Archivio di Marzo 2009

Vegetariani e tumori, tanto conta solo il titolo!

Venerdì 27 Marzo 2009

Nell’era dell’informazione supersonica, dove hai giusto il tempo di leggere i titoli e titoletti di un articolo, di prestare attenzione alle prime parole di una notizia, la comunicazione si gioca nelle prime sillabe.

Ci siamo divertiti nei giorni scorsi a fare un elenco dei titoloni di una notizia che pubblicata sulla rivista scientifica AJCN ha fatto scalpore in questi giorni.

Non so se tra web, giornali, tv o radio hai sentito dell’ennesima ricerca che attesta che i Vegetariani soffrono meno di tumori e neoplasie. Si sa da decenni, lo diciamo ad Autodifesa Alimentare dalla prima edizione…

Ecco i vari titoli, leggi che roba! ;)

  • Dieta vegetariana riduce il rischio di tumori
  • Dieta vegetariana, più rischi di tumore all’intestino
  • La dieta vegetariana per scacciare i tumori. Con qualche dubbio
  • Tumori e alimentazione: vegetariani più sani (ma non sempre)
  • Tumori: I Vegetariani Si Ammalano Di Meno
  • Sempre più stretto il rapporo tra abitudini alimentari e tumori
  • Meno rischi di tumore per i vegetariani
  • Vegetariani più a rischio di tumori all’intestino
  • Vegetariani meno a rischio di sviluppare tumori
  • Vegetariani a rischio tumori intestinali
  • Vegetariani più protetti contro il cancro, ma non sempre
  • Vegetariani: il rischio tumori diminuisce, ma non sempre
  • Mangiar vegetariano riduce il rischio di tumori
  • Sanita’: vegetariani, meno tumori

Siamo andati a vedere l’ABSTRACT della ricerca “Cancer incidence in vegetarians: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC-Oxford)“, poche righe pubblicate sul sito dall’American Journal of Clinical Nutrition, Marzo 2009.

Lo studio completo é a pagamento, ed é pieno di sigle abbreviate, é scritto insomma in “medichese inglese”. :( Speravo che qualche articolista - giornalista italiano riportasse qualcosa di più, almeno le testate più serie, almeno i medici… Nada, tutti hanno copiato a piene mani i dati dell’Abstract, nessuno ha approfondito (anzi se hai notizie puoi postarle nei commenti please! :) )

Ma veniamo alla notizia nuda e cruda.

Appena concluso uno studio su 52.700 persone, tra i 20 e gli 89 anni, effettuato nel Regno Unito dagli anni Novanta per stabilire l’incidenza del Cancro sui Vegetariani.

Mangiatori di carne, mangiatori di pesce, vegetariani e vegani sono stati analizzati per anni e si é scoperto che chi non mangia carne ha meno rischio di contrarre un tumore, tranne che per una curiosa incidenza di tumore al colon retto, maggiore nei vegetariani rispetto ai carnivori (vegetariani o vegani, o tutti e due? Questo é un mistero e poi ti spiego perché… E l’incidenza dei mangiatori di pesce? :? )

Relazione stretta inconfutabile tra chi mangia vegetale e pesce rispetto alla carne per una minore incidenza di tutto gli altri tipi di cancro, impossibilità di stabilire un nesso tra cancro al colon retto e l’alimentazione dato che dipende anche dallo stile di vita, più raccomandazione di consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno colorata… chiudono l’articolo.

Al di là del fatto che una dieta vegetale non implica solo “frutta e verdura” ma anche legumi e cereali integrali…

Sono stata in UK diverse volte e mi ricordo che i negozi di frutta e verdura sembrano gioiellerie, non so in effetti quanta frutta e verdura mangino i sedicenti “vegetariani” o “vegani” nel Regno Unito… questo, anche se non mi occupo di statistica, é incoraggiante e credo che possa incidere di qualche punto percentuale… perché almeno noi in Italia abbiamo molta più possibilità di mangiare verde!!! ;)

Ma, scavando un po’ di più, dire “vegetariani” che significa?

Sai che noi per primi ad Autodifesa Alimentare non amiamo le etichette e non abbiamo voluto trovare un’etichetta per lo stile alimentare fusion che seguiamo e proponiamo, quindi…

Oggi va di moda definirsi “vegetariani” per poi scoprire quando parli con le persone che “non mangio quasi mai carne rossa” E il pesce? “certo il pesce sì!” :shock: , vabbé ognuno si definisca come vuole, tanto le definizioni lasciano il tempo che trovano, però vorrei precisare che i veri vegetariani non mangiano pesce, tanto per cominciare..

