Archivio di Aprile 2008

Castel di Tusa

Mercoledì 30 Aprile 2008

E’ un luogo mitico , perchè ciascuna delle sue stanze è pensata come un’istallazione d’arte.
Si può scoprire quando il museo-albergo Atelier sul mare di Castel di Tusa.
A breve distanza si può visitare il Parco di Fiumara d’Arte.
La sua città si sviluppa sulla collina di Santa Maria; situata su una piattaforma rocciosa facilmente difendibile, dove forse sorgeva già un villaggio.
Rimane situata in una splendida posizione e il suo territorio rimane in buona parte quasi intatto.
Questo luogo ebbe notevole sviluppo a partire dall’epoca romana, durante le invasioni barbariche le popolazioni si rifugiarono in luoghi più protetti sviluppando così il centro storico di Tusa, con numerose chiese di stile medievale.
Tra le più antiche ricordiamo quella di S.Giovanni che è anch’essa di stile medievale ma non si sa di preciso a che epoca risale; ha una raffinata forma delle architetture.
Da notare la celebrazione di S.Giuseppe con processione e messa mentre nel pomeriggio c’è il tradizionale gioco delle pentole che consiste nel rompere queste pentole dove dentro ci sono delle sorprese.
Associata alla festa tradizionale dei verginelli che consiste nel pranzo o cena offerta a dei bambini che rappresentano la purezza.
Il Corpus Domini, si celebra il mese di Giugno nello stesso giorno in cui si celebra il sacramento della prima comunione.
La Benedizione delle Palme, e la processione dove vengono portati in processione simulacri rappresentanti la Passione di Cristo, durante la notte vengono recitati alcuni passi della Passione di Cristo in dialetto.
Caratteristiche sono la sagra delle acciughe che si svolge uno dei primi di giorni di Agosto; il tutto si svolge nel poticciolo dove vengono offerte acciughe e altri pesci fritti direttamente sul luogo.
Sagra delle castagne si svolge l’ultimo fine settimana di Ottobre, si svolge nella piazza principale dove vengono offerte le caldarroste accompagnate da buon vino locale.
Sagra delle fave, si svolge nella chiesa di S.Giovanni e si effettuano visite guidate alla chiesa.
Sagra dell’olio, è alla quarta edizione, si svolge la prima settimana di Agosto, e viene allestita in un frantoio ancora in funzione.

Metastasi: l’inizio e la fine

Mercoledì 30 Aprile 2008

Alla Galleria Marconi, dopo la doppia personale degli artisti olandesi Peter De Boer e Radioqualia, continuano gli appuntamenti della rassegna Con te o senza di te. Domenica 4 maggio alle 18.00 sarà presentata Metastasi l’inizio e la fine, personale di Rita Vitali Rosati, a cura di Claudio Libero Pisano, che è anche autore del testo critico.Artista poliedrica ed esuberante, la Vitali Rosati, presenta da sempre una ricerca che osserva il mondo in maniera disincantata e ironica. La personale alla Galleria Marconi rappresenta un’importante evoluzione nel suo percorso, al centro delle opere esposte ci sono dei fiori, che, singolarmente o raccolti in un mazzo, caratterizzano e entrano in comunicazione con l’elemento rappresentato, offrendo la chiave di lettura dell’intera personale. L’elemento più interessante di Metastasi è la rappresentazione un po’ barocca e teatrale che si rintraccia nei lavori.


