresco pese, è il capoluogo dell’isola.
La sua maggior abitazione è la Fortezza di San Giorgio costruita dai Genovesi nel 1400 a difesa contro i pirati saraceni.
L’isola, tutta montuosa ha una superficie di chilometri quadrati 19.5; una lunghezza di chilometri 8, una circonferenza di Km 30 circa e dista Km 65 da Livorno.
Il Forte di S.Giorgio ha mura ricavate dalle falesie sottostanti.
Le coste sono costituite da alte falesie, spesso accompagnate da baie con ridotte spiagge prevalentemente ciottolose, ad eccezione di Cala della Mortola, unica spiaggia sabbiosa dell’isola.
Dal punto di vista idrografico nell’isola sono presenti torrenti brevi e ripidi, in secca per la maggior parte dell’anno.

E’ anche presente un altro lago demonianto “laghetto” o “stagnone”, alimentato da acqua piovana, durante i mesi estivi è quasi sempre in secca, invece nei mesi primaverili è completamente ricoperto da ninfee bianche.

Isola di Gorgona

Mercoledì 18 Giugno 2008

La “Urgon” di Plinio, modesta per dimensioni, ma attraente per le sue coste rocciose e per la pescosità delle sue acque.
Lunga poco più di due chilometri e larga uno e mezzo, ha un aspetto selvaggio.
E’ sede di una colonia penale.
Insieme alle altre isole del posto costituisce il parco nazionale dell’arcipelago Toscano, nato per tutelare i lro ambienti naturali di grande valore culturale e scientifico.
Prevalentemente montuosa e ricca di vegetazione tipica dell macchia mediterranea, è anche sede di antichi pescatori, oggi composto da circa 50 residenti.
Percorrendo la linea della costa, si incontrano suggestive insenature e baie come la costa dei Gabbiani, o la Cala Scirocco dove si apre la Grotta del Bue Marino, un tempo rifugio di foche monache, ora però non più visitabili a causa delle restrizioni del parco.
L’isola si caratterizza per il tipico clima mediterraneo, con contenute escursioni termiche diurne e stagionali.
Si verificano solo raramente intensi episodi di freddo invernale e di caldo intenso estivo, le precipitazioni, molto scarse in estate, si concentrano prevalentemente in autunno, con massimo secondario ad inizio primavera.
Sull’isola, ancora incontaminata, si tovano due fortezze: la Medicea e la Pisana.
Interessante è la Chiesa di S.Gorgonio, fortificata.
Più in alto è situata Villa Margherita, costruita sui resti di antichissimi di insediamenti etruschi e romani, dove è stata allestita una colonia gricola.

Marciana

Mercoledì 18 Giugno 2008

E’ ai pendii del Capanne, con caratteristiche viuzze e i ruderi di un Castello degli Appiani, che furono i signori dell’Elba nel secolo XV.
A sud dell’isola, invece, sorride, con la sua bella spiaggia, le sue ville e le sue pinete, la località balneare di Marina di Campo.
Marciana è tra gli insediamenti più antichi dell’isola, la sua fondazione risale al 35 a.c.
A testimoniare il passato antichissimo c’è il Museo Archeologico.
La vegetazione rigogliosa, costituita da lecci, pini e castagni, e il clima fresco danno al territorio un’atmosfera montana benchè il mare sia solo a una distanza di 5 chilometri.
Sono possibili escursioni al Monte Capanne a piedi o con la cabinovia che si trova appena fuori dal centro abitato.
Tutta la zona è ricca di vigneti e si produce un ottimo vino.
Luoghi di interesse storico culturale sono la fortezza Pisana, la Chiesa di San Lorenzo, la Chiessa di S.Cerbone, e il Santuario della Madonna del Monte.
L’elemento di maggior pregio architettonico è il Castello degli Appiani, possente baluardo medievale, oggi purtroppo in rovina.
nel locale Antiquarium sono raccolte numerose testimonianze della civiltà locale, dai tempi preistorici all’età romana.
Interessante anche la Chiesa di S.Lorenzo, romanico-pisana, di cui rimane la pregevole facciata col bel portale centinato.
Vale la pena di visitate il posto, in particolare per la bellezza dei luoghi e gli stupendi panorami sul mare.