Inoltre, dato che non ho nulla contro i poveri pesci, sopratutto alcune categorie specifiche, mi preme sottolineare una cosa: i “vegetariani” mangiano uova e formaggio, al contrario dei “vegani” che non consumano nessun prodotto di origine animale.

E questa mi sembra una gran bella differenza che spesso non viene evidenziata.

Allora i conti sono presto fatti, sai cosa pensiamo dei latticini e dell’uso indiscriminato che se ne fa oggi giorno… soprattutto quando li si usa come compensazione al fatto che non si mangia la carne.

E anche lì, ne sentiamo parecchie pure tra gli onnivori. Persone che “ma sai, io non mangio quasi mai latticini” e poi - se fai domande specifiche - scopri che si bevono 1-2 bicchieri di latte a colazione, la ricotta un paio di volte a settimana ed il parmigiano sulla pasta tutti i santi giorni!!!

E poi non c’é scritto da nessuna parte che un “vegetariano” o “vegano”, nella sua spesa quotidiana, non mangi tutto raffinato, farina doppio zero, pasta tradizionale, grano creso, fette biscottate, biscotti a go go

Per mantenere forte e sano il nostro apparato gastrointestinale c’é bisogno di mangiare alimenti integrali e ricchi di fibre, vitamine e minerali, mantenerlo pulito ed efficiente con almeno 2 (meglio 3) evacuazioni regolari al giorno… e cartamente non “incementarlo” con alimenti raffinati, pasta, pane e latticini.

Come spieghiamo al corso di Autodifesa Alimentare, lo stucco lasciamolo ai muratori per quando si devono rifare i muri di casa!!! :D

Quindi tornando a noi, in linea generale, anche i “vegetariani” possono avere problemi all’apparato gastrointestinale se non applicano le norme della sana alimentazione, se non si concedono i “tempi giusti” per “contare le piastrelle” come ha detto una nostra allieva.

Ma certamente chi sceglie di prestare attenzione alla sua alimentazione con uno stile alimentare a prevalenza vegetale sarà anche maggiormente interessato a queste tematiche e quindi in proporzione avrà un benessere maggiore di “carnivori”, “lattivori”, “presciolosi”, “junk fooddari” e “stressatissimi”.

Prediligere una dieta a base vegetale, integrale, bio, con qualche puntatina nel regno animale (pescato di piccola taglia, uova bio), cercando di eliminare mammifero e derivati (carne e latticini) é certamente un regime alimentare sano, vivo, ricco di micro nutrienti, fibre e carboidrati a lento rilascio e proteine senza grassi cattivi…

I dettagli per riuscirci in modo entusiasmante e definitivo? La settima edizione di Autodifesa Alimentare inizia il 6 Maggio!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach e Trainer AutodifesAlimentare.it :)

Vegetariani e tumori, quel che conta è l’headline!

Venerdì 27 Marzo 2009

Nell’era dell’informazione supersonica, dove hai giusto il tempo di leggere i titoli e titoletti di un articolo, di prestare attenzione alle prime parole di una notizia, la comunicazione si gioca nelle prime sillabe.

Ci siamo divertiti nei giorni scorsi a fare un elenco dei titoloni di una notizia che pubblicata sulla rivista scientifica AJCN ha fatto scalpore in questi giorni.

Non so se tra web, giornali, tv o radio hai sentito dell’ennesima ricerca che attesta che i Vegetariani soffrono meno di tumori e neoplasie. Si sa da decenni, lo diciamo ad Autodifesa Alimentare dalla prima edizione…

Ecco i vari titoli, leggi che roba! ;)

