COLLETTIVA PRIMAVERA 2010

12 Marzo 2010

lOCANDINA

NEW ARTEMISIA GALLERY –

DAL 13 AL 30 MARZO 2010

COLLETTIVA DI PRIMAVERA

 

Sono presenti gli artisti                 .

–        Cambria Carmelo –

–         Frameglia Elisabetta –

Marchesi Amadio Marco

–        Panichi Leonardo

Pittiglio Maurizio

–        Reggiani Elena –

–         Rivera Hernandez Guillermina

Stevenazzi Rosaria

–        – Stromberg Malin –

–        - Zoani Enzo Alberto –

“PRIMAVERA”

Anche nel 2010 si rinnova l’appuntamento con le collettive, la prima di queste è la “Collettiva di Primavera”, la prima di una serie di eventi dedicati a dieci artisti che si presentano al pubblico bergamasco e lombardo.

Non è una mostra a tema ma, in questa edizione, ci siamo accorti che gli artisti hanno comunque inviato opere che si possono collegare alla tematica iniziale. Fra gli artisti presenti, due hanno partecipato al sesto concorso internazionale di pittura Trofeo G. B. Moroni, edizione 2009, ottenendo il diploma di partecipazione.

Stevenazzi Rosaria, con due opere ad olio, caratterizzate da  abile e fine maestria e da toni delicati e soffusi, presenta la  fine ed l ’inizio primaverile ma in chiave diversa dall’usuale.

Nei lavori di Frameglia Eisabetta, vi è sempre una ventata di primavera, attraverso i suoi caldi colori di tramonti ed alla raffigurazione sempre goliardica e positiva delle sue donne agghindate con vesti leggere e trasparenti. L’annuncio del nuovo ci viene da Cambria Carmelo che dalla terra Siciliana ci trasmette il primo approccio caldo della terra mediante un deserto maestoso accompagnato dal verde dell’ oasi e dalla calma distesa delle acque marine che, senza alito di vento e quindi aria fresca e rilassante, accompagna la barca verso l’orizzonte. Marco Amadio Marchesi, con abile tecnica e sapiente cromia, ci riporta ai luoghi dell’infanzia, quando, ai primi giochi, si usciva nelle corti, cariche di tutto quello che l’inverno non aveva nascosto, interni ed esterni pieni di tutto, un fascino di scoperta che avvolge lo spettatore guardando le tele. In contrasto con tutto questa orchestra  di oggetti, cose e spazi troviamo la purezza e la levigazione dei lavori di  Pittiglio Maurizio che usa l’arte, l’ultima arte di questo secolo, la fotografia, per fissare momenti, forme, sensazioni create con colore, movimento e con tanto silenzio che induce  a meditare ed a rilassarsi in attesa della ripresa.  Sono inoltre ricche e piene di movimento e di colore univoco, tono su tono, dando l’evidenza del movimento, sia marino che alpestre, onde e rocce ben assemblate in un unico e maestoso diluire del colore le primavere di Zoani Enzo Alberto.

Reggiani Elena, riempie le tele con tutto ciò che può alludere al senso e all’ effetto della luce; sono esplosioni di colori, tono su tono, dove le figure stilizzate si distaccano dal quotidiano vivere, indicando la via della meditazione e dell’attesa, verrà un momento magico di risveglio. Risveglio, che si intravede nella composizione scomposta dell’artista  Rivera Hernandez Guillarmina, con la sua donna Stromberg Malin  è la creatrice di due vedute di luoghi campestri che nella luce tenue del giorno ancora freddo, aspettano il ritorno del sole e dei villeggianti per riempire la lunga solitudine, d’altro canto, invece, contrastano con  questa sensazione di solitudine due opere che emergono per la prorompente coloristica e dinamicità nel segno, che fanno intravedere  figure e paesaggi ed escono dalla felice mano di Panichi Leonardo.

Aldebaran

Orario galleria – 9,30-12,30/15,30-18,30 – chiuso domenica e lunedì mattino

Tel.035241481 – 3895563828 – m.frassetto@libero.it    www.newartemisiagallery.com

Pietre, acque, memorie: preziose vedute e insolite tracce nei paesaggi fine-art di Daniele Indrigo

19 Febbraio 2010

“Pietre, acque, memorie” è il punto di vista scelto dal fotografo Daniele Indrigo per le opere che saranno esposte da sabato 13 marzo alla Galleria “Le Monelle” di Gemona del Friuli (ud). Ospitata nel palazzo che fu storica sede dei fotografi Di Piazza fin dai primi decenni del Novecento, la Galleria lancia ogni anno un progetto espositivo dedicato al lavoro di autori contemporanei, per riannodare i fili della memoria guardando però al presente e al futuro di una tecnica espressiva che ormai ha conquistato il suo posto tra le arti. Nel corso del 2010 il tema scelto dalla Galleria, la cui programmazione è curata da Raffaele Chiandussi, sarà quello del paesaggio, declinato dall’obiettivo di alcuni autori di appassionata, ancorché diversissima, ispirazione.

La prima mostra in programma è quella che dà spazio alle vedute in bianco e nero di Daniele Indrigo, fotografo che negli ultimi anni si è fatto apprezzare per la preziosissima resa fine-art di immagini ricche di grande attrazione emotiva ed esteticaScolpire con la luce è il tratto distintivo dell’autore in questi quadri rubati alla natura più spettacolare, spiata e ritratta in diversi luoghi del mondo, dove gli elementi primordiali della vita, come la pietra, l’acqua, il vento o le nuvole, sono colti quasi con un senso di smarrimento e di meraviglia, capace di catturare lo spettatore portandolo “dentro” la cornice del quadro, per viverne tutte le sensazioni più vere ed intense. Talora in queste scene affiorano anche le memorie del tempo e degli uomini, di cui a volte il paesaggio naturale si è ormai riappropriato nel lento scorrere dei secoli; talaltra invece è la natura stessa che suggerisce forme e richiami estetici o artistici, semplicemente con la forza delle sue curiose modificazioni. La stampa su carte pregiate e il grande formato delle immagini, che spaziano fino ai panorami aperti su ampi orizzonti tra terra e cielo, amplificano la sensualità quasi tridimensionale di queste opere, “ove per poco / il cor non si spaura”. Vernissage: sabato 13 marzo 2010 ore 18.

 

Galleria Le Monelle

Palazzo Di Piazza-Crapiz, via XXVIII aprile n. 5

GEMONA DEL FRIULI (ud)

aperto da mar a ven h14-19 / sab h9-17 > ingresso libero 

info: Le Monelle, tel. 0432 957902

www.lemonelle.biz

www.danieleindrigo.com 

Marche Centro d’Arte

18 Febbraio 2010

Dopo il successo della collettiva con Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 21 febbraio alle 18.00 presenta il secondo appuntamento di Marche Centro d’Arte. Gli artisti che partecipano al secondo appuntamento sono: Giovanni Gaggia, maicol e mirco, Gabriele Silvi, Rita Soccio e Rita Vitali Rosati. La cura e il testo critico della collettiva sono di Dario Ciferri.
Marche Centro d’Arte è un progetto che rientra nella rassegna Non lo so e non lo voglio sapere ed è un mini ciclo di tre mostre che la Galleria Marconi dedica ai fermenti artistici marchigiani, presentato già lo scorso anno, è stato riproposto dopo il successo riscosso. Marche Centro d’Arte vuole dare voce e spazio a un territorio che presenta al suo interno una pluralità di prospettive, idee e linguaggi e che ha fatto di questa sua pluralità un punto di forza e distinzione.