Poggio Terme

Mercoledì 18 Giugno 2008

Aggrappato a una rupe granitica fra bei boschi di castagni e di querce che ammantano i pendii del sovrastante Monte Capanne.
Infatti questo borgo sorge in altura e sopra il livello del mare e ha perfettamente conservato il suo aspetto medievale.
Poco lontano dal centro abitato si trova la sorgente di acqua oligominerale denominata fonte di Napoleone, perchè apprezzata anche dall’imperatore durante il suo soggiorno all’Elba.
Quest’acqua è molto indicata nella cura dell’uricemia e delle calcolosi e benchè il riconoscimento ufficiale delle proprietà curative sia avvenuto alla fine degli anni quaranta esse erano già note da secoli.
Oggi, nonostante esista un stabilimento per l’imbottigliamento, è ancora possibile prendere liberamente l’acqua da una vicina fontanella.
C’è un museo archeologico dove vi sono custoditi reperti della preistoria e della protostoria dell’Isola D’Elba.
All’interno del museo sono molto interessanti da vedere i munerosi reperti che risalgono all’età etrusco romana.
La Chiesa di San Cerbone si trova sulla via che da Poggio sale al Monte Capanne e venne costruita in onore del Santo che nel VI secolo si ritirò qui da Populonia per sfuggire alle persecuzioni dei Longobardi.

Marciana Marina

Martedì 17 Giugno 2008

Marciana Marina è disposta a mezza luna sul mare allo sbocco di una verde valle con una possente Torre Medicea all’estremità del molo.
E’ per estensione uno dei più piccoli comuni d’Italia.
Il fascino del paese è dato dai suoi quartieri pittoreschi, fatti di stradine strette e case dai colori pastello.
Il lungomare è ampio e a semicerchio fiancheggiato da tamerici che partendo dall’inizio del paese si sviluppa fino alla torre pisana.
La torre del porto è posizionata attorno all’attuale guida frangiflutti, fu eretta dai pisani per l’avvistamento e la difesa delle incursioni piratesche.
Il Cotone è una località nella quale si formò il primo nucleo abitativo che ha originato il paese.
Il suo nome deriva da cote che significa grosso masso di granito affiorante.
Il centro storico è la deliziosa piazzetta nella quale si tengono tutte le principali manifestazioni del paese.
Le origini della pololazione sono antichissime.
Il paese inizio a prendere molta considerazione economica quando iniziò ad aprire le vie a trasporti e traffici marittimi.
Succesivamente nel tempo di dette anche importanza all’agricoltura e alla viticoltura.
Fu notevolmente importante per l’apprezzamento particolare che Napoleone deponeva in questo luogo attratto dalla freschezza dell’aria e dal mare cristallino, dalla natura forte e dall’animo dei cittadini.
Un susseguirsi di alternate vicende oggi questo luogo si presenta accogliente e pronto per accogliere il notevole e apprezzato turismo che ogni anno anima il posto.

