Archivio di Maggio 2008

Castel del Piano

Mercoledì 28 Maggio 2008

Ameno villaggio, circondato da fitti boschi e frequentato anche d’inverno per i vicini campi da sci dotati di seggiovie, di sciovie e di comodi rifugi.

E’ caratterizzato da microclimi diversi, in base all’altitudine e all’esposizione.

Risulta avere antichissime origini, provate anche da numerosi reperti rinvenuti negli scavi di farina fossile largamente presenti nel terreno del territorio.

Venne nominato fin dall’antichità col nome di “Casale Plana”; fu possedimento dei conti aldobrandeschi; dopo la caduta della Repubblica di Siena entrò a far parte dei possedimenti di Cosimo De’ Medici.

Anche qui come in altri paesi della zona è famoso il palio delle contrade.
E’ un’usanza antichissima, fino alla costituzione delle quattro contrade.
Si festeggia l’8 settembre; e le contrade sono quattro: il borgo che si estende e riunisce antiche borgate, rappresenta la compagnia dei “neri” ovvero tutti gli artigiani e i commercianti e il suo colore è il rosa e viola con listatura nera.
Il monumento è officiato nel monumento ai Caduti, la compagnia che rappresenta è quella dei “bianchi” che è l’unione dei coltivatori dei tessitori e dei mercanti di lino; il colore è rosso e blu con listatura bianca.
Il poggio che viene ufficiato nella Chiesa Piccina.
La compagnia laicale è quella dei “rossi” e i colori sono il giallo e il verde con listatura rossa.
La sorte che viene officiata nella Chiesa dell’Opera.
La compagnia laicale è quella dei “celesti” che è l’unione dei commercianti e artigiani, i colori sono bianco e nero con listatura celeste.
Il palio si corre in piazza Garibaldi di costruzione ottocentesca e dedicata a Giuseppe Garibaldi e ha forma di conchiglia ad imitazione di Piazza di Siena.
Essa è stata recentemente ristrutturata e rinnovata e presenta al suo interno degli spazi adibiti a prato, il monumento a Garibaldi e tre fontane,la più grande delle quali è dedicata alla contrada delle storte.

Nuovo importante progetto editoriale con la Casa Editrice Attini.

Mercoledì 28 Maggio 2008

Si cercano artisti per un importante progetto editoriale con la Casa Editrice Attini, che prevede la realizzazione di monografie e collettive sul tema “PINOCCHIO”.

La conferma della partecipazione avverrà solo dopo l’ avvenuta selezione da parte dello staff di Attini per preservare l’alta qualità artistica del prodotto, sono già aderenti al progetto della monografia i Maestri Antonio Nunziante e Colombotto Rosso.

Per aderire al progetto della monografia, l’artista dovrà presentare 12 illustrazioni diverse sempre sul tema di Pinocchio, se selezionato dall’editore saranno realizzati 2000 cofanetti, contenenti ognuno le 12 diverse cartoline, 1000 cofanetti saranno dati direttamente all’artista, gli altri 1000 saranno invece distribuiti dall’editore.
Per il progetto della collettiva, si selezioneranno 12 artisti diversi con le loro 12 opere singole, che

faranno parte di un cofanetto, verranno realizzati 2000 cofanetti, 30 cofanetti saranno dati ad ogni artista partecipante, 1000 saranno utilizzati per la diffusione pubblicitaria del progetto, ed i restanti cofanetti rimarranno di proprietà dell’Editore.

L’Editore effettuerà la diffusione e la vendita dei propri cofanetti, sul sito www.expoart.it - e attraverso i propri canali di partnership editoriali, quali riviste, librerie più importanti e collezionisti.
L’editore sarà anche disponibile a pubblicare il logo di attività di coloro che crederanno nell’artista aiutandolo con lo sponsor.

Ogni pubblicazione verrà fatta pervenire alla Fondazione COLLODI ubicata nella provincia di Pistoia e al Museo francese “CATALOGUS” – Centre de Documentation MAC – Musee d’Art Contemporain – Marseille (Francia).

Ulteriori informazioni saranno inviate via mail a chi ne farà richiesta : riban@yahoo.com.

Consuelo Mura - Le leggi del desiderio

Venerdì 23 Maggio 2008

IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA

“Le leggi del desiderio”

Personale di

Consuelo Mura

 

Un progetto a cura di Gianluca Marziani

Inaugurazione

mercoledì 11 giugno 2008 alle ore 18:00 presso la galleria

IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA

fino al 5 luglio

Catalogo

testo di Gianluca Marziani

 

 

Consuelo Mura presenta una serie di inediti lavori pittorici

Opere dove il corpo femminile trova la centralità del dettaglio

Un viaggio nel feticismo del desiderio, tra le leggi invisibili che regolano lo sguardo

 

L’artista ruota il suo occhio attorno al corpo femminile. Fissa sulla tela singoli dettagli dentro contesti neutri ma accoglienti, lasciando galleggiare le varie fisicità nei luoghi astratti che mostrano la coscienza intima dello spazio privato. Vediamo le donne in campo tramite inquadrature parziali che ne celano il volto, dando così alla bellezza l’impatto di un archetipo evocativo e scatenante. Gambe, abiti fascianti, scarpe sexy dal tacco alto, posture calibrate dove ogni azione risponde ad una rigorosa analisi dell’eros iconografico. Tutto si gioca sul frammento, sulle attitudini del corpo che diviene pittura. Un viaggio figurativo sul diaframma sottile tra realismo fotografico e liquidità pittorica. Un progetto dove la morbidezza fantasmatica dei corpi contrasta con la precisione degli accessori e dei piedi, resi dall’artista un catalizzatore magnetico che distribuisce l’energia lungo l’opera e l’intero progetto.

 

Dietro le leggi del desiderio si sviluppa un ulteriore livello morale. Riguarda i modelli erotici dell’immaginario contemporaneo, il modo in cui i media ci portano a vedere la Donna, le forme ormai diffuse che alimentano le componenti sessuali. Quel corpo esibito diviene l’ovvio pretesto per una riflessione etica sul posizionamento sociale della Donna, sul come le relazioni predefinite influenzino l’approccio di chi guarda ma anche di chi vuole farsi guardare. Non c’è condanna quanto consapevolezza dei gender e rispetto dell’identità femminile. Emerge un profondo amore per la bellezza e le qualità dell’universo femminile. A conferma di una pittura che indaga la forma per disvelare qualcosa di catartico sul nostro modo di essere.