“La contemporaneità è un punto fermo che ogni artista deve affrontare e tenere presente nel proprio lavoro, sia che ne parli o che la rigetti. Marche Centro d’Arte parte da un luogo ben definito, un territorio, per allargarsi a qualcosa di più ampio, una riflessione sul nostro tempo e sul senso dell’uomo in esso.
Giovanni Gaggia prende e maneggia il cuore dell’uomo, non lo manipola ma lo rende reale sulla tela in un percorso di scoperta dell’essere umano, della sua energia, della sua intimità e del suo spirito.
Una natura che si è persa, straniata e straniante, un mondo buffo e allucinato ci appare con lucida ironia nelle opere di maicol e mirco. Una follia che non è il nostro mondo, ma non si discosta poi molto dalle nostre paure.
Nelle opere di Gabriele Silvi tutto è filtrato attraverso il gioco, un gioco che però mostra sempre un meccanismo spezzato, come se nel divertimento qualcosa fosse andato storto e adesso fosse fuori controllo.
La pubblicità detta ormai i ritmi della nostra vita, gli impone tempi e valori, Rita Soccio attraverso l’uso dei brand pubblicitari stravolge il senso dei prodotti e veicola nuovi messaggi che parlano alla coscienza di tutti.
Il dolore, il senso di mancanza, una sofferenza che accompagna e accomuna ogni essere umano, Rita Vitali Rosati guarda all’animo umano e ci racconta i traumi, piccoli e grandi che si trovano in ciascuno di noi”. (Dario Ciferri)

Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche?
Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza.
Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa.
Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre?
La risposta in fondo è già nel titolo

scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Dario Ciferri
testo critico/art critic by Dario Ciferri

traduzione di/translation by Patrizia Isidori

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster http://www.siscom.it

dal 21 febbraio al 21 marzo
from 21th february to 21th march
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web www.siscom.it/marconi

Bolibrì: un Festival internazionale dedicato ai libri per giovani e giovanissimi

15 Febbraio 2010

Bolibrì: un Festival internazionale dedicatoai libri per giovani e giovanissimiBologna, da venerdì 26 a domenica 28 marzo 2010Bolibrì, il progetto della Fiera del Libro per Ragazzi in programma nel cuore di Bologna dal 26 al 28 marzo 2010 nato con lo scopo di avvicinare giovani e giovanissimi al libro e alla lettura, è ai nastri di partenza. La manifestazione, realizzata grazie alla preziosa collaborazione di AIE e IBBY Italia può contare, tra gli altri, sul patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Oltre 200 gli appuntamenti in programma, realizzati grazie anche all’appoggio del Comune di Bologna,  ospitati in musei, scuole, librerie, biblioteche, teatri e palazzi storici. Il programma ufficiale prende avvio venerdì 26 marzo. Per questa prima edizione, in grado di soddisfare le curiosità di bambini e adolescenti (0 – 14 anni), sono stati individuati quattro filoni tematici: per chi vorrà abbandonarsi alle sonorità e ai ritmi del continente nero, il filone dedicato al Fascino dell’Africa nera  promette laboratori pratici per scoprirne le antiche tradizioni musicali ma anche incontri per ascoltare i racconti di chi, in Africa, ci è stato per davvero, oltre che per seguire passo dopo passo come nascono le più belle illustrazioni a tema. Per tutti i gusti … e per tutte le età! Tante occasioni per grandi e piccini attraverso cui imparare i segreti della buona cucina e della corretta alimentazione: basta seguire l’esempio di Camillo il fusillo, Giulio coniglio, Tino il cioccolatino, Mukka Emma e tanti personaggi noti ai bambini. Per gli appassionati di scienza, Bolibrì offre un programma davvero stuzzicante all’interno del filone Cervelli ribelli, a partire dallo show di Nick Arnold, passando per lo spettacolo “sotto lo stesso cielo” con lo scrittore Roberto Piumini, i lampi di genio di Luca Novelli, la matematica affascinante di Anna Cerasoli e i segreti e i misteri di Voyager con Roberto Giacobbo. Infine, per il filone Le sfide nello sport sarà possibile cimentarsi nel quidditch, ripassare le regole del calcio con testimonial d’eccezione, sperimentare quanto è importante il gioco di squadra nella pallavolo e nel baseball, coordinare mente e corpo con la danza. Tra i tanti ospiti presenti, anche un coinvolgente intervento dello scrittore e giornalista Luigi Garlando.Bolibrì  è tutto questo e molto altro ancora… E’ fantasia che mette le ali con l’incontro con Shaun Tan, le mostre di Octavia Monaco e Lorenzo Mattotti e i laboratori di Sophie Fatus. E’ magia e suggestione con lo spettacolo del Mago Casanova, ma anche gioco e divertimento con lo show “geologico” di Malandrino & Veronica.
E’ orizzonte lontano con la collaborazione dell’Instituto Cervantes di Milano che porterà a Bologna per l’occasione la grande scrittrice ispanica Norma Sturniolo. Ma anche dell’Ambasciata della Slovacchia che, in qualità di Paese Ospite dell’edizione 2010 della Fiera del libro per ragazzi, regalerà al pubblico attività, mostre ed eventi speciali. E’ arte con i grandi nomi internazionali di design, grafica e paper engineering. Bolibrì ospiterà nei prestigiosi spazi di Simon, realizzati dall’indimenticabile Dino Gavina, a S. Lazzaro di Savena (Bo) una serie di laboratori creativi condotti dai maestri Bob Gill, David Carter, Delphine Chedru. Presso lo spazio Simon inoltre troveranno posto il lettino progettato da Alvar Alto e il tavolino con seggioline di Le Corbusier: allestimenti a misura di bambino per farli avvicinare al mondo del design. E’ una grande festa di piazza per celebrare i compleanni di Spotty, Elmer, La Pimpa e l’anniversario di Geronimo Stilton.L’accesso alle iniziative Bolibrì è completamente gratuito. Info e prenotazioni www.bolibri.it   Informazioni per la Stampa:BolognaFiereIsabella BonviciniTel. 051 28 22 61isabella.bonvicini@bolognafiere.it ComunicaMente snc
Giulia Fortunato | Francesca Boella
Tel. 051 40 711 78 / Cell. 328 49 68 057 - 060stampa@comunicamentesnc.it  

COLLETTIVA ARTISTI premiati con diploma di segnalazione 6° trofeo g.b.moroni 2009

8 Febbraio 2010

locandina esposizioneComunicato stampa n.4

 NEW ARTEMISIA GALLERYBERGAMO DAL 13 AL 28 FEBBRAIO 2010 COLLETTIVA DEGLI ARTISTI PREMIATI CON DIPLOMA DI SEGNALAZIONEAL SESTO CONCORSO DI PITTURA“TROFEO G.B.MORONI” 2009 – “EMOZIONI” Presenti in collettiva gli artisti:Allegra Pietro, Arena Vittoria, Baffigi Grazia, Bottaro Debora, Casadio Sonia ,Maffeis Ettore, Paiano Fiorella, Petracca Laura ,Vailati Luisa  Widmer Rini, Katiusic Marko,          Nello spazio della New Artemisia Gallery, via Moroni 124 Bergamo si inaugura sabato 13 febbraio alle ore 17,00 una collettiva che presenta al pubblico dieci artisti che nel sesto concorso di pittura “Trofeo G.B.Moroni” sono stati premiati con Diploma di Segnalazione. Nel mese di Novembre 2009 nella stessa sede si erano presentati gli artisti premiati con Targa Menzione d’Onore, cioè i trenta finalisti del concorso compresi i primi tre premi ed i premi di categoria. Considerando l’alto livello delle opere presentate in questo concorso  ed il numero dei finalisti, la direzione ha pensato che anche gli artisti che non sono entrati in finale, non per mancanza di merito ma per votazione, alle volte di solo mezzo o di un punto, dovevano avere la possibilità di essere ugualmente presentati al pubblico. In questa collettiva hanno aderito dieci artisti, ed ognuno di loro oltre ad essere presente con l’opera premiata, accompagnano questa con un’opera inedita. Abbiamo detto dieci, dieci stilemi  ed emozioni diverse, di Allegra Pietro “27 Settembre” data significativa, vediamo con la tecnica dell’acrilico, un mare tenebroso in tempesta che all’orizzonte aggiunge una debole luce, un quadro a tema dedicato alla madre dell’artista, un ricordo emozionale. Sono tante le emozioni, ognuna con una sua storia, Baffigi Grazia presenta con ironia l’emozione della bellezza intrigante con la sua odalisca che adagiata fra i velluti ammicca sorridente, in contrasto vediamo l’emozione proiettata all’ infinito, tanto da andare oltre “Emozioni oltre l’infinito” è l’opera di Arena Vittoria, una tecnica mista con cui l’artista rappresenta attraverso, delicati tocchi di colore un orizzonte evanescente che ci fa osservare oltre la barriera prefissata.   Nella sua dolcezza “Tenerezza” la maternità di Paiano Fiorella, sempre brava ed attenta alla trasposizione dell’arte attraverso sensazioni dolci e materne. Nella figura femminile di Widmer “La ferita” vediamo un volto di donna, ferita, forse dalla vita, dall’amore o dalle illusioni non realizzate, illusioni che continuano in “Rain” viso composito in tecnica mista su tavola della giovane Vailati Luisa, occhi stupiti rivolti verso l’ignoto in un viso bagnato dalla pioggia o dalle lacrime?  Nell’opera di Bottaro Debora, la “Donna velata” è raffigura con tecnica molto materica olio e acrilico, donna velata, che pur esprimendosi in tutta la sua bella nudità, tende a coprirla con un velo, forse con questo atteggiamento vuole coprire le emozioni troppo forti, attutirle, renderle più accessibili. Non sono accessibili le “Emozioni cosmiche” di Maffeis Ettore, sembrano venire dallo spazio ed addensate tutte nella testa  immersa nel nero dell’universo. Immersa nell’acqua è “La sfida” di Casadio Sonia, una sfida emozionante tra l’uomo e il mare, onda gigantesca che sembra sopraffare l’uomo, che tagliando con sicurezza l’acqua, riesce a uscirne con abilità e bravura. Completa ed enigmatica troviamo Petracca Laura con la sua “Campo divisionista” quasi un labirinto di tratti che infitti impediscono di vedere oltre, forse una barriera alle quotidiane emozioni. Un tramonto invernale, la dolcezza della sera, raffigurata in modo emozionale dall’artista Katusic Mrko chiude questa breve raffigurazione delle opere premiate, che saranno visibili in galleria dal 13 al 28 febbraio, orario della galleria .9,30-12,30/16,00-19,00 chiuso domenica e lunedi mattino.AldebaranNew Artemisia Gallery di M.G.FrassettoVia Moroni 124-24122 Bergamo Per informazioni tel, 035241481 – 3895563828m.frassetto@libero.it 

