Archivio di Giugno 2009

OPERAESTATE FESTIVAL VENETO 2009: LA MAGIA DELLE FIABE DI FRANCESCA BRUSA PASQUE’

Martedì 30 Giugno 2009

Francesca Brusa Pasquè - Scatolina magicaPer la sua XXIX edizione, OPERAESTATE FESTIVAL VENETO (3 luglio – 6 settembre 2009) proporrà uno tra i cartelloni più densi, eclettici e curiosi nel panorama dei festival nazionali e internazionali: 31 città coinvolte, 400 serate di spettacolo in oltre 2 mesi tra le ville, i castelli, i parchi, i palazzi, le piazze e i musei della pedemontana veneta.

Artisti provenienti da 19 diversi Paesi, che spaziano dal teatro contemporaneo alla danza internazionale più innovativa, dalla musica, lirica, classica e jazz al cinema d’autore, sono stati invitati a valorizzare luoghi di particolare interesse artistico e paesaggistico presentando anteprime, progetti e creazioni originali, caratterizzando Operaestate come un festival d’avanguardia capace, al tempo stesso, di far convivere e dialogare la tradizione con la modernità.

Tra gli artisti selezionati sarà presente FRANCESCA BRUSA PASQUE’, attrice varesina dalla formazione ricca e complessa che, da alcuni anni, ha indirizzato la propria ricerca verso il teatro di narrazione elaborando uno stile personale che unisce il teatro al racconto.

Nell’ambito della sezione MINIFEST, dedicata al Teatro Ragazzi, Francesca Brusa Pasquè presenterà tre recenti produzioni del progetto interculturale “Fiabe dal mondo”, che vede la messinscena di fiabe straniere con l’ausilio di stoffe, strumenti musicali, canti, danze, musiche e scenografie capaci di trasportare lo spettatore in un mondo incantato e lontano.

 

Giovedì 23 luglio, ore 21.15
San Zenone degli Ezzelini (TV) - Villa degli Armeni

“FIABA BRASILIANA: CLARITA DALLE BELLE DITA”

Lo spettacolo è nato da un progetto interculturale sul Brasile realizzato in una scuola della provincia di Varese, che ha previsto una pluralità di interventi da parte di insegnanti, genitori e personaggi brasiliani presenti sul territorio. Grazie all’aiuto di una mamma proveniente dallo stato di Bahia, è stato possibile affrontare alcuni aspetti del Brasile profondamente culturali, lontani dagli stereotipi più diffusi, che hanno restituito l’immagine di una terra ricca, piena di tradizioni e sfumature, dai mille suoni e dai mille colori.

Venerdì 24 luglio, ore 21.15
Loria (TV) - Giardino della Biblioteca

“FIABA INDIANA: L’ARCOBALENO E LE ANATRE”

Grazie all’utilizzo di stoffe colorate, nuvole di piume variopinte, costumi dalle tinte calde e strumenti musicali suonati in scena, ciò che si crea è l’atmosfera della terra in cui la storia è ambientata: l’India, terra di colori, di profumi, di incantatori di serpenti e di spiritualità, di tradizioni e di antica saggezza, di meditazione e racconto; ma anche terra di monsoni e sciagure, di miseria e fame.

Sabato 25 luglio, ore 21.15
Fonte (TV) - Giardino delle Scuole Elementari
“FIABA ZIGANA: LA SCATOLINA MAGICA”

Questo spettacolo nasce dal desiderio di raccontare il mondo zigano, la sua cultura e le sue storie e di far conoscere la musica zigana, dal timbro inconfondibile, ricca di sonorità nostalgiche e festose, malinconiche e piene di atmosfera. In particolare, si narra la nascita del violino, strumento tipico della musica zigana, facendo riferimento alla cultura zingara in senso più ampio.