 

 

IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA

via Nomentana 169, 00161 Roma

dal mercoledì al sabato 15:30 -19:30

tel. 06 4404940 – 06 44251315

info@galleriailsole.it

galleriailsole.it

Sabato 17 Maggio 2008

COMUNICATO N. 23

 NEW ARTEMISIA GALLERY   GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEAVIA MORONI 124 – 24122 BERGAMO   MAGGIOESPOSIZIONE “ARTE SACRA”  

Sabato 10 Maggio alle ore 18,00 si inaugura presso la sala espositiva della Galleria New artemisia Gallery di Bergamo, un’esposizione a tema “Arte Sacra” questa esposizione continua il percorso delle mostre collettive a tema che la galleria ha iniziato nel mese di febbraio 2008.

“Arte Sacra” nel mese di Maggio per tradizione consacrato alla Madonna , vuole presentare al pubblico diverse tematiche a tema religioso, comprensivo di varie tipologie di esecuzione e di interpretazione. Troviamo allora le stampe su tela di due opere dell’artista Vitali Shtanko,di Firenze ( che ha vinto il terzo concorso di pittura Trofeo G.B.Moroni e che ha esposto la sua personale nel febbraio 2007). Gesù (Perché sorgono dubbi nei vostri cuori?) l’opera originale si trova presso il museo Stauros del Gran Sasso e il ritratto di Padre Pio l’originale si trova all’interno del Duomo di Firenze. Analogamente alle opere di questo artista si trovano anche le opere di altri artisti che nel campo della religiosità hanno dato un significato interpretativo molto singolare, vedi Armellin Alfredo di Pompei  artista laureato in Teologia insegnante di religione che in questa occasione propone tre opere grafiche ed un pannello con rappresentata la sua personale Via Crucis.

Noris Piergiorgio di Albino è presente con una raffigurazione angelica di notevole impatto, affiancato a lui vi sono due opere dell’artista Silvia Bennardo - Bergamo, che rappresentano in chiave orientale la natività ed il pensiero della Vergine Maria.

Roccasalva Marcella di Milano si rappresenta con una Madonna con Bambino, espressa in forma moderno figurativo. Buona espressione della soavità materna della Vergine e della profonda bontà e magnificenza del Bambino.

Dalla scuola d’arte di Salerno sono arrivate tre opere (Tre raffigurazioni della Madonna con Bambino) che si rifanno alla classicità, rivista in forma moderna ed eseguita con i canoni estetici della classicità. Sempre pregevoli ed eseguite con maestria.

Nel campo delle icone sono da considerare l’icona dei Dodici Apostoli, eseguita con tecnica innovativa

Proveniente dai paesi dell’Est.

L’artista Maria Grazia Frassetto si presenta con alcune sue opere, una stampa litografata e acquerellata a mano la Madonna della Seggiola di Raffaello, una sua moderna e personale interpretazione della Vergine Maria, una Madonna colma di tristezza e malinconia forse conscia dell’attuale precarietà di sentimenti. Una rappresentazione della Natività di Benozzo Bozzoli dipinta su un piatto in ceramica del 1927, e la stampa su tela di una personale Icona.

Notevole anche per la sua antichità una stampa oleografica proveniente dall’Inghilterra con rappresentata l’adorazione ai piedi della croce Da SanPietroburgo una spendida tela raffigurante l’Adorazione dei Magi dell’artista Tamara Kakisheva.In ultimo le dolci raffigurazione della Vergine Maria e del Cristo realizzate con passionalità dall’artista bergamasca Paiano Fiorella. L’esposizione prosegue fino al 28 Maggio. 

Arcidosso

Venerdì 16 Maggio 2008

Storico borgo dominato da una superba Rocca e adossato sopra un poggio roccioso in una sella prativa fra L’Amiata e il Monte Labbro.
Sorge ai margini di grandi boschi che sorgono fino alla vetta del monte.
Il territorio appare caratterizzato da aree molto varie tra loro, ed è in gran parte coperto da foreste di faggi e di castagni, che svolgono un importante ruolo per l’economia e la gastronomia del paese.
Scendendo si incontrano anche vaste aree coperte da olivi e vigneti.
Proprio da quest’ultimo si ricava il vino DOC: Montecucco.
Parte del territorio è occupato da rilievi pietrosi che salgono tutto intorno al monte Labbro fino a raggiungere la cima, sulla quale si trova una torre.
Questo monte costituisce un punto panoramico di grande bellezza che durante le limpide giornate è possibile vedere la catena degli Appennini, il lago di Bolsena,parte del Lazio, un pezzo della costa maremmana: isola del Giglio, isola d’Elba,e alcune volte la Corsica.
Per quanto riguarda la coltivazione della castagna, ha sempre avuto diffusione tanto che esistono documenti che la salvaguardano; sia il frutto che la legna della pianta che la produce.
E’ oggetto di una significativa festa che ogni anno si tiene nel mese di Ottobre.
Essa richiama nella cittadina migliaia di persone che vengono da tutta Italia; offrendo convegni e dibattiti, stand gastronomici, apertura delle cantine, degustazioni di prodotti tipici a base di castagne tra i quali la birra, visite guidate ai seccatoi e nei castagneti, antichi mestieri, animazioni,spettacoli nel castello e nel borgo medievale, concerti musicali, spettacoli di moda, tombole e mercatini dell’antiquariato.

Collettiva “arte sacra”

Venerdì 16 Maggio 2008

COMUNICATO N. 23

 NEW ARTEMISIA GALLERY   GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEAVIA MORONI 124 - 24122 BERGAMO   MAGGIOESPOSIZIONE “ARTE SACRA”  

Sabato 10 Maggio alle ore 18,00 si inaugura presso la sala espositiva della Galleria New artemisia Gallery di Bergamo, un’esposizione a tema “Arte Sacra” questa esposizione continua il percorso delle mostre collettive a tema che la galleria ha iniziato nel mese di febbraio 2008.