  • Dieta vegetariana riduce il rischio di tumori
  • Dieta vegetariana, pi

Marche Centro d’Arte: Sabrina Muzi

Mercoledì 25 Marzo 2009

Domenica 29 marzo alle 18.00 la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta la personale di Sabrina Muzi a cura di Claudio Libero Pisano, dopo il successo dell’esposizione di Marco Bernacchia e Francesca Gentili.
La mostra conclude il ciclo Marche Centro d’Arte ed è il quinto appuntamento della rassegna Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi.
Con la personale di Sabrina Muzi si conclude Marche Centro d’Arte. Lo scopo della rassegna è mostrare la vivacità delle produzioni artistiche presenti nella regione, una regione in cui convivono pluralità e singolarità, a partire dallo stesso nome. Ogni artista ha una sua peculiarità, e un suo percorso di ricerca, ha una voce che unendosi alle altre del territorio, dà vita a un mosaico ricco, vivo e vivace.
“La ricerca di Sabrina Muzi continua con un ulteriore passaggio nella direzione di un rapporto mai episodico tra sé e la natura. Utilizza diversi mezzi che concorrono allo stesso fine. Video, foto e disegni hanno lo scopo di sottolineare un unico messaggio dove sempre più intima diventa la condivisione con l’elemento naturale. Sia quando è il suo corpo, come nel video Remote Body, che si nasconde e si perde tra i rami fino a diventare un unico elemento. Sia nelle foto, dove l’artista non compare, è evidente una relazione mai distaccata. In quegli alberi rappresentati più che l’elemento estetico traspare quasi il respiro, l’affanno della natura impressa sulla carta. E l’artista se ne fa portavoce, lascia che la sapienza tecnica e la capacità esecutiva si mettano al servizio di un messaggio circolare. Offre il suo sguardo alla natura che lo restituisce in tutta la sua potenza, bellezza e inquietudine”. (Claudio Libero Pisano)

Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi
Il giorno dopo l’inaugurazione di una mostra il gallerista tira le somme. Le rughe si sono distese e si parla amabilmente sgranocchiando salatini e patatine. Il sorriso riempie il volto barbuto e la soddisfazione per il risultato è al centro dei suoi discorsi. Dello yeti che si aggirava con spatola, stucco e gomma magica, non è rimasto nulla. La Galleria adesso sembra il paese delle favole, dove pace e armonia regnano e le riviste sono ordinate sulla scrivania. Un attimo di pace prima della prossima inaugurazione.
All’ansia di una mostra, collaboratori di vario tipo aggiungono stress, ritardi, piccole o grandi inefficienze che un povero gallerista si trova a dover affrontare, perdendo i capelli e/o facendo diventare bianchi i pochi che gli restano. Eccolo buttarsi su massicce dosi di tachipirina per affrontare l’immancabile febbre pre-mostra, mettersi ai fornelli per preparare pasti con innumerevoli portate e quantità capaci di sfamare interi reggimenti, eccolo infine perdere l’attimo atteso ogni giorno come la manna dal cielo: il riposino pomeridiano. Una vita dura fatta dalle piccole insoddisfazioni di ogni giorno e dalle grandi soddisfazioni di ogni mese.
Gallerista sull’orlo di una crisi di nervi è l’omaggio a quella cosa bellissima ed entusiasmante che è l’organizzazione di una mostra, cosa bellissima, ma anche snervante e stancante. Ecco che aumenta il numero delle sigarette fumate fuori dalla porta, ecco che i chiodi e le viti si accumulano sul pavimento. Poi si inaugura, si parla, si ride e il giorno dopo si pulisce. Questa è la “tragica” routine che accompagna la vita di un gallerista. Ma non bisogna dimenticare però la bellezza di una mostra, il piacere di una chiacchierata con gli amici, l’emozionarsi sempre nuovo che ripaga da ogni affanno. I rapporti umani, e non solo professionali, con artisti, critici e curatori, sono il vero collante dell’attività e il motore che rende sempre nuova la voglia di andare avanti.
Solo un grazie a chi ci permette di poter seguire ed apprezzare il mondo dell’arte nel suo continuo movimento.

Si ringrazia l’Associazione Alta Fedeltà
http://www.associazionealtafedelta.org/
per la collaborazione

scheda tecnica/technical card
curatore/curator by Claudio Libero Pisano
testo critico/art critic by Claudio Libero Pisano

ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster http://www.siscom.it

dal 29 marzo al 26 aprile
from 29th march to 26th april
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@vodafone.it
web http://www.siscom.it/marconi

Il 29 marzo riapre il Museo Guttuso con la presenza del regista Giuseppe Tornatore

Mercoledì 25 Marzo 2009

 

Il 29 marzo riapre il Museo Guttuso

 

Riapre al pubblico il Museo “Renato Guttuso Villa Cattolica” che dal mese di giugno 2007 era stato chiuso  per una nuova risistemazione degli spazi espositivi.

Subito dopo la conclusione della mostra-evento “La potenza dell’immagine” che completava la trilogia delle mostre del grande maestro bagherese iniziata nel 1987 con la mostra Dagli esordi al Gott Mitt Unse proseguita nel 2003 con l’esposizioneDal fronte nuovo all’auto biografia“, era già stata avvertita la necessità di una risistemazione complessiva del complesso monumentale di Villa Cattolica , considerato che i recenti lavori avevano reso disponibile anche la seconda sopraelevazione del Palazzo.