Sottopasso arte in volo-TRASVOLATA

31 Gennaio 2010

SOTTOPASSO arte in volo “TRASVOLATA”

Sottopasso
Arte in volo

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a cura di Olga Gambari e Massimo Fiumanò
da maggio 2009 a settembre 2010
sede: binario 1, stazione ferroviaria di Domodossola

 Nella Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola, che collega due culture, due confini, tra la Svizzera e l’Italia, passano ogni anno due milioni di
persone.

L’associazione Ingremiomatris ha scelto una postazione nel cuore di questa stazione, per aprire una galleria fuori dal comune. Una storica carrozza degli inizi del ‘900, dagli elegantissimi e spartani interni in ciliegio, recentemente restaurata e tenuta come un’opera d’arte in sé, ferma sul Binario 1, diventa spazio d’arte dove per 17 mesi sfileranno artisti e opere.
Osserveranno la gente e proveranno a dialogare, a far fermare qualcuno, a raccontare comunque le loro storie. Useranno il linguaggio visivo, quello del colore, delle emozioni, delle forme, del movimento.

Se le gallerie di tutto il mondo lamentano che ormai, dopo la serata dell’inaugurazione, nessuno passa più, quale migliore possibilità di avere un pubblico continuo, ricco, quotidiano, affezionato? La carrozza, ferma sul suo binario, diventerà una galleria a statuto speciale, un esemplare unico. Dai sei grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede, le opere saranno visibili dall’esterno, osservabili solo da fuori, da chi passa lì vicino.
Il corpo del vagone sarà chiuso, un luogo a sé un po’ magico. Una galleria come una vetrina, che si protende per cercare il contatto, l’incontro tra opera e spettatore, lo scambio e il contatto tra arte e pubblico.

Una creatività multiforme che abiterà la stazione di Domodossola fino a settembre 2010, con un susseguirsi di mostre, tra personali e collettive, che spazieranno dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoinstallazione.
La carrozza sarà insomma un piccolo laboratorio in ebollizione, che andrà a cercarsi il suo pubblico sottoterra, partendo dal sottopasso di una stazione per uscire nel mondo.

Il 6 Febbraio alle ore 18 si inaugurerà  con le opere dell’artista ossolano Giuliano Crivelli e dell’artista ticinese Claudio Taddei, tutti e due pittori e musicisti.
Tutta la rassegna è idealmente ispirata alll’idea stessa di volo, di partenza, di nomadismo concettuale. Il volo è una perfetta metafora dell’esperienza artistica. Voli che si compiono in ogni opera, sperimentazioni che partono da terreni conosciuti per esplorare altri mondi e altri cieli. Ogni tensione artistica è così, un volo, che porta l’artista stesso ma anche il pubblico, nel momento del contatto. L’arte è un insieme di tentativi, esperienze, approcci a tentare il salto, comunque, verso qualcosa.
Nelle mostre che si susseguiranno la figura di Geo Chavez è un’eco, una texture che tiene insieme e su cui si sviluppa, come un orizzonte, la struttura del progetto. Chavez sarà una sorta di compagno di volo.
Geo Chàvez, aviatore di origini peruviane che per primo trasvolò le Alpi nel 1910 perdendo la vita, a soli 27 anni, morì in un tragico incidente proprio a Domodossola.
Il 27 settembre 2010, la città celebrerà infatti il centenario della morte di questo personaggio che incantò e commosse il mondo sacrificandosi per il suo sogno.
Un comitato scientifico composto da Olga Gambari e Max Fiumanò sceglierà artisti e lavori, con un’operazione dal sapore avanguardistico e situazionista che connota da sempre lo spirito dell’Ingremiomatris.
Alla fine tutta l’operazione sarà documentata da un catalogo Allemandi editore, una sorta di diario di bordo di un lungo viaggio d’arte compiuto a bordo di un treno.

Titolo: ” Trasvolata”

nell’ambito del progetto  “Sottopasso. Arte in volo”

 

Inaugurazione: sabato 6 Febbraio ore 18

 

a cura di Massimo Fiumanò
Sede: Binario 1 Stazione ferroviaria vigezzina, piazza
Matteotti,  Domodossola

 

Date: 6 Febbraio – 14 Marzo

 

Orari: tutti i giorni dalle 5:00 alle 21:00

Info: www.ingremiomatris.com

         info@ingremiomatris.com

tel.:3357357840

NEL NOME DEI PADRI

27 Gennaio 2010

evento speciale: MOLTI PENSIERI VOGLIONO RESTARE COMETE

Periodo mostra: 30 gennaio 2010 –  8 febbraio 2010Orario: tutti i giorni 10.00 -13.00 / 16.30 - 19.30; domenica/lunedì mattina chiusoSede: Bongiovanni Gallerie,  Via Rizzoli 36 (Galleria Acquaderni 3/c-3/d) - 40126 Bologna 

Omaggio a Leo De Berardinis, mostra fotografica a cura di Piero Casadei nell’ambito della mostra collettiva curata da Raimonda Z. Bongiovanni. 

Sabato 30 gennaio, Bongiovanni Gallerie inaugura la mostra collettiva Nel Nome dei Padri, in occasione di Art White Night, la Notte Bianca dedicata all’arte nell’ambito di Arte Fiera 2010 per la quale tutta la città partecipa alla messa in scena dell’arte contemporanea. Bongiovanni Gallerie si inserisce nel programma illuminando questa lunga notte dedicata all’arte con opere inedite di dieci giovani artisti di fama nazionale e internazionale che riflettono sulla sacralità e sulle proprie radici etiche ed artistiche.

In occasione della vernice di Nel Nome dei Padri, Piero Casadei racconta la poetica teatrale di Leo De Berardinis attraverso gli scatti realizzati durante le otto pièces dello spettacolo dedicato all’artista Molti pensieri vogliono restare comete. La mostra fotografica che Piero Casadei ha curato anche scenograficamente, a cui hanno fatto da cornice le note di Alessandro Saviozzi e la messa in scena, è accompagnata dalla presentazione di un libro che raccoglie i contributi critici e i pensieri dedicati al grande maestro. L’intero progetto si eleva in questo modo dal mero ricordo commemorativo per celebrare la forza del lavoro e del pensiero di Leo De Berardinis, perché “Il teatro è una grande forza civile. Il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita e della morte”(Leo De Berardinis).   