“Arte Sacra” nel mese di Maggio per tradizione consacrato alla Madonna , vuole presentare al pubblico diverse tematiche a tema religioso, comprensivo di varie tipologie di esecuzione e di interpretazione. Troviamo allora le stampe su tela di due opere dell’artista Vitali Shtanko,di Firenze ( che ha vinto il terzo concorso di pittura Trofeo G.B.Moroni e che ha esposto la sua personale nel febbraio 2007). Gesù (Perché sorgono dubbi nei vostri cuori?) l’opera originale si trova presso il museo Stauros del Gran Sasso e il ritratto di Padre Pio l’originale si trova all’interno del Duomo di Firenze. Analogamente alle opere di questo artista si trovano anche le opere di altri artisti che nel campo della religiosità hanno dato un significato interpretativo molto singolare, vedi Armellin Alfredo di Pompei  artista laureato in Teologia insegnante di religione che in questa occasione propone tre opere grafiche ed un pannello con rappresentata la sua personale Via Crucis.

Noris Piergiorgio di Albino è presente con una raffigurazione angelica di notevole impatto, affiancato a lui vi sono due opere dell’artista Silvia Bennardo - Bergamo, che rappresentano in chiave orientale la natività ed il pensiero della Vergine Maria.

Roccasalva Marcella di Milano si rappresenta con una Madonna con Bambino, espressa in forma moderno figurativo. Buona espressione della soavità materna della Vergine e della profonda bontà e magnificenza del Bambino.

Dalla scuola d’arte di Salerno sono arrivate tre opere (Tre raffigurazioni della Madonna con Bambino) che si rifanno alla classicità, rivista in forma moderna ed eseguita con i canoni estetici della classicità. Sempre pregevoli ed eseguite con maestria.

Nel campo delle icone sono da considerare l’icona dei Dodici Apostoli, eseguita con tecnica innovativa

Proveniente dai paesi dell’Est.

L’artista Maria Grazia Frassetto si presenta con alcune sue opere, una stampa litografata e acquerellata a mano la Madonna della Seggiola di Raffaello, una sua moderna e personale interpretazione della Vergine Maria, una Madonna colma di tristezza e malinconia forse conscia dell’attuale precarietà di sentimenti. Una rappresentazione della Natività di Benozzo Bozzoli dipinta su un piatto in ceramica del 1927, e la stampa su tela di una personale Icona.

Notevole anche per la sua antichità una stampa oleografica proveniente dall’Inghilterra con rappresentata l’adorazione ai piedi della croce Da SanPietroburgo una spendida tela raffigurante l’Adorazione dei Magi dell’artista Tamara Kakisheva.In ultimo le dolci raffigurazione della Vergine Maria e del Cristo realizzate con passionalità dall’artista bergamasca Paiano Fiorella. L’esposizione prosegue fino al 28 Maggio. 

Santa Fiora

Giovedì 15 Maggio 2008

Gentile cittadina con una bella Pieve che racchiude preziose terrecotte dei Della Robbia e con un caratteristico Borgo che si specchia in una “Peschiera” in cui sono raccolte le freschissime sorgenti del Fiora.
E’ un piccolo comune con poco più di duemilaottocento abitanti.
Qui si trova il museo delle miniere di mercurio del monte Amiata che fa parte della rete museale della Maremma.
Vi sono alcuni monumenti di pregevole interesse storico e culturale.
Tra gli eventi tradizionale più caratteristici sono da ricordare: le “Befanate”:vari gruppi di befane, con canti e balli bussa alle varie porte del paese chiedendo qualcosa in cambio di dolci come portafortuna per l’anno appena iniziato.
Il “Carnevale Morto”: gli uomini si divertono a creare una piccola scenetta che si tramanda da generazioni,dove si dà il saluto al “Carnevale” che viene ucciso dalla Quaresima.
Festa delle croci: è una processione di “tronchi”, dove nel passato era anche un rito per passare dall’età giovanile all’età adulta, nella giornata si svolge anche la fiera del bestiame e delle merci.
Festa della Madonna delle Nevi:festa e spettolo pirotecnico nella piazza.
Concerto di ferragosto: spettacolo musicale della Filarmonica Comunale.

Castell’Azzara

Giovedì 15 Maggio 2008

Fra praterie e boschi ai piedi del Monte Civitella, che già fa parte del gruppo dell’Amiata.
Più avanti, eccoci ormai sui pendii dell’Amiata stessa.
Questa bellissima montagna, già lo sappiamo, è un grande vulcano spento famoso per le sue miniere di solfuro di mercurio (cinabro), che sono fra le più ricche del mondo.
L’Amiata s’innalza gigantesco sui confini con la provincia di Siena; i suoi vastissimi pendii, ammantati da castagneti, di faggetti e pululanti di acque sorgive, sono disseminati di ridenti centri di villeggiatura sempre più frequentati dai turisti per la suggestiva bellezza del paesaggio che li circonda.
E’ nato da una fortezza medioevale, al suo interno si può ammirare il convento della Trinità, risalente al Cinquecento.
Il territorio era tutto domio della famiglia Aldobrandeschi, ma furono estinti da altre potenti famiglie che volevano prevalere ed assorbire anche i loro possedimenti, e così fu.
Infatti per via matrimoniale il casato entrò in mano alla potente famiglia Sforza, poi ntrò a far parte del granducato di Toscana e infine dalla famiglia Medici.
Successivamente si afferma in questo luogo l’industria estrattiva legata alle sue miniere; grazie alla quale il centro vedrà crescere la sua economia e la sua popolazione, fino ad ottenere l’autonomia comunale.
Oggi il borgo ospita più di 1000 abitanti.