Pertanto dopo quasi trent’ anni di vita del Museo si è reso opportuno ridisegnare un nuovo percorso espositivo che valorizzasse non solo le opere di Guttuso, ma anche quella collezione di altri artisti che il museo ha acquisito negli anni, comprendendo artisti bagheresi (Tomaselli, Quattrociocchi, Lo Iacono) la cui produzione fu precedente a quella di Guttuso, e che desse un doveroso riconoscimento e una idonea collocazione a scultori e pittori, quali Pina Cali, Silvestre Cuffaro, Peppino Pellitteri dando una immagine più completa della produzione del  territorio.

 

 

Il   secondo piano invece si è destinato ad una esposizione permanente di foto progettata e curata da un grande artista della macchina fotografica Giovanni Battista Maria Falcone  che olte ai già presenti fotografi  bagheresi da Ferdinando Scianna a Giovanni Battista Maria Falcone, da  Pintacuda  a Tornatore ha integrato la collezione con artisti di grande respiro nazionale ed internazionale particolarmente sensibili  alla cultura del Mediterraneo.

Il recupero pressocchè totale dell’immobile permetterà di diventare un contenitore artistico e un centro per attività multimediali  unico, in Sicilia e nel Meridione d’Italia.

 

museo-guttuso.jpg
Visione laterale delle scuderie di Villa Cattolica
e lo scempio della fabbrica retrostante

 

Per questo l’evento di domenica 29 marzo 2009 alle 17.00
si può considerare a tutti gli effetti una re-inaugurazione

opere permanenti di:Pittura-Disegno- Scultura


Accardi, Alliata, Angeli, Attardi, Baldassella,  Bandinelli, Benedetto, Bonomolo, Buzzati, Cagli, Calascibetta, Calì, Cambellotti, Carroll, Carta, Castro, Castellano, Catalano, Ceccotti, Chitti, Colli, Comes, Cossyro,Taravella, Cuffaro, Cusenza, De Filippi, De Stefano, Dixit, Evergood, Farruggio, Fasulo, Festa, Fieschi, Francese, Garajo, Gelli, Gennaro, Giambecchina, Guardi, Guarienti, Guerrino, Guttuso, Fasulo, Jones, Kubin,  Lebrun,  Lauricella, A. Leto, G. Leto, Levi, Lo Iacono, Margani, Moncada, Munari, Musti, Nasini, Campanella, Omiccioli, Ortega, Pasqualino Noto, Pellitteri, Perez, Peverelli, Pignon, Pizzinato, Portocarrero, Porzano, Prestipino,  Provino, Quattrociocchi, Raphael, Mafai, Ricci, P.Rizzo, L.Rizzo, Romagnoli , Rutelli, Sanfilippo, Savelli, Scaduto, Scarpitta, Schifano, Schimmenti, Scorzelli, Solendo, Spadari, Stefannoni, Tavernari,Titonel, Tomaselli, Treccani, Trombadori, Turchiaro, Vacchi, Vaglieri, Volo, Zancanaro, Ziveri.

minuetto-a-villa-palagonia-cm160x180-copia.jpg
“minuetto a Villa Palagonia”-2002
L’opera di Momò Calascibetta
recentemente acquisita dal Museo Guttuso

Fotografia

Belvedere, G.Di Salvo, P.Di Salvo, Falcone, Giaramidaro, Languillo, Lentini, Leone, Longo, Minnella, Pepi, Pintacuda, Pitrone, Prestifilippo, Roth, Savagnone, Scalia, Schifano, Scianna, Settanni, Tornatore.

museo-guttuso-1.jpg

Negli spazi esterni verrà presentato il libro curato da Biagio Napoli e Mimmo Aiello “I ragazzi di Via Sant’Angelo” sulla storia del Circolo di Cultura “l’Incontro”.
Per questo ci sarà anche Peppuccio Tornatore che dell’ Incontro fu fondatore e anima.

 

 

Tra i politici oltre al Sindaco Biagio Sciortino e all’assessore alla Cultura Sergio Martorana, ci saranno l’assessore regionale ai Beni Culturali, on. Antonello Antinoro, e l’on. Gabriella Giammanco, deputato nazionale, componente della Commissione Cultura.

Tra gli esperti oltre alla Direttice del Museo Dora Favatella Lo Cascio, alla quale andrebbe un grande grazie per la competenza e la passione che mette nel suo lavoro, e a Fabio Carapezza Guttuso, anche Adele Mormino, già Sovrintendente e oggi Direttore Generale dell’Assessorato ai Beni culturali.

Orari di apertura
Tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì escluso.