La mostra unisce figure e metafore che incarnano i “Padri” dell’arte, della storia e della religione: i grandi artisti, i mentori ritratti da Grelo, le opere ispirate al mondo della letteratura come In the name of Wilde di Marco Distefano e le personalità della vita reale di Vincenzo Baldini. Le rivisitazioni delle raffigurazioni sacre e ancestrali come Angels Mist e le tre colonne Love Box di Mark Cottle, i Legami di sangue di Antonio Marino affiancano vere e proprie icone del cristianesimo create da Filippo Negroni, Roberto Lucifero, Lele De Bonis, Dino Buffagni con la sua opera Angeli non liberi o Gianluca Stumpo presente con il Cristo della Metropolitana. Immagini visibili e uniche del passato in un ideale connubio tra radici e innovazioni tecniche, tra arte antica e società moderna che vedrà la sua naturale conclusione nel ritorno simbolico alla “Casa del Padre” per una seconda mostra, prevista per il 2010, all’interno di una chiesa sconsacrata.

“Carnevale: l’arte di eccedere”: mostra di arti visive a Donoratico

27 Gennaio 2010

Alla Merlino Bottega d’Arte in via Mazzini 5 a Donoratico (Li) sabato 30 gennaio 2010 alle ore 17.30, si inaugura la mostra d’arte contemporanea “Carnevale: l’arte di eccedere”. In esposizione recenti lavori di sei noti pittori che vivono in provincia di Livorno: Maurizio Biagioni, Daniela Caciagli, Giuseppe Castelli, Beatrice D’Avino, Fabrizio Filippi, Daniele Ricci, e di una giovane scultrice emergente, Claudia Barsacchi. Le opere sono ispirate al tema dell’eccesso e del divertimento, in linea con lo spirito del periodo carnevalesco. Non solo: dato che l’eccesso non si rivela solo nel campo delle arti visive, e dato che si può far buona arte anche in cucina, Merlino propone la ‘Conversazione sui cibi delle feste’ (domenica 7 febbraio, ore 18.00) e la ‘Conversazione sui cibi afrodisiaci’ (domenica 14 febbraio, ore 18.00), entrambe condotte da Maria Salemi, studiosa di storia della gastronomia e delle tradizioni popolari. L’ingresso è libero. La mostra potrà essere visitata fino al 16 febbraio, tutti i giorni (escluso il martedì) dalle 16.00 alle 20.00. Per informazioni: Giovanna Cardini, 338/3995511.

Colore e Musica: Mostra Personale di Flaminia Quattrocchi

23 Gennaio 2010

COMUNICATO STAMPA COLORE E MUSICAFlaminia QuattrocchiEsposizione Personale di Arte ContemporaneaInaugurazione: Giovedì 4 Febbraio alle ore 18,00 In mostra fino al 14 Febbraio 2010Ingresso liberoOrario di visita: da martedì a venerdì dalle 16:00 alle 19:00;sabato 10:00-12:00 Curatrice: Sabrina FalzonePresso: Galleria Il Borgo

 
Dal 4 Febbraio la Galleria Il Borgo di Milano presenta “Colore e Musica” mostra personale di Flaminia Quattrocchi, artista milanese dal grande potenziale creativo che si è posta di recente all’attenzione della critica internazionale, esponendo non solo in Italia ma anche a a New York e prossimamente a Bruxelles per la Boé, mostra internazionale di giovani artisti. 

La rassegna artistica milanese propone un progetto espositivo interamente dedicato al colore e alla musica, due perni importanti nella ricerca espressiva di Flaminia Quattrocchi che afferma: “Definisco con poche parole la mia arte: arte allegra, caratterizzata dall’uso di colori vivaci che colpiscono lo sguardo. Ogni colore esprime un sentimento, uno stato d’animo, un’emozione. La tridimensionalità è fondamentale nelle mie opere, la rendo percepibile attraverso l’uso di svariati materiali, colla, gesso, carta, sabbia, legno…tutti pescati nella mia formazione di scenografa! Queste “tape” sono un inno alla musica e un ritorno al passato, lì dove inizia la mia idea di musica, quando non esistevano computers  e cd ed una musicassetta ti regalava melodie ed emozioni.La musica  unisce  e caratterizza ogni paese… La musica  non muore mai e il colore neanche, regaleranno sempre emozioni che riescono a colpire la sensibilità e penetrare nell’anima di ognuno di noi”. Presso: Galleria Il BorgoC.so San Gottardo 14, Milano (MI)Info: 02.91532183  Direzione Artistica:Sabrina Falzoneinfo@sabrinafalzone.infowww.sabrinafalzone.info

Intervista ad Aldo Busi

18 Gennaio 2010

Intervista ad Aldo Busi

 

Intervista di Antonio Gnoli ad Aldo Busi pubblicata da Repubblica il 12 gennaio 2009, pagg. 58 e 59


Provate a sostituire scrittore con pittore o intellettuale,
romanzo con quadro, ecc… Mi ci riconosco al 100%

“Guardo il nostro Paese con raccapriccio. Non ho più voglia di fare niente per l’Italia. Ho scritto i miei romanzi bellissimi e a un certo punto ho deciso: mi sono tolto dalle balle. Via. Dai rumori, dal chiacchericcio, dalle pretese di far sognare una nazione che non sogna, non vive, non ha futuro. Mi sento molto inutile. E se ne parlo, se ho deciso per un momento di rompere il silenzio, non lo faccio in quanto scrittore, ma solo perchè continuo ad essere Aldo Busi”.

C’è differenza tra il Busi uomo e lo scrittore?
“Nessuna, ma la metto in guardia verso quegli scrittori che pensano di avere la chiave di volta per spiegare i mali del mondo, che ritengono d’essere dei salvatori della patria. Poi li leggi e senti immediatamente che non c’è l’opera, non c’è il romanzo. Io ho un’opera. Cresciuta nel deserto, nel nulla italiano. Ma c’è”.

Non tutti se ne sono accorti.
“Non sono un populista. Quindi penso che il dovere dell’opera sia di rimanere ferma dov’è. Sono gli altri che devono andarle incontro. Il romanzo che va verso il pubblico non è più un’opera, al più è un’operetta. Tra l’altro avercene di operette. Neanche queste sono state prodotte negli ultimi vent’anni. Uno scenario desolante, dove spicca solo la rivoluzione di internet”.

Non è poco, ha cambiato radicalmente il nostro modo di stare nella cultura.
“Certo, ma non in meglio. La lingua è diventata solo comunicazione. E’ caduto il senso estetico della lingua italiana e in generale della lingua usata come sistemazione delle idee. Con l’avvento di internet la mia opera si è trasformata in sale”.

Appartiene al passato.
“La mia opera è talmente indietro che non è nè di ieri nè di oggi. E’ il domani”.

Rischia l’incomunicabilità.
“L’esperienza di un lettore non è comunicabile ad un altro lettore. Il passa parola va bene per le operette. La mia identità di scrittore non è negoziabile”.

Ma i romanzi bisogna pur venderli.
“Non ho mai pensato di vivere di diritti d’autore. Alla fine uno come me è destinato a rimanere solo. Non ho una famiglia alle spalle che mi protegga. Non appartengo ai clan, non sono iscritto ai partiti. Da sempre detesto la figura dell’intellettuale organico. Che cos’è: un suggeritore, un imbonitore, un servo? Sono disorganico a tutto”.

E’ il suo modo di salvarsi?

“A un prezzo carissimo. Sono due settimane che non esco di casa, che non incontro nessuno, non vado a cene mondane. Non entro nei ristoranti. Cosa faccio? Cucino cotechino e lenticchie e metto su pancia”.

Cosa la spinge a questa vita da recluso?
“Fuori incontri gente che è convinta di avere la verità in tasca e pensa di illuminarti. Ma questo non è il paese dei Lumi. Non vedo alcuna speranza di miglioramento. Per questo ho smesso di scrivere”.

Non le manca la scrittura?
“Perchè dovrebbe? Quello che avevo da dire l’ho detto. Vengo dalla scuola severa del grande autodidatta. Non sono il semplice amateur. Lo scrittore è la coscienza della nazione. Se non è tale non è niente. Ma qui c’è ancora una nazione?”.

Ce lo dica.
“Non le rispondo, non sono un demagogo, non mi rivolgo alle folle. La letteratura è un fatto elitario. In me non c’è la minima predisposizione al mercimonio ed alla prostituzione”.