SITO PERSONALE DELL’ARTISTA:

www.francescabrusapasque.net

Il Tempio del Vento

Martedì 23 Giugno 2009

Il Tempio del Vento

di Angelo Casciello 

Peccioli, Anfiteatro Fonte Mazzola

6 luglio 2009  miniatura-il-tempio-del-vento.jpg

 Si presenta al pubblico lunedì 6 luglio nell’ambito della Rassegna 11 Lune l’opera di Angelo Casciello “Il Tempio del Vento”. Ospitata all’interno della splendida cornice dell’Anfiteatro Fonte Mazzola, l’opera esprime appieno il legame con la natura, in cui la campagna, la terra, il mondo contadino coi suoi riti e miti diventano stimolo e verifica per un cammino nell’arte. 

Il lavoro di Casciello si impone sul meraviglioso paesaggio circostante, trova la sua naturale collocazione, diventandone un elemento di continuità. La scultura si misura con lo spazio fisico dell’ambiente in cui è inserita, vive in esso ponendosi come un segnale forte, espressivo, divenendo un elemento imprescindibile.L’artista si affida liberamente allo spazio: l’idea di struttura si scinde da quella volumetrica giocando a favore di forme estremamente essenziali.

L’artista

Angelo Casciello è nato nel 1957 a Scafati in provincia di Salerno dove vive e lavora. L’artista ha sviluppato molto presto una personalissima ricerca scultorea e iconica. È il rapporto intellettualmente serrato con le sue origini, con la terra e i suoi elementi, la materia prima su cui l’artista lavora, in un tributo alle proprie radici e in una ricerca su “origini mitiche” che troverà, naturalmente, la sua più grande espressione in una maniera attenta ad un certo primitivismo e alle suggestioni dell’arte tribale. Diverse le materie da lui usate per creare, soprattutto il ferro, elemento mediante il quale Casciello diventa scultore.Nello stesso tempo, fondamentale è la ricerca della centralità dell’uomo che è protagonista del contesto in cui vive. L’arte deve essere un evento “popolare” in modo che le opere trovino la loro destinazione ideale non nei musei, ma nelle strade, nelle piazze, tra la gente.

 SCHEDA TECNICA

Titolo: Il Tempio del VentoSede: Anfiteatro Fonte Mazzola, Peccioli

Indirizzo: via della Costia

Informazioni: Fondazione Peccioliper 0587 672158

e-mail: info@fondarte.peccioli.net

sito internet: www.fondarte.peccioli.net

Periodo espositivo: 06 – 30 luglio 2009

Apertura al pubblico: la scultura sarà visibile nelle sere degli spettacoli della Rassegna 11 Lune

Orario: 21 – 24 circa

Ingresso: gratuito ad eccezione del 21 e del 28 luglio in cui gli spettacoli saranno a pagamentoEnti Promotori: Fondazione Peccioliper 

Ufficio Stampa: Ku.Ra Comunicazione, Rosi FontanaVia Garibaldi 63, Pisa, ItalyT. +39 0509711343 – Fax +39 0509711317e-mail: info@rosifontana.it – web: www.rosifontana.it

I Totem di Ugo Guidi Dal Santuario di Ortaglia alla contemporaneità

Martedì 23 Giugno 2009

Peccioli, Museo Archeologico

Dal 3 luglio al 25 ottobre 2009

 

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Si inaugura venerdì 3 luglio, in concomitanza con Le notti dell’archeologia, presso il Museo Archeologico di Peccioli nell’ambito della Rassegna 11 Lune, l’esposizione I Totem di Ugo Guidi. Dal Santuario di Ortaglia alla contemporaneità. In mostra una ventina di sculture appartenenti all’ultimo periodo della carriera artistica del maestro Guidi e inedite opere grafiche che Vittorio Guidi, figlio dell’artista, ha generosamente donato alla Fondazione Peccioliper.

