Archivio di Marzo 2008

Lago Maggiore

Lunedì 31 Marzo 2008

Il secondo lago italiano per estensione, racconta storie e tradizioni diverse grazie alla sua favorevole posizione geografica tra la Svizzera, le province di Novara e Verbano- Cusio-Ossola in Piemonte, e quella di Varese in Lombardia.
Il Verbano, questo il vero nome del lago, è formato dal fiume Ticino che vi si riversa in Svizzera e ne esce a Sesto Calende.
La posizione del lago è di origine glaciale, ne fa ideale via di transito per l’Europa centrale.
Mai lo stesso panorama, ricco di storia e testimonianze artistiche, il paesaggio è vario: angusto a sud, si allarga e diventa ricco di vegetazione e architetture nel golfo Borromeo.
La sponda lombarda, è caratterizzata da colline che digradano fino alla riva, dove, tra fiumi e torrenti, si alternano spiagge di sabbia e pareti rocciose.
Il modo migliore per ammirare il lago e le insenature è fare gite in battello.
La sponda piemontese, è parte del lago Maggiore e la natura sembra avere dato il meglio di sè creando paesaggi suggestivi come quello della Valle Vigezzo, della Valle Grande e delle Riserve.
La Valle Vigezzo, corridoio di origine glaciale tra l’Ossona e il Ticino, occupa un vasto altopiano a 800 m di quota che digrada a ovest nella piana del Toce e a est nella zona elvetica delle Centovalli.
Il paesaggio è reso inconfondibile dai torrenti Melezzo e Toce, dall’orrido di Ponte Maiolone e dalla forra tra Masera e Orcesco.
La valle conta 7 comuni: Craveggia, Drugono, Villette, Re, Malesco, e Santa Maria Maggiore.

Val di Rhemes

Lunedì 31 Marzo 2008

Situata nella parte sudoccidentale della Valle D’Aosta, la Val di Rhemes, è tra Valgrisenche e Valsavarenche sul versante destro della Dora Baltea.
La Val di Rhemes è adagiata ai piedi dell’imponente massiccio della Granta Parey che domina il paesaggio circostante con il suo profilo inconfondibile.
Tipica valle alpina dalla forma a U, la Val di Rhemes si allunga in diagonale da est a ovest su una superficie di 87 km quadrati.
Qui c’è il Parco Nazionale del Gran Paradiso, bellissimo da visitare.
Per scoprire un lato diveso della valle, tra arte e religione, si parte da Rhemes-Notre Dame.
Qui si ammira la chiesa parrocchiale, costruita nel 1680 al posto della cappella dedicata alla Concezione della Beata Maria Vergine, risalente al 1436, e si visita Village Pellaud, che conserva la tipica architettura tradizionale con case basse in pierta.
Questo stesso genere di costruzioni si ritrova a Village Melignon, nei pressi di Rhemes-Saint-Georges, e a Village Les Combes, a pochi passi da Introd.
Qui si ammira anche il castello omonimo: la struttura originaria, da cui si hanno notizie a partire dal 1242, è composta da una cinta muraria poligonale che racchiude la torre.
Un altro castello, splendido, è quello di la Mothe, si visita ad Arvier: risalente al 1287, domina il paese dall’alto di una collina.
Purtroppo di intatto vi è rimasta solo la torre quadrilatera mentre sono ancora visibili i resti di una torre rotonda e della cinta muraria.
A Villeneuve, infine da non perdere, i resti del castello Chatel-Argent, risalente all’XI secolo e costituito da torre, recinto e cappella, la duecentesca torre Colin e l’antica parrocchiale romanica di Sainte-Marie de Chatel-Argent.

Valle di Non

Lunedì 31 Marzo 2008

A ovest del Trentino, la Valle di Non ha forma di anfiteatro circondato dai monti Anuani, Rhoèn e Peller e dai gruppi del Brenta e Ortles-Cevedale.
I 20 comuni, a quota compresa tra i 515 m di Taio e 1363 m di Passo Mendola, godono di un clima mite, con temperature non elevate e senza brusche escursioni termiche.
Ideale per le vacanze, tra gli itinerari da fare a piedi, da non perdere quello che da fondo percorre il canyon del Rio Sass per arrivare al lago Smeraldo: qui un ponte sospeso permette di osservare le formazioni calcaree di vari colori.
In pochi munuti si giunge alla cascata che sgorga dalla diga costruita nel 1965.
Da Busi si sale al lago Smeraldo e alla Malga, che ha eroso il profondo canyon di Gorzana.
Da Fondo si raggiungono il Rio Novella e Dovena con il sentiero del Mondino.
Sulla strada del ritorno si incntra il castelfondo, maniero di origine romana ancora abitato.
Da Fondo si raggiunge Tret, dove si ammira una cascata alta 70 m., e una stradina porta al punto panoramico da dove la vede dall’alto.
La Valle di Non è famosa per la produzione di mele, coltivate fin dal 1700 e diventate coltura principale dagli anni Sessanta.
Tra le qualità coltivate: Rosa Gentile, Rosso Nobile, Renetta Grigia Tirolese, Renetta Canada e Calvilla, Bianco d’Inverno.
16 cooperative che raggruppano 5200 produttori per 3 milioni di quintali di raccolto si riuniscono nel Consorzio Melinda, che identifica le mele con un marchio comune, Melinda.