Procchio

Martedì 17 Giugno 2008

Moderno centro balneare con una vasta spiaggia in fondo all’incantevole conca dell’omonimo golfo.
E’ una rinomata località turistica, anche situata in posizione strategica, si presenta come rinomata località turistica anche grazie alla splendida spiaggia in sabbia fine dorata.
Nel periodo estivo è vivace anche la vita mondana, presente nel “salotto di Procchio” e lungo le bancarelle sul viale che conduce al mare.
Situato in un bellissimo golfo, le sue spiagge sono state definite tra le più belle d’Italia, anche il mare cristallino è tra i migliori della nazione.
Vi sono molti hotel, appartamenti disseminati su una vasta area di campagna verdeggiante.
Da non dimenticare i svariati servizi che si possono avere sulla spiaggia.
Tra le varie testimonianze storiche della zona c’è anche una nave oneraria romana adagiata su un fondale di soli 3 metri e ad un centinaio dalla riva.
Questa zona ha appunto avuto un importante passato, fu un notevole centro di lavorazione del ferro e del rame, come testiminiano i diversi ritrovamenti archeologici.
Pur essendo un piccolo centro è fornito di vari negozi, bar e ristoranti e un piccolo parco giochi per il divertimento dei bambini.
Mentre la sera si trasforma in un mercatino colorato d’artigianato e in uno spazio per numerose manifestazioni culturali.
Gli alberghi sono immersi nel verde degli alberi circostanti e offrono un’ospitalità genuina e tutti comfort moderni.

Volterraio

Martedì 17 Giugno 2008

E’ una millenaria rocca pisana edificata su un’antichissima acropoli etrusca, da cui la strada scende serpeggiando con splendide viste verso il luminoso Golfo di Portoferraio.
Qui si trova un antico castello, si trova sulla cima di un’altura; il territorio circostante è coperto da una radissima vegetazione, per lo più cuscini spinosi di ginestra.
Bellissimo il panorama e da non perdere i suggestivi panorami dei tramonti.
Si raggiunge tramite un sentiero, ripido e difficoltoso.
Il suo nome è avvolto nel mistero, forse di origine etrusca, vi furono trovate tracce di mura e di vasellame romano, anche rinvenute delle statue.
La sua posizione così imponente dava la possibilità di controllare il traffico delle carovane di muli che trasportavano il materiale ferroso delle miniere, ed un punto di osservazione per il controllo dei movimenti delle navi e rappresentava un luogo sicuro in caso di invasioni saracene.
Il castello diponeva di pochi elementi di difesa quali: cannoni, moschetti e pochi fucili.
Nonostante ciò riuscì a resitere agli attacchi subiti.
Si può dire che è un piccolo capolovaro di architettura militare studiata nei minimi particolari per non riuscire a dominarlo.
Sotterranei che collegavano le artiglierie e per intercettare incursioni sotterranee.
Con il tempo fu poi abbandonato, lasciando spazio al repentino declino.
Ma ancora la sua imponenza mette ancora curiosità, anche se ormai gli unici rumori percepibili sono quelli del vento e degli uccelli, e il flebile lamento straziante dei fantasmi che sono quelli dei cristiani fatti bollire vivi dai saraceni sotto lo sguardo inoridito dai difensori del castello.
Inoltre quelli dei soldati fatti morire di fame nelle segrete.

Rio Marina

Martedì 17 Giugno 2008

Grazioso centro balneare in un’anema insenatura da dove partono i carichi del ferro provenienti dalle vicine miniere.
E’ una zona conosciuta fin dai tempi etruschi per scopi minerari, a causa della forte presenza di minerale di ferro nel terreno.
Esse sono state dismesse nei tempi odierni, e al loro posto ha preso piede lo sviluppo turistico.
Non vanno però dimenticate, come quella di Rioalbano, già usata ai tempi degli etruschi e poi dai romani, veniva estratto in prevalenza ematite e limonite.
La miniera del Rio è in prossimità del paese di Rio Marina, si ricavavano in abbondanza pirite e ematite.
Nella miera di Ortano che si trova vicino alla spiaggia, veniva estratta la pirite che era utilizzata per produrre acido solforico.
Sono stati rinvenuti cristalli di hedembergite e ilvaite di dimensioni eccezionali.
Le miniere di Terra Nera e Capo Bianco sono molto vicine l’una all’altra, in quella di Terra Nera si estraeva pirite, ematite e magnetite ed è divenuta in seguito agli scavi un laghetto di acqua dolce prossimo al mare.
Quella di Capo Bianco, è così chiamata per il colore delle rocce, si ricavava soprattutto limonite.