Sorano

Giovedì 15 Maggio 2008

Pittorescamente elevata su una rupe di origine vulcanica, in mezzo a un fantastico paesaggio di rocce a picco traforate da antiche tombe.
Sorano, di origine etrusca e cinta di mura, è sovrastata da una ciclopica Rocca costituita da tre fortezze distaccate.
Ha un clima molto variabile e si caratterizza per temperature minime invernali pittosto basse e massime estive molto elevate.
L’area archeologica comprende una vasta zona: varie necropoli etrusche sparse e collegate tra loro da una suggestiva rete.
All’interno del Parco Archeologico del tufo spiccano su tutti, per la loro particolarità l’area archeologica e le tombe etrusche scavate nel tufo nei pressi di Sorano.
Le vie Cave, denominate anche Cavoni costituiscono una suggestiva rete di epoca etrusca che collega vari insediamenti e necropoli nell’area.
Intorno a Sorano le Cave hanno inizio e scendono nel fondovalle del torrente.
La via Cava di S.Rocco risale il versante opposto del paese costeggiando i ruderi della chiesa, edificio religioso in stile romanico che si presenta sotto forma di ruderi che conservano tratti dalle originarie strutture murarie.
Dietro i ruderi della chiesa si estende una vasta necropoli etrusca con tombe scavate nel tufo.
Nelle zone di Poggio S.Rocco e Poggio Croce si trovano anche numerose etrusche a colombario, che si presentano come celle scavate nella roccia disposte in più file una sopra l’altra.
Nel medioevo queste tombe furono usate come ricovero per i colombi.
Il castello di Sorano si presenta sotto forma di imponenti ruderi situati presso un casale di epoca più moderna, visibili dalla collina passando sulla strada, e a valle costeggia il torrente; sono ben visibile i resti in tufo alcuni tratti di mura e i resti di alcuni fabbricati.
Alcune pregevoli decorazioni che adornavano il castello in epoca medioevale, furono riutilizzate per ornare alcuni particolari del non lontano Castello di Montorio.
L’imponente palazzo Orsini, imponente palazzo fortificato domina l’intero abitato.
Sorto nel Medioevo, venne ampliata nel periodo del cinquecento.
E’ divenuto museo del medioevo e del rinascimento.
Attualmente è in fase di realizzazione un centro telematico etrusco che insieme ad alcuni altri qui in zona diverrà una delle tre porte telematiche della cultura etrusca in Toscana.>

Sovana

Giovedì 15 Maggio 2008

Solitario villaggio adagiato su un pianoro fra due gole.
Si stenta a credere che questa borgatella, oggi in stato di abbandono e quasi dimenticata dal mondo, abbia avuto florida vita ai tempi degli Etruschi e dei Romani e, più ancora, nel Medioevo, allorchè vi nacque uno dei più grandi pontefici della storia: il fiero Gregorio VII, colui che umiliò l’imperatore Arrigo IV a Canossa.
Di quel suo passato glorioso, Sovana ci mostra oggi le cadenti casette medioevali allineate lungo una via che congiunge, all’inizio del paese: le maestose rovine della Rocca Aldobrandesca; una piazzuola in cui pare che il tempo sisia fermato da secoli, per mostrarci, in uno scenario indimenticabile, il diruto Palazzo Pretorio ornato di stemmi; la Loggia del Capitano; la rozza Chiesetta romanica di Santa Maria col campaniletto a vela.
Più avanti, su una spianata erbosa, ecco poi il Duomo millenario, con un prezioso portale sul fianco e con un austero e luminoso interno a tre navate sorrette da rudi pilastri.
Sotto l’abitato, nell’impressionante burrone del Fosso Picciolana si aprono le tombe della Necropoli Etrusca.
L’area archeologica di Sovana; situata a ovest dell’abitato, la strada conduce a San Martino sul Floria, l’area archeologico è raggiunta da spettacolari Vie Cave che la collegano alle tre necropoli della zona, nel suggestivo scenario del parco archeologico del Tufo.
Oltre ad aver offerto testimonianze del periodo eneolitico, si sviluppò principalmente in epoca etrusca, le tombe presenti nella zona sono un centinaio.

Pitigliano

Giovedì 15 Maggio 2008

Alta, sul ciglio di uno sperone tufaceo i cui dirui cadono a strapiombo su tre profondi burroni.
Traforano il terreno innumerevoli grotte e gallerie usate per lo più come cantine in cui si conserva l’ottimo vino prodotto dalle campagne circostanti.
Pitigliano, prima centro etrusco e poi rmano, fu ne lMedioevo feudo degli Aldobrandeschi e poi della potente familgia romana degli Orsini, di cui ammiriamo il grandioso palazzo del secolo XIV, dopo aver superato, all’ingresso della cittadina, i colossali archi dell’Acquedotto costruito dagli stessi Orsini.
Un altro bel monumento di Pitigliano, che è tutta un intrico tipicamente medioevali, è il Duomo barocco, affiancato da uno slanciato e possente campanile.
Una nota curiosa: a Pitigliano vive, da secoli, una comunità ebraica, raccolta attorno alla propria sinagoga in un caratteristico quartiere medioevale.
Al nord del paese, in località Poggio Strozzoni, si estende lo scenografico parco Orsini, un tempo abbellito da meravigliose sculture rupestri che oggi sono state in parte cancellate a causa della friabilità della roccia tufacea usata per la loro realizzazione.
Nella stessa area sono visibili i ruderi del Convento di San Francesco risalenti al Cinquecento.
Uno dei dolci tipici è lo sfratto, trae origine dalla qui comunità ebraica che ricorda l’usanza di picchiare alla porta degli ebrei con un bastone.
Infatti ha la forma allungata, simile ad un bastone, contiene un ripieno composto da miele, scorzette di arancio, noci, anice e noce moscata, che conferiscono un sapore dolce e un profumo intenso.

Wim Wenders-Cannes 2008

Martedì 13 Maggio 2008

Wim Wenders-Cannes 2008

 

 

00151162_b.jpg

Il Festival di Cannes è una delle più importanti manifestazioni cinematografiche nel mondo, con oltre 4.000 giornalisti tra i 30.000 accreditati che rappresentano l’insieme delle professioni del cinema.

