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Dal 27 novembre al 18 dicembre il Mondo dell’Arte propone una preziosa collettiva

Paola Pacchiani | 15 novembre 2010

Un confronto fra autori diversi e il loro pubblico per riflettere insieme sugli aspetti più significativi che caratterizzano le differenti tendenze della pittura e dell’arte contemporanea. Questo il leit-motiv della mostra collettiva dal titolo “Incontro con l’Arte” in programma al civico 191 di Via dei Castani dal 27 novembre al 18 dicembre prossimi (ingresso gratuito).

L’esposizione, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” curata dal Maestro Elvino Echeoni e da Remo Panacchia, intende promuovere il dialogo tra chi mette sulla tela le proprie emozioni e chi, rimanendo colpito dall’espressività di un particolare quadro o dalla tecnica artistica con la quale è stato realizzato, riconosce in esso un’importante parte di sé e inizia a collezionare, pezzo dopo pezzo, i lavori realizzati dall’autore.

“In prossimità delle feste natalizie – hanno detto a proposito della mostra Remo Panacchia, direttore commerciale e gallerista de Il Mondo dell’Arte, e il direttore artistico Elvino Echeoni – abbiamo deciso di regalare a quanti ci seguono ormai da anni e ai tantissimi, appassionati collezionisti la possibilità di incontrare di persona quattro tra i pittori che, da sempre, riscuotono maggiore successo di pubblico nella nostra galleria in modo da comprendere meglio, oltre alle tecniche utilizzate e le tematiche affrontate, il messaggio che ciascuno di loro intende consegnare alla collettività”.

Iniziativa tutt’altro che isolata quella in programma fino al 18 dicembre, visto che, in passato, questa stessa sede ha ospitato – oltre a esposizioni di maestri affermati (da Mario Russo a Novella Parigini, passando per Domenico Purificato, Lamberto Ciavatta, Sandro Trotti, Enrico Benaglia e Renato Guttuso) e di tanti giovani talenti – anche presentazioni di libri di racconti e poesie, di testi critici e di volumi dedicati al settore dell’arte, qualche concerto musicale e diversi eventi teatrali.

“Tutti gli autori presenti in questa mostra hanno stili ed estrazioni socio-culturali vari, lavorano con tecniche differenti e ritraggono soggetti diversi”, ha commentato il Maestro Elvino Echeoni. Si passa, così, da tele che fotografano i paesaggi della campagna o i vicoli e gli scorci di antichi paesini dell’Umbria e della Toscana a quadri che ritraggono donne impegnate nel rito del caffé con le amiche e ballerine alla sbarra per finire con lavori che celebrano il desiderio degli uomini di scoprire, attraverso gli astri, i significati misteriosi e profondi che ad essi li legano.

L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 27 novembre 2010 dalle 18.00 alle 22.00.
A selezionare i quattro pittori Elvino Echeoni e Remo Panacchia, che – da anni – nella loro galleria propongono artisti professionisti, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. A prendere parte a questo piacevole scambio artistico: Sergio Gotti, Luigi Modesti, Anna Novak ed Enrico Sereni.

Sergio Gotti, pontino di nascita e veliterno di adozione, è un artista intransigente ed eclettico, ma anche un uomo sensibile e un attento osservatore dell’animo umano. I suoi dipinti tendono a realizzare sempre nuovi e grandiosi cicli di opere, dove il messaggio fiabesco, ricco di metafora, spesso diventa sintesi emblematica di essenze più primordiali di vita. Che appartengano al ciclo I colori della Memoria, I colori del Tempo o a quello dedicato alle Culture, tutti i suoi lavori coinvolgono lo spettatore nella maniera più totale: ogni suo pezzo, infatti, è un racconto in cui le figure asessuate propongono un senso di fondamentale legame tra l’uomo e il mondo, e i due elementi – quello umano e quello naturale – si fondono innestando una sorta di curiosità investigativa nella relazione che ne è alla base. Proprio questo concetto si evidenzia in maniera chiara nel ciclo dedicato allo “Zodiaco”. Nella parola greca “zo(i)diakos” (Kuklos) (cerchio di figure) è evidente il desiderio profondo di coniugare, nella lettura degli astri, il rapporto tra cielo e terra.
Maria Serafina Carone nel suo catalogo dice: “Gotti interpreta la Zodiaco, in ambito pittorico, evidenziando attraverso le sue opere il desiderio degli uomini di scoprire, tramite la lettura degli astri, i significati misteriosi e profondi che ad essi li legano. Le tavole dell’Artista, ci presentano “i segni” con figure (prototipi umani) dotate di forti ascendenti simbolici in cui il simbolo stesso, punto di partenza ed arrivo nel medesimo tempo è una conseguenza dell’autenticità dell’opera al di là di volere o non volere produrre i simboli stessi. Il significato nasce dal fuoco dell’esistenza, delle pulsioni inconsce come dalle emozioni liriche e non dalle intenzioni produttive. Le formelle del ciclo dello zodiaco, vanno al di là della singolarità dell’opera, formano un palcoscenico in cui la narrazione si riporta alla universale umanità, al confronto perenne tra la vita e la sua storia, la l’uomo e il mondo. E’ sempre quest’ultimo che emerge in ogni tavola, attraverso volti criptici che riconducono, per chi guarda, nell’analisi di tutta l’opera di Gotti, alla madre terra e parallelamente agli influssi astronomici come cardini portanti di tutta la sua opera”.