Un affascinante percorso espositivo dove i lavori di Ugo Guidi, soprattutto quelli risalenti agli anni Settanta, dialogano in un confronto dinamico con i reperti etruschi del Santuario di Ortaglia. Ben visibile è la volontà di porre il visitatore dinnanzi ad un’analisi sui profondi valori religiosi ed estetici appartenenti da sempre all’intera umanità dando una visione diversa rispetto alla percezione usuale dei manufatti antichi.

Ad evidenziare con forza il profondo rapporto che lega Ugo Guidi al mondo etrusco e  al territorio sono i ritratti degli anni Cinquanta e Sessanta, in cui la vivacità dello sguardo, la luminosità delle superfici, insieme alla forte connotazione figurativa richiamano da vicino i reperti archeologici.

La piena maturità espressiva, alla fine degli anni Sessanta, corrisponderà per Guidi ad un progressivo e costante abbandono di una visione d’impronta figurativa: l’artista realizzerà i totem, sculture simboliche dalle forme pure e lineari dove gli ideali di arcaismo e primitivismo continueranno ad essere il suo campo di ricerca.

La purezza e l’assolutezza della scultura si manifesta in tutta la forza plastica. Le sfumature, i giochi con le tonalità date dal colore della terracotta o dalle patine colorate appartenute a precedenti momenti artistici cedono il passo a scelte più razionali: a ricoprire la terracotta adesso è solo l’argilla cruda.

La collaborazione tra la Fondazione Peccioliper e il Museo Guidi è sorta dalla reciproca curiosità di queste due attivissime istituzioni che operano in ambito toscano.

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: I Totem di Ugo Guidi. Dal Santuario di Ortaglia alla contemporaneità.

Sede: Museo Archeologico, Peccioli

Indirizzo: via del Carmine, 33

Informazioni: Fondazione Peccioliper  0587 672158

e-mail: info@fondarte.peccioli.net

sito internet: www.fondarte.peccioli.net

Periodo espositivo: 03 luglio – 25 ottobre 2009

Inaugurazione: 03 luglio 2009 ore 21,30

Apertura al pubblico: mercoledì 16 – 20, sabato e domenica 10 – 13, 16 – 20 e nelle sere degli spettacoli di 11 Lune (21 – 24). In occasione della chiusura de Le notti dell’archeologia (26 luglio) la mostra sarà aperta dalle 21,30 alle 24.

Ingresso: gratuito

Enti Promotori: Fondazione Peccioliper, Museo Archeologico Peccioli, Museo Ugo Guidi, Amici del Museo Ugo Guidi

Catalogo: edito a cura della Fondazione Peccioliper

 

 

Ufficio Stampa: Ku.Ra Comunicazione, Rosi Fontana

Via Garibaldi 63, Pisa, Italy

T. +39 0509711343 – Fax +39 0509711317

e-mail: info@rosifontana.it – web: www.rosifontana.it

11 LUNE A PECCIOLI Musica, Teatro, Eventi

Giovedì 18 Giugno 2009

11 LUNE A PECCIOLI

Musica, Teatro, Eventi

6 - 30 luglio 2009

Anfiteatro Fonte Mazzola, Peccioli.

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Si rinnova anche quest’anno l’offerta culturale dell’Estate Pecciolese con 11 Lune, la prestigiosa rassegna di musica e teatro che dal prossimo 6 luglio regalerà al suo pubblico undici grandi appuntamenti di spettacolo e cultura presso l’Anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli, in Provincia di Pisa. Sul palco dell’Anfiteatro si avvicenderanno, sera dopo sera, artisti del calibro di Gabriele Lavia, Alessandro Benvenuti e Renzo Arbore.

Darà inizio alla rassegna la Cena-Merenda di Fabio Picchi, una performance del cuoco fiorentino che, con straordinaria sapienza e creatività, coniuga cibo e cultura portando in scena l’esperienza del “Teatro del Sale” e del ristorante “Il Cibreo”, luogo simbolo a Firenze della tradizione gastronomica Toscana.