V
enti i film in gara, due quelli italiani, tre i francesi e due grandi registi, uno americano e uno tedesco, che con ogni probabilità si contenderanno la Palma d’Oro del 61esimo Festival di Cannes: Clint Eastwood con “Changeling” e Wim Wenders con “Palermo Shooting”.I film in gara sulla Croisette dal 14 al 21 maggio provengono da Belgio, Turchia, Francia, Argentina, Brasile, Stati Uniti e Italia.

Il Festival riflette la doppia natura del cinema: arte e industria e favorisce le scoperte artistiche oltre che gli incontri professionali; inoltre cerca di sostenere la creatività cinematografica nel mondo: vent’anni dopo aver creato la Camera d’Or, il premio attribuito alla miglior opera prima da qualsiasi parte del mondo sia giunta, nel 1998 viene fondata anche la Cinéfondation, per accompagnare i giovani cineasti nelle diverse tappe del loro percorso creativo, dal progetto alla realizzazione dei loro film.
Il ruolo del Festival si è anche arricchito tenendo il passo col cambiamento dei tempi e l’evoluzione del cinema: selezionare e promuovere film e artisti, accogliere i professionisti, mettere in opera delle nuove dinamiche per sostenere la creazione: in una parola, servire il cinema in tutte le sue dimensioni.

54 lungometraggi rappresentano 31 paesi di diverse produzioni (20 film in Concorso, 19 film per Un Certain Regard).
53 prime mondiali
9 film di esordienti
8 registi per la prima volta selezionati in Concorso
26 cortometraggi (9 in Concorso, 17 per la Cinéfondation), in rappresentanza di 18 paesi

mm

Cannes 2008

Wim Wenders

guida il contingente tedesco

affiche-officielle_08.jpg

Wenders esplora Palermo evitando i cliché mafiosi e mostrando una città complessa e appassionante.

A 62 anni, il regista tedesco Wim Wenders si appresta a concorrere per la nona volta al Festival di Cannes con The Palermo Shooting. Il regista è tra i preferiti della Croisette, dove ha già vinto la Palma d’oro nel 1984 con Paris, Texas (vincitore anche del Premio FIPRESCI e del Premio della giuria ecumenica), un altro FIPRESCI e la Palma del miglior regista nel 1987 con Il cielo sopra Berlino, e il Gran Premio della giuria nel 1993 con Faraway, So Close!. L’ultimo film che ha presentato sulla Croisette è stato Non bussare alla mia porta (2005).


LA STORIA

Tornano nella pellicola alcuni dei temi più cari a Wenders: il viaggio come ricerca, l’inquietudine, la scoperta del ‘diverso’. Il nuovo film ci racconterà delle inquietudini di Andreas Frege, un berlinese di mezza età, che ad un certo punto della sua vita si trova a fare i conti con una crisi esistenziale e con la necessità di dare un taglio netto al proprio passato. Da quì comincia a meditare un viaggio radicale, un cambiamento senza mezze misure che lo porterà a Palermo dove giocoforza consumerà le tappe di una vera e propria rigenerazione attraverso la conoscenza di una giovane donna, Maria, destinata a divenire la sua musa amorosa; inizierà allora uno stile di vita completamente diverso, una scala di valori rivoluzionata nei principi e nelle priorità che fino a quel momento lo avevano guidato nelle sue scelte.

 

 

 

Particolare risalto, come in tutti i film di Wenders, sarà dato alla musica. Elementi imprescindibili della sceneggiatura saranno infatti le presenze di musicisti come Lou Reed, Patti Smith, Giovanni Sollima e la struggente voce di Enza Lauricella ritenuta l’unica testimone della tradizione del canto arcaico dell’isola che con Rosa Balistreri e Ciccio Busacca fa parte del gruppo storico.

A traghettare il nostro autore alla ricerca dei suoi personaggi, sulla strada che da Düsseldorf lo (ri)condurrà in Sicilia, sarà come Caronte il suo eletto direttore della fotografia Franz Lustig (complice già sperimentato per i recenti “Non bussare alla mia porta” e “La terra dell’abbondanza”) e come Virgilio un non ancora indicato scrittore col compito di curare i dialoghi del film.
Forse Wenders pensa la nostra città come un crocevia di tensioni liberatorie, come lo scheletro di un animale mitologico che, una volta andato in pezzi, si possa poi ricostruire a nostro piacimento. Siamo sicuri che per la sua storia morale, egli userà tutta la grazia, maturata con graduata consapevolezza, dell’autore intenzionato a riscoprire luoghi e persone con lo sguardo incontaminato del bambino che si ostina ed essere tale. A dispetto della sua vocazione apocalittica, l’autore de “I fratelli Skladanowsky” (magnifico film sulle origini dei film), ci restituirà la vocazione cinematografica di Palermo, il suo consegnarsi docile persino all’implacabile divenire del degrado… Ma perché fare tante previsioni e congetture? La “Palermo Story” che vedremo e godremo sarà prima di tutto un film imprevedibilmente spiazzante. E, ci auguriamo, sarà l’occasione di sognare ad occhi aperti il cielo sopra di noi e la terra sotto i nostri piedi, la Palermo che vorrebbe essere e non è, romanticamente visitata dalla concretezza di un cinema purissimo in grado di tradurre in immagini il desiderio del giovane vecchio Wenders che avrebbe voglia di rifare il mondo.