 I fiori, tutti, significano bellezza, il loro messaggio è pulito e puro indipendentemente dal contesto. Il fiore è l’emblema del dono per eccellenza, in esso c’è una parte di ciascuno. Si consegna con il fiore una parte di sé.Non è mai sporco, la metastasi portata da un fiore è inaccettabile, innaturale. Eppure sono proprio una serie di bouquet o di singoli fiori a testimoniare che la malattia è presente in ogni contesto. C’è, esiste in mezzo a noi e l’artista si assume la responsabilità di dirlo, in un mondo dove la malattia, la devianza sono bandite o hanno cittadinanza solo come casi umani.In questo lavoro di Rita Vitali Rosati la malattia è registrata come una parte del vissuto, senza retorica o pietismo. Esiste perché esiste la vita, perché la possibilità di riscatto e la riconquista di senso passano attraverso la capacità di saper vedere le zone d’ombra e non rimuoverle”. (Claudio Libero Pisano)
 Con te o senza di te è il nome del rassegna che nella stagione 2007/08 riunisce le mostre della Galleria Marconi. A primo impatto potrebbe sembrare una presa di posizione abbastanza snob, come per dire: che tu ci sia o meno la nostra attività va avanti lo stesso. Ma questa a ben guardare è solo l’impressione iniziale, e non potrebbe essere altrimenti, perché la realtà è un’altra, e ben diversa.
Questo progetto è in verità una dedica, ed un ringraziamento, a tutte le persone che negli anni di attività della Galleria, hanno collaborato alle nostre iniziative, hanno partecipato, o ci sono state semplicemente vicine col cuore e/o con la simpatia.Con te o senza di te le cose non sarebbero mai potute andare secondo il percorso che la Galleria ha fatto in questi anni. Artisti, critici, curatori, tutti hanno lasciato un segno nella nostra strada.
Con te o senza di te in fondo non è che una rete che raccoglie idee e progetti, spesso distanti tra loro, ma riuniti in un percorso preciso: tracciare un cammino nell’arte contemporanea. Un percorso non univoco che però è in grado di dar voce a progetti, concetti, idee.
Ci sono facce che ci sembrano un’esagerazione
Altre che le vediamo una volta e già ci scolpiscono gli occhi
Rughe sorrisi epidermidi
Li vendiamo a caro prezzo i nostri ricordi
Ma poi li perdiamo per una manciata di coriandoli
Con te o senza di te quale sarebbe stata la mia strada?
Un bugigattolo un ponte o una villa in collina
Sarei solo o avrei una persona in più da salutare?
Di ricorrenza in ricorrenza
Cercando di non perdere un momento felice
Anche uno soltanto
Con te? Senza di te? Spero comunque per te
Una strada è bella solo quando la possiamo raccontare a chi ci incontriamo
E scriverne un pezzo insieme
Che sia una frase un capitolo o una congiunzione
Ci sono facce che vedi spesso, anche adesso
Sorridere è un buon passo per continuare
(dario ciferri) scheda tecnica/technical cardcuratore/curator by Claudio Libero Pisano
testo critico/art critic by Claudio Libero Pisanointerviste e ufficio stampa/interviews & press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori,
relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster www.siscom.it dal 4 maggio al 1 giugno
from 4th may to 1th june
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi 

Andria

Martedì 29 Aprile 2008

Se riposi male, prova questa terapia del sonno: dormi in un letto di pino e olivo, con materasso in latice, tra lenzuola di lino grezzo, in un bio-agriturismo studiato con il feng shui.
Lo fai a Andria, al Lama di Luna, (ad esempio) una masseria del ‘700 che organizza anche visite con agronomi e guide ambientali.
Andria è situata sul pendio inferiore delle Murge; ciò le permette di essere il centro abitato con il territorio più esteso di tutta l’area del nord barese.
Tanta densità appartiene al Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Il clima è mediterraneo con inverni quasi miti, ed estati calde e secche.
La vegetazione comprende numerosissime specie selvatiche a cui si contrappongono uliveti e vigneti.
Da non perdere il fantastico castello del Monte, appartenete al patrimonio dell’UNESCO, simbolo della città e di tutta la Puglia.
Fu fatto costruire da Federico II di Svevia, e raramente adibito a feste, si dice che si usò per la festa di nozze di Violante figlia di Federico.
Seguì un lungo periodo di abbandono diventando un carcere e poi anche un ricovero per pastori briganti e profughi politici.
Alla fine del 1800 il castello venne acquistato dallo Stato, e di conseguenza restaurato.
Per la perfezione dei suoi elementi culturali, del mondo islamico e dell’antichità classica, è un tipico esempio di architettura militare del medioevo.

Isole Tremiti

Martedì 29 Aprile 2008

Sono una riserva marina e parte del parco del Gargano, ma anche il buen retiro di molta musica italiana, da Lucio Dalla a Tiromancino: le isole Tremiti sono apprezzabili ancora di più a inizio stagione e vanno perlustrate con il gommone.
Dal punto di vista generale, presentano un clima mediterraneo: inverni miti ed estati calde.
Queste isole sono avvolte da leggende come quella di Diomede.
Infatti si narra che le isole nacquero per mano di Diomede, un’altra versione afferma che i tre massi fossero avanzati dal carico che Diomede aveva utilizzato per tracciare i confini del suo nuovo regno.
La leggenda dice anche che Diomede morì in queste isole, infatti sull’isola di S.Nicola vi è una tomba che risale proprio a quel periodo (ellenico) chiamata la tomba di Diomede.
Un particolare della leggenda riguarda degli uccelli chiamati diomedee che popolano le falesie e le scogliere dell’arcipelago; infatti si narra che questi uccelli fossero gli ultimi compagni di questo eroe greco.
Un’altra leggenda narra che un eremita scelse l’isola di S.Nicola come luogo di rititro e contemplazione.
E secondo la leggenda gli apparve la Madonna in sogno indicandogli il luogo in cui doveva scavare per rinvenire il tesoro composto da monete e monili (tesoro di Diomede) e di edificare con questi una Chiesa.
Egli rifiutò, ma riapprendovi una seconda volta si decise a costruire ciò che gli era stato chiesto.
Divenne in seguito meta di numerosi pellegrinaggi.