Si proseguirà con un cartellone di elevato profilo artistico tra cui spiccano gli eventi musicali: da Pierino e il Lupo con l’orchestra da Camera Fiorentina a Viva Verdi  serata dedicata alla lirica e al bel canto, dal Tango della compagnia Naturalis Labor all’Orchestra italiana di Renzo Arbore conosciuta ormai in tutto il mondo.

Nel segno della continuità con le passate edizioni che hanno visto i più noti personaggi dello spettacolo calcare le scene dell’Anfiteatro di Peccioli, in questa stagione sarà possibile assistere tra gli altri a Serata d’artista con Gabriele Lavia e alla performance di prosa e musica  Benvenuti… all’improvvisa! con l’attore Alessandro Benvenuti, una travolgente rilettura dei più famosi classici della canzone d’autore italiana da Fabrizio De Andrè a Paolo Conte.

Continua infine l’esperienza della compagnia PECCIOLITEATRO con due nuove produzioni che si misurano con grandi testi del teatro classico: La locandiera  di Goldoni e le Memorie di un pazzo tratto da un racconto di Nikolaj Gogol’, entrambe per la regia di Andrea Buscemi.

11 Lune si chiuderà il 30 luglio con Luna in Festa una serata illuminata dai fuochi d’artificio, una notte all’insegna della convivialità e dell’allegria: “questa rassegna sta diventando di anno in anno un appuntamento sempre più importante per il nostro territorio” spiega il sindaco di Peccioli, Silvano Crecchi “un’occasione per mostrare le grandi risorse turistiche e culturali di questo comune, il segno tangibile del nostro impegno per rendere Peccioli uno dei luoghi più significativi del panorama culturale toscano”.

La manifestazione è organizzata e promossa dalla Fondazione Peccioliper e dal Comune di Peccioli in collaborazione con la Fondazione Teatro di Pisa a cui è stata affidata la produzione esecutiva, lo sponsor della rassegna è Belvedere S.p.A.


PER INFORMAZIONI:

Atrio del Museo di Icone Russe “F. Bigazzi”, Piazza del Popolo, 5

Dal 24 Giugno al 30 Luglio dalle 17,00 alle 19,00

Cell. 334 7172854

Anfiteatro Fonte Mazzola

Apertura nelle sere degli spettacoli secondo l’orario delle rappresentazioni

Cell. 331 7935857

ACQUISTO BIGLIETTI:

Potranno essere acquistati presso il Punto Informazioni, lo Shop Anfiteatro o mediante versamento su apposito c/c postale previo contatto telefonico al n. 0587 672158

 

Ufficio Stampa: Ku.Ra Comunicazione, Rosi Fontana

Via Garibaldi 63, Pisa, Italy

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MATTEO RICCI, 18 GIUGNO IN VATICANO DOCUFILM DI KOLNDREKAJ IN ANTEPRIMA MONDIALE

Venerdì 12 Giugno 2009

MATTEO RICCI, 18 GIUGNO IN VATICANO DOCUFILM DI KOLNDREKAJ IN ANTEPRIMA MONDIALE

Interamente girato tra la Cina e l’Italia, con il patrocinio della Curia generalizia della Compagnia di Gesù

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ROMA, 10 GIUGNO 2009 - Si svolgerà giovedì prossimo 18 Giugno alle ore 21.00, presso la sala Conferenze (Via dell’Ospedale, angolo Via della Conciliazione) la proiezione in anteprima mondiale del docufilm di Gjon Kolndrekaj, “Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago” (RAI Eri-Cda servizi editoriali).

La proiezione è stata organizzata dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, dalla Curia generalizia della Compagnia di Gesù e dalla Diocesi di Macerata-Recanati-Tolentino-Cingoli e Treia.