Eppure nel secondo dei suoi racconti c’è un elogio quasi malinconico di un giovane prostituto.
“E’ un lavoro come un altro, del resto non c’è cosa che non sia mercificata. Se è mercificato il pensiero perchè non dovrebbe esserlo un quarto di carne? La carne umana è la merce più a buon mercato che abbiamo. Non sono gli amanti prezzolati, le escort, i leccaculo che da noi mancano. E poi, gli uomini e le donne sono talmente insicuri di sè che è chiaro che stanno solo cercando un padrone. Tutti vogliono un padrone. La mia lotta, quando incontro qualcuno, è restituirgli la stima in se stesso”.

E cosa si aspetta di ottenere?
“Non lo so e non m’importa di saperlo. A volte mi rimproverano di investire energie sulle persone sbagliate. Ma non ci sono persone giuste. Le persone sbagliate sono le uniche su cui vale la pena di prodigarsi. Sono le uniche davvero spossessate di sè”.

Echeggia il retaggio cattolico.
“Solo una persona profondamente anticlericale e aconfessionale può essere buona come me. Io posso essere generoso con un nemico, un cattolico difficilmente”.


E’ una forma di gratuità più che di generosità.

“E’ vero perchè la gratuità richiede una grandezza che il generoso non sempre possiede. E poi a me piace stupire”.

Cosa significa stupire?
“Dare la sensazione che non stai agendo in base ad un istinto di rapina. Stupire significa costringere qualcuno a ricredersi su di te, su di sè e conseguentemente sul mondo”.

In passato lei stupiva giocando sui suoi gusti sessuali.
“Cosa vuole che le dica: ho praticamente smesso di fare sesso. Sono un omosessuale ideologico. I maschi cominciano a farmi schifo. All’odore del caprone in palestra preferisco la castità”.

O le donne, visto l’elogio sperticato che ha fatto di Carla Bruni.
“Un’eroina della nostra contemporaneità”.

Che cosa l’affascina di queste figure femminili: prima Liala, poi Zsa Zsa gabor e adesso la moglie di Sarkozy?
“E’ un movimento ascensionale. Liala conquista le analfabete e comunque insegna loro a lavarsela. Zsa Zsa conquista gli uomini. Non fa film ma è la più grande attrice della vita. La Bruni conquista il potere vero. In lei vedo la capacità ormai in estinzione di essere virile”.

Si spieghi.
“La virilità è un progetto, la femminilità una condizione. Mettendo insieme queste due cose Carla Bruni ha conquistato una nazione, i francesi sono pazzi di lei. Non ha compiuto un passo falso. Ha tutta la mia ammirazione”.

I detrattori insinuano che abbia fatto tutto per calcolo.
“E allora dov’è lo scandalo? I critici come al solito non hanno capito che Carla Bruni ama tanto di più Sarkozy proprio in quanto non lo ama. Troppo facile amare qualcuno perchè lo ami. Prova ad amare qualcuno senza amarlo. E’ durissima”.

E lei ha amato?
“Ho cercato la merla bianca. Ma avevo già la mia opera e me stesso”.

Di se stesso, del suo corpo scrive: il mio è un corpo che non si vendica su di me.
“Nel senso che sono costantemente aggiornato su di me, anche quando muto, quando mi trasformo, quando mi travesto”.

Inclinazione camaleontica?
“Travestirmi equivale a sentirmi come Giorgio Samsa che Kafka trasforma in scarafaggio: sono un personaggio che può vivere indifferentemente in un romanzo o nel mondo”.

Che cos’ha fatto in questi anni di silenzio?
“Sono stato benissimo. Non ho fatto una bella mazza di niente. Non ho scritto, non sono andato in televisione, non ho avuto sfoghi sessuali. In compenso ho cambiato tantissime stanze d’albergo in Europa Non c’è stata cosa più bella che staccarsi da tutto e chiudere il rubinetto. Così se mi faranno fuori non ci sarà nessuno che mi rimpiangerà”.

Rimpiangeremmo il suo talento indiscusso.
“Mi hanno fatto il vuoto attorno perchè tra l’altro sono una persona troppo spiritosa”.

Di sè lei ha scritto in uno dei racconti: sono un ex cameriere con il complesso di superiorità.
“E’ vero. Ho avuto la fortuna di non essere un figlio di papà, di non studiare nelle scuole di Stato. Tutti quelli che erano handicap insormontabili li ho trasformati in grotte di Aladino piene di tesori. E poi, se uno non ha fatto il cameriere e non ha visto la vita dal basso, o dal sotto di una tovaglia, non può aspirare al trono”.


Lei ha anche detto: si può smettere di scrivere ma non si può smettere di essere scrittori.

“Essere scrittore è per me possedere un terzo occhio. In questi anni di voluta inattività si è molto acuito”.

Chi è per lei uno scrittore?
“Prenda me, come parlo, come mi muovo, come gestisco il mio corpo, prenda le mie opere e da lì capirà chi è scrittore e chi non lo è. Non è una cosa di cui posso vantarmi, perchè per il fatto di essere scrittore non me ne torna niente in tasca”.

Tutto accade perchè deve accadere.
“Eppure non mi spiego perchè le ho rilasciato questa intervista. Ha mai scritto su di me negli ultimi anni?”.

No, dovevo?
“Io nasco respinto. Mio padre non mi voleva, mia madre desiderava una femmina. Io nasco e già avevo un completino rosa”.

Da neonato ha cominciato a scavare l’abisso fra lei e il mondo.
“Preferisco essere respinto che accettato, parola davvero miserabile. Chi siete voi per tollerarmi? Dei lombrichi. Ammettetelo e io vi trasformerò in draghi volanti. Il segreto è tutto qui”.

 

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Le sculture di Francesco De Molfetta e Matteo Negri in mostra a Sassuolo (MO)

15 Gennaio 2010

L’Associazione Culturale Arscenica di Sergio Annovi, in collaborazione con il Comune di Sassuolo e l’Assessorato alla Cultura sono lieti di presentare L’impero degli oggetti, mostra bipersonale di Francesco De Molfetta e Matteo Negri che inaugurerà Sabato 23 Gennaio alle

ore 18,00.

All’interno degli spazi della Paggeria Arte, storica sede sassolese di importanti mostre ed eventi legati all’ arte contemporanea, saranno esposte le opere dei due giovani scultori milanesi.

Per l’occasione Francesco De Molfetta e Matteo Negri esporranno un ventina di opere facenti parte della loro più recente produzione artistica. In questi nuovi lavori entrambi gli artisti operano una sorta di defunzionalizzazione dell’o

Nelle opere di Francesco De Molfetta (Milano 1979) lo

spazio diventa una sorta di scenografia dove gli oggetti e le sculture sono protagonisti di scene che possono essere lette talvolta come vignette umoristiche, altre come rappresentazioni teatrali.

De Molfetta mette in scena una serie di opere concettuali dove realtà e finzione si confondono senza soluzione di continuità; le sue sculture assomigliano infatti a dei ready made recuperati nel patrimonio dell’immaginario collettivo: allarmanti icone del contemporaneo, oggetti e stereotipi del consumismo più spietato, oggetti più comuni ai quali è stata tolta la loro originaria funzione. Il giovane artista milanese li isola dal loro contesto e li obbliga a mutare il proprio concetto di verità, costringendo il pensiero ad andare oltre e a rinunciare ad ogni stabile certezza. Si tratta di microcosmi che generano un sentimento di spaesamento, un mix di estraneità e familiarità, che si risolve infine in una comicità affascinante e al contempo ironica.

Nella sua ricerca plastica Matteo Negri (Milano 1982) utilizza tecniche artigianali e attribuisce una particolare attenzione alla manualità come possibilità di ricerca e di scoperta.
Anche la scelta dei materiali è molto importante: nella serie delle mine, realizzate in ceramica smaltata, è evidente il contrasto tra la tipologia dell’oggetto e il materiale scelto; la mina stessa, strumento di distruzione, subisce la violenza e il rischio di frantumarsi per la fragilità della ceramica con la quale è realizzata.