Rio nell’Elba

Martedì 17 Giugno 2008

Borgo di antichissima origine in mezzo alle rosseggianti montagne che costituiscono l’importante cuore minerario dell’isola.
L’Orto dei Semplici Elbano è situato in un terreno di ciraca un ettaro, è nato recentemente come luogo di studio di biodiversità delle piante.
All’interno vari cartelli danno informazioni sulle piante, sulle loro particolarità, sulle proprietà e gli usi e l’utilizzazione delle popolazioni isolane.
L’orto è in continua evoluzione.
L’eremo di Santa Caterina d’Alessandria è un edificio sacro, è un luogo secolare di meditazione e preghiera risalente all’epoca romanica ha una semplice ed austera facciata ed è sormontata da un tozzo campanile.
La sua origine sarebbe legata ad una serie di apparizioni ad un ragazzo del luogo.
Accanto ad essa sorge un complesso che raccoglie una fondazione culturale che è anche sede di mostre.
La Chiesa di S.Giacomo Apostolo fu eretta durante il dominio pisano e fortificata con solidi bastioni.
Ha origine medievale, conserva inoltre argenterie sacre.
La Chiesa del Patreterno e della Santissima Trinità è di fondazione quattrocentesca, preceduta da un elegante portico e poi ricostruita; custodisce un quadro raffigurante un crocificco con Dio Padre e lo Spirito Santo, motivo che ne deriva il nome.

Porto Azzurro

Martedì 17 Giugno 2008

Raccolto fra vigneti in una ridente baia del golfo di Mola su cui domina, dall’alto, la grandiosa Fortezza di Portolongone, oggi adibita a carcere.
Il suo nome è un chiaro riferimento al mare, ma in antichità non si chiamava così, ma Longone.
Il caratteristico Santuario della Madonna di Monserrato è un edifico sacro che si trova nell’omonima località.
Venne eretto per ordine di un governatore spagnolo, e le fattezze della Madonna sono state rese somiglianti alla stessa presso il Santuario di Barcellona.
Difatti le superfici hanno forme architettoniche iberico barocche; una pala dell’altare raffigura la Madoona nera con bambino.
La cappella del Sacro Cuore di Maria è stata completata sul finire del settecento e comprendeva originariamente un porticato.
Al suo interno troviamo un momento di un generale spanolo e un quadro con Madonna in ginocchio di fronte al Crocifisso.
Insieme al cuore rosso in campo nero raffigurato sull’altare giustifica la titolazione della Chiesa.
Purtroppo è andata distrutta la statua in cartapesta raffigurante Gesù morto, a causa dell’umidità.
La Chiesa della Madonna del Carmine è nata per servire gli abitanti della marina, fu costruita dai pescatori.
La Chiesa di S.Giacomo Maggiore, fu terminata sul finire del seicento e agli inizi del settecento fu rinnovata ed arricchita da decorazioni barocco catalane che andarono poi distrutte.
Furono sostituite da affreschi, c’è un busto d’argento, dipinti e lapidi di generali spagnoli che un tempo comandorono e qui rimane una loro testimonianza.

Capoliveri

Lunedì 16 Giugno 2008

Vecchio borgo in stupenda posizione su un’altura da cui si può discendere verso belle spiaggette o salire a visittare le ricche miere di monte Calamita.
Ha piccoli vicoli con archi sottopassi e scalette che si trovano attorno alla piazza centrale in collina.
L’interesse culturale volge la nostra attenzione verso la chiesa di San Michele in stile romanico-pisano.
C’è la strada panoramica sopra il Golfo di Stella, molto bella e caratteristica epiena di misterioso fascino.
Il santuario della Madonna delle Grazie, al centro dell’altare c’è un quadro dipinto dal discepolo del Michelangelo.
Ci sono altresì affreschi in stile barocco.
Il santuario è circondato da un magnifico panorama composto da vigneti e pinete.
C’è poi il santuario della Madonna della neve, molto caratteristico anch’esso.
Infine c’è Forte Focardo, una fortezza di epoca spagnola.
Fu edificato da un importante governatore alla fine del seicento, durante il regno di Re Carlo II di Spagna.
La chiesa della Santissima Annunziata,molto bella e di origine seicentesca.