The Palermo Shooting segna il ritorno di Wenders nel suo paese dopo 15 anni; è anche il primo film che gira nella sua città natale, Düsseldorf (le riprese sono cominciate lì lo scorso autunno, per poi trasferirsi in Sicilia). Questa coproduzione tra la società del regista, Neue Road Movies, e l’Italia, racconta la storia di un fotografo di successo (interpretato da Campino, cantante del gruppo punk di Düsseldorf Die Toten Hosen) che decide di lasciare tutto per una nuova vita a Palermo, dove s’innamora perdutamente di una restauratrice, impersonata da Giovanna Mezzogiorno.

cannes.jpg

 

THE PALERMO SHOOTING

 

titolo internazionale: The Palermo Shooting

 

titolo originale: The Palermo Shooting

 

paese: Germania, USA/IT

 

anno: 2008

 

genere: fiction

 

regia: Wim Wenders

 

durata: 124′

 

sceneggiatura: Wim Wenders, Norman Ohler

 

cast: Milla Jovovich,Campino, Dennis Hopper,
Giovanna Mezzogiorno, Patti Smith, Lou Reed, Jana Pallaske,
Sebastian Blomberg, Udo Samel , Enza Lauricella

fotografia: Franz Lustig

 

montaggio: Peter Przygodda

 

scenografia: Peter Przygodda

costumi: Sabina Maglia

 

musica: Irmin Schmidt

produttore: Wim Wenders, Gian-Piero Ringel

 

produzione: Neue Road Movies

distributori: Senator Filmverleih , Ocean Films (FR)

rivenditore esteror: HanWay Film


Senator Film distribuirà il film in Germania.

cannes2.jpg

Sul set di ” The Palermo Shooting

Informazioni su Cannes 2008
e immagini dal set THE PALERMO SHOOTING
su ARTMOMO.COM

6foto-momo.jpg

 

Wim Wenders - Enza lauricella sul set di “The Palermo Shooting”
Spazio Momò alla Vucciria

one tedesca è molto nutrita quest’anno. In lizza per la Palma d’oro ci sono anche il titolo tedesco-ungherese Delta di Kornél Mundruczó, la coproduzione franco-tedesco-israeliana Waltz With Bashir di Ari Folman, primo lungometraggio documentario di animazione mai realizzato, e Le Silence de Lorna dei fratelli Dardenne, coprodotto con Belgio, Francia e Italia. La prestigiosa sezione parallela Un Certain Regard accoglie invece la prima di Cloud 9 di Andreas Dresen (Summer in Berlin), le coproduzioni di Pandora Tulpan di Sergei Dvortsevoy e O’Horten del norvegese Bent Hamer.


00151252_b.jpgGiuria dei lungometraggi

Sean PENN, Presidente (Attore, regista, sceneggiatore americano)
Sergio CASTELLITTO (Attore, regista, sceneggiatore italiano)
Natalie PORTMAN (Attrice israelo-americana)
Alfonso CUARON (Regista messicano)
Apichatpong WEERASETHAKUL (Regista tailandese)
Alexandra Maria LARA (Attrice tedesca)
Rachid BOUCHAREB (Regista francese)

Giuria della Cinéfondation e dei cortometraggi
HOU Hsiao Hsien, Presidente (Regista e produttore taiwanese)
Suzanne BIER (Regista danese)
Marina HANDS (Attrice francese)
Olivier ASSAYAS (Regista francese)
Larry KARDISH
(Responsabile del dipartimento cinema del MoMA,americano)


In concorso

Le Silence de Lorna
- Luc et Jean-Pierre Dardenne (BE)
Gomorra - Matteo Garrone (IT)
Il divo - Paolo Sorrentino (IT)
The Palermo Shooting - Wim Wenders (DE)
Delta - Kornél Mundruczó (HU)
Conte de Noël - Arnaud Desplechin (FR)
La frontière de l’aube - Philippe Garrel (FR)
Leonera - Pablo Trapero (AR)
Synecdoche, New York - Charlie Kaufman (US)
Changeling - Clint Eastwood (US)
Adoration - Atom Egoyan (CA)
Three Monkeys - Nuri Bilge Ceylan (TR)
My Magic - Eric Khoo (ID)
Linha de Passe - Walter Salles (BR)
Che - Steven Soderbergh (US)
24 City - Jia Zhangke (CN)
Serbis - Brillante Mendoza (PH)
Waltz With Bashir - Ari Folman (doc - IL)
La mujer sin cabeza - Lucrecia Martel (AR)

Fuori concorso

Vicky Cristina Barcelona - Woody Allen(US -ES)
Indiana Jones et le Royaume du Crâne de Cristal - Steven Spielberg (US)
The Good, the Bad, the Weird - Jee-woon (KR)
Kung Fu Panda - Mark Osborne & John Stevenson (US)

Proiezioni speciali

Sangue pazzo - Marco Tullio Giordana (IT)
The Ashes of Time Redux - Wong Kar Wai (CN)
Roman Polanski: Wanted and Desired - Marina Zenovich (US)
C’est dur d’être aimé par des cons - Daniel Leconte (FR)
Chelsea Hotel - Abel Ferrara
Of Time and the City - Terence Davies (UK)

Proiezioni di Mezzanotte

Maradona - Emir Kusturica
Surveillance - Jennifer Lynch
The Chaser - Hong-Jin Na

Special Jury President’s Screening

The Third Wave - Alison Thompson

Informazioni su Cannes 2008
e immagini dal set THE PALERMO SHOOTING
su ARTMOMO.COM

Manciano

Martedì 13 Maggio 2008

Grossa borgata d’aspetto medioevale che corona la sommità di un colle con una superba Rocca costruita dai Senesi.
Più avanti, valicato il fiume Fiora, la “Maremmama” corre su un altopiano ondulato a nord del quale, in lontananza, si profila il Monte Amiata, che d’ora in poi dominerà il paesaggio.
Già dai tempi lontani era una città importante.
Aveva un mercato molto fiorente.
I monumenti importanti sono: Rocca Aldobrandesca di epoca medievale è un imponente edificio fiancheggiato da una torre laterale con strutture murarie che culminano in una caratteritica merlatura, attualmente è sede del comune.
La Torre dell’orologio, di epoca rinascimentale con parte integrante del palazzo comunale, ha segni di recenti ristrutturazioni.
La chiesa di S.Leonardo, di epoca medievale, venne poi ristrutturata in epoche successive.
L’Oratorio della Santissima Annunziata, situato fuori dalle mura presenta i segni di ristrutturazioni ottocentesche.
La chiesa della Visitazione.
Nel paese si può visitare il museo di Preistorio e Prostoria, che ospita reperti risalenti ad epoche preistoriche rinveute nella valle del Fiora e territori a sud di Grosseto durante le varie campagne di scavo.