Salento

Lunedì 31 Marzo 2008

Il Salento occupa l’estrema punta sud della Puglia, e si Sviluppa tra il mar Adriatico e il Ionio con belle spiagge sabbiose e attrezzate.
Questo tratto di costa ospita centri balneari tra i più rinomati.
Otranto, è la città più orientale d’Italia, vanta ottime strutture ricettive e un mare premiato con la Bandiera Blu di Legambiente.
Il centro storico è protetto da mura e vi si accede da Porta Terra, superando poi Terra Alfonsina, costruita nel 1481.
Da vedere la cattedrale dell’Annunziata, del XII secolo, e il Castello Aragonese, del XVI secolo.
Melendugno, nel Salento Meridionale, vanta antiche origini e begli edifici.
Come la Chiesetta di S.Niceta, con affreschi databili tra i secdoli XIV e XVI, e il castello, del XV secolo.
Gallipoli, il borgo medievale, con vicoletti e palazzi barocchi, si sviluppa su un’isoletta lungo la costa ionica.
Da vedere: il Castello Angioino, di origini bizantine (non visitabile) e la cattedrale di S.Agata.
Il mare e le spiagge: quella dei Laghi Alimini, 5 km a nord di Otranto, è una spiaggia dunale, ampia e sabbiosa, con fondali bassi, ricoperta da fitta macchia a mirto, alloro e lentisco.
Bella anche la Baia dell’Orte, una serie di cale sabbiose e scogli.
A sud di S.Cesarea si trovano le famose Piscine: vecchie cave oggi diventate piscine d’acqua poco profonda cui si accede con una scalinata scavata direttamente nella roccia.
A 7 km dal borgo c’è la piccola spiaggia di Isola Grande e di Porto Cesareo, con calette di sabbia candida, è stata eletta fra le 300 spiagge più belle d’Italia, e insignita della Bandiera Blu di Legambiente.
Tra le spiagge di Melendugno: quella delle Cesine, nella Riserva Naturale Statale delle Cesine, e le falesie di S.Andrea, serie di spiagge poste ai piedi di falesie di pietra leccese.
Torre dell’orso è un’ampia insenatura sabbiosa, racchiusa fra rocce; la spiaggia delle due sorelle è una lingua di sabbia fronteggiata da due faraglioni gemelli.
Grotte e fondali: il Salento è caratterizzato da numerose cavità sotterranee.
Tra queste merita una visita la grotta di Zinzulusa che si apre sul mare con uno spettacolare arco naturale.
Il suo nome deriva dalle stallattiti, simili a stracci che pendono dalla sua volta.
Sulle pareti e sui massi franati all’interno ci sono graffiti che attestano la presenza dell’uomo in epoca preistorica.
Il sentiero Blu, è percorso segnalato che si snoda, tra scogliere e fondali rocciosi, habitat di molte specie di esci e di molluschi, nel tratto di mare tra grotta Zinzulusa e grotta Romanelli.