Il docufilm di Kolndrekaj - regista di successo con trent’anni di esperienza, autore di importanti serie televisive di richiamo, tra cui “Linea Verde” - è interamente girato tra la Cina e l’Italia (Roma e Macerata) ed ha la durata di 50 minuti circa; inoltre, il docufilm ha ricevuto il Patrocinio della Compagnia di Gesù e il benestare del Governo di Pechino. La colonna sonora è del Premio Oscar, Maestro Stelvio Cipriani, che ha dedicato un anno di lavoro alle musiche che ripercorrono nel docufilm la vita e le opere del gesuita di Macerata.

Kolndrekaj si è detto molto soddisfatto di questo lavoro: “conobbi la figura di Matteo Ricci nel 1976, in occasione di un mio viaggio a Pechino, con il mio maestro Joris Evans, da allora decisi di dedicarmi alla figura di questo grande missionario italiano che i cinesi chiamavano Li Madou. Dopo aver dedicato anni della mia carriera all’approfondimento delle tematiche relative alle tre religioni monoteiste, dedicarmi alla figura di Ricci, missionario cattolico e scienziato italiano che entrò in relazione con la filosofia e il pensiero orientale era una cosa che mi affascinava. Spero che questo lavoro contribuisca a far conoscere la figura e le opere di Matteo Ricci non solo agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto ai più”.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni centenarie ricciane (che vede la sinergia della Regione Marche, la Provincia di Macerata, il Comune di Macerata e l’Università degli studi della città marchigiana) e si avvale del contributo di Banca Marche. Si tratta della prima, grande manifestazione in vista delle celebrazioni ricciane che avranno ufficialmente inizio nel 2010, in occasione del quarto centenario della morte del grande gesuita di Macerata.

All’iniziativa hanno collaborato tra gli altri il Centro Televisivo Vaticano, Kuanghci Program Service - Taipei, il Centro internazionale di scambi culturali con la Cina, CNI, Blueforma design consultants, Artifex-comunicare con l’arte, Tecnostampa.

Maggiori informazioni sul docufilm si possono trovare su www.matteoricci.it

 

Ufficio Stampa: Ku.Ra Comunicazione, Rosi Fontana

Via Garibaldi 63, Pisa, Italy

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José Ortega. Realismo e identità mediterranea

Lunedì 8 Giugno 2009

José Ortega

Realismo e identità mediterranea

a cura di Gianfranco Bruno e Alfredo Paglione

Chieti, Museo d’Arte Costantino Barbella

dal 25 giugno al 29 agosto 2009

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Si inaugurerà il prossimo 25 giugno alle ore 18,00 al Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti la rassegna José Ortega. Realismo e identità mediterranea a cura di Gianfranco Bruno e Alfredo Paglione. Per la prima volta in Italia si potranno ammirare da vicino le dieci xilografie del ciclo El Terror . Le opere furono meditate e realizzate da Ortega all’inizio degli anni Cinquanta durante la sua detenzione nelle carceri spagnole a seguito di una condanna a dieci anni per attività contro il regime franchista.

José Ortega, Realismo e identità mediterranea sarà la più ampia antologica mai realizzata fino ad oggi dedicata all’illustre artista spagnolo assiduo frequentatore del nostro Paese. Un unico e straordinario percorso espositivo composto da 113 opere provenienti da musei e collezioni private abruzzesi, tra cui alcuni lavori appartenenti al ciclo di incisioni I Segadores, in cui l’artista ben rappresenta la fatica e l’oppressione dei contadini; Ortega±Dürer, dove egli affronta il tema della guerra civile spagnola e Contra Franco, opera manifesto del suo pensiero anti-franchista, insieme all’ultimo grande dipinto realizzato poco prima della sua morte Raccoglitrici di olive .

Con questa esposizione che rende omaggio all’arte di José Ortega, profondo conoscitore delle atmosfere mediterranee, la Provincia di Chieti e il Comune salutano le 23 nazioni partecipanti ai Giochi del Mediterraneo che si terranno in Abruzzo a partire dal prossimo  26 giugno.