 

Orario invernale
Dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00
Orario estivo
Dalle ore 9.30 alle ore 14.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.30

 

 

 

I contatti
Museo Guttuso Villa Cattolica
via Rammacca, 9 (SS 113) 90011 Bagheria PA
Tel. 091.943902 – fax: 091.933315
e-mail: villacattolica@tiscali.it
sito internet: www.museoguttuso.com

Sito internet:


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Franco Rognoni

Venerdì 20 Marzo 2009

Ritorno a casaA dieci anni dalla scomparsa di Franco Rognoni, la galleria Dep Art ripropone a Milano una ventina di opere del suo percorso artistico in una mostra che include alcune delle sue tematiche privilegiate quali gli interni esterne, le storie medioevali, le Venezie, gli incontri umani il tutto però visto attraverso una visione talvolta ironica, talvolta drammatica della vita nella città contemporanea.Il linguaggio di Franco Rognoni è riconoscibile per l’uso assolutamente originale del disegno nel rapporto con il colore che invade espandendosi entro e fuori dalle coordinate preesistenti.
Franco Rognoni nasce a Milano il 20 settembre 1913 da Giuseppe, agente di commercio e da Giuseppa Carabelli. Cresce in una famiglia della piccola borghesia che, per sfortunate vicissitudini, passa da una discreta condizione economica ad un tenore di vita assai difficoltoso. Rognoni, che ha sempre manifestato fin da bambino una grande passione per il disegno e la pittura, deve rinunciare a coltivare questo interesse per diplomarsi perito tessile impiegandosi poi presso l’Istituto Cotoniero Italiano (si può immaginare con quale profitto!). Tale esperienza, con suo vivo sollievo, è di breve durata e inizia a frequentare i corsi serali presso la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco di Milano dove insegna Arte Applicata il pittore Gianfilippo Usellini. La sua formazione artistica, quasi interamente da autodidatta, lo porta a godere e capire molto presto le nuove forme d’arte e ad amare artisti come Modigliani, Sironi, Licini e gli stranieri Picasso, Chagall, Rouault, Beckmann, Grosz, Klee, Kokoschka. Ma la svolta della sua formazione artistica avviene frequentando la ricchissima biblioteca del critico d’arte Raffaello Giolli dove, attraverso le riproduzioni, studia l’opera degli artisti stranieri che lo entusiasmano e lo stimolano molto più di quella della tradizione italiana studiata nelle accademie. È proprio il critico Giolli (antifascista morto nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1945) a scorgere nel giovane Rognoni un talento meritevole di considerazione. L’opinione di Giolli veniva condivisa da Franco Ciliberti, intellettuale attento alle nuove forme d’arte, che dimostrò stima per questo giovane rivelandone le qualità. Dopo la scomparsa di questi critici e dopo aver trascorso un breve periodo in un gruppo di artisti uniti nel movimento della “Rotonda”, contemporaneo di “Corrente”, Rognoni, che nel 1946 sposa Mariuccia Noè, viene sostenuto dal gallerista Bruno Grossetti titolare della Galleria dell’Annunciata di Milano presso la quale esporrà per oltre trent’anni a partire dal 1949 / ’50. In questo ambiente stringe rapporti di stima e di amicizia con il filosofo Dino Formaggio e intellettuali come Adalgisa Denti e Luigi Rognoni (suo omonimo) entrambi fondatori di case editrici piccole ma d’avanguardia (M. A. Denti e Minuziano). Frequenta altri artisti e poeti quali Salvatore Quasimodo e Alfonso Gatto e, appassionato di musica, segue con interesse le nuove forme compositive dodecafoniche grazie al carissimo amico Riccardo Malipiero. l’architetto Giò Ponti è interessato ai lavori di Rognoni e lo invita alla VII Triennale di Milano per la realizzazione di bozzetti. Di rilievo l’incontro con l’imprenditore Giovanni Botta, appassionato di disegni, incisioni ed ex libris che gli commissiona un imponente lavoro illustrativo di alcuni tra i principali capolavori della letteratura europea (I Promessi Sposi, la Divina Commedia, le Poesie di Carlo Porta, Don Chisciotte, I Miserabili). L’eccezionalità consiste nel fatto che i testi venivano copiati a mano dallo stesso Botta e da Rognoni illustrati poi direttamente su carta da disegno di grande formato, seguendo pagina per pagina, per essere poi rilegati elegantemente in esemplari unici. I disegni, il cui numero è elevatissimo poiché i volumi illustrati sono oltre venti, sono stati eseguiti in gran parte ad acquerello. Artista indipendente, Rognoni si avvia per un percorso solitario lontano dalla seduzione delle nuove avanguardie, che peraltro propongono forme a lui ben note già dagli anni ’30 (Licini, Melotti, Veronesi, Soldati), elaborando il suo mondo alla continua ricerca di un linguaggio personale. È un periodo questo di ripensamenti durante il quale egli alterna e sviluppa modalità di diverse culture; da quella francese di Matisse e Dufy, a quella tedesca di tendenza espressionistica di Beckmann, Grosz e Dix estendendo il proprio interesse anche a Chagall e Kokoschka. Alla fine della guerra mondiale Rognoni si trova in una situazione conflittuale: da un lato è spinto da una forte motivazione a partecipare, con la propria opera, ai movimenti politici e sociali, dall’altro, a causa della sua visione tendenzialmente pessimistica, profondamente colpito dall’evento atomico, ritiene esaurita la funzione dell’arte e della pittura in particolare, specie quella di cavalletto. È più propenso all’idea della funzione della pittura murale riconoscendone l’efficacia così come esposto nel 1933 dal Manifesto della pittura murale (Campigli, Carrà, Funi, Sironi). Cade di conseguenza in una crisi esistenziale che supera dedicandosi temporaneamente all’illustrazione per l’editoria, al disegno di impegno politico e di costume con esordio, a cavallo tra il ’39 e il ‘43 su La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia, il cui nome di maggior prestigio era Mario Sironi. Qualche tempo dopo la fine del conflitto, nel 1947, inizia la collaborazione con il giornale l’Avanti!, secondo la tradizione dei grandi Scalarini e Galantara. Il 30 aprile 1950 l’Avanti! dedica una pagina ai principali artisti del quotidiano e di Rognoni così si scrive ”…rinserrandosi poi in una autodidattica severa e laboriosa, stimolato da un irrequieto spirito di satira contro ogni sorta di conformismo artistico, sociale e morale.”Si dedica all’attività di scenografo, anche se in modo non strettamente professionistico, lavorando per la Piccola Scala di Milano (La donna è mobile di Riccardo Malipiero), la Fenice di Venezia (Il Circo Max di Gino Negri), il Teatro Regio di Torino (El Retablo di De Falla), il Teatro Politeama Margherita di Genova (Battono alla porta di Riccardo Malipiero su libretto di Dino Buzzati) nonché sperimentando nuove soluzioni per la televisione, nata da pochissimo, con le scenografie e i costumi per l’opera Mavra di Stravinsky. Non è però certo facile per Rognoni conciliare il dualismo interiore: poiché trova difficoltà a individuare le coordinate di natura estetica ma ancor più quelle di carattere etico. Le sue varie esperienze e soprattutto l’intensa attività che derivava dalla collaborazione con altri nel teatro e nell’editoria, gli servono ad uscire dalla solitudine sia esistenziale che artistica. La sua pittura che negli anni ’60 appare scura, tormentata, a volte sovraccarica, diviene meno ossessiva, acquisendo forme più libere e ispirate a una visione fantastica rasserenata da guizzi ironici dove il suo inconfondibile disegno arabesca la stesura del colore ottenendo un esprit de finesse particolare che diventa la sua cifra.  La sintesi biografica non può ignorare la profondità con la quale Rognoni ha fatto propri stimoli umani, culturali ed artistici. Ne sono conferma le amicizie e le intense frequentazioni negli anni con il poeta e coetaneo Vittorio Sereni, con il filologo Dante Isella e il rapporto di collaborazione e affetto con il musicista Riccardo Malipiero. Tra gli incontri più significativi della maturità emerge quello con Leonardo Sciascia del quale illustra con sei acqueforti la Storia della povera Rosetta.