Coste della Calabria

Lunedì 31 Marzo 2008

La Costa Viola occupa la striscia costiera ca va da Capo Barbi alla Rupe di Sicilia e prende il nome dallo straordinario colore del mare.
E’ rinomata per le spiagge e le località balneari ben attrezzate.
Palmi, su una terrazza naturale dominata dal monte S.Elia, ospita La Casa della Cultura Leonida Rapaci, sede del Museo Calabrese di Etnografia e Folklore, e l’Antiquarium comunale, che espone reperti di età classica e medievale.
Scilla, si allunga su un promontorio a nord dello Stretto di Messina.
Il paese è costituito da Chianalea, l’antico borgo di pescatori, e la parte moderna con le spiagge.
Su tutto domina il castello, del XVI secolo.
La costa dei Gelsomini si snoda sul litorale ionico, tra Capo dell’Armi e Capo Spartivento.
Su questo tratto sorge Brancaleone, con il bel nucleo originario, chiamato Brancaleone, con il bel nicleo originario, chiamato Brancaleone Superiore, borgo antichissimo.
Per quanto riguarda il mare e le spiagge; a Palmi si può scegliere tra due baie: quella della tonnara e la baia della Marinella, piccola e di ciottoli con fondale che digrada rapidamente verso il largo, habitat di colonie di coralli.
per questo è un tratto ideale per le immersioni.
Le Sirene, propone uscite per lo norkelling e immersioni.
La costa di Sicilia, frastagliata, con piccole baie e insenature sabbiose, offre diverse spiagge.
La principale, attrezzata, è Marina Grande.
Le spiagge più belle di Brancaleone si trovano al Promontorio di S.Pasquale, nei pressi di Bova Marina, caratterizzato da due rientranze nella roccia, e Palizzi, bassa e piertosa, fatta di massi di granito e arenaria, e dunecui fanno da sfondo colline calcaree.
In Aspromonte, nell’interno della Regione è occupato dai monti e dagli altopiani dell’Aspromonte che tocca anche i 2000 m.
Segnato da numerosi corsi d’acqua e coperto di macchia mediterranea, è l’habitat di specie anche rare, come il lupo e il falco pellegrino.
Vanta inoltre molte testimonianze della cultura arcaica, classica, grecanica, medievale e moderna.
Molti sono i sentieri e i percorsi per il trekking.
Come l’antico sentiero dei Greci che si snoda da Mammola fino al passo Limina passando per fiume Torbido, Passo Sella e il Santuario di S.Nicodemo.
Molte le organizzazioni che propongono gite all’interno del Parco; come quelle che offrono escursioni con le Guide Ufficiali del Parco; ci sono anche escursioni in mountain bike che portano al Santuario dei Polsi: tra religione e leggenda.

Bergamo

Giovedì 27 Marzo 2008

Questo giro va da Bergamo a Sarnico; con un convoglio d’epoca con locomotiva a vapore.
Le vetture sono rimaste quelle del 1921, con arredi d’epoca.
Il treno parte da Bergamo e, attraversato il Serio, raggiunge le prime colline della Franciacorta coperte di vigneti per arrivare a Palazzolo sull’Oglio.
Riparte alla volta di Paratico-Sarnico sulla linea inaugurata nel 1876 per il trasporto delle merci che,fino ad allora, viaggiavano su chiatte.
Rimasta chiusa per quasi 30 anni nel suo tratto terminale, è stata riaperta nel 1994.
Il treno prosegue verso il lago tra i vigneti della Franciacorta mentre sullo sfondo si scorgono le Prealpi Bergamasche e Bresciane.
Al percorso in treno si può abbinare anche un tour in battello sul lago.
Sarnico, fa parte della provincia di Bergamo, situato sul lago d’Iseo, dove confluisce nel fiume Oglio.
Il lago garantisce notevoli e suggestivi paesaggi, nonchè la possibilità di svolgere attività sportive, ci sono anche gite che portano alle altre località lacustri, nonchè di degustare le tipiche le prelibatezze enogastronomiche della zona.
Anche sotto il profilo artistico il paese non ha nulla da invidiare ad altre parti.
Sono inoltre presenti alcune ville in stile Liberty.

Milano e Lomellina

Giovedì 27 Marzo 2008

Il tema di questo percorso è il riso nell’area lombarda vocata al cereale, tra campi coltivati e orizzonti a metà tra acqua e cielo.
Con un convoglio storivo a vapore con carrozze originali del 1921 che conservano gli arredi dell’epoca.
La prima tappa è Sartirana dove c’è la visita guidata della città e del castello, con le collezioni della Fondazione Sartirana Arte dedicata all’artigianato orafo, e si fa visita a una riseria.
Si prosegue per Olevano Lomellina dove si può fare visita al borgo e al Castello del XII secolo, alla parrocchiale di S.Michele e al Museo di Arte e Tradizione Contadina, che espone macchinari d’epoca e altri oggetti che raccontano la storia delle mondine e ospita in certe occasioni bancarelle di prodotti tipici.
Per quanto riguarda il castello di Sartirana, è una dimora che racchiude 700 anni di storia.
Apparteneva ad una famiglia romana, vi costuì una villa con armenti e schiavi.
La sua architettura si modificò nel medioevo quando fu edificato il poderoso castello dal tipico impianto quadrilatero, con fossato, cortile interno, e quattro torri angolari.
In seguito si avviarono importanti opere di trasformazione.
Il maniero fu interamente rialzato, e la grande torre rotonda, simbolo del paese, fu rafforzata alla base con una struttura poliedrica.
Invece il castello di Olevano è di origine medioevale fu eretto per far fronte alle invasioni degli Ungari, fu poi fortificato, dotato di alte torri ed un fossato di acqua corrente.
Fu più volte distrutto e poi rifortificato, nel tempo furono relaizzate nuove forme barocchette.
Il complesso è situato in un caratteristico parco ben curato; a sud ha un aspetto di una bella villa settecentesca mentre a nord presenta delle fortificazioni medioevali.
Il corpo murario è del quattrocento, l’alta torre è coronata da una merlatura ghibellina.
L’accesso avviene attraverso il portone carraio ai piedi della torre, sotto l’androne una lapide marmorea rievoca le vicende storiche del castello.