Alberobello

Martedì 29 Aprile 2008

Qui lo stilista Etro ha appena ristruturato dei trulli per ospitare gli amci nella campagna.
Fate la stessa cosa ma in versione ridotta: affittatene uno per un fine settimana in modalità B&B.
I trulli sono divenuti patrimonio dell’UNESCO.
I rioni più caratteristici del luogo sono il rione Monti e il rione Aia piccola; in queste zone i trulli sono adibite ad abitazioni, bar, negozi, ristoranti.
Diversi i prodotti e i lavori dell’artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d’ulivo, alla lavorazione della pietra alla lavorazione del tipico vino novello e dell’olio.
Baluardo artigianale è altresì la gastronomia che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole,le cartellate e gli amaretti.
Inoltre gli abitanti del luogo sono famosi per l’abilità nell’arte tessile, tutt’ora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli.
Proposte fisse ormai da decenni, volte al fine di non perdere la memoria delle tradizioni popolari,sono la rievocazione storica in cui si ricorda la cacciata del conte, il presepe vivente nel quale la parrocchia di S.Antonio propone temi di riflessione, assieme ad uno spaccato della vita paesana del secolo scorso.

Gallipoli

Lunedì 28 Aprile 2008

Di giorno esplori il Salento e viaggi lungo la litoranea che da Gallipoli corre verso Santa Maria di Leuca: fermati ai bagni di Punta della Suina o alla spiaggia delle Maldive, poco prima di Pescoluse….
Ma per le tue notti scegli l’entroterra e le sue splendide masserie.
Si trova nel Salento, si affacia sul mar Ionio e si divide in due parti, il borgo e il centro storico.
Il primo è il più recente della città, costruito su una penisola che si protende dallo Ionio verso ovest, che comprende nuove costruzioni come il palazzo di vetro.
Il centro storico si trova su un’isola di origine calcarea, collegata alla terra ferma con un ponte seicentesco ad archi.
Di notevole importanza storico naturalistica è l’isola di S.Andrea, al largo del centro storico.
Il dialetto locale è il gallipolino che è una variante del dialetto salentino.
Questo luogo è anche la perla dello Ionio, in quanto ricca di fascino e bellezza.
I suoi monumenti più importanti sono il castello Angioino, la cattedrale di S.Agata, e la cosiddetta fontana greca, ritenuta un tempo la fontana più antica d’Italia, ma poi si è saputo che risale al rinascimento.
L’economia si basava principalmente sul commercio di olio, vino e sapone e produzioni di botti.
Attualmente si basa sul turismo e la pesca.
I prodotti più importanti della gastronomia sono:scapece , l’ingrediente principale è il pesce che viene fatto marinare tra strati di mollica di pane imbevuta di aceto e zafferano all’interno di tinozze chiamate “calette”.
Lo zafferano rende il piatto dal colore giallo, rendendolo così caratteristico.
I Mboti, tipici involtini ripieni di polmone e fegato di vitello.

Maratea

Lunedì 28 Aprile 2008

Cattura il primo sole in Basilicata: ci sono 36 Km di costa, tra cale di ciottoli e alcune spiagge di sabbie scure, e profumi di macchia mediterranea che lambiscono un mare che piace molto al sub per le sue praterie di poseidona.
Non solo: se arrivi a Maratea si può parteciapre alla festa di S.Biagio.
Per dormire si possono trovare delle strutture attrezzate.
E’ una antica città lucana di epoca greca.
Tra gli eventi storici si ricorda il celebre assedio di dicembre 1806, cui gli abitanti sotto il Regno di Napoli seppero resistere all’assedio dei francesi.
Sull’isolotto di Santo Janni si registra il cosiddetto “drago” di Janni, una lucertola bruno-azzurra; confinata sugli anfratti rocciosi sottoposta a specifiche tutele.
Altra registrazione è la presenza sulle rocce di punta canina, è un fiore raro e protetto si presenta estremamente ridotto e puntiforme.
Attorno all’isolotto i fondali conservano i più importanti giacimeti di anfore e ancora di età romana; reperti visibili presso il Museo del luogo.
Questo luogo è anche chiamato “Città delle 44 Chiese” per le loro presenze, le loro architetture e il loro valore storico; essendo anche di varie epoche.
La Basilica di S.Biagio, a lui dedicata, è anche il Santo protettore della città, la seconda domenica di Maggio si ripete la festa.
La statua argentea del Santo viene portata a spalle durante la processione; inerpicandosi lungo un ripido sentiero fino ad arrivare in cima al monte alla basilica di S.Biagio.