Roccalbegna

Martedì 13 Maggio 2008

Grosso borgo con chiese ricche di opere d’arte pittorescamente annidate sotto due rupe a strapiombo di cui una, detta il “Sasso”, sembra debba crollare da un momento all’altro così che è sorto lo scherzoso detto: “Se il sasso scrocca, addio la Rocca!”.
Il paese di origine mediovale, appartenne alla famiglia Aldobrandeschi passando poi sotto il dominio di Siena, fino al periodo del cinquecento.
Passò poi sotto il dominio dei Medici che la cedettero poi alla contea di Santa Fiora.
Nella seconda metà del seicento passo alla famiglia senese Bichi, rimanendovi fino al tardo settecento e poi divenne comune del ganducato di Toscana.
Tra i luoghi d’interesse merita una visita il Castello di Triana, che sorse come antico insediamento rurale nel medioevo.
Fu poi dominio degli Aldobrandeschi, passando poi ai Piccolomini che rimasero proprietari del castello e dei terreni circostanti fino alla metà del novecento.
Di interesse folcloristico è l’antico rito del fuoco che si tiene a fine novembre e consiste: il parroco s’inerpica in processione sul poggio che lo sovrasta e benedice una catasta di fascine e legna in mezzo alla quale è conficcato un lungo palo di cerro.
E’ di notevole suggestione e se vi capita di visitare questo bel borgo; cercate di non perdervi l’occasione di ammirare quest’evento folcloristico.

Scansano

Martedì 13 Maggio 2008

Piacevole località di villeggiatura in bellissima posizione fra poggi boscosi.
Vi ha sede il museo archeologico e il museo della vite e del vino.
Sorge su un poggio che si innalza a cavallo tra due valli, in una zona ricca di reperti archeologici etrusco-romani.
Il paese ha origini medievali e fu controllato dalla famiglia degli Aldobrandeschi, e nel corso del quattrocento fu ereditato dagli Sforza in seguito ad un matrimonio, poi entrò a far parte del Granducato di Toscana.
Il centro ha conferito la denominazione ad un ottimo vino rosso prodotto nella zona e nei comuni limitrofi, il Morellino.
Tra i luoghi d’interesse c’è il monastero Convento del Petreto, situato a pochi chilometri a nord di Scansano, non lontano dall’abitato di Poggioferro.
Il complesso sorse nel duecento come castello della famiglia degli Aldobrandeschi ed in seguito venne trasformato in una struttura conventuale dai frati dell’ordine francescano e sembra che in epoca quattrcentesca abbia ospitato San Bernardino da Siena.
Annessa al convento sorge la chiesa di S.Pietro, al cui interno è conservsato un pregevole altare barocco.
Dell’antico complesso religioso, attualmente è visitabile su richiesta soltanto la chiesa, l’area conventuale di proprietà privata, è stata convertita in abitazione privata.

Magliano in Toscana

Martedì 13 Maggio 2008

Borgo d’aspetto medioevale con poderose mura, un fiero Palazzo dei Priori, e con intressanti chiese romaniche.
Il territorio è ricco di insediamenti di epoca etrusca.
Molto caratteristico il centro storico, circondato da una pregevole cinta muraria edificata tra il tardo medioevo e il periodo rinascimentale.
La tenuta di Collecchio è una storica fattoria padronale, posizionata nell’area pianeggiante di Magliano a ridosso dei Monti dell’Uccellina.
Sorta in epoca medioevale come possesso degli Aldobrandeschi, nel corso del Trecento passò alla famiglia Marsili di Siena, assieme ad altri possedimenti della zona e, nelle epoche successsive ha subito molte modifiche tanto da far apparire il palazzo come stile del tardo cinquecento.
L’antico casone era abitato dai pastori durante l’inverno, quando venivano fatti pascolare gli animali nei boschi circostanti, successivamente i Marsili vi ci si trasferirono lasciando le vicine torri di loro proprietà.
Ai primi del novecento passò alla famiglia Vivarelli Colonna che la possiede tutt’ora.
La Torre della Bella Marsilia, anch’essa molto caratteristica, si erge su un’altura e guarda verso le campagne di Collecchio, la torre di epoca medievale della famiglia Aldobrandeschi, passò con tutte le sue proprietà alla famiglia Marsili nel trecento fino ai primi del novecento,quando vennero ereditate dai Vivarelli Colonna di Pistoia.
La torre è così chiamata, perchè ha un legame con una leggenda e cioè: Margherita, figlia di Nanni Marsili, soprannominata la Bella Marsilia, venne rapita in questo luogo dai pirati verso la metà del cinquecento per volere del sultano Solimano il Magnifico di cui divenne la favorita.

Orbetello

Martedì 13 Maggio 2008

Questa caratteristica cittadina, oggi attiva di commerci ed industrie, fu un antichissimo centro etrusco.
Ce lo dimostrano i resti delle sue mura, mentre le poderose fortificazioni spagole ci dimostrano l’importanza di Orbetello nei secoli XVI e XVII come capitale dello Stato dei Presidi.
Visitato il leggiadro Duomo e il Museo dell’antiquarium Civico, con oggetti etruschi e romani, procediamo da Orbetello lungo la costa settentrionale dell’Argentario, che scende qui con dolci declivi e vigneti, ad ulivi, ad agrumi.
E’ situata al centro della laguna di Orbetello, importante riserva naturale.
Altra importante fonte della natura, è il parco della Maremma, area protetta regionale compresa tra Talamone e Principina a Mare; si estende dalle pendici meridionali dei Monti dell’Uccellina fino all’area palustre situata oltre la foce del fiume Ombrone.
Coserva intatta un’ampia zona di macchia mediterranea, oltre all’ambiente umido.
L’oasi di Orbetello è stata creata e gestita dal wwf come zona umida di interesse internazionale, rappresenta una delle più importanti aree italiane di svernamento per molte specie di uccelli.
La laguna di Orbetello è un tratto di mare compreso tra due cordoni litoranei che congiungono il promontorio dell’Argentario alla terraferma.
La riserva forestale della Feniglia, conserva intatto l’ecosistema del tombolo che delimita a sud la laguna, è visitabile in bicicletta e al suo interno vivono in libertà diversi esemplari di daini.
Nella parte centrale della sua spiaggia, lunga circa 6 km; vi è una zona frequentata dai naturalisti.