Uno dei luoghi di grande rilievo che ha influito sulla vita artistica e umana del Maestro è stata la Galleria Annunciata, come già ricordato, diretta da Bruno Grossetti e punto d’incontro per letterati ed artisti tra i più significativi del momento. Franco Rognoni, dopo oltre sessant’anni di vita artistica ininterrotta, muore a Milano l’11 marzo 1999 ed è sepolto nel cimitero di Luino nella tomba di famiglia. Per l’approfondimento dell’opera di Franco Rognoni si rimanda alla corposa documentazione in calce al catalogo “Franco Rognoni – Interni / Esterni” a cura di Luigi Cavallo, Silvana Editoriale, 2003.                                                                          

MAIOLICHE ITALIANE DAL 16° AL 19° SECOLO. CONFERENZE A CURA DI GIORGIO BERNASCONI

Lunedì 16 Marzo 2009

                                                                                                                      anac-logo.jpg                               

“MAIOLICHE ITALIANE DAL 16° AL 19° SECOLO.
CONFERENZE A CURA DI GIORGIO BERNASCONI”

ANAC – Associazione Nazionale degli Amici della Ceramica,
Delegazione di Varese e Provincia

in collaborazione con

VZ comunicazione
di Valentina Zolla

presenta due importanti conferenze, con relativa proiezione di slides, sulla produzione della maiolica italiana tra il XVI e il XIX secolo.
Gli incontri, che avranno luogo presso il Teatro Gianni Santuccio di via Sacco 10, a Varese, saranno a cura dell’Ing. Giorgio Bernasconi, appassionato studioso della ceramica in epoca moderna e autore di accurate monografie.