Campobasso

Lunedì 28 Aprile 2008

Se ti affascina l’Italia nascosta, vai alla scoperta di Campobasso: si può assistere alla processione dei Misteri, una delle tradizioni più sentite del Molise.
E’ una sfilata di “armature abitate”, che interpretano la vita dei santi.
La processione del Venerdì Santo è uno degli appuntamenti più sentiti del posto.
Vi partecipa un maestoso coro di circa ottocento cantori che intonando il “Teco Vorrei”, fa rivivere all’immensa folla di fedeli, raccolta lungo le vie principali della città, gli avvenimenti della Passione di Gesù.
Poco sentità la festa Patronale che c’è il 31 Maggio, si realizza lungo le vie del borgo antico, una suggestiva infiorata con la quale si illustrano le scene sacre e simboliche.
La sagra dei Misteri come prima già citata, è la più famosa e importante della regione.
Consiste nella sfilate delle tredici armature poggianti su basi di legno e realizzate in lega d’acciaio molto flessibile sono portate a spalla da gruppi di portatori a ritmo della banda musicale.
Qui i “Misteri” sono viventi infatti i bambini, adulti e anziani si trasformano in Santi, Angeli e Demoni, ancorati in strutture di acciaio e legno appositamente rivestite, offrono una visione surreale e fanno credere che i personaggi volino veramente.
C’è anche un corteo di costumi d’epoca per rievocare un importante avvenimento storico del Cinquecento la pace tra Crociati e Trinitari.
La sfilata si snoda per le strade del centro cittadino e fa rivivere l’atmosfera interessante del tempo andato.
Inoltre da qualche anno qui si ospita il festival internazionale del cinema.
L’economia si basa principalmente sui prodotti agricoli.

Conero

Lunedì 28 Aprile 2008

E’ l’angolo di mare più pulito del Mediterraneo, regolarmente premiato dalla Bandiera Blu, non è facile da conquistare.
Raggiungere la spiaggia delle Due Sorelle comporta qualche fatica, ma ne vale la pena.
Il sentiero numero 2 è riservato ai rocciatori esperti: conviene quindi optare per le barche che partono da Sirolo e Numana (Ancona).
In pieno parco del Cornero, la spiaggia è seguita da un’insenatura poco frequentata, la spiaggia dei Forni.
Per dormire nell’area del parco ci sono dei residence attrezzati.
Il nome deriva dal greco e vuol dire corbezzolo, un albero molto diffuso nei boschi del Cornero.
La parte centrale del promontorio è la più elevata ed è ricoperta dai boschi, per la maggior parte costituiti da macchia mediterranea.
Oltre a questo c’è un altro albero importante è il leccio, che è un tipo di quercia sempreverde con le foglie piccole e ovali.
Tra la fauna qui troviamo molti animali, tra i mammiferi il tasso, la faina, la donnola, tra gli anfibi l’ululone dal ventre giallo, e tra gli uccelli il falco pellegrino, il martin pescatore, il rondone pallido,tra gli insetti la farfalle dal corbezzolo.
Tra gli arbusti pini, cedri, cipressi, e le roverelle; da non dimenticare anche la ginestra.
Questa punta rocciosa assume un notevole valore naturalistico.
E’ una forma calcarea composta da stratificazioni successive inclinate verso il mare , le cui onde hanno il loro compito erosivo.
Infatti sono famose le frane che hanno creato anche spiagge come quella di Portonovo.

Sansettimio

Lunedì 28 Aprile 2008

Per imparare il senso del tempo, se la vita sembra sfuggirti dalle mani, impara a gestirla in altro modo; ad esempio con un mini corso in un’ex riserva di caccia, tra Ancona e Pesaro: imparerai  a ridurre le attività inutili e un metodo per riorganizzare le priorità ( ad esempio: 2notti, 2 cene e 1 pranzo, percorso benessere e massaggio).

Qui si possono trovare tenute di notevole pregio che ospitano manifestazioni artistiche e culturali destinate a rinnovarsi nel tempo con appuntamenti per gli amici dell’arte.

A completamento delle mostre si possono anche vedere mostre come ad esempio mostra-cultura scarpa in omaggio alla partia della produzione delle scarpe cioè la Regione Marche.

Ci sono tenute di rara bellezza paesaggistica, come tenute da 400 ettari collinari di proppretà e case coloniche ristrutturate mantenedo le caratteristiche architettoniche originali e ospitano ora il turista durante l’arco di tutto l’anno, in un ambiente assolutamente piacevole e ricco di fascino.

Sono anche dotate di ristoranti, centri benessere e attività sportive che ne fanno un fiore all’occhiello dell’entroterra Marchigiano.