Luigi Modesti, dopo la maturità artistica, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Renato Guttuso e Piero Guccione. Artista talentuoso e sensibile, propone soggetti, siano esse figure umane o oggetti inanimati, avvolti in atmosfere fatte di silenzi. A campeggiare sulla sua tela sono, però, soprattutto i paesaggi – sentiti e vissuti come luogo della memoria, come dimensione del fuori e dentro di noi allo steso tempo – che si tingono di colori, caldi e intensi, di trasparenze, di luminosi contrasti cromatici, finendo col dar vita a uno stile del tutto personale e di per sé geniale. Attraverso il filtro della memoria, il pittore si è dimostrato capace di maturare e descrivere il proprio mondo di casolari e cipressi, di alberi e cespugli, di fossi e declivi che, in ogni momento, comunque rimandano e suggeriscono la presenza, spesso silenziosa, dell’uomo. Nei suoi quadri traspare, in filigrana, il rimando alla tradizione degli impressionisti che viene interpretata con una tecnica ricca di effetti di leggerezza. Attualmente vive e lavora a Rignano Flaminio. Fino ad oggi ha esposto le sue creazioni in numerose rassegne d’arte nazionali (Roma, Rimini, Ancona, Bergamo) ed internazionali (Budapest, Stoccolma, New York). Il suo nome e le sue opere sono presenti nei più prestigiosi annuali e cataloghi d’arte moderna e contemporanea. I suoi lavori figurano in collezioni e pinacoteche pubbliche e private di diverse città italiane, oltre ad abbellire numerose chiese della nostra regione.

Anna Novak, polacca, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Cracovia – dove consegue la laurea in Grafica e Manifesto – prosegue il proprio tirocinio a Cracovia, la città più occidentalizzata della Polonia, ricca di un passato culturale influenzato di benefici contatti con l’Europa, soprattutto con l’Italia e con la Francia. Nei suoi quadri disegno e pittura si incontrano perfettamente. E’ appunto nella schematizzazione di idee e atteggiamenti interpretati attraverso il corpo umano, strutturato con movenze e curve agili ma decise, che la pittrice trova la risoluzione simbiotica tra forma e psicologia della forma, tra stile e contenuto in cui è sempre la linea frontale a cogliere e affascinare l’occhio.
I soggetti da lei ritratti, quasi sempre donne e ballerine, si liberano dalla dimensione terrena e riescono a raccontare storie che vanno oltre la loro corposità e obbligano l’osservatore a riflettere sulla tristezza e sulla gioia di vivere. Così l’artista, in un ideale itinerario, racconta le lunghe dissonanze della vita indicendoci a pensare che tutto è nel presente.
Affascinata da suggestivi scorci di Roma che, fin dal suo primo viaggio come turista, l’hanno conquistata, ella rievoca e rivisita, in chiave moderna, l’atmosfera e il sapore dell’ottocento.
Ad oggi Anna Novak ha preso parte a più di 50 mostre collettive e individuali, sia in Italia che all’estero.
“La realtà, il sentimento non sono fatti esteriori e temporanei, ma vengono a far parte di un tessuto emotivo che opera e detta con saggezza le vesti cromatiche con le quali, la nostra artista, copre le sue figure di donne evanescenti e sognanti”. (Giovanni Gentile)

Enrico Sereni, umbro di nascita e romano d’adozione, inizia a dedicarsi all’arte pittorica giovanissimo, anche grazie all’insegnamento del Professor Alberto Ziveri.
La sua pittura di Sereni che per la rappresentazione naturalistica si può definire classica, anche se in molti dipinti sono presenti tematiche proprie del panorama contemporaneo internazionale, mostra a chi la osserva i profondi sentimenti che lo hanno mosso a realizzarla. Evidenti e ben noti sono i suoi dipinti di scorci e vicoli di antichi paesini umbri e toscani, illuminati da tocchi di luce abbaglianti, che creano visioni di particolare purezza e ci fanno percepire l’essenza dello spazio e della profondità che li caratterizza. Artista di grande talento, a cui la critica ha dato l’appellativo de “il pittore sensbile”, ha saputo coniugare perfettamente la padronanza tecnica con l’ispirazione. Le sue opere esposte in numerose mostre personali e collettive, hanno sempre ottenuto pieno consenso di critica e pubblico e sono sempre state premiate per l’originalità nonché per la maestria dell’esecuzione. I suoi quadri si trovano in collezioni private in Italia e in particolar modo negli USA.

Galleria Il Mondo dell’Arte – Via dei Castani 191-191/A Roma
Mostra collettiva degli artisti:
Sergio Gotti, Luigi Modesti, Anna Novak ed Enrico Sereni.
Vernissage cocktail sabato 27 novembre 2010, ore 18.00 – 22.00.
La mostra si protrarrà fino al 18 dicembre 2010: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (domenica aperto tutto il giorno).

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arte, gotti, modesti, novak, pittura, quadri, sereni
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