Altrettanta ironia pervade anche la serie L’Ego: i famosi mattoni da costruzione sono qui snaturati, privati della capacità di espletare la funzione per cui sono creati: non c’è più possibilità di costruire, i lego in resina si presentano come oggetti fini a se stessi, di cui si può solo apprezzare l’aspetto cromatico e formale. Da giochi per bambini diventano giochi per adulti, opere d’arte nelle quali riconoscere parte della nostra infanzia

ggetto che, privato appunto della sua funzione primaria, assume molteplici sfumature concettuali legate ad un unico comune denominatore: l’ironia.

 

 

Marche Centro d’Arte

15 Gennaio 2010

La Galleria Marconi di Cupra Marittima riprende la programmazione della rassegna Non lo so e non lo voglio sapere. Domenica 17 gennaio alle 18.00, infatti, si inaugura il primo appuntamento di Marche Centro d’Arte, mini ciclo di tre mostre dedicato ai fermenti artistici marchigiani, che viene riproposto dopo il successo dello scorso anno
La curatrice Cristina Petrelli presenta il lavoro di Roberto Cicchinè, Armando Fanelli, Niba e Ivana Spinelli, quattro artisti che utilizzando linguaggi diversi danno il senso della situazione dell’arte nel nostro territorio.

 
“Distanziarsi dal momento presente per rileggere il vissuto. Un procedere che non segue una successione lineare, ma percorre strade anomale dove il prima e il dopo si trovano ad esistere nel medesimo istante.
Negli scatti fotografici di Roberto Cicchinè la memoria individuale partecipa alle scelte collettive, cristallizzandosi nel simbolo. L’inevitabile dissolvimento diventa indizio dell’attraversamento necessario che predispone al nuovo.
Nel video Armando Fanelli traccia una mappa emotiva in cui l’infinita complessità dei rapporti umani si rende percepibile attraverso il confine poroso dell’epidermide, un processo che continua nelle foto, dove ciò che normalmente resta celato viene prepotentemente esibito.
Nelle sculture di Niba rimane solo la forma del corpo femminile imprigionato in aderenti tute di latex. Il riflesso acquista consistenza nel gioco simmetrico della duplicazione, celebrando il carattere effimero dell’apparenza.
Nell’installazione di Ivana Spinelli oggetti della vita domestica si susseguono l’uno dopo l’altro. L’uso dell’inchiostro nero sul bianco dello sfondo assegna all’immagine un’esistenza incerta, in bilico tra affermazione e scomparsa.
Il percorso tracciato dagli artisti, mediante i lavori esposti, consolida l’intuizione che in ogni esperienza individuale si stratifichi non tanto quello che si desidera ricordare quanto tutto ciò con cui si viene a contatto in modo del tutto involontario. Emerge incontrastato il fluire del tempo, l’eterno divenire dell’esistenza”. (Cristina Petrelli)

 
Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell’arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell’umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche?
Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall’affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c’è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza.
Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po’ male. Chi la adotta può sembrare un po’ fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa.
Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre?
La risposta in fondo è già nel titolo

scheda tecnica/technical card
 
curatore/curator by Cristina Petrelli
testo critico/art critic by Cristina Petrelli
 
ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori
 
relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
webmaster http://www.siscom.it

 
dal 17 gennaio al 14 febbraio
from 17th january to 14th february
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.
 
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galmarconi@siscom.it
web http://www.siscom.it/marconi

Salvo - Récits

11 Gennaio 2010

S A L V O
“ R É C I T S ”

A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
La mostra raccoglie un nutrito corpo di oCiminierepere, dagli inizi degli anni Ottanta sino ad oggi, grazie alle quali sarà possibile tracciare una breve ma esemplificativa cronistoria dell’artista. L’esposizione che la galleria Dep Art dedica a Salvo, a distanza di due anni dalla precedente, si svilupperà a partire dalle Lapidi per poi passare attraverso il Ritorno alla pittura (di cui l’artista è stato un precursore), fino ad arrivare ai soggetti più recenti, così da ripercorre oltre trent’anni di intensa attività creativa. “Notturni”, “Primavere”, “Minareti”, “Città”, “Interni con funzioni straordinarie”, sono solo alcuni dei temi attorno ai quali è stato possibile comporre il ritratto di un artista che ha sempre saputo infondere grazia e ingegno in ogni sua opera.
 OttomaniaSalvo è tra i pochi artisti italiani capaci di sintetizzare concezione ed esecuzione, dimostrando che il pensiero e il fare, la riflessione e il mestiere, sono assolutamente complementari.
Volume, superficie, spazio, luce e colore sono i veri protagonisti di queste sue Creazioni idealizzate, in cui regna una calma sovrana che è memoria (storica) ma anche poesia (del tempo passato).
Si tratta per lo più di archeologie e architetture rivisitate in forme semplici, asciutte, “classiche” nel loro genere, che si rifanno a un malinconico arcaismo; in esse proliferano i punti di vista, gli scorci, le fughe prospettiche, in un continuo addensarsi di colori che sono dolcemente graduati tra coni d’ombra e luce.
Bosnia ErzegovinaDa ultimo, ne emerge un mondo tanto personale quanto peculiare, in cui la realtà si trasfigura in un artificio di rara intensità e intelligenza, a riprova del fatto che “i pittori devono meditare coi pennelli in mano”.
Salvo - Leonforte (En) 1947
Vive e lavora a Torino 
Ha partecipato a numerose mostre in importanti musei, gallerie o manifestazioni in Italia e all’estero, tra cui la Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1984, Documenta 5 nel 1972 e la mostra Die Sammung Paul Maenz a Weimar nel 1999. Ha avuto mostre personali al Museo Boymans-van Beuningen a Rotterdam, alla Villa delle Rose di Bologna nel 1998, alla Gamec di Bergamo nel 2002, al Trevi Flash Art Museum nel 2003 e, nel 2007, alla Gam di Torino.
SALVO
Récits
6 marzo – 30 aprile 2010

Galleria Dep Art
via Mario Giuriati, 9
20129 Milano
Tel/Fax +39 02 36535620
www.depart.it - art@depart.it
Dal Martedì al Sabato dalle 15 alle 19
Mattina e Festivi su appuntamento
Ingresso libero
Disponibile catalogo con testo del curatore 

Teatro Ragazzi: con “SHAHRAZAD E LA LAMPADA DI ALADINO” Francesca Brusa Pasqué porta in scena fiabe, musiche e atmosfere da “Le mille e una notte”.

9 Gennaio 2010

shahrazade-fbp.jpg

Continua il giro del mondo di Francesca Brusa Pasqué, attrice varesina dalla formazione ricca e complessa che, da alcuni anni, ha indirizzato la propria ricerca verso il teatro di narrazione elaborando, per il pubblico più giovane, spettacoli ispirati a fiabe, miti e leggende appartenenti a mondi lontani e poco conosciuti. Il suo impegno, artistico ed umano, nel superare la distanza e, spesso, la contrapposizione tra culture diverse, le è valso il prestigioso invito alla XXIX edizione di Operaestate Festival Veneto, celebre manifestazione internazionale d’avanguardia, a cui l’attrice ha partecipato con ben tre spettacoli ambientati rispettivamente in India, in Brasile e nell’Est europeo.

Francesca Brusa Pasqué ci conduce ora a scoprire l’incanto del Medio Oriente, e lo fa evocando una figura femminile leggendaria, un’eroina che rimanda ad un mondo fantastico, caratterizzato da atmosfere sospese, giochi d’acqua, pietre preziose, sete e fruscii: Shahrazad.

Perché Shahrazad? Oggi ha ancora senso parlare di lei, usando come pretesto una fiaba antica conosciuta da tutti?

La risposta è rivelata nel preambolo de “Le mille e una notte”; la splendida raccolta di storie inizia infatti con l’atto eroico di Shahrazad che cerca di salvare il suo popolo e se stessa non tanto grazie alla bellezza quanto, piuttosto, grazie alla profonda cultura e alla sua straordinaria capacità affabulatoria, acquisita in anni di lettura, studio e ricerca.

Lo spettacolo è costruito in modo da far conoscere la forza della narrazione ricalcando la struttura de “Le mille e una notte”, ossia attraverso l’artificio narrativo del racconto nel racconto: sulla scena si narra la storia di Shahrazad che, a sua volta, narra la storia della lampada di Aladino al re Shahriyar, durante la prima notte di nozze.