Urbino

Lunedì 28 Aprile 2008

Qui l’arte può essere multivision; è già un culto la versione interattiva e in 3D della biblioteca dei dodici miniati di Federico da Montefeltro, a Palazzo Ducale (basta puntare il dito per far “uscire” dallo scaffale il libro e sfogliarlo nell’aria), ma adesso c’è da vedere anche Uomini d’arme, ciclo pittorico perduto e ricostruito dall’image designer Paolo Buroni.
E’ nella regione delle Marche e il suo centro storico è diventato patrimino dell’ UNESCO.
Tra i luoghi d’interesse c’è il Palazzo Ducale, uno dei più interessanti esempi architettonici e artistici dell’intero Rinascimento italiano.
La casa di Raffaello, dove si può ammirare un suo affresco giovanile.
Il Duomo in stile neoclassico, contiene alcune tele molto notevoli.
Di particolare interesse il monastero di S.Chiara.
Vi è anche il collegio dove studiò Giovanni Pascoli.
Importantissimo anche il Mausoleo dei Duchi, ospita le tombe di Federico II e Guidobaldo I Montefeltro Duca d’Urbino.
La Rocca del Sasso di Montefeltro.
Il prodotto culinario tipico della zona è: la “casciotta” di Urbino antica carietà di formaggio che vanta l’inserimento tra i prodotti di origine protetta (DOP).
Urbino è anche sede di festival musicali di musica antica, è attiva anche per ciò che concerne la musica contemporanea e festival di musiche indipendenti.
Tra le curiosità: venne girato alcune scene di un film molto importante di Alberto Lattuada e le scene sono state girate molto frettolosamente perchè l’Arcivescovo di Urbino contrario; cercò di ostacolare le riprese perchè assolutamente contrario.

Perugia

Giovedì 24 Aprile 2008

Perugia è anche la via del Cashmere; l’Umbria è zona di cashmere: dedica allora parte del week end a scoprire questi luoghi, come lo splendido borgo Solomeo, a 12 km da Perugia, ed esplora la zona di Spoleto.
Per dormire: il Castello di Poreta ad esempio, ha camere con vista proprio sulla valle spoletina.
Perugia sorge su un colle nella valle del Tevere.
Celebre città d’arte ricca di storia e monumenti, è sede di molto turismo e studenti.
Il centro storico si sviluppa attorno a mura etrusche e medioevali.
Gode di un clima temperato, con una temperatura media di poco superiore a 13 gradi.
Tra i monumenti e i luoghi d’interesse ci sono la Fontana Maggiore, costituita da vasche marmoree.
Il pozzo etrusco che è stato in antichità la principale fonte di approvigionamento idrico della città.; ha avuto anche funzione di cisterna.
Anche alcune tombe etrusche di particolare interesse.
I palazzi sono altresì interessanti come: il palazzo dei Priori e la sua facciata,il palazzo del Capitano del Popolo, Palazzo Gallenga.
Tra i luoghi di culto:Cattedrale di S.Lorenzo,Tempio di S.Angelo, Oratorio di S.Bernardino.
Per quanto concerne la cucina i dolci tipici sono:il torcolo di San Costanzo a forma di ciambella con pinoli uvetta e canditi e la ciaramicola, un torcolo con mollica rosata e crosta meringata bianca.
L’economia è basata in parte sul turismo e sulla presenza di due università pubbliche; l’attività industriale è basata su realtà dolciarie, e piselli, e industria tessile, e una centrale del latte che dà lavoro anche ad altre cooperative correlate.

Assisi

Mercoledì 23 Aprile 2008

In queste zone, un’esperienza tra spirito e natura:la fai se segui il cammino di S.Francesco, e puoi scegliere di percorrere le ultime tre tappe, partendo dal centro medioevale di Valfabbrica (si dorme nei monasteri).
Assisi è situata sul lato occidentale del monte Subasio.
E’ nota perchè vissero e morirono S.Francesco e S.Chiara.
Tra i molti luoghi d’interesse vi sono:la Basilica di S.Francesco,la strada mattonata,scorci caratteristici delle stradine del posto,la piazza del comune Tempio di Minerva, la Basilica di S.Francesco, la Basilica superiore di S.Francesco,la bellissima illuminazione di notte di S.Francesco,il caratteristico prato antistante la Basilica di S.Francesco,la Chiesa di S.Chiara, e il complesso di Santa Chiara visto da Porta Nuova, vista mozzafiato della frazione di Santa Maria degli Angeli, Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Tra i vari eventi possiamo citare “le gare di ruzzolone di forme di formaggio” che si tiene in Febbraio.
Ad Aprile la festa della “regola”di S.Francesco.
Qui potete trovare ristoranti, pizzerie e tutto ciò che può stimolare il gusto per poter assaggiare l’Umbria oltre che vederla, e non potete perdervi la possibilità di mangiare la rinomata “rocciata di Assisi”.
Qui potete trovare ristoranti dalla capienza di 220 persone e dalla sale luminose e ampie, aperti tutto l’anno; o dal calore di pietre antiche, il legno delle travature, i mattoni in cotto dei pavimenti, impreziositi da tappeti e poltrone di gran pregio accompagnano gli ospiti alla scoperta della cucina:impagabile incontro con i sapori della grande tradizione umbra,con pane cotto al forno di legna, pasta fatta rigorosamente a mano e una cantina generosa come queste genti.
Tra le notevoli curiosità, c’è anche l’accademia del Punto Assisi; ha operqato dal 2000 con corsi di ricamo, in punto Assisi e punto Caterina De’Medici.
Lo statuto dell’associazione prevede come obiettivo la salvaguardia del patrimonio artistico e del ricamo eseguito a mano, della tutela delle operatrici e dell’immagine.