Giovedi 19 marzo 2009 - ore 21.00
“VASI DA FARMACIA” e “ACQUASANTIERE”
Giovedi 16 aprile 2009 - ore 21.00
“BOTTIGLIE” e “SALIERE”
Gli importanti manufatti proposti rappresentano i centri di produzione più rinomati: Urbino, Venezia, Pesaro, Castelli, Faenza, Deruta, Casteldurante, Gubbio, Montelupo, Albissola, che si avvalgono di artigiani abilissimi e di superlativi decoratori.L’invito, ad ingresso libero, è rivolto a tutti coloro che sono interessati ed appassionati all’arte ceramica, in modo specifico alla maiolica, sinonimo di qualità, eleganza, inventiva, originalità; veri capolavori di raffinatezza nelle forme e nelle decorazioni.Per informazioni 335 5627269 - 339 4472647

I dottorati di ricerca: crescità personale, investimento per il futuro o lavoro post laurea?

Lunedì 9 Marzo 2009

Col passare degli anni il mondo dell’università sta cambiando notevolmente e dimostra di voler prestare una sempre maggiore attenzione alla realtà produttiva esterna. I vari seminari, corsi, master che vengono frequentemente organizzati e allestiti sono proprio rivolti alla possibilità di voler rendere più accessibile la soglia delle ristrette esigenze curriculari, al fine di creare un maggior collegamento tra le conoscenze acquisite e gli sbocchi produttivi esistenti.

Cosa dice la legge
La legge di riferimento in questo senso è la n. 449 del 27 dicembre 1997, la quale elargisce crediti di imposta a imprese e soggetti di diversa natura dietro una assunzione degli oneri relativi a borse di studio che sono state concesse per la frequenza a corsi di dottorato di ricerca, nel caso in cui il relativo programma di ricerca sia concordato con il soggetto di cui al presente comma e nei casi di assunzione a tempo pieno… di titolari di dottorato di ricerca. La legge in questione, intitolata misure per la stabilizzazione della finanza pubblica, ha delineato tali orientamenti al fine di stabilire un’importante e utile connessione fra il mondo della cultura e il mondo del lavoro: ma per quanto riguarda i dottori di ricerca che operano nell’ambito delle materie umanistiche, questi orientamenti non forniscono alcun ausilio. Al contrario, è possibile ipotizzare che i provvedimenti citati in precedenza creeranno un numero spropositato in favore dei posti di dottorato istituiti nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, che, essendo favorite nel mantenere delle relazioni durature e importanti col mondo dell’impresa, potranno usufruire di sostanziose integrazione economiche volte a finanziare borse dottorali, mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati che sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica e di personale, strutture ed attrezzature idonee.

Gli svantaggi del dottorato di ricerca
L’iniziativa del dottorato di ricerca presenta essenzialmente due svantaggi: anzitutto, la struttura tradizionale della Laurea è rimasta immutata e senza sostanziali variazioni, con una durata che è generalmente superiore alla durata media degli altri paesi, mentre il dottorato di ricerca è un’iniziativa che si è semplicemente aggiunta. Inoltre, il fatto che non si sia richiesto e dato alcun privilegio e vantaggio al dottorato per quanto riguarda l’accesso al mondo delle professioni, ha privato il dottorato stesso di un ruolo essenziale nella ricerca lavorativa. Il dottorato è dunque diventato semplicemente un titolo di mero significato accademico, valutato e richiesto soltanto con finalità propedeutiche alla futura carriera universitaria e di ricerca. Alcuni dottorati, poi, specialmente quelli delle materie scientifiche, il dottorato viene ridotto spesso a una semplice continuazione della tesi di laurea e un percorso obbligato al mondo della ricerca. In questo caso, infatti, il dottorato di ricerca assume i contorni di un mezzo di sfruttamento di lavoro semigratuito e un supporto non legale alla reale attività didattica. Nell’ambito delle professioni esso contraddistingue una sorta di apprendistato, pagato dallo Stato, necessario per essere cooptato con i tipici fenomeni di dipendenza lavorativa.