Artista dotato di eccezionale sensibilità, appena quindicenne entra in contatto con i rivoluzionari antifranchisti legando indissolubilmente le sue esperienze personali e tutta la sua opera al forte impegno politico e civile, lo stesso Ortega dichiarerà: vi sono, nella vita dei popoli, momenti nei quali gli artisti sentono che è necessaria un’arte di contenuto rivoluzionario.

Tutti i lavori di Ortega: la pittura, la ceramica, il mosaico, l’affresco e, soprattutto, l’incisione, nascono da un’emozione potente e duratura, dall’ossessione per i volti travagliati dalla miseria, dalla sofferenza di uomini alienati dal duro lavoro. Artista famoso per i suoi mietitori, per le raccoglitrici di olive, per i pescatori trasforma i contenuti in fatti e simboli.

Amico di Pablo Picasso, sin dai primi anni dell’esilio per attività antifranchiste, pittore del mondo contadino, Ortega è stato molto amato da grandi studiosi e critici come Argan, Russoli, Carluccio, De Micheli, Sciascia, Carrieri, Sala, Buzzati, solo per citarne alcuni, ma anche da poeti, primo tra tutti Raphael Alberti il quale, prendendo spunto dai Segadores di Ortega, conia il vocabolo “ortegano” ad indicare la condizione di oppressione in cui vivono i contadini spagnoli.

Profondo è il legame che lega Ortega all’Italia. Frequentemente si ispirerà per le sue opere al paesaggio mediterraneo del nostro sud e altrettanto spesso vi risiederà.

Nel 1959 soggiorna ad Albisola dove realizza un nucleo di ceramiche ed entra in contatto con alcuni fra i più noti artisti contemporanei come Lam, Jorn, Appel, Fontana e Sassu e con il giovanissimo Alfredo Paglione che dieci anni più tardi diventerà il suo mercante esclusivo per l’Italia. Nel 1964 si stabilisce a Roma e Antonello Trombadori organizza la prima esposizione dell’artista presso la galleria La Nuova Pesa di Roma, alla quale seguiranno quella del 1968 e del 1974. Nel 1971 espone per la prima volta le straordinarie sessanta grandi incisioni dal titolo Ortega±Dürer  presso il Museo di Norimberga, successivamente presentate nel 1972, a cura di Alfredo Paglione, nella prestigiosa Sala leonardesca delle Asse del Castello Sforzesco di Milano.

Per tutti gli anni Settanta e Ottanta si susseguiranno le esposizioni nel nostro paese in importanti gallerie italiane: l’Apogeo di Napoli, Onas di Bolzano, il Campanile di Bari, Galleria 70 di Messina, Il triangolo di Cosenza, La Bussola di Torino, la Galleria Forni di Bologna,  la Galleria 32 di Milano presso la quale continuerà a presentare negli anni successivi ogni nuovo ciclo delle sue opere. Il forte legame con il sud d’Italia è testimoniato anche dall’inaugurazione, nel 2002, di una sala personale dedicata ad Ortega all’interno del Museo Civico d’Arte Moderna di Palazzo d’Avalos a Vasto (Ch).

Lavora a lungo a Matera dove impara la tecnica che i maestri cartapestai usavano per le statue votive e realizza “Morte e nascita degli innocenti” uno dei suoi cicli pittorici più importanti. Nel 1976 apre un nuovo studio a Bosco, nel Salernitano e vi  realizza un grande murale in ceramica sul tema di un piccolo paese cileno incendiato e distrutto per aver difeso la propria libertà.

Nell’ ottobre dell’anno successivo gli viene concessa l’autorizzazione a tornare liberamente in Patria. Della sua Spagna, che abbandonerà nuovamente nel 1980, e dell’Italia, che ancora una volta lo accoglierà, dice: siamo ancorati alla terra in cui siamo nati anche se lavoriamo molto lontano da essa. A volte persino senza saperlo. Ogni volta che troviamo spazi con le stesse caratteristiche del paese dove siamo nati la volontà creatrice si esalta. Questo mi è successo arrivando nel sud dell’Italia. Per alcuni mesi ho lavorato nelle Isole Eolie (…). So di sentire una scossa tellurica universale al toccare queste terre e avvicinando la sua gente.