Passignano sul Trasimeno

Mercoledì 23 Aprile 2008

C’è anche una maratona che copre il periplo del lago,ma sipuò fare lo stesso giro con calma e gentilezza perchè avvicina un ecosistema molto fragile.
Volendo c’è anche un battello per le tre isole (ci si imbarca a Passignano) con il quale raggiungi anche Tuoro, uno dei 30 borghi più belli d’Italia.
Il Parco del Lago di Trasimeno è stato istituito con l’obiettivo di proteggere e valorizzare un’area di altissimo valore naturalistico e storico-artistico qual è questo luogo e i luoghi limitrofi.
Il lago è incastonato tra le dolci colline umbre.
Quadro lacustre e collinare con le attività antropiche che gli sono proprie ed insieme insostituibile zona di sosta per l’avifauna migratoria e sede vitale di importanti specie ittiche.
E’ il passaggio storico inconfondibile riprodotto nelle tavole di tanti maestri pittori del secolo XV.
Il suo delicato equilibrio idrologico e biologico ha imposto l’intervento da sempre di salvaguardia dell’uomo, necessario ancora oggi, per la salvezza della risorsa.
Tra i prodotti caratteristici ci sono una grande quantità di pesci di carni saporite come il persico, la tinca, la carpa, il luccio,l’anguilla.
L’olio extra vergine d’oliva, qui c’è una particolare varietà che fornisce all’olio un particolare gusto delicato.
L’agricoltura biologica vede sviluppare speci ortive come:fagiolo dall’occhio, la zucca, la fava, il cavolo, bietola, spinacio,cipolla, prezzemolo, basilico.
I vini DOC, e di notevole importanza la fagiolina del Trasimeno, era coltivata nelle pianure attorno al lago ed era considerata un cibo povero e andata lentamente scomparendo.
E’ simile al fagiolo, biancastro, molto tenera e dolce; con essa si fanno zuppe e contorni , ma si cucina anche lessata, e poi viene condita con olio e sale.
Quella fresca chiamata anche cornetto, è ottima saltata anche in padella.

Ischia

Mercoledì 23 Aprile 2008

L’isola di Ischia è un’isola del Mar Tirreno, posta all’estremità del golfo di Napoli a poca distanza delle Isole di Procida e Vivara.
E’ la terza più popolosa d’Italia dopo Sicilia e Sardegna.
Di forma pressochè trapezoidale, c’è il monte Epomeo, ed è situato al centro dell’isola; non è un vulcano ma il risultato di un sollevamento di rocce vulcaniche avvenuto moltissimi anni fa.
Dal punto di vista gelogico l’isola è di origine vulcanica.
Il clima è mite nell’inverno e la temperatura è in media di 9 gradi; nei mesi estivi la temperatura in media è di 35 gradi, il mese più caldo è agosto mentre gennaio è il mese più freddo.
I Greci la chiamavano isola delle scimmie, per la presenza di popoli primitivi sull’isola, mentre altri sostengono che il nome derivi dalla fabbricazione di anfore e vasi in terracotta.
Alcuni studiosi infine pensano che l’isola significhi “isola nera”, però l’isola per i suoi prodotti vulcanici rimane bianca; dal punto di vista storico i Fenici pur dominando il mare non vennero mai in questo luogo.
I luoghi da visitare sono Villa La Colombaia immersa nel verde bosco di Zaro, dinuta la residenza estiva di Luchino Visconti, attualmente sede a lui dedicata; mentre la villa e il parco sono aperti al pubblico.
I Giardini La Mortella: il parco si trova a Forio e un tempo erano proprietà di un compositore che fece piantare delle piante tropicali meravigliose e mediterranee, si ha una meravigliosa vista sulla città e sul porto; attualmente una parte del giardino è adibita alle opere del compositore.
Il castello Aragonese costruito su uno scoglio attiguo all’isola con due torre per controllare l’arrivo dei nemici.
Il castello è di un privato ed è meta di turismo.
La torre di Guevara, che attualmente ospita congressi e manifestazioni culturali e spettacoli.
La Chiesa del soccorso, era un’antico convento degli Agostiniani, è conosciuta in tutto il mondo per la sua facciata bianca ricca di maioliche.

