Arezzo
Giovedì 28 Febbraio 2008Arezzo è una ridente e nobile città che si adagia, in felice posizione , sopra un colle a dominio della pianura tra la Val di Chianina e quella dell’Arno.
Nell’antichità era una della maggiori città per la presenza del dominio etrusco, come testimoniano i ritrovamenti pervenuti.
Divenne in seguito romana, e assunse il nome di Arretium, divenne così un importante centro militare.
Aggrappata al colle con ricordi del suo passato ovunque (torri, chiese medievali e palazzi cinquecenteschi) oggi la città si espande verso la pianura con moderni rioni composti da ampi viali e ariose piazze.
Visitando la città possiamo incontrare la chiesa di San Francesco in stile gotico, incontriamo poi la Pieve di Santa Maria che è il più bel tempio romanico di Arezzo.
Una delle piazza più pittoresche della città è Piazza Grande cinta da antiche case e torri dagli scenari medioevali.
Sul lato sinistro della piazza c’è l’abside ed il campanile della pieve di S.Maria, il palazzo della Fraternita e quello dei tribunali.
La Piazza Grande è famosa per la “Giostra del Saracino”, è uno spettacolo pittoresco, è una gara di fierezza e di forza in cui, come nel passato, è impegnato l’ onore degli antichi quartieri della città; così con intrepida destrezza ogni giostrante cerca di portare alla vittoria i colori del proprio quartiere.
Il Duomo della città è un maestodo edificio gotico del trecento con la facciata e il campanile moderni.
Poco distante vediamo la chiesa di S.Domenico, è una pittoresca costruzione gotica del Duecento, osserva l’originale asimmetria ed il bel campanile a vela.
Di notevole importanza è il museo archeologico Mecenate, con varie sale in cui si ammirano oggetti etruschi e romani, e una preziosa serie di celebri vasi aretini.
Questa città fu casa natale del Petrarca, oggi restaurata e sede dell’Accademia Petrarca di lettere, arti e scienze.
Da non dimenticare è la cucina, tipicamente toscana, c’è solo l’imbarazzo della scelta: salumi del Casentino, polli del Valdarno, porchetta o pappardelle con la lepre; fomaggio pecorino della Val Triberina , cocomeri della Val di Chiana o ciliegie d’Arezzo o mazzoni del Casentino e della Val Tiberina.
Il tutto aggiunto da un calice di Chianti o Vinsanto dei Colli Aretini.