Portoferraio

Lunedì 16 Giugno 2008

Smeraldina coppa di mare in cui il capoluogo dell’isola, disposto tutto intorno ad anfiteatro, riflette le sue case recinte da una cerchia di mura e coronate in alto dai maestosi Forte Falcone e Forte Stella.
Qui si può piacevolmente passeggiare per le vivaci viuzze, di fare il giro delle mura e di salire lentamente verso i due Forti, da cui ci riappoiono, in basso, la città e la sua magnifica rada.
Presso il Forte Stella, ad esempio (così chiamato per la sua forma stellata) incontreremo la modesta Casa di Napoleone, detta anche “Palazzina dei Mulini” perchè, prima che l’imperatore la trasformasse per abitarvi con la sua piccola corte, era una povera casetta con un mulino a vento.
Un’altra residenza napoleonica è la Villa di San Martino, che si può raggiungere con una gita di pochi chilometri fuori dall’abitato, sui pendii del Monte San Martino.
Le sorge accanto un’altra villa in cui ha sede la Pinacoteca Foresiana che raccoglie opere di pittori toscani dell’ottocento.
Seguendo invece, da Portoferraio, una strada che costeggia il litorale, si giunge alla bella spiaggia di Acquaviva, meta di campeggiatori e, più avanti, al pittoresco Capo d’Enfola, dai limpidissimi fondali in cui si tuffano i pescatori subacquei.

Populonia

Lunedì 16 Giugno 2008

Situata sull’estremità settentrionale del promontorio della Toscana nella provincia di Livorno.
Si arriva aggirando il promontorio, dalla suggestiva e solitaria insenatura del Golfo di Baratti dove, mediante lavori di scavo, ha dato alla luce dopo millenni un’imponente Necropoli Etrusca.
Alta sul promontorio, ci presenta l’aspetto di un borgo fortificato del Trecento, dominato da una Rocca con un bel torrione cilindrico e con avanzi di mura etrusca nei dintorni.
Da questi miseri avanzi è difficile immaginare che Populonia, già abitata nella remotissima età del ferro, fu poi una florida città etrusca ed ebbe grande importanza come porto della regione e come centro per la fusione del ferro ricavato dall’Elba.
Per convincerci, dobbiamo visitare il piccolo museo etrusco che raccoglie i ricordi di quei tempi: vasi, monili, sarcofagi, sculture ed altri oggetti di ferro, bronzo, di argilla e di tufo.
A Porto Baratti, che costituiva l’antico porto di Populonia, gli Etruschi lavoravano il ferro ivi trasportato dall’isola d’Elba.
Ce lo dimostrano gli enormi cumuli di scorie ferrifere che vi si trovano ancor oggi.
Queste scorie, depositate dai forni fusori ormai distrutti, ricoprono ancora, in parte, le tombe della necropoli etrusca che gli archeologi hanno a poco a poco disseppellito nella zona.
Questo antichissimo cimitero comprende tombe scavate e edificate in tempi remotissimi, prima di Cristo.
Le tombe scavate sono per lo più, grotte o celle ricavate nel tufo, le tombe edificate, invece, sono dei veri e propri monumenti con cupola e vari ambienti interni come camere o corridoi.
Secondo gli oggetti rinvenuti dentro di esse, le tombe sono state chiamate con vari nomi.
Abbiamo così la Tomba dei Flabelli (erano grandi ventagli di bronzo), la tomba dei Carri, la tomba dei Letti Funebri.