Ercolano

Martedì 22 Aprile 2008

Rimane in provincia di Napoli, famosa per le sue origini leggendarie e i suoi scavi archeolocigi che con quelli di Pompei e Oplontis, fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
La leggenda narra che Ercole tornato dall’uccisione del mostro Gerione, si fosse fermato a Roma, dove chiese alla dea Fauna di dissetarlo, ma questa rifiutò; così Ercole si costruì un tempio in suo onore e probì alle donne di entrarvi.
Tra i luoghi d’interesse ci sono Ercolano con i suoi scavi archeologici, sono meta fissa di turisti ogni anno.
Il corso principale della città Corso Resina, possiede un tratto denominato Miglio d’oro per la presenza di rilevanti opere architettoniche: le Ville Vesuviane,Ville Aprile,Ville Battisti,Villa e Parco della Favorita,Villa Campolieto,sedi culturali di spettacoli e concerti.
Altro luogo di interesse è la basilica di Pugliano, qui è famoso per il mercato di indumenti usati, tra i più antichi d’Italia.
Inoltre di particolare interesse è il Parco Nazionale del Vesuvio.
La strada che porta al cratere ospita un museo permanente, a tappe,di sculture in pietra lavica realizzata da scultori di fama mondiale.
Qui esiste una stazione meteorologica che permette di monitorare 24 ore su 24 la situazione meteo in termini di temperatura,umidità, pressione,pioggia, raggi ultravioletti.

Ventotene

Martedì 22 Aprile 2008

Un pò defilata rispetto alle solite rotte, l’isola laziale riserva approdi sicuri, spiagge accoglienti, percorsi trekking e ottimi fondali per le immersioni.
Santa Candida è patrona dell’isola e viene festeggiata il 20 settembre con una settimana di festeggiamenti, occupandosi nello stesso tempo di raccolta fondi e organizzazioni di eventi che si concludono dopo aver consumato gli spettacoli in piazza, giochi e la gara di mongolfiere di carta, lancio dei palloni, e lo straodinario spettacolo di fuochi d’artificio sul mare.
La Banda accompagna la processione con la musica a cui partecipa tutta la popolazione, dalla barca di S.Candida in cui si narra fu ritrovato il corpo di essa sulle rive del Pozzillo.
L’isola è dotata di due porti, uno di origine romana, e uno moderno.
Il porto romano è adibito a piccoli pescherecci e imbarcazioni private mediamente piccole.
Il porto nuovo può ospitare grosse imbarcazioni, e vi approdano traghetti aliscafi, grosse imbarcazioni di trasporto commerciale, c’è anche l’elicottero in caso di soccorso.
Anche il turismo trae vantaggio dalle potenzialità commerciali di questa infrastruttura che ne amplia l’offerta in direzione di un’utenza più esigente e ne consente la destagionalizzazione.
C’è un castello che è sede del municipio e del suo Museo Archeologico, ma la sua fisionomia originaria è stata alterata dalla sopraelevaszione di due piani effettuata in epoca fascista per adattare meglio la sua funzione,che era quella di carcere, mentre la sua funzione originaria era quella di fortezza.

Calcata

Martedì 22 Aprile 2008

Abitata solo da artigiani e da artisti Calcata è in provincia di Viterbo, è un villaggio medievale in mezzo alla Valle del Treja.
Ideale è anche fermarsi alla grotta dei Germogli, ristorante in una grotta dove si esibiscono musicisti e poeti.
Per dormire: l’associazione I sensi della Terra organizza pernottamenti nelle case.
Dista pochi chilometri da Roma, arroccata sopra una montagna di tufo, domina la verde valle del fiume Treja.
Al borgo si accede tramite l’unica porta che si apre sulla mura.
La chiesa dei SS. Nome di Gesù, si trova nel paese vecchio.
La chiesa è costituita da un’unica navata e con il soffitto a capriate, sono conservati un fonte battesimale e un’acquasantiera e un tabernacolo a muro.
Dietro l’altare sono presenti una serie di pitture che rappresentano storie del Cristo.
Da qui si può accedere a diversi percorsi naturalistici, percorribili a piedi o a cavallo, che attraversano il Parco della Valle del Treja.
Vicino a Calcata si trovano i resti del tempio falisco di Monte Li Santi.
Vengono da tutta Italia e da tutto il mondo a visitare il posto,attratti dalla natura e dai saperi dei vecchi abitanti, che con quella natura erano vissuti in equilibrio fino a pochi anni prima, i nuovi hanno dato vita, nel centro storico e fuori, a decine di iniziative contribuendo così a dare nuovo impulso al paese.