Padova

Giovedì 27 Marzo 2008

E’ tra il Delta del Po tra casoni, ponti di barche, spiagge, canneti e dune fossili, in una delle zone umide più belle e incintaminate d’Italia.
Sono zone che si possono visitare con un convoglio d’epoca a vapore con carrozze degli anni quaranta.
Per quanto riguarda il percorso, si parte da Padova alla volta dell’isola di Albarella e Chioggia, passando per Adria tra paesaggi silenziosi, fino alla vivacità delle calli di Chioggia.
Si possono fare dei tour in bici fino a villa Cà del Tiepolo di Albarella con dimostrazioni di artigianato locale; oppure giro in battello nella laguna e visita guidata del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri, oppure tour sull’isola di Albarella con carretti trainati da cavalli e dimostrazioni artigianali a Cà Tiepolo.
La città è nata e si è sviluppata all’interno dei bacini idrografici che hanno condizionato il suo urbano.
La città vanta innumerevoli aree verdi come ad esempio l’orto botanico di Padova, il più antico orto botanico universitario, l’isola Memmia al centro del Prato della Valle,il parco di Treves di Bonfili,i giardini della Rotonda, il giardino Venurini Natale situato lungo il canale Piovego, ospita una copia del leonedi S.Marco recuperato al Portello nel fossato lungo le mura.
Tra i monumenti e i luoghi d’interesse troviamo l’arena romana, passando per le varie cinte murarie,torri medievali, palazzi di età signorile, chiese ed altri luoghi di culto, templi della cultura, fino all’architettura d’avanguardia.

Gorizia

Mercoledì 26 Marzo 2008

In questa città c’è una particolarità, un treno; è un convoglio d’epoca, trainato da una locomotiva a vapore jz 33037 del Museo Ferroviario di Lubiana.
Il percorso parte dalla stazione di Gorizia, passa la frontiera ed entra in territorio sloveno dove fa sosta a Nova Gorica.
Prodegue poi sulla Ferrovia Transalpina, inaugurata nel 1906 per collegare Vienna e l’Europa Centrale alle regioni del Mar Adriatico.
Durante il tragitto si ammirano i paesaggi che costeggiano i fiumi Isonzo e Sava.
Si prosegue quindi alla Volta di Most na Soci per raggiungere Bled, dove sorge il castello a picco su una roccia che domina la valle.
Per quanto riguarda i luoghi d’interesse troviano:
Castello, Chiesa di S.Spirito, Museo di storia e arte, museo della Grande Guerra,Sinagoga, Chiesa di S.Ignazio, Chiesa dell’Immacolata,Duomo,Piazza della Transalpina,Palazzo S.Croce (Municipio),Palazzo Petzenstein,Palazzo Coronini Cronberg,Palazzo Lantieri,Sacrario Militare di Oslavia.
Di notevole bellezza, il lago Isonzo.

S.Marino

Mercoledì 26 Marzo 2008

Questa Repubblica è al confine dell’Emilia Romagna con le Marche, tra le Valli del Marecchia e Conca, arroccata su uno sperone di roccia a soli 20 Km dalla riviera adriatica, è la più antica repubblica del mondo.
Ma su questa terra a soli 61 km quadrati sono moltissime le attrattive: arte, storia, cultura, tradizioni, cucina gustosa e molti appuntamenti.
La città è racchiusa da una triplice cinta di mura dove si aprono porte e torrioni.
Al loro interno, un reticolo di caratteristiche vie punteggiate di costuzioni in pierta, porta, attraverso dei camminamenti, alle tre rocche sulla sommità del Monte Titano.
Per chi non arriva in funivia, l’accesso alla città è la porta di S.Francesco, del Trecento, sotto l’arco acuto spiccano due iscrizioni in graffito: sono le antiche norme per i forestieri, invitati dalle guardie comunali a consegnare loro le armi.
All’interno, accanto allo stemma della repubblica (uno scudo con tre monti uniti tra di loro, ognuno sormontato da una torre argentea e merlata, con in cima una penna di struzzo e ai lati un ramo di quercia e uno di alloro, legati da un nastro con la scritta libertas) c’è quello ghibellino, raffigurante un’aquila con le ali aperte e gli artigli ben in vista.
Da vedere: la chiesa di S.Francesco, la più antica della repubblica, opera dei maestri comancini e affrescata nei primi del quattrocento da Antonio Alberti da Ferrara.
Le due logge del chiostro ospitano il Museo e la Pinacoteca dove si trova un dipinto del Guercino: S.Francesco D’Assisi che riceve le stimmate.
Prendendo per contrada di S.Franxesco e attraversata Piazza S.Agata, si arriva alla cinquecentesca chiesa dei Cappuccini.
All’interno si trova una lapide che ricorda l’ordine di scioglimento letto da Garibaldi ai suoi soldati.
Piazza della Libertà è il cuore della città e vi si affaccia il Palazzo Pubblico, costruito nel 1884 sul luogo della trecentesca Domus Comunis Magna.
La facciata, sostenuta da tre arcate ogivali, è decorata con gli Stemmi dei Castelli.
Al centro sporge un balcone poligonale con ai lati due finestroni decorati, mentre sul lato sinistro si eleva la torre campanaria, merlata come il resto del castello,che reca le immagini di S.Agata, S.Marino e S.Leo.
All’interno tra stemmi e lapidi, spicca il busto del Carducci mentre uno scalone porta al piano superiore, dove si trovano le 3 sale dei Consiglieri, del Congresso-Udienze e dello Scrutino.
Da qui una scala a chiocciola conduce alla torre.
Davanti al palazzo, alcune volte, si può assistere al cambio della guardia, fatto dalla Guardia della Rocca.