Talamone

Martedì 13 Maggio 2008

Superato, poco a sud di Grosseto, il fiume Ombrone su un grandioso ponte moderno, la via Aurelia corre dritta in mezzo alla pianura cosparsa di casette coloniche.

Ma ci appaiono anche dei veri e propri villaggi modernissimi sorti quasi per incanto sulla terra redenta dalla bonifica.

Poi la pianura si assottiglia e, verso il mare, s’innalzano le groppe selvose dei Monti dell’Uccellina con le loro torri di difesa, memori degli assalti saraceni.

Gli ultimi pendii dei Monti dell’Uccellina scendono verso l’arco di costa in cui s’annida Talamone, pittoresco villaggio di pescatori, carico di ricordi storici: da quelli, remotissimi degli Etruschi, a quelli più recenti dei Mille che vi fecero una sosta (nel 1860) per rifornirsi di armi e munizioni durante la loro leggendaria spedizione.

Abbiamo ora davanti un quadro marino straodinariamente suggestivo: un quadro composto dall’isola del Giglio, che si profila azzurrina in lontananza e, più vicino, dal Promontorio dell’Argentario, saldato alla terraferma dalle sottili cordonature di sabbia che incorniciano la Laguna di Orbetello.

Ci guida verso questo quadro un rettifilo lungo il litorale ombreggiato di pinetine.

Ha avuto una propria storia e rilevanza, distinte da quelle della città lagunare.

Sorge su un promontorio roccioso, che sorge sul confine meridionale della Maremma, in posizione dominante su tutto il tratto di costa che da Talamone arriva al Monte Argentario.

Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza della vegetazione tipica della macchia mediterranea e da lunghe spiagge sabbiose, costeggiate da pinete.

Nel Parco naturale della Maremma, partono alcuni sentieri naturalistici.

Sulla spiaggia di Talamone è consentita la pratica del Kitesurfing.

E’ possibile anche visitare l’acquario della laguna, composto da una decina di vasche. 

Natale Addamiano “Il lago e le sue luci”

Venerdì 9 Maggio 2008

A D D A M I A N O
“Il lago e le sue luci”
31 m a g g i o - 29 g i u g no 2008
inaugurazione sabato 31 maggio ore 18/21
catalogo in galleria

La seconda mostra di Valentinarte Art Gallery in Cernobbio (Lago di Como), presenta l’omaggio di Natale Addamiano (Bitetto 1943) al Lago.
Il percorso espositivo presenta 25 opere a pastello, tutte inedite, che permettono di tracciare la parte più importante del percorso di Addamiano. Una selezione di dipinti a pastello espressione del massimo acuirsi della bravura e sensibilità dell’artista.
Maestro a Brera, titolare della cattedra di pittura dal 1976 al 2005, poeta da sempre, le sue immagini del lago sono armonicamente risolte nelle magiche luci serali e con grande sapienza coloristica. La figurazione per Addamiano è importante, così come lo è il fatto di rimanere legato al repertorio di una grande tradizione artistica, elemento essenziale di una visione realistica.
Scorci di paesaggio del Lago (Bellagio, Como, Cernobbio, ecc.) messi in risalto da colori e luci dove si avverte il desiderio di catturare attraverso la pittura la complessa musicalità di ogni sua singola creazione.
Addamiano è spessore di emozioni, flusso di memorie, suggestioni.
Linguaggio, espressione, resa poetica sono requisiti di un artista che ha difeso la propria personalità in un rapporto tra arte, essere uomo e realtà.

Natale Addamiano è nato a Bitetto nel 1943. Dal 1976 al 2005 è stato titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Vive e lavora a Milano.
Sue opere figurano in numerose collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Giappone, Germania, NuovaZelanda, Spagna e Stati Uniti.
Hanno scritto di lui: L.Beatrice, A.C.Bellati, A.Bertani, G.Bruno, D.Buzzati, D.Cara, G.Gavazzini, A.Del Guercio, F.Gallo, F.Gualdoni, E.Luzzati, P.Marino, R.Sanesi, P.L.Senna, G.Seveso, C.Tavella, T.Trini, F.Vincitorio, A.Zanchetta e G.Zaza.

Orario di apertura:
10.30-13.00 16.00-20.00 Lunedì chiuso

Per ricevere immagini della mostra inviarne richiesta a: info@valentinarte.com

V A L E N T I N A R T E
A R T G A L L E R Y
Via Regina 32, 22012 Cernobbio (Co) ph/fax +39 031 340799
Salita Serbelloni 10, 22021 Bellagio (Co) ph/fax +39 031 950002
www.valentinarte.com info@valentinarte.com

Rivalta sul Mincio

Mercoledì 7 Maggio 2008

L’ambiente è costituito da un ambiente naturale che è la caratteristica dell’ambiente stesso.
Sulle rive del fiume omonimo si estende il suddetto parco.
La palude ampiamente bonificata dalla costruzione di canali, rappresenta un’eccezionale fonte faunistica, contiene una grande varietà di piante e specie animali, ma soprattutto vegetali.
Annesso al parco c’è il Museo di mestieri e lavori, che mira a raccogliere e preservare le vecchie tradizioni fluviali e di sostentamento della zona.
Il parco ha un’estensione molto ampia, circa 16.000 ettari, tra cui spiccano la riserva regionale di Castellaro Lagusello, la riserva statale di Bosco Fontana,la riserva regionale della Vallazza, e la riseva regionale delle valli del Mincio.
Spazia dalle colline moreniche alla pianura terrazzata, dalla zona meandriforme a paleoalvei al complesso dei laghi di Mantova.
Un’eccezionale varietà di situazioni, in cui si trovano anche notevoli elementi architettonici ed artistici, tra cui il santuario di S.Maria delle Grazie.
La pallazzina di caccia di Bosco Fontana e numerose ville dei tempi dei Gonzaga.
Il territorio è attraversato dalla pista ciclabile Mantova-Peschiera, che si snoda per quasi 40 km, gran parte dei quali in sede propria con tratti non asfaltati, costeggiando il corso del fiume Mincio.