Grazie anche all’ausilio di stoffe, oggetti esotici e strumenti musicali suonati in scena, il pubblico sarà condotto dalla voce narrante in un viaggio che lo porterà nella magica atmosfera mediorientale, nel mondo luccicante dei palazzi dei sultani, dei giardini fioriti, degli incantesimi dei maghi cattivi e dei desideri esauditi da geni meravigliosi.

 

 

SHAHRAZAD E LA LAMPADA DI ALADINO”

di e con Francesca Brusa Pasqué

Sabato 9 gennaio 2010, ore 15.00.

Area Metropolis 2.0

Via Oslavia 8, PADERNO DUGNANO - MILANO

SITO PERSONALE DELL’ARTISTA:

www.francescabrusapasque.net

Faccia a Faccia - Claudio Sacchi / Ferdinando Quintavalla

15 Dicembre 2009

terza-piccola.jpgmostra_pesaro_piccola.jpgMartedi 15 dicembre alle ore 18 a Pesaro alla Chiesa della Maddalena,nei pressi del Conservatorio, si inaugura una mostra di pittura dedicata a Claudio Sacchi e Ferdinando Quintavalla .La mostra a cura di Gilberto Grilli è organizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune e dei Musei Civici .


I due artisti rappresentano due eccellenze dell’arte figurativa italiana conosciuti a livello internazionale.
Claudio Sacchi è nato a Pesaro nel 1953, ha frequentato la Scuola d’Arte di Urbino e l’Accademia di Belle Arti di Firenze .Fondamentale per la sua formazione sono stati gli incontri con Pietro Annigoni ed Enrico Del Bono.Ha trascorso lunghi periodi in Inghilterra e Olanda ,attualmente vive a Firenze ,dove svolge anche una notevole attività di ritrattista . Vittorio Sgarbi così ne descrive l’opera :”Sacchi, pittore di formidabile virtuosismo tecnico , potrebbe sembrare subito un artista antico , invece intende semplicemente ribadire la legittimità e la piena dignità di un modo di fare arte , quello legato alla tradizione , che la critica contemporanea per molto tempo ha voluto assurdamente rimuovere dalle nostre coscienze…”.
Ferdinando Quintavalla è nato a Parma nel 1951 , autodidatta , di grande impegno e notevoli doti artistiche realizza opere in cui risaltano la naturalezza e la spontaneità dello stile che le rendono di immediata lettura
M. Nardini

La mostra continua fino al 30 dicembre 2009

orario: tutti i giorni festivi compresi dalle 17 alle 22

ingresso: gratuito

info-line 3475151916 -  e.mail: nardini.maurizio@gmail.com

SCHEDA INFORMATIVA
protagonisti: CLAUDIO SACCHI - FERDINANDO QUINTAVALLA
organizzazione:Gabriele Bonazza
sede:Chiesa della Maddalena - via Zacconi PESARO (PU)
inaugurazione: 15 dicembre 2009 ore 18
orari: tutti i giorni festivi compresi dalle 17 alle 22
ingresso: libero
recapiti per info:3475151916 - nardini.maurizio@gmail.com

Angelique DeVil presenta Planète Amoureuse

15 Dicembre 2009

Angélique DeVil

Presenta:

Planète Amoureuse

Art Erotique, per un nuovo indiscusso pianeta amoroso”

Con le opere di Roberto di Rocco, Tiziano Saitta, Tampaxlove

Planète Amoureuse, il contenitore emotivo in cui il corpo assume un’ indiscussa centralità fatta di esperienze fisiche, sguardi, profumi, sensazioni, a cui hanno aderito 18 artisti è ora ospite, dopo il successo della presentazione ufficiale del 3 dicembre, per la prima collaborazione con l’esclusivo concept store Angélique DeVil, un luogo dedicato a donne raffinate che amano reinventarsi attraverso nuove esperienze, perseguendo, sempre con stile, il piacere sensuale ed estetico.

3 artisti, 3 sguardi, 3 emozioni:

Roberto di Rocco ritrae soggetti volutamente sospesi, rimandando lo sguardo dello spettatore verso un mondo in bilico tra realtà e visione dove il corpo assume il ruolo centrale della ricerca.

Tiziano Saitta crea un insieme di percezioni, un tumulto di emozioni dove il soggetto non è mai una figura ben definita.

Tampaxlove presenta un’opera dalle linee sinuose, una creazione sensuale ed onirica a metà strada tra la pop art e il fumetto.

Inaugurazione:

Domenica 20 dicembre 2009 ore 18

un brindisi per augurare a clienti, amici e voyeurs un 2010 sensuale

Indira Fassioni

Chiara Gallotta

Via Privata Schiaffino, 25

 Milano 

rosaspinto@hotmail.it

skype: indirarosaspinto

tel: 3338864490

 

Angelique DeVil

Via Cerva 7

Milano

tel: 0292885593

info@angeliquedevil.com

‘Rosso’: arti visive alla Bottega d’Arte Merlino di Donoratico

11 Dicembre 2009

Dal 12 Dicembre 2009 al 15 Gennaio 2010, presso Merlino Bottega d’Arte in via Mazzini 5 a Donoratico (Li) è allestita un’originale collettiva dedicata, per titolo e per tema, al re dei colori: il ‘Rosso’.
Partecipano dodici artisti contemporanei molto diversi fra loro per formazione e stile, ma tutti impegnati da tempo in un profondo percorso di ricerca: Francesco Baglioni, Rosario Bellante, Daniela Caciagli, Andrea Carciola, Giuseppe Castelli, Beatrice Davino, Giulio Gamberucci, Silvia Masi, Andrea Melilli, Corinna Pandolfi, Daniele Ricci, Valente Taddei.
“Tracciare un segno rosso è come gridare. Di rabbia, di gioia, di piacere, d’amore…”, scrive Franco Cardini nella presentazione della mostra.
Ognuno di questi artisti, trovato il suo rosso, ci ha lavorato per restituirlo allo spettatore nel modo più franco e diretto possibile, ognuno attraverso il suo stile personale. Il loro è davvero un rosso intimo, totale o appena accennato, talora esasperato e sofferto: rosso di sangue, di passione, d’amore e di energia; rosso di azione e anche di amara impotenza.
La mostra, curata da Giovanna Cardini, è aperta dal lunedì al sabato, con orario 10.30/13.00 e 16.30/19.30; domenica, solo su appuntamento (tel. 338/3995511).
Web: www.merlinobottegadarte.com.

Christmas Tree D’Artista

10 Dicembre 2009

Christmas Tree D’Artista: La definitiva mostra di Natale è una mostra circoscritta nello spazio di un albero sintetico, una collettiva inusuale che raccoglie una moltitudine di linguaggi che seguono tutti la stessa base di partenza: la palla natalizia. E’ stato chiesto agli artisti di realizzare una palla decorativa per l’albero di Natale lasciando piena libertà creativa.
Il periodo Natalizio è il momento dell’anno più singolare, le strade diventano più luminose, le case più decorate, il cibo aumenta in dosi eccessive, le vetrine dei negozi vengono riempite di ogni prodotto, ma nel terzo millennio e nei tempi di crisi finanziaria e sanitaria cosa significa tutto questo? La secolarizzazione della società contemporanea non risparmia di certo il Natale, la simbologia cristiana diventa un semplice decoro, l’affanno consumistico aumenta e forse il famoso detto “A Natale si è tutti più buoni” perde di significato. Le iniziative di arte contemporanea legate al natale non si contano più: allora perchè Christmas Tree D’Artista?

“L’albero di Natale è un simbolo sospeso tra sacro e profano, luminoso e decorativo offre un’immagine di ricchezza, diventando talvolta anche un simbolo di potere. Eppure al tempo stesso evoca sogni, festa e gioia, il posto sotto al quale si trovano i doni. L’abete che nella tradizione nordica accoglieva i bambini portati dalla cicogna è posto a rappresentare l’arrivo del bambino Salvatore del Cristianesimo. Ogni artista ha realizzato una decorazione per l’albero, un momento del proprio percorso artistico che va a incontrare il Natale, una festa che nonostante tutte le critiche rivolte al consumismo che gli ruota intorno, resta un momento fondamentale per continuare a sognare e sperare in un mondo migliore”. (Dario Ciferri)

Ogni artista ha dato la sua risposta, ognuno seguendo il proprio linguaggio, le proprie ossessioni, il proprio pensiero. Le opere proposte si interrogano sul Natale e tutti i suoi annessi passando dalla denuncia all’ironia, dalla religione alla provocazione.