S.Giovanni Valdarno

Martedì 25 Marzo 2008

E’ una cittadina industriosa (acciaierie, vetrerie, laterizi) che si adagia al centro di un’attivissima zona mineraria, ricca soprattutto di giamenti di lignite.

Fondata dai Fiorentini nel 1296, S.Giovanni è partia del grande Masaccio e conserva numerosi ricordi della vita medioevale.

Vi ammiriamo un grazioso Palazzo pretorio, con le pareti ornate da stemmi e una merlata torre campanaria; e poi l’artistica Basilica di Santa Maria delle Grazie, l’Oratorio di S.Lorenzo, la Pinacoteca parrocchiale con varie opere di pittura.

poco lungi dalla città, sopra un colle, sorge il Convento di Montecarlo, con una chiesa che racchiude una soave <Annunciazione> del Beato Angelico.

Degradano sul Valdarno, ad oriente, i morbidi pendii del Pratomagno, cosparso di borghi pittoreschi, fra i quali ti ricordo Castelfranco di Sopra, circondato da antiche mura.

Una breve passeggiata da queste paese porta in vista delle Balze, impressionante fenomeno di erosione con pareti di sabbia gialla a picco, lacerate da gole ed irte di piramidi e di guglie.

Il Palazzo d’Arnolfo è del duecento , negli anni ottanta ha avuto dei restauri, è sede di uffici comunali e mostre d’arte.

Il piano terreno è tutto recintato da porticati scandite da pilastri ottagonali e pilastri con stemmi  delle città dominanti.

Nell’artio è ancora conservata la statua del Marzocco, su un piedistallo che rappresenta il dominio fiorentino, cioè un leone seduto che regge con la zampa uno scudo.

Alle pareti dell’atrio stemmi e affreschi dipinti del quattrocento.

In sè il palazzo presenta una bellezza eccentrica di gusto toscano, il fascino deriva dai numerosi stemmi di cui è contornato.

Il palazzo Salviati è risalente invece al trecento, la facciata è di tipo tardo rinascimentale, per la triplice sovrapposizione di loggiati e archi ribassati.

Varigotti

Venerdì 21 Marzo 2008

Graziosa localitàbalneare e già frazione di Final,il cui nucleo più antico si raggruppa sotto il promontorio con pittoresche case dal tetto a terrazza.
Già nota in epoca romana, venne in seguito istituita libero comune ai tempi della rivoluzione Francese.
Successivamente diventò parte integrante di Finale Ligure.
E’ apprezzata meta del turismo, il maggior flusso di vlleggianti avviene nel periodo estivo anche se sono numerosi i visitatori che amano trascorrere in questa località periodi di riposo anche nella stagione invernale, che vede un clima gradevole e mite.
La lunga spiaggia di sabbia situata a est del borgo, è detta Baia dei Saraceni, ed è considerata tra le più belle della riviera di ponente.
La natura selvaggia del luogo, con le pareti verticali di roccia franosa alte centinaia di metri della collina sovrastante, era causa di manutenzioni continue per il tratto di ferrovia fuori galleria, dopo l’ennesima frana che ebbe conseguenze mortali, fu deciso di spostare la ferrovia all’interno, situandola completamente in galleria.
Molto frequentata è anche la spiaggia lungo il promontorio di punta di Crena, larga e fitta di stabilimenti balneari ha anche quella che viene considerata la più ampia e libera spiaggia libera della regione.
Si ritiene che l’intero abitato stesso fino all’interramento del porto si trovasse sul versante est della montagna dove sopravvivono dei resti medievali.
Fu successivamente che l’abitato si distese in modo pressochè esclusivo dall’altro lato.
L’apertura della moderna autostrada e l’eplodere del turismo di massa fecero il resto, portando l’espansione edilizia.
Sapete che un albo a fumetti della Disney Mondadori, “Paperino e la notte del Saraceno” è in gran parte ambientato qui, e in particolar modo sulla torre d’avvistamento della collina.
Di particolare l’albo ha anche la pubblicazione in lingua latina.

