Castel D’Argile
Redazione | 25 luglio 2008Per un imprecisato periodo il territorio di Argele (così denominato in antichità il nucleo abitato e coltivato, nome probabilmente derivato dal termine latino Argiletum, a indicare un territorio particolarmente ricco di argille), è di proprietà dei duchi di Modena.
La Comunità di Argele, insieme alle altre della pianura e della collina circostanti, è sottoposta alla giurisdizione del Comune di Bologna e dei suoi organi di Governo, seguendone le vicende di potere.
Ad oggi, il paese sta vivendo una fase di notevole espansione urbanistica e ricrescita della popolazione, sia nel capoluogo sia nelle frazioni.
La Chiesa parrocchiale di San Pietro, è di impostazione classicheggiante, con colonne in stile ionico, su pianta a croce latina, con cupola e semicatino affrescati.
All’interno della Chiesa attuale si trovano altre pregevoli opere, in particolare un piccolo crocefisso processionale in argento brunito, probabilmente opera di un valente scultore bolognese della fine del 1500.
La Torre Marsigli, unico esemplare di torre colombaia (o forse originariamente di difesa) rimasto sul territorio comunale, è oggi di proprietà di un coltivatore diretto del luogo, che la usa come ripostiglio e vano accessorio della casa che sorge a lato; uso che probabilmente è stato praticato per secoli anche dalle famiglie di coloni/mezzadri che lavoravano la terra quando era di proprietà dei “signori” bolognesi.
Tra le tante specialità,ci sono da ricordare i primi di selvaggina, tra cui i tortellini di capriolo e di cinghiale, e la selvaggina in umido, in particolar modo il cinghiale ai fagioli con polenta.
Ottimi anche i contorni, i dolci e i vini.