Civita di Bagnoregio

Martedì 22 Aprile 2008

Nel Viterbese e abitato da una manciata di famiglie, Civita di Bagnoregio è un borgo medievale aggrappato a uno sperone di tufo e raggiungibile solo passando su un alto ponte pedonale, che certe sere sembra galleggiare tra le nuvole.
Anticamente conosciuto con il nome di Bagnorea, è noto per aver dato i natali a Bonventura, noto filosofo.
E’ una zona completamente isolata e raggiungibile solo attraverso un ponte di cemento.
Il luogo rimane arroccato ad una collina e per la sua continua erosione è denominato paese che moure.
La frazione poco abitata, è sempre meta di numerosi turisti.
All’interno rimangono ancora case medievali, come la chiesa di S.Donato,il Palazzo Vescovile, un mulino del ‘500, la casa di Bonaventura e la porta di S.Maria, con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana; in ricordo di una antica battaglia contro la famiglia Monaldeschi.
Di notevole interesse è il presepe vivente che si tiene nel periodo natalizio ed è diventato ormai una tradizione.
Mentre la prima domenica di Giugno e la seconda di settembre si svolge il palio della Tonna nella piazza principale, in cui le contrade si sfidano a dorso di un asino, sostenuti dal tifo degli abitanti.

Sperlonga

Lunedì 21 Aprile 2008

Sempre dorato dal sole, regolarmente premiato con la Bandiera Blu, a metà via tra Roma e Napoli: Sperlonga è tra Roma e Napoli: Sperlonga è tra i più bei borghi d’Italia e un posto dove andare a rilassarsi con un buon libro.
Secondo la storia fu fondata dagli Spartani.
In età romana sorsero sul territorio numerose ville, quella più famosa è quella di Tiberio, comprensente una grotta naturale decorata con statue rappresentanti Ulisse.
Queste ville erano anche usate per la pesca.
Il paese si sviluppò attorno al castello costruito sul promontorio di San Magno, a difesa delle incursioni via mare da parte dei saraceni.
Il castello comprendeva una piccola chiesetta dedicata a S.Pietro, patrono dei pescatori.
Il paese si sviluppò attorno al castello per cerchi concentrici.
Fu poi cinto da mura, cui resta traccia di due porte che portano lo stemma della famiglia Caetani.
Restò sempre un piccolo paese di pescatori, continuamente minacciato da incursioni che andavano ad invadere e rapire le persone per poi ridurle in schiavitù.
Malgrado la costruzione di alcune torri di difesa, ci furono invasioni di pirati saraceni, del famoso “Barbarossa”, e poi anche da parte dei Turchi.
Dopo molte invasioni fù ricostruita nuovamente con palazzi e ville signorili.
Lo sviluppo si basò sul turismo uscendo gradualemte dalla povertà che lo caratterizzava.
Lo sviluppo venne anche caratterizzato dalle sculture trovate a villa Tiberio, e dall’arrivo di turisti noti come Raf Vallone; tra i primi ad innamorarsi dell’isola.
La villa dell’imperatore romano Tiberio deriva dall’ingrandimento da una precente villa, con ambienti disposti intorno ad un portico.
Una grotta naturale venne sistemata come sala da pranzo estiva; con giochi d’acqua e straordinari gruppi scultorei del ciclo di Ulisse, rinvenuti in frammenti e conservati nel museo archeologico nazionale di Sperlonga.
L’estesa grotta naturale ha tracce di frequentazione già dall’epoca preistorica.
La villa vera e propria di modeste dimensioni, si pensa che fosse stata presa in eredità da Tiberio dalla madre, i resti sono disposti attorno ad un cortile porticato, con una serie di ambienti di servizio, una fornace, un forno per il pane.
Nella prima età imperiale fu aggiunto un portico a tre navate.
Invece la grotta è costituitqa da una cavità principale il cui ingresso è preceduto da un bacino rettangolare riempito d’acqua di mare al centro del quale era collocato un padiglione con un cenatio, una sala da banchetti estiva, il bacino comunicava con una piscina circolare posta all’interno della grotta, dove su un basamento era collocato un gruppo sculroeo che rappresentava Scilla che combatteva con Ulisse.
La grotta è fiancheggiata da uno sperone roccioso lavorato a mano a forma di prua di nave.
Sullo sfondo è ricavata un’ampia nicchia che rappresentava il gruppo scultoreo di Ulisse mentre feriva l’occhio di Polifemo.
L’insieme residenzsiale è rifinito di marmo, con punti di finte decorazioni pittoriche di marmo colorato.
Tutto il complesso fa capire quanto Tiberio dette importanza all’arte e la poesia omerica.
I materiali esistenti arrivano fino all’età romana e sono tutt’ora visibili.
Attualmente la villa di Tiberio è stata restaurata ed offre tutto il suo fascino al turismo.
Chi entra in questo museo omerico tempio d’occidente unico al mondo, al margine del mare di Ulisse, sotto l’aquila di Zeus re degli immortali; e di Tiberio reggitore del popolo romano.
Una piccola grotta a nord ospitò in epoca cristiana una cappella con croci e iscrizioni.
Tra i vari gruppi scultorei rinvenuti ricordiamo: il gruppo di Scilla, il gruppo di Polifemo, il ratto del Palladio, Ulisse e Achille,Ganimede.
Ricordo inoltre che sono tutte attualmente visibili.