Noli

Venerdì 21 Marzo 2008

Antica cittadina marinara, che fra la bella spiaggia sabbiosa e le alture retrostanti, conserva tuttora gran parte del suo aspetto d’un tempo con antichi edifici, torri e mura medioevali.
Di origine romana, come attestano alcune scoperte, o collocate, nel suggestivo giardino cimiteriale della chiesa di S.Paragorio, Noli acquistò una certa importanza allorchè, profugo dall’Africa in seguito alle persecuzioni dei Vandali, vi trovò rifugio S.Eugenio, suo patrono.
Nell’alto Medioevo fu libero Comune marinaro.
Era quello il periodo delle Crociate alle quali Noli recò il contributo delle sue navi per il trasporto dei guerrieri di Francia.
A ricordo di quell’epoca rimangono lo stemma (croce bianca in campo rosso) ed un grande crocifisso in legno portato dai crociati e custodito in S.Paragorio.
A quei tempi Noli, vista dal mare, doveva apparire come una selva, folta com’era delle 72 rosse torri, strumenti di difesa ed espressione di potenza familiare perchè, a detta della tradizione, poteva erigere la torre solo chi possedeva una nave.
In compenso della sua partecipazione alla prima crociata.
Noli ebbe non pochi privilegi commerciali commerciali nel Levante.
Arricchitasi con i commerci e costruitasi in repubblica, difese sempre fieramente la propria indipendenza, pur federata con Genova, cui rimase fedele fino al tempo di Napoleone.
Il primo monumento che ci colpisce è il grigio e sberciato Castello Ursino, poderosa costruzione a pianta poligonale con mura merlate e con un torrione rotondo che domina sul monte e da cui scendono le mura con torri semicilindriche e con cammino di ronda.
La chiesa di S.Paragorio, romanico-bizantina, costruita forse sopra un tempietto pagano dedicato a Nettuno.
La Cattedrale è di stile gotico.
Splendido è il lungomare ornato di Palme e di Oleandri.
Su di esso si affaccia il Palazzo del Comune e la Loggia della Repubblica Nolese, suggestivo portico dal quale si dipartono, verso l’interno, quei pittoreschi vicoli dove, ad ogni passo, si scoprono le basi di antiche torri, porte, mura, palazzi, ed archi, che formano uno scenario quanto mai suggestivo.

Spotorno

Venerdì 21 Marzo 2008

Moderna stazione balneare, con bella spiaggia, circondata da verdi alture con boschi ed oliveti.
Poco sopra l’abitato dominano le mura imponenti del Castello Vescovile.
Un tempo il borgo era sotto il dominio dei marchesi Del Carretto, passò poi sotto il dominio dei vescovo di Savona.
l’economia si basava sul commercio marittimo verso Francia Sicilia e Sardegna; ed alla produzione di calce di cui si conservano i resti delle antiche fornaci.
Fine ottocento si sviluppò il turismo con la costruzione di alberghi e stazioni balneari.
Il castello vescovile, oggi in rovina, si trova sulla collina che domina il paese e aveva pianta quadrangolare.
Ci sono anche delle torri che erano usate per avvistamento.
C’è la chiesa della Santissima Annunziata con facciata affrescata e a una sola navata e con cappelle laterali.
Ospita diversi dipinti seicenteschi e settecenteschi.
Nell’altare della cappella del Santissimo Crocifisso la scultura con il crocifisso di Anton Maria Maragliano si colloca sullo sfondo della tela di Domenico Parodi con Madonna, Santa Maria Maddalena e S.Giovanni in compianto.
Nella parrocchia si conservano inoltre una collezione di tessuti e argenti della stessa epoca dei dipinti.
L’oratorio della Santissima Annunziata, sede della confraternita omonima probabilmente della metà del XVII secolo, conserva dipinti di Giuglio Benso e ancora di Domenico Piola e di Giovanni Battista Merano e moltissimi ex voto di marinai.
L’oratorio di S.Caterina, sede della confraternita dei Battuti.
Esiste una pinacoteca di Gigetto Novaro, che raccoglie dipinti e disegni dell’artista.