La mostra è realizzata dalla Provincia di Chieti con il contributo della Fondazione Carichieti e della Camera di Commercio di Chieti. Il catalogo con i testi di Gianfranco Bruno ed Elsa Betti è edito da Vallecchi. La rassegna è un’ occasione unica e imperdibile per vedere un nucleo straordinario di opere ed avvicinarsi alla poetica di un artista che ha speso l’intera sua vita a dipingere l’uomo, la sofferenza, il lavoro, il mondo contadino, la gente umile dei campi. Senza ombra di dubbio Ortega è cantore irraggiungibile di atmosfere mediterranee; nelle sue opere piene di fascino e di poesia si ritrovano le luci e i colori di terre di antichissima civiltà che fanno di lui uno dei protagonisti dell’arte del Novecento.

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: José Ortega. Realismo e identità mediterranea

A cura di: Gianfranco Bruno, Alfredo Paglione

Sede: Museo d’arte Costantino Barbella

Indirizzo: Via C. de Lollis, 10, Chieti

Informazioni: tel. 0871 4083352

e-mail: museo.barbella@provincia.chieti.it

sito internet: www.muvi.org/museobarbella

Periodo espositivo: 25 giugno - 29 agosto 2009

Inaugurazione: 25 giugno 2009 ore 18.00

Apertura al pubblico: 25 giugno 2009

Orario: martedì, giovedì 9-13, 16-19; mercoledì, venerdì, sabato 9-13;

prima domenica del mese 9-12

Giorno di chiusura: lunedì

Ingresso: gratuito

Enti Promotori: Provincia di Chieti

Sponsor: Fondazione Carichieti – Camera di Commercio di Chieti

Catalogo: Vallecchi

 

Ufficio Stampa: Ku.Ra Comunicazione, Rosi Fontana

Via Garibaldi 63, Pisa, Italy

T. +39 0509711343 – Fax +39 0509711317

e-mail: info@rosifontana.it – web: www.rosifontana.it

Mostra “L’ANIMA DELLE TERRE: GIOVANI CERAMISTI RICERCANO”.

Venerdì 5 Giugno 2009

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Associazione Nazionale Amici della Ceramica

DELEGAZIONE DI VARESE E PROVINCIA

 

I N A U G U R A

 

la mostra

L’anima delle terre: giovani ceramisti ricercano”

 

presso la propria sede in via Corridoni, 24 a Varese

.

GIOVEDI 4 GIUGNO 2009 ALLE ORE 21.00

 

Sarà presentata al pubblico una selezione di opere di SARA RUSSO e di SIMONE PATARINI, giovani autori varesini, che mostreranno come ancora nel nostro territorio, le nuove generazioni continuino a sperimentare con ispirazione ed originalità l’antichissima tecnica della ceramica.

 

Il percorso artistico di SARA RUSSO inizia dal semplice gesto di plasmare la terra, utilizzando anche materiali di recupero per creare peculiari percorsi espressivi. Autrice sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, racchiude in ogni lavoro lo stato d’animo del momento, le esperienze vissute; l’opera è un fotogramma e un’istantanea della vita.

Mi piace che in qualche modo gli oggetti, le idee convoglino in un punto e mi trovino lì per poter dare forma. Perché in fondo è questo che ogni artista fà…dare forma alle idee. Io lo faccio con la terra, un materiale affascinante, molto versatile, legato alla manualità, che permette molte sperimentazioni grazie anche al grande trasformatore e complice di molte creazioni, il fuoco”.