Piombino

Lunedì 16 Giugno 2008

E’ una graziosa cittadina che merita una visita turistica.
Dalla piazza principale, che ci appare come una stupenda terrazza naturale protesa sul mare, ci appare molto vicina l’isola d’Elba, e tutte le altre isole vicine.
Da un altro lato ci appare invece la Corsica.
Inoltrandoci nel nucleo antico della città, cinto in parte da mura e da torrioni, eccoci poi al bel Palazzo Comunale del Duecento con la Torre dell’Orologio, eccoci all’elegante Cappella rinascimentale della Fortezza, e alla Chiesa parrocchiale del Trecento, che custodisce, fra le altre opere d’arte, un prezioso fonte battesimale.
Tutti questi monumenti ci dimostrano che questo luogo, noto al tempo dei Romani col nome di “Porto Falesia” fu centro assai notevole anche nel Medioevo.
Caratteristica della zona sono i giacimenti numerosi di minerali ferrosi che hanno contriibuito allo sviluppo precoce delle attività metallurgiche della zona: dal periodo etrusco a quello romano fino ad arrivare ai giorni nostri.
Altrettanto produttive sono le industrie del settore siderurgico e metalmeccanico.
Questo luogo svolge un’importante funzione portuale di collegamento con l’isola d’Elba e con la Sardegna.

Campiglia Marittima

Lunedì 16 Giugno 2008

Conserva un pittoresco aspetto di cittadina del Medioevo, col suo Palazzo Pretorio ornato di stemmi, la sua vetusta Rocca e la sua nobile Pieve romanica di San Giovanni.
E’ un villaggio fortificato fin dall’epoca etrusca.
Ricco di miniere di rame e piombo argentifero.
Il villaggio conserva una parte alta cinta da mura, con la residenza signorile, una chiesa e il borgo, difeso da un’altra cinta in pietra e dotato di strutture produttive come un frantoio e i forni.
La lavorazione del ferro si svolgeva al di fuori delle mura.
Dopo un periodo di notevole impulso economico delle produttività delle miniere, venne un peiodo di crisi per la concorrenza di altre miniere e quindi il borgo si spopolò fino all’abbandono.
Tra i luoghi di interesse ci sono le miniere dismesse percorse da antiche gallerie risalenti all’epoca etrusca; si possono inoltre vedere resti di accumuli di scorie di lavorazione.
Ed antichi forni per la prima fase della lavorazione del rame.
E’ anche un luogo termale; possiede una sorgente di acqua calda a 36°, che alimenta un
laghetto e si presume venne frequentata dal popolo etrusco prima e poi successivamente da quello romano.
In epoca più attuale risale la costruzione di un muro di contenimento per le acque del laghetto.

Cècina

Lunedì 16 Giugno 2008

Prospera cittadina industriale ed agricola sorta nel secolo scorso con le opere di bonifica e collegata al mare con un viale alberato che raggiunge Marina di Cècina, dotata di vaste pinete e di bellissimi arenili.

Nel Cinquecento, sorse il Castello del Fitto, oggi in rovina, presso il passaggio obbligato del ponte dell’Aurelia.

Ha una grande tradizione turistica.

Iniziò nei mitici anni sessanta con una forte crescita demografica, così iniziò l’epoca del forte turismo.

E’ anche uno sbocco naturale al mare di Volterra e Siena.

In estate il turismo fa crescere la densità della popolazione .

E’ dotata di campeggi e alberghi molto attrezzati.

E’ molto apprezzata dalle famiglie, per il mare sicuro, le pinete, garantiscono svago e serenità specialmente ai più piccini, è un luogo molto tranquillo.

Tra i luoghi d’interesse c’è il parco  archeologico dove si trovano i resti di una villa romanica.

Essa fu costruita in più riprese, fino agli ultimi tempi quando fu usata per produrre olio; venne poi abbandonata.

In seguito venne usata come cimitero.