Bergeggi

Venerdì 21 Marzo 2008

Località di villeggiatura in bella posizione, non visibile dalla strada.
Qui è famosa la cosiddetta grotta di Bergeggi lunga 30 metri e alta 15 che si trova sotto il piano della strada.
In essa vennero scoperti scheletri della prima età dell’uomo, rozze stoviglie e pietre lavorate.
Subito dopo appare l’isolotto di Bergeggi, con avanzi di una torre romana, probabilmente adibita a faro per Vada Sabatia, una cappella ed una piccola torre medioevale.
E’ in una posizione che domina il golfo tra ulivi e viti.
Caratteristiche case a terrazza dominano il tratto in cima al quale sorge il centro residenziale di Torre del Mare.
Benchè il centro non abbia contatti con la costa, i suoi caratteristici viottoli lo rendono davvero unico nel suo genere.
Viottoli che sfociano in una splendida vista sul mare.
Sull’isolotto vi è una chiesa, vi insediarono una colonia di deportati, mentre le due torri di avvistamento sono risalenti al medioevo; la parrocchiale di S.Martino conserva un dipinto di stile ligure-toscano, un crocifisso della scuola del Maragliano e una scultura del Lacroix; più in collina la cappella di S.Stefano.
Infine i due volti del mare.
Nel 1985 è stata costituita la riserva naturale di Bergeggi che comprende l’isola, la spiaggia e le zone adiacenti al porto.

Vado Ligure

Venerdì 21 Marzo 2008

Importante centro industriale che offre, in un giardinetto che si affaccia al mare, la visione del bello e caratteristico Monumento ai Caduti, a forma di piramide, con quattro figure allegoriche, opera dello scultore Arturo Martini.
Località abitata dai Liguri, si chiamva al tempo dei romani “Vada Sabatia” cioè acqua bassa, palude, terreno paludoso.
Scavi recenti hanno portato in luce fondazioni di vari edifici romani, nell’area del palazzo comunale.
Vado è centro importante per le ferriere e per i cantieri in cui si demoliscono le navi che, vecchie, vengono riunite nella sua rada.
E’ attraversata dal torrente Segno, recente anche la colllocazione di una fontana in piazza Cavour.
La vera attrazione è il lungomare attraversato da giardini, palme, panchine a stretto contatto con la spiaggia e il mare.
In questo tratto si può passeggiare tranquillamente, lasciando i bimbi liberi di giocare all’aria aperta.
Nei giardini a mare “Colombo” ci sono infatti oltre a un campetto polivalente e un centro sociale per anziani, strutture e giochi per i più piccoli; qui sorge la fontana di “Bonfiglio” .
Andando verso la chiesa di .Giovanni Battista si arriva alla casa di Martini che custodisce opere e bozzetti dell’artista.
Dierto la chiesa, la piazza a lui dedicata con il “Pegaso caduto” del vadese Roberto Bertagnin.
Le occasioni di festa non mancano con sagre di tutti i gusti, specialità pesce del porto, castagne, fave.
il fornitissimo mercato settimanale si dispone ogni mercoledì mattina: casalinghi, abbigliamento, prodotti naturali, pelletteria, ottica, alimentari.

Montevarchi

Venerdì 21 Marzo 2008

E’ uno dei più attivi mercati della Toscana.
Il suo castello, ha una struttura militare difensiva, sorge in un luogo non facilmente raggiungibile,e non si prestava alle attività commerciali.
I commercianti e gli abitanti del castello si incontravano in luoghi deputati al mercato, chiamati mercatali,che si trovavano nei pressi delle vie di comunicazione, non lontani dai castelli stessi.
Intorno al mercatale di Montevarchi si aggregò il centro abitato che prese poi il nome del Castello.
Esso ebbe tra i suoi signori i conti Guidi e poi passò sotto il dominio di Firenze.
Vanta una bella chiesa: la settecentesca Collegiata di S.Lorenzo, annesso alla quale è un piccolo Museo che raccoglie pregevoli opere di scultura e di oreficeria.
La città carattestica per la pianta ellittica del suo centro storico ospita presso l’ex convento trecentesco di S.Lodovico la storica biblioteca valdarnese e il museo Paleontologico, all’interno del quale è conservato uno scheletro integro di Elephas Meridionalis.
In centro si trovano anche il Museo d’arte sacra della collegiata di S.Lorenzo che possiede tra l’altro un tempietto di opera di Andrea Della Robbia, e dedicato all’arte contemporanea, il museo Ernesto Galeffi.
Appena fuori città si trova il parco d’arte Bum- Bum Ga, giardino museo mostra di Librizzi Carmelo.
I monumenti sono: Monastero della Ginestra, chiesa di S.Croce, chiesa della confraternita della misericordia, chiesa di s.Andrea a Cennano in S.Ludovico, chiesa di S.Maria del Giglio, collegiata di S.Lorenzo,chiesa di S.Maria delle Grazie,chiostro di Cennano, convento dei cappuccini e Chiesa di S.Lorenzo.
La festa propria della città è quella di S.Lorenzo, il 10 Agosto.
La prima domenica di settembre si tiene la Festa del Perdono e il lunedì successivo una fiera,il secondo sabato di ogni mese si tiene in piazza Varchi il Mercatale, con mostra e vendita di prodotti tipici della zona e prodotti di argicoltura biologica.
Di grande interesse sono nei mesi di Aprile e Maggio le feste del Perdono del Pestello, della Ginestra e del rione di S.Andrea.