 

Ricercatore poliedrico, SIMONE PATARINI ha sperimentato diverse tecniche, come pittura a china e a matita, prima di trovare il proprio percorso espressivo nella ceramica raku: grazie a questa antica tecnica, sviluppa una continua ricerca utilizzando svariati metodi e materiali eterogenei. Il suo rapporto con l’arte è un piacere e una continua crescita personale, un viaggio con il pensiero e un’espressione di sogni e sensazioni. In una realtà standardizzata secondo canoni imposti dalla società, il pensiero di Simone è in continuo movimento con una crescente dialettica espressiva. Simone dà anima e vita ad ogni sua opera: l’unicità delle sue creazioni fà in modo che ogni pezzo abbia una parte del suo essere.

 

INVITO ESTESO A TUTTI GLI APPASSIONATI DI ARTE CERAMICA.

LA SERATA (ad ingresso libero), SI CONCLUDERA’ CON UN PARTICOLARE RINFRESCO OFFERTO DALL’ASSOCIAZIONE

 

La mostra rimarrà aperta fino al 13 giugno, e sarà visitabile da lunedi a sabato, dalle 9.00 alle 12.00, e dalle 15.00 alle 18.00.

 

ANAC Varese con la collaborazione di Emanuela Rindi e VZ Comunicazione

Sede : c/o RESTAURARTE Via Corridoni 24 – 21100 VARESE

Tel./ fax 0332 311190 – 339 4472647 e- mail: anac.varese@alice.it

‘Après le Solstice’: 5 pittori allo Spazio Tadini di Milano

Lunedì 1 Giugno 2009

Giovedì 2 luglio 2009 alle ore 18.30, presso lo Spazio Tadini in via Jommelli 24 a Milano, si inaugura la rassegna di arti visive “Après le Solstice”, organizzata in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio. In esposizione recenti dipinti di Daniela Caciagli, Riccardo Corti, Guido Morelli, Armando Orfeo, Valente Taddei: 5 artisti promossi da Mercurio Arte Contemporanea, galleria viareggina diretta da Gianni Costa, presso la quale si trovano in permanenza le loro opere. I 5 pittori hanno all’attivo nutriti curricula espositivi, con mostre allestite sia in Italia che all’estero: seppur differenti tra loro per cifra stilistica e formazione estetica, sono accomunati da un sicuro spirito di ricerca nell’ambito della figurazione contemporanea. Caciagli (Bibbona, 1962) realizza dipinti ad olio e acrilico contraddistinti da una cifra stilistica in cui si uniscono con originalità richiami di matrice pop e surrealista. Corti (Firenze, 1952) raffigura esili pini, policromi agrumi in sezione e bastoncini sospesi nel vuoto, in oli su tela nei quali la morbidezza della pennellata compone un gioco testuale di elevato pregio stilistico. Morelli (La Spezia, 1967) amplifica la dimensione del ricordo nei rarefatti paesaggi naturali dei suoi oli dal sapore materico: l’artista predilige concentrarsi su un linguaggio psicologico del dipinto.L’universo creativo di Orfeo (Marina di Grosseto, 1964) è vicino al mondo dei fumetti  e dei cartoons: nei suoi dipinti il personaggio del ‘Signor Cozza’, sorta di stereotipo del borghese medio, immerso in surreali paesaggi urbani nei quali i grattacieli ondeggiano, appare perennemente combattuto tra routine e voli pindarici. Taddei (Viareggio, 1964) realizza oli e chine su tela e su carta dall’impronta concettuale e dal carattere narrativo, sviluppando racconti minimi il cui protagonista è un inconfondibile ‘omino’, alle prese con situazioni in bilico tra ironia e paradosso. La mostra “Après le Solstice” è corredata di 5 cataloghi recenti - uno per ogni artista - curati da Mercurio Arte Contemporanea.Rimarrà aperta fino al 31 luglio, dal martedì al sabato, in orario 15.30 – 19.00 (fino alle 23.00 in occasione delle manifestazioni serali concomitanti organizzate presso Spazio Tadini). Infoline: 02 2619684. Web: www.spaziotadini.it.