L’evento a cura di Dario Ciferri coinvolge 23 artisti: Laura Baldini, Alberto Barbadoro, Max Bottino, Domenico Buzzetti, Luca Caimmi, Giacomo Carnesecchi, Veronica Chessa, Roberto Cicchinè, Tiziana Contino, Francesco D’Isa, Veronica Dell’Agostino, Francesco Diotallevi, Massimo Festi, Alice Grassi, Alessandro Grimaldi, Erika Latini, Dario Molinaro, Erika Patrignani, Michele Pierpaoli, Giorgio Pignotti, Rita Soccio, Valeria Stipa, Rita Vitali Rosati. L’inaugurazione di Christmas Tree D’Artista è prevista per il giorno 12 dicembre 2009 alle ore 18.00 negli spazi della home gallery Sponge di Pergola. La mostra sarà visitabile fino al 9 gennaio 2010.

Per informazioni consultare il sito www.spongeartecontemporanea.net

Titolo: Christmas Tree D’Artista: La definitiva mostra di Natale
Artisti: Laura Baldini, Alberto Barbadoro, Max Bottino, Domenico Buzzetti, Luca Caimmi, Giacomo Carnesecchi, Veronica Chessa, Roberto Cicchinè, Tiziana Contino, Francesco D’Isa, Veronica Dell’Agostino, Francesco Diotallevi, Massimo Festi, Alice Grassi, Alessandro Grimaldi, Erika Latini, Dario Molinaro, Erika Patrignani, Michele Pierpaoli, Giorgio Pignotti, Rita Soccio, Valeria Stipa, Rita Vitali Rosati
Cura: Dario Ciferri
Luogo: Sponge Living Space, via Mezzanotte 84 - 61045 Pergola (PU)
Coordinamento e comunicazione: Sponge ArteContemporanea
Inaugurazione: sabato 12 dicembre 2009, ore 18:00
Periodo: 12 dicembre 2009 - 9 gennaio 2010 visita su appuntamento
Info: +39 339 4918011, pressoffice@spongeartecontemporanea.net

Attorno al fuoco con gli Acholi

30 Novembre 2009

Attorno al fuoco con gli Acholi è il titolo della mostra fotografica allestita a scopo umanitario a Cupra Marittima, dal 06 dicembre al 06 gennaio presso la Galleria Marconi in c.so Vittorio Emaneule 70. L’installazione si compone di circa 70 foto inedite sulla vita nei campi profughi del nord Uganda, esposte per raccogliere fondi da destinare alla tribu’ degli Acholi, in particolare per i progetti che l’Associazione Casa della Speranza sta realizzando nella parrocchia di Atanga distretto di Pader.
La mostra fotografica sarà inaugurata domenica 06 dicembre alle ore 15:00 dal vescovo della diocesi di San Benedetto del S.E. Gervasio Gestori e dal Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani, ed è organizzata con il patrocinio della Provincia di Ascoli Piceno, del Comune di Comunanza e del Comune di Cupra Marittima.

“Abbiamo scelto di raccontare la vita quotidiana degli Acholi - un ideale cammino, dal mattino fino a sera. Sia la scelta delle inquadrature, sia la decisione di privilegiare alcuni aspetti piuttosto che altri, riflettono un preciso intento: porgere il sorriso e la dolcezza che si riesce a cogliere sul viso degli Acholi, nonostante anni di violenze ripetutamente subite”. (Pietro Antonelli)

L’iniziativa nasce dal desiderio di aiutare concretamente questo popolo che per venti anni ha vissuto nei campi profughi a causa dei violenti scontri armati tra i guerriglieri di Lord Resistance Army e le forze governative ugandesi.
Il conflitto ha costretto la popolazione del Nord Uganda a vivere in campi per sfollati. In questo periodo 100 mila persone sono morte, 25 mila bambini sono stati rapiti per combattere, un milione e mezzo di persone sono state costrette a lasciare le loro case e a vivere in accampamenti per rifugiati.
In una recente intervista il Vice-Segretario Generale dell’ONU Jan Egeland ha così commentato: ” Quello del nord Uganda è uno dei peggiori disastri umanitari del mondo e noi, come Nazioni Unite, abbiamo fatto troppo poco “.
Da circa due anni sono iniziati i peace talks, dialoghi di pace, tra il Governo dell’Uganda e i ribelli. Questa tregua ha consentito alla popolazione di cominciare una lenta rinascita, anche se ancora oggi gran parte degli Acholi vive nei campi profughi e la paura ed il terrore non sono scomparsi.
La mostra è stata ideata per un duplice scopo: informare l’opinione pubblica e raccogliere un aiuto concreto da destinare alla parrochia di Atanga.
I liberi contributi raccolti tramite la vendita delle fotografie saranno consegnati a Don Ciprian Ocen P’Akece e verranno utilizzati a finanziare le seguenti iniziative: Dispensario Medico, Nursery, sostegno allo studio .

Vi aspettiamo numerosi presso la Galleria Marconi di Cupra Marittima con l’augurio che presto il popolo degli Acholi possa trovare una stabile serenità di vita.

scheda tecnica
curatore Pietro Antonelli
ufficio stampa Dario Ciferri
relazioni esterne e promozione delle attività Marco Croci
fotografiaMarco Biancucci©

orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20

Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
web www.siscom.it/marconi

Casa della Speranza
CCP 78125420
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FRANCESCA NACCI “LA DANZA DEGLI OCCHI”

30 Novembre 2009

TINO BELLINI, Antichità, Arte e Restauro presenta

FRANCESCA NACCI “LA DANZA DEGLI OCCHI”a cura di Stefano Pizzi Inaugurazione mercoledì 2 dicembre, h. 18.30. 

Roberto Bellini con questo evento interpreta il desiderio di riavvicinare il mondo dell’antiquariato all’arte contemporanea creando il ciclo di mostre intitolato SCHEGGE DI ARTISTA: un momento ed un luogo dove poter esporre nuovi artisti  e poter presentare oltre alle loro opere più rappresentative anche piccole cose, impressioni, frammenti così che l’arte sia accessibile a tutti.

Francesca Nacci inaugura questo ciclo e dissemina lo spazio di tribali, colorate e profonde presenze.

 

Profonde si, perché nell’inafferrabilità di quegli sguardi che certo sono un pretesto per fare pittura cogliamo comunque un’interiorità sensibile e attenta, una nota poetica non comune, un desiderio di coinvolgere chi guarda e al contempo si fa guardare.

Già qui ci inoltriamo in un territorio che sebbene denoti l’appartenenza a un’area figurale, ne sottolinea al contempo la movenza concettuale.

Questi ritratti sono poi stravolti, lavorati, oltraggiati, gestualmente dipinti, scritti … e continuano a guardarci.

Hai voglia a leggere o decifrare ogni componente di matericità, cromìa, segno, alla fine sono sempre degli sguardi che ti trovi davanti.

Scrutano … indagano. O forse semplicemente chiedono. E cosa possono chiedere degli occhi dipinti  se non una dovuta attenzione?

Questo allora è ciò che domandano gli adolescenti dell’artista.

Attenzione…

Questi occhi, alla fine, sono gli occhi di noi tutti ed è per questo che ne proviamo turbamento… perché narrano le nostre esistenze ed i nostri travagli, le nostre gioie, le nostre angosce…

Sono il grande racconto, e l’ancor più grande quesito, sul significato della vita.

E sono l’espressione di un’artista  che ricerca e si cerca senza paura. Non accademici, incontaminati, freschi, puri ed immuni da committenze ed esigenze di mercato.

La chiamano pittura.

 LA DANZA DEGLI OCCHI:

Inaugurazione mercoledì 2 dicembre, h. 18.30

La mostra sarà aperta dal 3 al 24 dicembre.

Per Informazioni rivolgersi allo 02-86462086.

 TINO BELLINI                                                                                                 Antichità, Arte e Restauro                                                                                      Via Madonnina 12                                                                                                    20121 Milano                                                                                                           02-86462086                                                                                                            tinobellini@lifegate.it                                                                                               Rosaspinto Ufficio Stampa♥Indira FassioniChiara GallottaVia Privata Schiaffino, 25I - 20158 Milano e-mail: rosaspinto@hotmail.ittel: 3338864490