Altare

Giovedì 20 Marzo 2008

Appartenne alle terre di proprietà del Monferrato.
In seguito entrò a far parte del regno di Sardegna e poi al regno d’Italia.
Industre località con un attivo commercio di legname e con importanti fabbriche di vetro.
Infatti è uno dei centri più antichi della lavorazione vetraia qui importata fin dal secolo XI da operai fiamminghi.
Oltre al vetro comune, si lavora anche il vetro di tipo artistico con una produzione che è veramente di alta classe.
Un piccolo museo raccoglie esemplari prodotti nel passato da questa industria.
La chiesa di S.S.Annunziata , situata all’estremo ponente del centro storico, fu la prima chiesa parrocchiale del paese; eretta attorno alla prima metà del XII secolo da monaci benedettini lerinesi del Cenobio di Bergeggi e dedicata a S.Eugenio, da allora patrono di Altare, rimase agibile fino al 1600.
Nel 1650 sul sedime dell’antica costruzione il vetraio Matteo Buzzone fece erigere questa chiesa dal puro stile seicentesco.
Interessante la linea architettonica a croce greca sormontata da una cupola a base ottagonale.

Osiglia

Giovedì 20 Marzo 2008

E’ circondato da castagneti e prati verdissimi, si trova poco a monte del lago omonimo artificiale, realizzato in seguito alla costruzione della diga.
Negli anni trenta a seguito della costruzione della diga il paese fu sommerso, e in occasioni delle manutenzioni le antiche rovine vengono a galla.
Il lago artificiale è ormai completamente inserito nel contesto dell’ambiente naturalistico.
E’ attraversato da un ponte che consente di raggiungere una piccola frazione abitata.
Sito di ambiente submontano di elevata qualità, tra estesi boschi di castagno, faggio rovere e conifere,rappresenta l’habitat ideale per la sosta di avifauna acquatica migratoria.
Importante l’ittiofauna, con numerose specie lacustri, la cui pesca è consentita in maniera regolamentata.
Grazie alla facilità di accesso ed alla bellezza del paesaggio, la località costituisce meta ideale per lo svolgimento delle attività turistiche e sportive a contatto con la natura.
Sul crinale, girano le pale nel vento di una fattoria eolica gestita dal comune, si tratta di una fonte di energia pulita e di una curiosa attrattiva.
La grande attrazione dell’ambiente viene sottolineata dalla presenza del depuratore e dal fatto che la distribuzione del gas è centralizzata, con un unico deposito in zona appartata per evitare l’impatto visivo dei bomboloni famigliari.
Si è guadagnata in breve tempo l’ambito titolo di “perla” dell’alta Val Bormida, per la purezza dell’aria e per le escursioni che offre nel verde.

Millesimo

Giovedì 20 Marzo 2008

Antico e pittoresco borgo di aspetto medioevale con i resti del Castello Del Carretto, e con l’unica arcata rimasta del ponte medioevale, al sommo della quale si eleva una porta torre, e con l’interessante Parrocchiale di S.Maria extra muros, di forme romaniche, risalente al Mille.
Da vedere il ponte vecchio ( Gaietta ), è uno dei pochi esempi in Italia di ponte fortificato, il corpo originario risale al XII secolo, si trova citato nell’atto di fondazione del borgo ed è simbolo del comune.
La torretta serviva come porta sorvegliata per l’accesso al borgo, poco distante si trova la casa nella quale il marchese Enrico II del Carretto firmò l’atto di fondazione del Millesimo.
Il palazzo comunale restaurato nel 1989 ha confermato la continuità; risalente al XII secolo con la cinta muraria del borgo .
Nell’atrio spicca un arco di roccia arenaria perfettamente conservato, nella sala consiliare oltre a pregevoli armature si trova l’altare presso il quale Napoleone costrinse papa Pio VII ad assistere alla messa.
Il castello, come prima citato, fu edificato a difesa del borgo assieme ad altri castelli ; la torre e la parte est sono le più antiche.
Di notevole bellezza è anche Villa Scarzella circondata da un magnifico giardino, era stata costruita come residenza estiva, ora sede del museo napoleonico.