Materie scientifiche
Nell’ambito delle materie scientifiche, il dottorato di ricerca ha subito delle pesanti ripercussioni sulla sua stessa struttura, soprattutto a causa della sua eccessiva accademizzazione: come primo aspetto che risalta in questo senso, c’è il fatto che si è completamente rinunciato a rendere il dottorato un livello culturalmente più elevato della laurea, a causa di corsi di insegnamento troppo generici e dedicati a persone con interessi diversi (tra l’altro sono dei corsi gestiti male, perché svolti a titolo gratuito e spesso coincidenti con corsi specialistici del corso di laurea, con una conseguente scarsa correlazione tra la capacità di apprendimento degli studenti e il livello del corso stesso). Un altro aspetto che bisogna sottolineare è la presenza del concorso selettivo di ingresso: in questo caso, si ottiene generalmente una borsa di studio che permette di frequentare il dottorato. Questo elemento favorisce sicuramente una sorta di contrapposizione tra i dottorandi per l’inserimento nel mondo della ricerca: si andranno dunque a curare maggiormente i risultati pratici (pubblicazioni o titoli equivalenti…) piuttosto che il miglioramento della preparazione personale.

La borsa di studio
La borsa di studio relativa al dottorato di ricerca si è evoluta nel corso del tempo, sotto la spinta di particolari interessi. Inizialmente il numero di posti di dottorato era limitato a causa del numero di borse di studio assegnate a ogni facoltà e da queste ultime a ogni materia specifica. La selezione dei candidati idonei avviene tramite concorso generalista, un concorso che dovrebbe premiare il merito, ma non perfettamente definito nel dettaglio dei suoi obiettivi. Attualmente si è però proceduto verso la soluzione delle borse sponsorizzate, ovvero pagate da enti nazionali di ricerca (come ad esempio il CNR, ENEA…): tra l’altro vi sono anche alcune realtà più avanzate, di industrie private che hanno convenienza a veder preparate, a un costo modesto, persone di alta qualificazione. Le borse di studio sponsorizzate vengono pagate quindi da enti esterni al fine di svolgere un lavoro di ricerca su un tema preciso e rappresentano una soluzione senz’altro utile, rappresentando una sorta di anticamera un lavoro vero e proprio successivo.

‘Cuori’: personale di Enzo Silvi alla galleria Mercurio Arte Contemporanea

Martedì 3 Marzo 2009

Dal 21 marzo (inaugurazione alle ore 17.30) al 18 aprile 2009, presso la galleria Mercurio Arte Contemporanea in corso Garibaldi 116 a Viareggio (Lu), è allestita “Cuori”, personale dell’artista Enzo Silvi, organizzata in collaborazione con Spazio Tadini di Milano. 

Nato nel 1943 a Bibbiano (Re), dove vive e lavora,  Silvi si è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Parma. Fondamentali per la sua formazione sono gli anni ‘70 in contatto con le iniziative culturali e le mostre organizzate dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione diretto da Arturo Carlo Quintavalle. Dopo una serie di studi relativi alla psicoanalisi freudiana e junghiana,  ha incominciato ad indagare il rapporto esistente tra Arte e Alchimia e di conseguenza tra uomo e natura, tra spirito e materia, elaborando una ricerca artistica caratterizzata da una forte ripresa dei contenuti culturali rispetto ai contemporanei linguaggi formali. Nel suo nutrito curriculum espositivo, si segnala la partecipazione alla XLII Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia del 1986. Nel 1990 i Civici Musei di Reggio Emilia hanno allestito una sua rassegna monografica intitolata “L’albero del sole”, presentata in catalogo da Roberto Daolio.

 Nella galleria viareggina diretta da Gianni Costa, viene presentato un ciclo di recenti tecniche miste su tavola: il soggetto di questa serie di lavori è il ‘cuore’, interpretato come metafora alchemica ed allusivo alla ‘pietra filosofale’, mitico materiale in grado di trasmutare simbolicamente il metallo vile in oro. I contenuti delle opere esposte hanno punti di riferimento con l’antica filosofia alchemica che diventa l’occasione per una riflessione sul presente e sulla problematica esistenziale dell’uomo contemporaneo, alla ricerca di una possibile via di salvezza. La mostra, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Viareggio, è corredata di catalogo con introduzione di Massimo Mussini. Rimane aperta dal martedì al sabato, in orario 17.00 – 19.30 (altri orari su appuntamento). Su Internet al sito web: www.mercurioviareggio.com/silvi.htm. Infoline: 0584 426238.